Uno dei metodi più comuni è quello di diffondere su larga scala delle presunte promozioni che coinvolgono “beni” legati alla manifestazione come biglietti economici, pacchetti di ospitalità comprensivi di biglietti, alloggi, lotterie, voli per le città che ospitano le partite. Il Mondiale di calcio 2018 si disputerà in Russia da giovedì 14 giugno a domenica 15 luglio. Le migliori 32 Nazionali del Pianeta si affronteranno per la conquista del titolo iridato. Si tratta dell’edizione numero 21 dei Campionati Mondiali di calcio, l’undicesima che si tiene in Europa, organizzata dalla FIFA che l’ha assegnata per la prima volta alla Russia nel 2010. Ecco i consigli degli esperti di ESET per evitare tranelli.
Per proteggersi dalle minacce è utile informarsi sui rischi che si corrono e possedere nozioni di base sulle misure d'adottare.
Visualizzazione post con etichetta Google. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Google. Mostra tutti i post
ESET, frodi sui Mondiali di calcio in Russia: come evitare un autogol
Uno dei metodi più comuni è quello di diffondere su larga scala delle presunte promozioni che coinvolgono “beni” legati alla manifestazione come biglietti economici, pacchetti di ospitalità comprensivi di biglietti, alloggi, lotterie, voli per le città che ospitano le partite. Il Mondiale di calcio 2018 si disputerà in Russia da giovedì 14 giugno a domenica 15 luglio. Le migliori 32 Nazionali del Pianeta si affronteranno per la conquista del titolo iridato. Si tratta dell’edizione numero 21 dei Campionati Mondiali di calcio, l’undicesima che si tiene in Europa, organizzata dalla FIFA che l’ha assegnata per la prima volta alla Russia nel 2010. Ecco i consigli degli esperti di ESET per evitare tranelli.
Etichette:
Adobe Flash Player,
Calcio,
Consigli sicurezza,
Eset,
Fake player,
Frodi Online,
Google,
Hacking,
Http,
Https,
Malware,
Phishing,
Seo,
Spam,
Sponsorship,
SSL VPN,
Streaming,
Truffe online,
Url,
Wi-Fi
Aruba, come rendere Internet più affidabile: certificati SSL e HTTPS
I certificati SSL sono usati su milioni di siti web per garantire sicurezza e riservatezza delle transazioni online. Tuttavia, ci sono alcuni problemi che possono verificarsi con la loro distribuzione che causano la visualizzazione di messaggi di errore. Gli errori di connessione SSL si verificano quando si tenta la connessione a un sito web e il browser (client) non è in grado di stabilire una connessione sicura al server del sito. Sarà capitato a molti di notare, a partire da gennaio, un messaggio di avvertimento, che i browser Chrome e Firefox hanno iniziato a mostrare nella barra dell’indirizzo proprio accanto al dominio, che identifica i siti che non utilizzano il protocollo HTTPS (HyperText Transfer Protocol over Secure Socket Layer): “connessione non sicura”.
Etichette:
Aruba,
Blog,
Browser web,
Chrome,
Crittografia,
E-commerce,
E2EE,
EFF,
Firefox,
Google,
Hosting,
Http,
Https,
Motori di ricerca,
Privacy,
Ranking,
SSL,
Traffico web,
Web,
Wi-Fi
Microsoft Patch day marzo: 18 aggiornamenti risolvono 146 problemi
Microsoft ha ripreso le sue uscite mensili di aggiornamento per la protezione dopo il rinvio eccezionale del mese scorso. L'azienda di Redmond aveva deciso di rinviare il Patch Tuesday di febbraio a causa di un problema dell'ultimo minuto che, come spiegato dalla stessa società, avrebbe potuto avere un impatto su alcuni clienti. Come ci si poteva aspettare, a causa del differimento, il pacchetto di aggiornamenti rilasciato a marzo è relativamente pesante. Si compone infatti di 18 bollettini di sicurezza, nove dei quali classificati come Critici e nove Importanti, per affrontare altrettante vulnerabilità in Microsoft Edge, Internet Explorer, Kernel Mode Drivers, Windows Kernel, Silverlight e Flash Player.
SonicWall svela progressi di professionisti sicurezza e cybercriminali
SonicWall, il partner di fiducia per la sicurezza che protegge oltre un milione di reti aziendali al mondo, annuncia i risultati del suo Threat annuale, che evidenzia gli avanzamenti salienti di professionisti della sicurezza e cyber criminali per il 2016. Il report è stato realizzato con dati raccolti nel corso del 2016 dal SonicWall Global Response Intelligence Defense (GRID) Threat Network che alimenta quotidianamente oltre un milione di sensori di sicurezza in circa 200 paesi. Secondo il 2017 SonicWall Annual Threat Report, il 2016 potrebbe essere considerate un anno di grandi successi dal punto di vista di professionisti e cyber criminali. Il rapporto analizza gli attacchi più comuni osservati nel 2016.
