Visualizzazione post con etichetta Rogue. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Rogue. Mostra tutti i post

Kasperky Lab pubblica la condizione del malware a gennaio 2011

La maggior parte dei programmi malware, particolarmente complessi, nasconde la propria presenza nel sistema e operano a insaputa dell'utente. Tuttavia per attuare i suoi schemi fraudolenti, la cybercriminalità ha bisogno della partecipazione attiva dell'utente. Per poter sfuggire alle trappole dei cybercriminali è pertanto di estrema importanza che l'utente conosca quali sono gli approcci utilizzati.

I cybercriminali sfruttano spesso la diffusione di certi servizi Internet o di determinati prodotti. Anche la popolarità di cui godono i prodotti «Kaspersky Lab» non è sfuggita all'attenzione dei cybercriminali e in gennaio se ne avuta una chiara conferma. Come anche in passato si continua a registrare un'attiva diffusione di programmi adware. Senza richiedere il consenso dell'utente, l'AdWare.Win32.WhiteSmoke.a, che si è aggiudicato il 12° posto nella classifica dei programmi malware riscontrati in Internet, aggiunge sulla scrivania del PC lo shortcut «Improve your PC». Dopodiché, quando l'utente vi clicca sopra, si apre una pagina con l'invito ad «eliminare dal computer eventuali errori» che compromettono le prestazioni del PC. Se l'utente accetta l'invito, sul suo computer si installa un programma denominato RegistryBooster 2011 che effettua una scansione del computer e si offre di eliminare a pagamento i problemi individuati.


Il componente del diffuso adware FunWeb Hoax.Win32.ScreenSaver.b, sebbene alla sua prima apparizione nella TOP 20 dei malware bloccati nei computer degli utenti, si è piazzato subito al 4° posto. Ricordiamo che FunWeb fa parte di una famiglia di adware, i rappresentanti della quale figurano ininterrottamente da un anno nelle classifiche dei malware più diffusi. Questi adware predominano nei Paesi anglofoni, quali gli Stati Uniti, il Canada, la Gran Bretagna e anche l'India. Per l'ennesima volta invitiamo gli utenti a non ignorare gli aggiornamenti critici. Nella TOP 20 di gennaio delle minacce più diffuse bloccate nei computer degli utenti si è piazzato l'Exploit.JS.Agent.bbk (al 20° posto) che sfrutta la vulnerabilità CVE-2010-0806. Sebbene questa vulnerabilità sia già stata riparata alla fine del marzo 2010 (la patch è disponibile a questo indirizzo, oltre che dall'Agent.bbk viene anche sfruttata da altri malware presenti nella TOP 20 (al 6° e al 1° posto). Ciò significa che la breccia nel software non è ancora stata chiusa in molti computer e continua quindi ad essere efficacemente sfruttata dai cybercriminali.


Il download di file per mezzo di malware Java con il metodo OpenConnection, che ha cominciato ad essere utilizzato dai cybercriminali nell'ottobre dell'anno scorso, risulta attualmente essere uno dei metodi di download maggiormente diffusi. Nel corso del mese di gennaio nei computer degli utenti dei prodotti «Kaspersky Lab»:
  • sono stati respinti 213.915.256 attacchi della rete;
  • sono stati bloccati 68.956.183 tentativi di infezione via Internet;
  • sono stati individuati e neutralizzati 187.234.527 programmi malware (tentativi di infezione locale);
  • sono state registrate 70.179.070 attivazioni di analisi euristiche.
In gennaio, nella TOP 20 dei malware più diffusi in Internet, si piazzano (rispettivamente al 9° e al 20° posto) due nuovi rappresentanti della famiglia Trojan-Downloader.Java.OpenConnection. Se si utilizzano le ultime versioni di JRE (ambiente operativo Java), all'avvio del pericoloso applet Java l'utente riceve un relativo avviso. Per evitare eventuali infezioni del computer, è sufficiente quindi annullarne l'avvio. In gennaio ha fatto la sua comparsa un nuovo e-mail worm, l'Email-Worm.Win32.Hlux, che si diffonde tramite la notifica della ricezione di una cartolina elettronica d’auguri. Nella notifica è contenuto il link alla pagina dove viene suggerito di scaricare Flash Player per una corretta visione della e-card.


