La parola “hacker” fu usata per la prima volta negli anni sessanta per descrivere un programmatore o un individuo che, in un’era di competenze informatiche altamente limitate, era in grado di aumentare l’efficienza del linguaggio del computer in maniera da rimuovere, o “hackerare”, le istruzioni in eccesso del codice macchina da un programma. Si è poi evoluta nel corso degli anni per riferirsi a una persona con una conoscenza avanzata di PC, networking, programmazione o hardware. Eroi contro emarginati. Il termine “hacker” ha diviso per molto tempo l’opinione di esperti, media e pubblico tra questi due poli, rafforzando i cliché legati a questa controversa figura.
Per proteggersi dalle minacce è utile informarsi sui rischi che si corrono e possedere nozioni di base sulle misure d'adottare.
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Stormshield, hacker figura controversa: cosa c'è dietro lo stereotipo?
La parola “hacker” fu usata per la prima volta negli anni sessanta per descrivere un programmatore o un individuo che, in un’era di competenze informatiche altamente limitate, era in grado di aumentare l’efficienza del linguaggio del computer in maniera da rimuovere, o “hackerare”, le istruzioni in eccesso del codice macchina da un programma. Si è poi evoluta nel corso degli anni per riferirsi a una persona con una conoscenza avanzata di PC, networking, programmazione o hardware. Eroi contro emarginati. Il termine “hacker” ha diviso per molto tempo l’opinione di esperti, media e pubblico tra questi due poli, rafforzando i cliché legati a questa controversa figura.
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Rivelate le procedure di polizia per entrare in Facebook ed altri account
Su Cryptome.org, un sito creato nel 1996 da John Youngche e che svolge attività simili a Wikileaks, sono state pubblicate alcune guide, in uso alle forze di polizia, con le procedure da seguire per avere accesso alle informazioni degli utenti di Facebook, dei servizi di Microsoft come Hotmail, e di altre aziende informatiche come AOL, Blizzard o Yahoo!. Si tratta di trentatrè documenti, molti dei quali riservati, che spiegano come la polizia riesce ad accedere alle informazioni dei vari account, quali dati sia possibile ottenere e, soprattutto, per quanto tempo questi vengano conservati nei server dei provider Usa.
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Cyberoam: Wikileaks pretesto per attacchi informatici dei cybercriminali
Secondo la società specialista in sicurezza Cyberoam, i prossimi pericoli verranno dai cybercriminali che, nel tentativo di imitare Wikileaks, tenteranno di colpire gli utenti internet con azioni legate a phishing, malware e molto altro ancora, dietro richieste di false donazioni ed utilizzando i siti di social networking come Facebook, LinkedIn, ecc. Alla luce degli sviluppi della controversa questione Wikileaks, lo specialista della sicurezza Cyberoam anticipa quelli che saranno i prossimi pericoli provenienti dai cybercriminali che, nel tentativo di imitare Wikileaks, tenteranno di colpire gli utenti internet con azioni legate a phishing, malware e molto altro ancora. Non vi e' mai stata cosi' tanta attenzione riversata sul tema della liberta' di espressione come di recente.
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