Microsoft Patch day novembre: 14 bollettini fissano 68 vulnerabilità
Come parte del suo Patch Day di novembre, Microsoft ha rilasciato 14 bollettini di sicurezza, sei dei quali dei quali classificati come Critici e otto Importanti, per affrontare 68 vulnerabilità in Windows, Office, Edge, Internet Explorer e SQL Server, due delle quali sono già state sfruttate da un attaccante e tre che sono state divulgate pubblicamente. Di particolare nota è l'aggiornamento che fissa la 0-day in diverse versioni di Windows e riportata da Google alla fine di ottobre. La vulnerabilità è una escalation di privilegi locale nel kernel di Windows che può essere utilizzata come una fuga di sicurezza della sandbox. Secondo Microsoft, la soluzione integrata Windows Defender era in grado di bloccare l'attacco.
Kaspersky Lab: phishing su Facebook fa 10.000 vittime in due giorni
“Sei stato menzionato in un commento”. Con questa frase una nuova infezione sul social network ha gettato la sua esca. Gira da tempo, ma è stato registrato un boom negli ultimi giorni. La modalità di propagazione era quella ormai abituale. Un esperto di sicurezza di Kaspersky Lab ha scoperto un attacco malware che ha ingannato circa 10.000 utenti Facebook in tutto il mondo, infettando i loro dispositivi tramite un falso messaggio da parte di un amico di Facebook che afferma di averli menzionati in un commento. I dispositivi compromessi venivano usati per effettuare l’hijack degli account del social network per diffondere l’infezione tra gli amici della vittima stessa e permettere altre attività nocive.
Garante Privacy: relazione sull'attività 2014, necessario il riequilibrio
Nella sua relazione annuale, il Garante della Privacy parla del decreto attuativo del "Jobs Act". L'Autorità Garante per la protezione dei dati personali, composta da Antonello Soro, Augusta Iannini, Giovanna Bianchi Clerici, Licia Califano, ha presentato oggi la Relazione sul diciottesimo anno di attività e sullo stato di attuazione della normativa sulla privacy. La Relazione sull'attività 2014 traccia il bilancio del lavoro svolto dall'Autorità e indica le prospettive di azione verso le quali intende muoversi nell'obiettivo di costruire una autentica ed effettiva protezione dei dati personali, in particolare in presenza di tecnologie di raccolta e uso dei dati personali sempre più invasive.
Cyberbullismo triplica tra giovani secondo un nuovo studio di McAfee
McAfee, parte di Intel Security, ha rilasciato i risultati della ricerca "Teens and the Screen study: Exploring Online Privacy, Social Networking and Cyberbullying 2014". Il cyberbullismo o bullismo virtuale è un fenomeno che si è sviluppato grazie ai social network e rappresenta una piaga sempre più diffusa tra i giovani. Lo studio annuale esamina il comportamento online e le abitudini di social networking di preadolescenti e adolescenti degli Stati Uniti. Il risultato più significativo dello studio di quest'anno rivela che l'87% dei giovani hanno subito cyberbullismo rispetto allo scorso anno, quando il 27% dei giovani ha dichiarato di essere stati vittime di comportamento crudele online.
Etichette:
Accettazione sociale,
Cyberbullismo,
Diritto all'oblio,
Facebook Safety Center,
Google,
Gps,
Instagram,
Intel Security,
McAfee,
Minori,
Oversharing,
Social Network,
Sondaggi,
Studi,
YouTube
Privacy, Corte di Giustizia Ue: Google responsabile dei dati su altri siti
Una sentenza della Corte europea di Giustizia stabilisce che Google debba rispettare il Diritto all'oblio, il diritto di essere dimenticati. Così, nel caso in cui, a seguito di una ricerca effettuata a partire dal nome di una persona, l'elenco di risultati mostra un link verso una pagina Web che contiene informazioni sulla persona in questione, questa può rivolgersi direttamente al gestore oppure, qualora questi non dia seguito alla sua domanda, adire le autorità competenti per ottenere, in presenza di determinate condizioni, la soppressione di tale link dall'elenco di risultati.
Heartbleed: siti Web a rischio validità, cambiare password non basta
Gli sforzi per risolvere il famigerato Heartbleed bug nel software di crittografia OpenSSL, minacciano di causare gravi perturbazioni su Internet nel corso delle prossime settimane, appena le aziende correranno a riparare i sistemi di crittografia su centinaia di migliaia di siti Web allo stesso tempo, dicono gli esperti di sicurezza. Le stime della gravità del danno del bug hanno montato quasi quotidianamente da quando i ricercatori hanno annunciato la scoperta di Heartbleed la scorsa settimana. Quello che inizialmente sembrava un problema scomodo di cambiare le password di protezione ora appare molto più grave.