A prescindere dalla risposta dell'utente, il worm tenta di infiltrarsi nel suo computer: trascorsi cinque secondi dall'apertura della finestra di dialogo l'utente viene reindirizzato alla pagina contenente un set di exploit e i programmi della famiglia Trojan-Downloader.Java.OpenConnection che cominciano ad avviare Hlux sul suo computer. Il worm, oltre ad autodiffondersi per posta elettronica, svolge la funzione di bot e collega il computer infetto alla botnet. Hlux si collega al centro di controllo della botnet, esegue i suoi comandi e, in particolare, invia dello spam farmaceutico. Il bot comunica con il centro di controllo mediante i proxy server della rete Fast-Flux. Se il computer infetto possiede un indirizzo IP esterno, può essere utilizzato come nodo della rete Fast-Flux. La grande quantità di computer infetti consente ai cybercriminali di cambiare molto frequentemente gli indirizzi IP dei domini nei quali vengono collocati i centri di controllo della botnet. In gennaio i cybercriminali hanno cominciato ad utilizzare un altro modo per accedere alle tasche dei possessori di telefoni cellulari.


Il nuovo Trojan-SMS.J2ME.Smmer.f si diffonde secondo la modalità ormai consueta dei malware Java per piattaforme mobili ossia per mezzo di spam SMS contenenti un link di rinvio a una «cartolina virtuale». Dopo esser stato installato sul telefono, il trojan invia gratuitamente un SMS a due diversi numeri. Come viene conseguito quindi il guadagno illecito? I due numeri vengono utilizzati da un operatore di telefonia cellulare per trasferire soldi da un conto all'altro. Nel primo messaggio inviato dal trojan, vengono indicati la somma che verrà prelevata dal conto del possessore del telefono infetto (200 rubli, circa 5 euro) e il numero utilizzato dai cybercriminali per ricevere i soldi, mentre il secondo SMS viene inviato per confermare il trasferimento del denaro. Ci siamo già imbattuti in un simile tipo di frode due anni or sono: allora la truffa interessava gli utenti indonesiani, oggi i cybercriminali hanno preso di mira la Russia. Maggiori informazioni su http://www.kaspersky.com/.

Pericoloso malware si annidava nei banner pubblicitari di Microsoft e Google



Banner pubblicitari a rischio malware per le piattaforme di Google e Microsoft. Come riportato sul security blog di Armorize, nei giorni scorsi un attacco esterno ha provocato l’introduzione nei due circuiti pubblicitari di codice maligno che ha causato il download e l’installazione automatica di malware sui computer delle ignare vittime. I banner pubblicitari sulle pagine Web possono essere, a volte, oltre che fastidiosi anche pericolosi per la sicurezza del proprio Pc. Aprendo delle pagine contenenti determinati banner si è data l'esecuzione a del codice JavaScript malevolo. Ad essere coinvolti sono stati diversi siti, che nelle proprie pagine mostravano banner provenienti da DoubleClick e rad.msn.com.

Spam, attenzione ai messaggi provenienti da un falso mittente Twitter



I ricercatori di sicurezza di Avira hanno intercettato messaggi di spam farmaceutico che pretendono di provenire da Twitter e che utilizzano alcune tecniche interessanti HTML per ingannare i filtri anti-spam. I messaggi rogue sono dotati di un falso campo "Da" per far apparire come se provengono da Twitter, e hanno un "Hai 2 messaggi urgenti da Twitter!" come oggetto. Secondo la società, i criminali informatici hanno dato una svolta alla situazione con la creazione di un interessante argomento che informa gli utenti che hanno due messaggi urgenti da Twitter.