Etichette:
Browser web,
Bug,
CloudFlare,
cracker,
Crittografia,
Dropbox,
Facebook,
Google,
Hacker,
Heartbleed,
Heartbleed Checker,
McAfee,
Netflix,
OpenSSL,
Password,
Router,
Siti web,
SSL,
Vulnerabilità,
Yahoo
Per un web sicuro: Moige, 6 ragazzi su 10 scambiano foto hot in Rete
È stato presentato oggi presso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, alla vigilia del Safer Internet Day, “Per un web sicuro”, progetto promosso da Moige – movimento italiano genitori, Trend Micro e Cisco, in partnership con Google Italy e in collaborazione con Polizia Postale e delle Comunicazioni, giunto alla terza edizione, con l’obiettivo di sensibilizzare oltre 40.000 persone tra ragazzi delle scuole secondarie di primo grado, genitori, nonni e docenti, su un uso corretto e responsabile della rete. Presente Milly Carlucci, madrina dell’iniziativa.
Arbor Networks e Google Ideas per visualizzare attacchi DDoS globali
Arbor Networks Inc., leader nelle soluzioni per la protezione da attacchi DDoS e minacce avanzate rivolte a reti enterprise e service provider, ha annunciato una collaborazione con Google Ideas finalizzata alla creazione di visualizzazioni dati che mappino gli attacchi Distributed Denial of Service (DDoS) globali. Google Ideas, un think tank dall'approccio eminentemente pratico, valuta come la tecnologia possa consentire agli utenti di affrontare le minacce di fronte a conflitti, instabilità o repressione.
Google Ideas si è avvalso di dati anonimi provenienti dal sistema globale di monitoraggio delle minacce di Arbor Networks ATLAS® per realizzare una visualizzazione dati che permetta di analizzare le tendenze storiche delle minacce DDoS identificandone il legame con eventi di cronaca in giorni specifici. I dati vengono aggiornati su base quotidiana, e i dati storici sono consultabili per tutti i Paesi. La Digital Attack Map è stata presentata in occasione del summit "Conflict in a Connected World" organizzato da Google Ideas in collaborazione con il Council on Foreign Relations e Gen Next Foundation.
L'evento riunisce esperti, tecnologi ed esponenti delle più diverse discipline e competenze chiamati a comprendere come le risorse tecnologiche possano svolgere un ruolo attivo nella valutazione delle tendenze, nell'identificazione delle minacce e nel supporto degli individui impegnati in un conflitto. Nel 2000, quando Arbor Networks ha iniziato le sue prime collaborazioni con i maggiori operatori di rete, gli attacchi flood erano nell'ordine dei 400Mb/sec. Oggi superano regolarmente i 100Gb/sec. A cambiare non sono state solamente le dimensioni.
Dal 2010, e soprattutto con l'affermarsi dell'hacktivismo, si è assistito a una sorta di rinascita delle minacce DDoS che ha portato a una forte innovazione in termini di strumenti, target e tecniche. Oggi gli attacchi DDoS sono caratterizzati da una natura complessa che condensa in un'unica minaccia attacchi di tipo flood, attacchi alle applicazioni e attacchi all'infrastruttura. “Gli esperti di Google Ideas hanno compiuto un lavoro eccezionale nell'utilizzare i dati relativi alle minacce raccolti da Arbor”, ha osservato Colin Doherty, Presidente di Arbor Networks.
“Questa collaborazione punta a illustrare la natura di una minaccia DDoS globale e come questa possa essere utilizzata per soffocare il dialogo e mettere a repentaglio il libero accesso alle informazioni”. Sul sito di Google Ideas si legge: “Essere in grado di accedere e condividere informazioni online è importante per miliardi di persone in tutto il mondo. Tuttavia, i siti web sono vulnerabili ad attacchi mirati digitali che impediscono alle persone di accedere al loro contenuto. Un modo comune di portare un sito offline è quello di sovraccaricare con traffico indesiderato”.
“Quando qualcuno usa maliziosamente diversi computer per far ciò, è conosciuto come un Distributed Denial of Service, o attacco DDoS. Gli attacchi DDoS sono sorprendentemente facili ed economici da portare, e stanno aumentando in dimensioni e complessità, ogni anno. Proprietari della rete hanno riferito che le motivazioni più comuni alla base di questi attacchi sono divergenze politiche e ideologiche. Le persone approfittano di questa vulnerabilità per influenzare il risultato di eventi politici, come le elezioni o conflitti militari. Anche se gli attacchi più grandi sono riportati spesso, molti vanno completamente inosservati”..