Rapporto Gfi Labs: trojan in aumento, causa minacce da download pericolosi


Le statistiche GFI VIPRE ThreatNet™ per il mese di agosto confermano il dilagare di minacce causate da download pericolosi. GFI Software rende noti i principali 10 malware che hanno imperversato nel corso del mese scorso. Il report, compilato tramite gli scan mensili effettuati dalla nota soluzione anti-malware di GFI, VIPRE Antivirus, e dallo strumento antispyware, CounterSpy®, è un servizio offerto da GFI Labs™

Le statistiche GFI VIPRE ThreatNet™ per il mese di agosto mostrano che i clienti GFI sono stati aggrediti principalmente dagli stessi programmi Trojan che hanno dilagato negli ultimi mesi. I Trojan individuati come Trojan.Win32.Generic!BT si sono confermati al primo posto, leggermente in calo rispetto al passato attestandosi al 25,11% del totale. Questo particolare Trojan è al top della classifica già da qualche tempo: in luglio deteneva il 29,08% e in giugno il 27,16% del totale. La minaccia numero 2, Trojan-Spy.Win32.Zbot.gen, è un Trojan che ruba le password ed esiste in molte versioni. Al terzo posto, Trojan.Win32.Generic.pak!cobra, individua svariati malware che possono infettare installazioni Windows a 32- e 64-bit.


Queste minacce vengono classificate da moderate a gravi in base a criteri stabiliti da GFI Labs, tra cui il metodo di installazione. La maggior parte di esse si propaga tramite installazioni invisibili o social engineering. A giudicare dai risultati dell’ultima Top 10 Malware di agosto, Gfi Software si è detta convinta di come gli operatori botnet “continuino a tentare di infettare le macchine per utilizzarle nelle loro reti spam”. A confermarlo sarebbe sia il proliferare di un elevato livello di traffico in prodotti di sicurezza inaffidabili definiti scareware, sia l’altrettanto nutrito numero di identificazioni nei downloader e installer associati a questo genere di prodotti.


Attenzione, quindi, ai cavalli di Troia in grado di sottrarre le password e ai malware che possono infettare installazioni Windows a 32 e 64 bit, rispettivamente posizionatesi al secondo e al terzo posto della classifica stilata. GFI Software fornisce software di sicurezza sia per il singolo che per le piccole e medie imprese. Con la premiata tecnologia, una strategia di prezzi competitivi, e una forte attenzione sui requisiti unici delle PMI, GFI soddisfa le esigenze delle organizzazioni IT su scala globale. La società ha uffici negli Stati Uniti, Regno Unito, Austria, Australia, Malta, Hong Kong e la Romania. GFI è anche un Microsoft Gold Certified Partner.

Fonti: Il Sole 24 Ore | Megamondo

Sophos: nuovo attacco spam su larga scala attraverso falso antivirus


Una nuova minaccia per gli utenti informatici di tutto il mondo. A lanciare l’allarme è Sophos, società attiva nel settore della sicurezza informatica, che ha individuato una nuova massiccia campagna di email spam lanciata da cracker e cybercriminali. Aprendo l’allegato HTML delle mail segnalate si viene reindirizzati ad un sito web infetto, contenente un file iFrame maligno (che Sophos rileva come Troj/Iframe-FK) il quale installa nel computer bersaglio un falso programma antivirus. 

Dopo che il computer è stato infettato, l’utente viene bombardato da messaggi di allarme che segnalano la presenza di presunte minacce e virus di vario tipo: per rimuovere tali file infetti, ovviamente inesistenti in realtà, viene richiesta l’installazione di diversi software, naturalmente a pagamento. Sophos rileva i vari file HTML allegati alla email spam come Troj/JSRedir-CH.



"I cracker cercano da sempre di sfruttare l’ingenuità degli utenti meno smaliziati, non siamo certo di fronte ad una strategia particolarmente innovativa. Nondimeno, un attacco spam di questo tipo può diffondersi con estrema rapidità ed essere tremendamente efficace, perciò è importante stare in allerta”, è il consiglio di Graham Cluley, senior technology consultant di Sophos. 

"Per evitare di cadere vittima di questo tipo di attacchi è sufficiente seguire alcuni semplici consigli: diffidare delle email provenienti da mittenti sconosciuti, non installare mai alcun software di cui non si conosca con esattezza la provenienza e fidarsi solo di siti web di comprovata attendibilità”. Sophos ha denominato il falso software antivirus come Mal/FakeAV-EI. Mal / FakeAV-EI spesso si traveste come una falsa versione di McAfee VirusScan. I lettori abituali del blog possono ricordare un altro tentativo con questo scareware. Per maggiori informazioni http://www.sophos.com/pressoffice/

Via: Adnkronos
Foto: Sophos

L’Fbi arresta il cybercriminale più ricercato al mondo dopo indagine di 5 mesi


In un'operazione congiunta l'FBI e le autorità internazionali hanno arrestato un cracker ritenuto responsabile della creazione del codice di un virus altamente pericoloso che ha infettato oltre 12 milioni di computer in più di 190 Paesi e danneggiato i database delle maggiori banche e corporazioni di tutto il mondo.