“La portata e la natura tecnica di questo problema rende difficile trovare intuizioni intorno alla frequenza ed impatto degli attacchi. Fornire una finestra a questo problema è fondamentale per lo sviluppo di soluzioni strategiche in grado di proteggere la libera espressione online”. La Digital Attack Map utilizza dati anonimi sul traffico del sistema di monitoraggio delle minacce ATLAS® per creare una visualizzazione dati che consente agli utenti di esplorare le tendenze storiche in attacchi DDoS, e per creare il collegamento con eventi correlati a notizie in un dato giorno.
Leader mondiale nella prevenzione DDoS
Tra i propri clienti Arbor Networks vanta alcuni dei più importanti Internet Service Provider del mondo e molte delle più estese reti enterprise attualmente in uso. Secondo uno studio di Infonetics Research pubblicato nel giugno 2013 dal titolo "DDoS Prevention Appliance Market Outlook", Arbor Networks è il primo fornitore di soluzioni per la prevenzione DDoS sia a livello generale che nei segmenti Carrier, Enterprise e Mobile.
Risorse di supporto:
• Per saperne di più sul Digital Attack Map sul blog di ASERT
• Ascoltare da Google sulla Digital Attack Map sul blog di Google Ideas
• Registrarsi qui per un webinar il 29 ottobre con Google Ideas per esplorare la Digital Attack Map in azione
• Per saperne di più sul Digital Attack Map sul blog di ASERT
• Ascoltare da Google sulla Digital Attack Map sul blog di Google Ideas
• Registrarsi qui per un webinar il 29 ottobre con Google Ideas per esplorare la Digital Attack Map in azione
Informazioni su Arbor Networks
Arbor Networks è uno dei principali fornitori di soluzioni di sicurezza per il controllo dei servizi nelle reti aziendali globali. Tra i suoi clienti figurano la maggior parte degli ISP del mondo e numerose grandi imprese. Le soluzioni Arbor assicurano la massima sicurezza e visibilità della rete, e grazie all’implementazione di servizi differenziati e in grado di generare ricavi possono migliorare la redditività aziendale. Attraverso le tecnologie basate sui flussi e l’analisi approfondita dei pacchetti (DPI), misurano e proteggono l’intera rete, dal nucleo alla banda larga. Arbor gestisce inoltre la prima rete di analisi delle minacce a livello globale, ATLAS, che utilizza la tecnologia incorporata nelle reti ISP più grandi del mondo per rilevare e segnalare le minacce globali.
Etichette:
Arbor Networks,
ATLAS,
Attacchi hacker,
Botnet,
Censura,
Cybercrimine,
DDos,
Digital Attack Map,
Google,
Google Ideas,
Hacktivist,
Partnership,
Project shield,
Sicurezza Web,
Siti web,
Webinar
Privacy: italiani non la sanno difendere, 54% vuole norme più severe
Quasi tutti gli italiani (il 96,2%) considerano inviolabile il diritto alla riservatezza dei propri dati personali e pensano che la privacy sia un elemento imprescindibile dell'identità, pur a fronte dei grandi cambiamenti dovuti alla diffusione di Internet e dei media digitali. L'88,4% degli italiani è consapevole che i grandi operatori del web, come Google e Facebook, possiedono gigantesche banche dati sugli utenti. La maggioranza pensa che i dati personali sono un patrimonio che può essere sfruttato a scopi commerciali (72,3%) o politici (60,5%).
Il 60,7% ritiene quindi che il possesso di un gran numero di dati rappresenta un enorme valore economico. E il 51,6% è convinto che in futuro il potere sarà nelle mani di chi deterrà il maggior numero di dati personali. È quanto emerge da una ricerca del Censis che ha fatto il punto su opinioni, comportamenti e aspettative degli italiani rispetto alla privacy. Siamo entrati nell'«era biomediatica», in cui si è diffusa la pratica della trascrizione virtuale e della condivisione telematica delle biografie personali attraverso i social network.
Come cambia il concetto di privacy in un'epoca in cui il primato del soggetto si traduce nell'esibizione denudata del sé digitale e la prassi della condivisione online ha sancito apparentemente la preminenza dello «sharing» sul diritto alla riservatezza? Sono in molti oggi a lanciare grida d'allarme per denunciare la scomparsa della privacy a causa della possibilità dei big player della rete di tracciare e registrare le nostre attività online quotidiane, protocollare sentimenti e reti di relazioni attraverso i social network, individuare la nostra posizione grazie ai sistemi di geolocalizzazione.