Attenzione al falso anti-virus che si spaccia per McAfee Virus scan


I falsi software anti-virus (noti anche come scareware o anti-virus rogue) continuano ad essere un grande problema. Utenti malintenzionati creano programmi che fingono di essere legittimi prodotti anti-virus, ma in realtà sono progettati per spaventare l'utente e far credere di avere problemi di sicurezza con il computer (sperando che paghi per la cura).

Durante la notte i laboratori di Sophos hanno intercettato una ondata di messaggi di posta elettronica "maligni" che affermano di essere una prova gratuita per 30 giorni di McAfee VirusScan (che è un prodotto legittimo, ovviamente).


Oggetto: McAfee VirusScan Plus
Allegato: setup.zip
Corpo del messaggio:


Scarica una prova gratuita di 30 giorni di McAfee VirusScan Plus e sarai automaticamente vincente


Installazione file allegato

Sophos rileva il file allegato come il malware Mal / FakeAV-EI. Se volete provare McAfee VirusScan andate sul sito web di McAfee e scaricatelo da lì - non fidarsi di richieste via mail come questa.

Potete dare un'occhiata a questo video di YouTube, in cui Fraser Howard dei laboratori di Sophos descrive il falso software anti-virus. Non dimenticare di mantenere il (reale) anti-virus aggiornato, e tenete alta la vostra attenzione.

Fonte: http://www.sophos.com/blogs

Tags: Spam, Rogue, Phishing, Sophos

Cybercriminali all'attacco dei possessori di Apple iPad attraverso false email


Nel mirino dei cracker sono finiti 600.000  possessori di iPad di cui sono stati venduti solo negli Stati Uniti un milione di esemplari. Secondo la società BitDefender i pirati informatici inviano dalla Romania false email in cui si propone ai possessori del tablet della Apple di aggiornare il software. Chi accetta di collegarsi al link proposto, finisce su un falso sito iTunes - il negozio virtuale della Apple - che installa un dannoso virus sul pc del proprietario dell'iPad.

Symantec Security Report, il rapporto sulla sicurezza internet


Il Symantec Security Response team conduce una dettagliata ricerca, analizzando l'impatto delle minacce internet sui navigatori, fornendo un dettagliato rapporto e le misure preventive che si possono implementare per proteggere e gestire le informazioni. Il Symantec Internet Security Threat Report offre una panoramica annuale e un'analisi dettagliata delle attività di minaccia in Internet, codici maligni, e le vulnerabilità conosciute. La relazione illustra inoltre le tendenze del phishing, spam e attività osservate sui server aziendali.

Giochi su Facebook: utenti di FarmTown nel mirino dei cybercriminali


L’applicazione FarmTown su Facebook ha inviato delle pubblicità contenenti un invito a installare software antivirus e fornire i propri dati della carta di credito. Lo fà presente Sophos, azienda leader nel settore. Anche gli sviluppatori del programma, della società SlashKey, hanno pubblicato un avviso sul loro sito che invita gli utenti a non cliccare su link e finestre che reclamano prodotti o servizi, perchè potenziali vettori di malware. In particolare viene utilizzata la tecnica della pubblicità di falsi antivirus, conosciuta come «scareware»: si tratta di programmi che, se scaricati e installati, riescono invece a rubare i dati delle carte di credito degli internauti.