Più di otto italiani su dieci sono convinti che su Internet sia meglio non lasciare tracce (l'83,6%), pensano che fornire i propri dati personali sul web sia pericoloso perché espone al rischio di truffe (l'82,4%), temono che molti siti web estorcano i dati personali senza che se ne accorgano (l'83,3%). Secondo il 76,8% anche usare la carta di credito per effettuare acquisti online è rischioso.
Tra gli utenti di Internet, il 93% teme che la propria privacy possa essere violata online e il 32% lamenta di avere effettivamente subito danni, ma nella maggior parte dei casi si tratta della ricezione di materiale pubblicitario indesiderato. Gli utenti di Internet che ritengono di avere uno scarso controllo o nessun controllo sui propri dati personali (possibilità di modificarli o chiedere la cancellazione successivamente) varia dal 61% con riferimento ai siti web degli enti pubblici al 74% rispetto ai siti delle aziende commerciali.
Tra gli utenti di Internet, il 93% teme che la propria privacy possa essere violata online e il 32% lamenta di avere effettivamente subito danni, ma nella maggior parte dei casi si tratta della ricezione di materiale pubblicitario indesiderato. Gli utenti di Internet che ritengono di avere uno scarso controllo o nessun controllo sui propri dati personali (possibilità di modificarli o chiedere la cancellazione successivamente) varia dal 61% con riferimento ai siti web degli enti pubblici al 74% rispetto ai siti delle aziende commerciali.
Gli atteggiamenti prevalenti sembrano improntati all'apprensione, cui corrisponde però un deficit di attenzione. Stenta ancora a radicarsi una matura consapevolezza collettiva. La capacità di controllo degli strumenti disponibili per difendere la privacy appare modesta. A fronte di una percezione del rischio molto elevata, soltanto una minoranza di utenti di Internet è effettivamente in grado di adottare una qualche forma di gestione attiva della privacy.
Solo il 40,8% di chi naviga in rete usa almeno una delle misure fondamentali per la salvaguardia della propria identità digitale (limitazione dei cookies, personalizzazione delle impostazioni di visibilità dei social network, navigazione anonima). Il 36,7% non ricorre invece a nessuno strumento, mentre il 22,5% si limita a forme passive di autotutela, che a volte implicano la rinuncia a ottenere un servizio via web. Il 40% degli italiani è disposto ad autorizzare il trattamento dei propri dati personali soltanto ai soggetti di cui si fida, sulla base della condivisione delle finalità di utilizzo.
Quasi il 30% sostiene invece di non essere propenso a farlo a nessuna condizione e soltanto il 17,3%, per contro, si dice pronto ad autorizzarne l'impiego senza particolari difficoltà. La legislazione vigente in materia di privacy è ritenuta soddisfacente soltanto dal 7,5% degli italiani connessi in rete, mentre è pari al 54% la quota di chi giudica necessaria una normativa più severa, anche mediante l'introduzione di sanzioni più dure in presenza di violazioni e la possibilità di rimuovere dal web eventuali contenuti sgraditi. Ma il 24,5% è scettico, perché pensa che oggi sia sempre più difficile garantire la privacy, in quanto in rete non si distingue più tra pubblico e privato.
Ma solo il 14% appare rinunciatario, sostenendo addirittura che sia inutile, perché con l'avvento dei social network la privacy non può più essere considerata un valore in sé. Particolare favore riscuote l'ipotesi di introdurre nell'ordinamento giuridico il «diritto all'oblio». I cittadini sembrano non avere dubbi in merito al fatto che, quando ne ricorrano le condizioni, sia legittimo richiedere l'eliminazione dal web di opinioni, informazioni e fotografie del passato che in qualche modo potrebbero ledere la reputazione personale.
Oltre il 70% degli italiani condivide l'affermazione secondo cui ognuno ha il diritto di essere dimenticato: le informazioni personali sul nostro passato potenzialmente negative o imbarazzanti dovrebbero poter essere cancellate dalla rete quando non sono più asservite al diritto di cronaca. Questi sono i principali risultati della ricerca del Censis «Il valore della privacy nell'epoca della personalizzazione dei media», presentata ieri a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discussa da Luca De Biase, editor d'innovazione de «Il Sole 24 Ore», Giuseppe De Rita, Presidente del Censis, e Antonello Soro, Presidente dell'Autorità Garante per la protezione dei dati personali.
Etichette:
Big Data,
Biomediatica,
Censis,
Cookie,
Diritto all'oblio,
Facebook,
Garante Privacy,
Geolocalizzazione,
Google,
Internet,
Leggi,
Politica,
Privacy,
Social Network,
Sondaggi,
Spam,
Truffe online,
Video
XKeyscore: software di NSA che monitora Web, email e Facebook chat
Un programma di sorveglianza segreto che permetterebbe alla National Security Agency di accedere "a pressoché qualsiasi attività un utente svolga online", come ad esempio email, chat di Facebook e le cronologie dei browser. Si chiama XKeyscore e, secondo i documenti forniti dal denunciante Edward Snowden al quotidiano The Guardian, si tratterebbe di uno dei più "capillari" sistemi per l'intercettazione del traffico web.
Etichette:
Data Mining,
DNI,
Email,
Facebook,
Facebook chat,
Facebook Privacy,
Google,
Indirizzo IP,
Intelligence,
NSA,
PRISM,
Privacy,
Social Network,
Spionaggio,
Terrorismo,
XKeyscore
Oltre 37 milioni di utenti hanno subito in ultimo anno attacchi di phishing
Secondo i risultati della ricerca “L’evoluzione degli attacchi di phishing 2011-2013” di Kaspersky Lab, il numero degli utenti Internet colpiti da attacchi di phishing nell’ultimo anno è cresciuto da 19,9 milioni a 37,7 milioni, con un aumento dell’87%. Facebook, Yahoo!, Google e Amazon sono i principali obiettivi dei criminali informatici. L’indagine, realizzata nel giugno 2013 sulla base dei dati forniti dal servizio cloud di Kaspersky Security Network dimostra che quello che una volta era un sottoinsieme dello spam, si è evoluto in un minaccia informatica in rapida crescita.
Kaspersky Lab, spam a febbraio 2013: gli spammer sono tornati al lavoro
Dopo una pausa di diversi mesi, gli spammer hanno intensificato nuovamente la loro attività nel mese di febbraio. Secondo i dati di Kaspersky Lab, la quantità di spam nel traffico mail è cresciuto di circa 13 punti percentuali, con una media del 71% al mese. Un dato superiore alla media di gennaio e agli ultimi tre mesi del 2012. L’Italia è stato uno dei paesi più colpiti dalle email nocive nel mese di febbraio. Le rilevazioni antivirus nella posta sono cresciute dal 9,4 %, al 14,4%, facendo scendere alla seconda posizione gli Stati Uniti dopo molto tempo.
Le false notifiche da parte delle diverse organizzazioni finanziarie rimangono uno degli strumenti più diffusi per la distribuzione dei malware tramite mail. Questo metodo è molto popolare in Italia, dove gli spammer il più delle volte utilizzano il Trojan-Banker.HTML.Agent.p, entrato al 2° posto nella Top 10 di febbraio come malware più diffuso. Questo Trojan appare sotto forma di pagina in formato HTML, imitando i form di registrazione delle banche o dei sistemi di pagamento.
Una delle aziende più colpite dai truffatori è Google. Nel mese di febbraio, questi hanno lanciato un mailing di massa che includeva il nome Google, per informare gli utenti che il loro curriculum era stato preso in considerazione. Per evitare incomprensioni, il destinatario veniva incoraggiato ad aprire il file allegato per verificare che il proprio curriculum fosse corretto. L'attacco consisteva in un malware sotto forma di archivio zip, progettato per rubare le password e altri dati riservati dal computer dell'utente.
![]() |
| Sorgenti di spam in tutto il mondo per ciascun paese a febbraio 2013 |
Nel corso del mese Kaspersky Lab ha assistito ad importanti cambiamenti nella diffusione delle fonti di spam. Nel mese di febbraio, la Corea del Sud è stato il paese che inviato più mail di spam agli utenti europei. Il volume delle email indesiderate prodotto da questo paese è cresciuto di 27,7 punti percentuali, con una media del 50,9%. Il mese scorso il paese primo in classifica era la Cina (3%), che è scesa al 6° posto nel mese di febbraio con un calo di 36,6 punti percentuali.
Questi importanti cambiamenti delle quote di spam prodotte da questi due paesi è la conseguenza del fatto che un gruppo di spammer ha iniziato la distribuzione da una botnet diversa. Nel mese di febbraio, gli Stati Uniti hanno superato il rating delle principali fonti di spam in tutto il mondo. La quantità di spam inviato dalla Cina è diminuito, scendendo al secondo posto. Come è avvenuto nel mese di gennaio, anche a febbraio la Corea del Sud si è posizionata al terzo posto.
Nel mese di febbraio, il Trojan-Spy.html.Fraud.gen (11%) è rimasto il programma maligno più diffuso tramite e-mail, nonostante il fatto che la sua quota è diminuita di 2,2 punti percentuali rispetto a gennaio. È stato seguito dal Trojan-Banker.HTML.Agent.p (7,8%). Entrambi i programmi maligni appaiono sotto forma di pagine HTML che imitano le forme di registrazione di note banche o sistemi e-pay che vengono utilizzati dai phisher per rubare le credenziali degli utenti per i sistemi di online banking. È interessante notare che Backdoor.Win32.Androm.phh è arrivato 3°.