Aggiornamento Windows a rischio: il rootkit TDSS


Tutti sanno dell'importanza di tenere sempre aggiornato il sistema operativo installando le varie patch rilasciate da Microsoft: in questo modo è possibile migliorare le funzionalità di Windows, ma soprattutto si correggono tutti quegli errori che potrebbero mettere a rischio la stabilità e la sicurezza del sistema. E' stata quindi una brutta sorpresa quella che hanno avuto migliaia di utenti nel mondo, dopo aver installato i consueti aggiornamenti rilasciati da Microsoft lo scorso secondo martedi di febbraio. Le 13 patch descritte nel bollettino di sicurezza MS10-015 avrebbero dovuto risolvere 26 vulnerabilità ed invece hanno avuto la conseguenza di bloccare il PC mostrando a video una "schermata blu della morte" (BSOD, Blue Screen Of Death), cioè un messaggio d'errore che ha impedito l'accesso al sistema. Il problema, discusso in questo thread del forum Microsoft Answers, è stato inizialmente imputato ad un bug dell'update, ma secondo le analisi di un ricercatore di Symantec, Mirceau Ciubotariu, in molti casi il crash è stato causato da un malware appartenente alla categoria dei rootkit. Analisi più attente hanno quindi dimostrato che il malware conosciuto con il nome di TDSS (ma anche TDL3 o Tidserv) è incompatibile con la patch KB977165.


Il motivo di tale incompatibilità è da ricercare nel funzionamento stesso del rootkit, creato per infettare un driver del sistema operativo gestito dalla libreria tdlcms.dll e filtrare l'accesso al disco rigido in lettura e scrittura. TDSS è inoltre in grado di monitorare la chiave di registro relativa al driver infetto impedendone ogni modifica. Caratteristiche, queste, che gli hanno permesso di nascondersi agli antivirus a agli antirootkit. Inoltre,  i suoi creatori, provvedono ad aggiornare continuamente i dropper del rootkit, cioè i file infetti che permettono l'infezione, permettendogli così di aggirare il controllo antivirale. Questo malware ha funzionato senza problemi fino al rilascio dell'aggiornamento Microsoft, il cui scopo è quello di apportare alcune modifiche al kernel di Windows. L'installazione della patch, quindi, non fa altro che andare in contrasto con i "piani" del virus e generare la schermata di errore in quanto al riavvio il rootkit cerca di caricare indirizzi di memoria non validi. I creatori di TDSS hanno già rilasciato una variante aggiornata del loro rootkit compatibile con la patch rilasciata da Microsoft. Gli utenti già rimasti vittime del rootkit, possono risolvere il problema seguendo questa procedura, nella speranza di non dover ricorrere alla formattazione dell'hard disk. Nel caso in cui all'avvio del computer compare una schermata blu di errore e non c'è verso di accedere al sistema operativo, l'unica alternativa alla formattazione è il ricorso alla Console di ripristino accessibile direttamente dal disco originale di Windows e disinstallare l'aggiornamento KB977165.

Ertfor, il falso antivirus

Negli ultimi tempi si assiste ad un'evoluzione dei malware che, sempre più spesso, vengono utilizzati per veicolare ogni genere di truffa informatica. Termini come phishing e pharming sono tristemente noti e indicano due tecniche di cracking con il medesimo obiettivo finale: indirizzare la vittima verso un server Web "clone" appositamente attrezzato per carpire i dati personali dei malcapitati. Ma non rappresentano i soli pericoli in cui è facile imbattersi durante le navigazioni Web. Stanno infatti tornando di moda i rogue software, finti antivirus il cui scopo è proprio quello di raggiare l'utente chiedendo soldi per risolvere i problemi che loro stessi hanno creato nel momento in cui sono stati installati nel PC. In questa categoria di virus rientra il trojan Ertfor.
Come tanti altri malware simili, Ertfor si diffonde come allegato ad e-mail di spam o mediante il download di file infetti da siti Internet poco attendibili. Nelle ultime varianti sfrutta anche le reti P2P, garantendosi così  una diffusione ancora più vasta e veloce grazie alla creazione di alcune botnet. Una volta infettato un PC, il trojan inizia a creare copie di se stesso nella directory dei file temporanei associati all'account dell'utente attualmente in uso (su Windows Vista/7, il percorso è C:\Users\[Nome_utente]\AppData\Local\Temp) e una serie di librerie con estensione DLL. A questo punto, provvederà a modificare il registro di configurazione di Windows in modo da garantirsi l'esecuzione automatica ad ogni avvio del sistema operativo. Inoltre, registrerà i suoi processi come estensioni legittime del browser di navigazione, memorizzando tutto ciò che l'utente digita sulla tastiera e inviare poi questi dati ad un server remoto a disposizione dei pirati informatici. Infine, Ertfor cercherà di disattivare la funzione di Ripristino configurazione di sistema per impedire all'utente di riportare il computer ad una configurazione di Windows funzionante. Terminata l'infezione del PC, il trojan appena disponibile una connessione a Internet, comincerà a scaricare file infetti ad insaputa dell'utente. Dopodicchè, mostrerà a video una serie di messaggi per informarlo del fatto che il suo computer è infetto da virus, suggerendogli di acquistare on-line i tool di rimozione più adatti. Se siete rimasti infetti di Ertfor, il primo passo da compiere per eseguire la bonifica del sistema è disattivare il Ripristino configurazione di sistema al fine di evitare che Windows possa salvare copie di backup infette dei file e delle impostazioni di sistema. Per disabilitare tale funzione basta seguire il percorso Start/Pannello di controllo, cliccare due volte sull'icona Sistema e, spostandovi nella scheda Ripristino configurazione di sistema, mettere la spunta su Disattivare ripristino configurazione di sistema, confermando con Applica. Successivamente usare un tool specifico di rimozione. E' possibile inoltre effettuare una rimozione manuale, anche se si tratta d'un procedimento non molto agevole per coloro che non hanno dimestichezza col registro di sistema. Ricordatevi poi di ripristinare la funzionalità ripristino di sistema dopo aver rimosso il virus.
Tags: File Sharing, Rootkit, Trojan, Virus, Phishing, Rogue