![]() |
| Top 10 dei programmi dannosi che si diffondono via e-mail a febbraio 2013 |
Questa famiglia di programmi backdoor permette agli utenti malintenzionati di controllare segretamente un computer infetto, ad esempio, per scaricare e lanciare altri file dannosi che poi inviano i vari dati dal computer dell'utente, ecc. Nel mese di febbraio, Kaspersky Lab ha rilevato 85 varianti della Backdoor.Win32.Androm. Nella maggior parte dei casi, la backdoor è stata distribuita in email fasulle inviate presumibilmente per conto di Booking.com, DHL, British Airways, ecc. Inoltre, molti computer infettati da backdoor a far parte di una botnet. Lo stesso metodo è stato utilizzato in passato per distribuire programmi appartenenti alla famiglia ZeuS/Zbot.
"Questo aumento della quantità di spam nel mese di febbraio segna l'inizio di una nuova tendenza. Ciò è stato probabilmente causato da un calo della quota di email spazzatura durante le vacanze di gennaio, quando molti dei computer che costituiscono le botnet utilizzate per distribuire lo spam sono stati disattivati. Inoltre, la percentuale di messaggi indesiderati nel mese di febbraio era leggermente più bassa rispetto alla media nel 2012. In ogni caso, non ci aspettiamo ulteriori cambiamenti significativi nel prossimo futuro", ha dichiarato Darya Gudkova, Head of Content Analysis & Research di Kaspersky Lab.
"Di particolare interesse in questo momento, è il fatto che la maggior parte degli allegati nocivi presenti nelle email di spam sono programmi progettati per rubare le credenziali degli utenti sui sistemi di online banking. Essi appaiono come pagine in formato HTML, che imitano i form di registrazione. Gli utenti devono prestare particolare attenzione a queste e-mail e gli allegati non devono essere aperti". La versione completa dello Spam Report di Febbraio 2013 di Kaspersky Lab è disponibile su www.securelist.com/en/analysis/204792284/Spam_in_February_2013
Informazioni su Kaspersky Lab
Kaspersky Lab è la più grande azienda privata del mondo che produce e commercializza soluzioni di sicurezza per gli endpoint. L’azienda si posiziona tra i primi quattro vendor al mondo in questo mercato*. Nel corso dei suoi 15 anni di storia, Kaspersky Lab è stata un pioniere nella sicurezza IT, offrendo al mercato soluzioni di sicurezza IT per la protezione di utenti finali, Piccole e Medie Imprese e grandi aziende. Kaspersky Lab, la cui holding è registrata in Gran Bretagna, opera in 200 paesi e protegge oltre 300 milioni di clienti in tutto il mondo. Per ulteriori informazioni: www.kaspersky.com/it.
* L’azienda si è posizionata al quarto posto nel Worldwide Endpoint Security Revenue by Vendor, 2011 di IDC. La classifica è stata pubblicata nel report IDC Worldwide Endpoint Security 2012-2016 Forecast and 2011 Vendor Shares (IDC #235930, July 2012). Il report ha classificato i vendor software in base al fatturato da soluzioni di sicurezza endpoint nel 2011.
ESET/ minacce nel 2013: malware mobile, botnet e attacchi contro cloud
ESET, il leader mondiale nella protezione proattiva digitale con un track record di 25 anni di sviluppo di premiata tecnologia, ha pubblicato la sua revisione annuale delle tendenze delle minacce dell'anno passato e compilato le previsioni per il 2013. Secondo il nuovo rapporto, il Threatscape del 2013 vedrà una crescita significativa dei malware mobile e le sue varianti, la propagazione del malware in aumento attraverso siti web e il continuo aumento di botnet e attacchi sulla nuvola con conseguente perdita di informazioni.
Nell'ultimo anno, si è registrato un notevole aumento del malware mobile. I dispositivi in esecuzione sulla piattaforma Android ™ hanno attirato l'attenzione dei programmatori malintenzionati che hanno assunto un interesse immediato per il targeting di questo mercato dinamico e in crescita. Secondo la società di ricerche di mercato IDC, nel corso del primo trimestre del 2012, Google ha registrato anno su anno la crescita del 145 per cento nelle spedizioni del suo sistema operativo Android per smartphone.*
Sulla base della combinazione di una maggiore quota di mercato, utilizzo di modelli in continua evoluzione, e l'attuale elevato livello di programmi maligni destinati a dispositivi mobili, ESET prevede una crescita esponenziale del malware mobile nel 2013. La società ritiene inoltre che i malware diventano più complessi, ampliando così la gamma di azioni pericolose che possono essere eseguite su un dispositivo infetto.