Scoperto il più grande attacco hacker mai registrato a PC e server aziendali


Una ditta della Virginia, la Netwitness, ha scoperto uno dei più grandi e sofisticati attacchi hacker: oltre 75.000 tra computer e server di circa 2.500 aziende violati in 196 Paesi. Il Washington Post riporta in un articolo che l’attacco telematico è stato scoperto il 26 gennaio scorso da Alex Cox, ingegnere che lavora per la ditta della ditta e sarebbe iniziato alla fine del 2008. L'esperto ha individuato il cosiddetto Kneber bot, un sistema organizzato con almeno 20 server e computer gestito da un gruppo di hacker localizzati nell'Est Europa, che avevano creato un centro di controllo in Germania. Per l'intrusione è stato utilizzato uno tra gli spyware più insidiosi, denominato ZeuS.

Si tratta del più grande e sofisticato attacco hacker mai registrato sino ad oggi. Nel mirino email, dati aziendali, carte di credito, e molto altro. Violate anche le credenziali di accesso dei dipendenti delle aziende della sanità e della tecnologia. Tra i Paesi più colpiti da una rete di hacker est-europei figurano gli Usa, il Messico, l'Arabia Saudita, l'Egitto e la Turchia. Gli hacker sarebbero riusciti a entrare nei sistemi sfruttando una tecnica decisamente tradizionale: spedivano agli impiegati email con avvisi di warnings, che invitavano a cancellare dati dannosi presenti nei loro pc, per portarli a cliccare su siti infettati da dove veniva scaricato software che in realtà erano applicazioni maligne in grado di individuare dati di accesso, numeri di carte di credito, indirizzi email governativi e molto altro. 

Attraverso questi trucchetti gli hacker sarebbero riusciti ad arrivare anche alle credenziali di accesso di indirizzi email governativi e militari, oltre che dati riguardanti caselle di posta elettronica personali, carte di credito, aziende private, della sanità e della tecnologia. Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, l'attacco avrebbe colpito anche dieci agenzie governative statunitensi. In almeno un caso, ha scoperto Netwitness, gli hacker sono riusciti ad entrare in possesso dei dati di accesso email di un soldato. Un portavoce del Pentagono, sentito dal quotidiano Usa, ha detto che i militari non riportano specifiche minacce o intrusioni. 

Tra le aziende colpite, i giganti farmaceutici Merck e Cardinal Health, che hanno confermato l'attacco, ed altri colossi come la Paramount Pictures che non ha commentato l'episodio. La Netwitness, guidata da un ex ufficiale dell'aviazione americana, Amit Yoran, si occupa di sicurezza telematica per il Governo Usa e per l’Fbi, e fornisce i propri servizi ad agenzie governative e a numerose aziende. I nostri consigli sono sempre gli stessi: prestate attenzione alle email che vi giungono da sconosciuti, non cliccate indistintamente su qualsiasi link presente e non aprite eventuali allegati se non siete certi della provenienza (per esempio file zippati che potrebbero essere infetti) ed eventualmente solo dopo una scansione antivirus. Fonte: Wall Street Italia

I sintomi di un computer infetto


Anche se abbiamo aggiornato l'antivirus o scaricate le ultime patch di sicurezza, ciò non deve farci sentire al riparo da ogni possibile attacco. I pirati informatici utilizzano tanti mezzi per insinuarsi nei nostri sistemi: spyware e rogue software per esempio, contro i quali l'antivirus può fare ben poco. Ecco perché è importante installare nel computer anche altro software di controllo in grado di riconoscere le attività dannose di questi malware, com'è altrettanto importante riconoscere i sintomi di un'infezione, quali improvvisi rallentamenti e riavvii del sistema operativo o la connessione a internet che rallenta. Sono tutti campanelli d'allarme che dovrebbero richiamare la nostra attenzione sul fatto che probabilmente qualcosa nel sistema non và come dovrebbe. 

Il più delle volte è sufficiente una scansione del sistema ma quando l'infezione è nascosta all'interno del sistema operativo, come nel caso dei rootkit o dei rogue, è necessaria un'attenta pulizia del registro di sistema. Si tratta di operazioni semplici da eseguire, se possediamo le conoscenze e gli strumenti adeguati. È stato stimato che oltre il 60% dei computer di tutto il mondo ha qualche tipo di malware installato e il proprietario non sa di averlo. In alcuni casi, tuttavia, potrebbe trattarsi del risultato di normali funzioni di Windows o di problemi del sistema operativo indipendenti dalla presenza di un malware. Evitiamo, quindi, di intervenire manualmente per evitare di creare ulteriori danni. Quali sono i sintomi di un computer infettato? Ecco i 10 più comuni.

  1. Il pc si avvia lentamente: se per qualsiasi operazione fatta nel computer il mouse è lento, le finestre si aprono e si spostano con una certa lentezza e non abbiamo installato nuovo software nel computer allora "qualcosa" sta sfruttando le risorse del sistema.
  2. L’Hard Disk è in esecuzione tutto il tempo: Se non sono in corso installazioni di aggiornamenti, scansioni di antivirus e antispyware o di manutenzione come una deframmentazione allora è un chiaro sintomo che qualcosa non va.
  3. L'antivirus smette di funzionare: codice malevolo che, una volta eseguito, inibisce la funzionalità del software di protezione.
  4. Browser modificato: generalmente la pagina iniziale non è quella solita a cui siamo abituati ma è una diversa. Molti programmi cambiano questa impostazione per raccogliere nuovi utenti e possibili clienti.
  5. Il computer và in crash: senza avvisaglie, il computer incomincia a crashare o bloccarsi ma non abbiamo installato nuovi software o fatto nuovi aggiornamenti sia software che hardware. 
  6. Finestre Pop-Up: Se apriamo il browser e all’improvviso appaiono finestre che coprono tutto lo schermo contenente pubblicità di Casinò, giochi on-line, del Porno o un ipotetico software antivirus allora si è infetti.
  7. Strani Favoriti: se vi ritrovate dei favoriti o icone mai viste nel menù start o sul desktop anche in questo caso siamo stati infettati da siti che sfruttando vulnerabilità nel browser e si auto installano nel sistema.
  8. Strane icone nella Systray: la systray è la barra delle applicazioni dove c’è l’orologio di Windows. Se notate strane icone di allarme simili a quelli di windows ma con testo in inglese allora abbiamo preso un Rogue, un finto antivirus che fa una finta scansione del sistema e mostra dei finti virus nel sistema. 
  9. Compaiono nuovi file o programmi: se all’improvviso vi ritrovate con software, antivirus o programmi di vario genere che non avete installato o non vi ricordate di averlo fatto allora la cosa vi deve far insospettire.
  10. Strane E-mail: Se riceviamo e-mail o contatti in chat che ci domandano come mai gli abbiamo mandato un file o un link a un sito e noi siamo completamente allo scuro allora sicuramente abbiamo un malware che sfruttando le nostre credenziali tenta tramite noi di infettare tutti i nostri contatti.