Il numero di famiglie di malware che prendono di mira la piattaforma Android (codici maligni che sono abbastanza diversi per avere una classificazione unica) è passato da 52 famiglie, nel novembre del 2011 a 56 famiglie di oggi. Anche se questa cifra non è aumentata in modo drammatico nel corso del 2012, mostra che il numero di firme e varianti continua a crescere. Indipendentemente dal numero di famiglie di malware, ESET si aspetta che il numero di minacce finalizzate alla piattaforma Android continuino a crescere, più o meno allo stesso modo in cui accade con sistema operativo Windows ®.
ESET classifica i comportamenti delle famiglie e delle azioni dannosi (payload) effettuate da malware su dispositivi basati su Android nel modo seguente: il furto di informazioni (spyware), distribuzione di numeri SMS a pagamento, e la trasformazione di macchine in zombie (reclutamento botnet). La maggior parte di queste famiglie di malware sono destinate a sottoscrivere la vittima a numeri di messaggistica a pagamento. Tuttavia, ci sono le minacce più gravi che possono trasformare questi dispositivi in zombie.
Questo accade quando i criminali informatici accedono ai dispositivi di installare in remoto altri codici maligni, rubare dati particolarmente desiderabili, e modificare i parametri di configurazione. Il numero di varianti di malware per la piattaforma Android è aumentato anche nel 2012. Una variante è una versione modificata di un programma specifico e notoriamente dannoso. E' importante notare che per ogni nuova variante principale che emerge, il team di ricerca ESET aggiunge un suffisso in ordine alfabetico che cambia man mano che aumenta la quantità.
Nel 2013, ESET si aspetta anche di vedere un cambiamento nel modo in cui i criminali informatici propagano codice dannoso. La propagazione del malware a mezzo di dispositivi di memorizzazione rimovibili sta diminuendo in favore dell'uso di un intermediario per attrarre nuove vittime. Attualmente, l'intermediario preferito è un server Web che è stata compromesso da un terzo, al fine di ospitare minacce informatiche. I criminali informatici invieranno collegamenti ipertestuali via e-mail per guidare l'utente al malware in questione.
Questi stessi server compromessi memorizzano le informazioni rubate, al fine di evitare di coinvolgere personal computer, che possono essere meglio protetti e in cui la rilevazione e la pulizia di malware può causare ai criminali la perdita dei loro dati rubati. Dal 2010, i criminali informatici utilizzano malware progettato per rubare informazioni e generare entrate sono sempre più numerosi ed i loro attacchi più aggressivi.
Nel corso del 2011, c'è stato un notevole aumento del numero di botnet, e quest'anno i numeri hanno continuato ad aumentare costantemente a livello globale. Non vi è alcun dubbio che il worm Dorkbot è una delle minacce più prolifiche, in grado di trasformare il computer della vittima in uno zombie. L'archiviazione in the cloud è un'altra tendenza che è cresciuta nel 2012.
Secondo un comunicato stampa di giugno, nel 2012, Gartner ritiene che l'adozione di tablet e smatphone dotati di fotocamera guiderà le esigenze di storage dei consumatori. ** Anche se questa tecnologia rende più facile alle persone di accedere alle informazioni da praticamente qualsiasi dispositivo con accesso a Internet, rende anche tali dispositivi più suscettibili ad essere oggetto di attacchi informatici, che possono compromettere la sicurezza dei dati e causare fughe di informazioni.
Secondo un comunicato stampa di giugno, nel 2012, Gartner ritiene che l'adozione di tablet e smatphone dotati di fotocamera guiderà le esigenze di storage dei consumatori. ** Anche se questa tecnologia rende più facile alle persone di accedere alle informazioni da praticamente qualsiasi dispositivo con accesso a Internet, rende anche tali dispositivi più suscettibili ad essere oggetto di attacchi informatici, che possono compromettere la sicurezza dei dati e causare fughe di informazioni.
Quest'anno ci sono stati una serie di attacchi informatici più importanti, tra cui il servizio cloud-based di stoccaggio Dropbox ™ in cui gli hacker hanno avuto accesso alcuni account con le credenziali di accesso rubate. Anche se questo non è stato un fallimento del servizio Dropbox ™ stesso, l'incidente ha spinto l'azienda a migliorare la sua sicurezza. Anche altre società sono state colpite da incidenti con perdita di informazioni nel corso del 2012 incluse LinkedIn ™, Yahoo! ™ e Formspring ™.
Aocietà di carte di credito mainstream come Visa ® e MasterCard ® hanno dovuto emettere avvisi quando un sistema di elaborazione dei pagamenti ha subito la perdita di informazioni. Questo evento ha interessato un totale di 56.455 account di entrambe le aziende, di cui 876 sono stati utilizzati per commettere qualche tipo di frode. Per ulteriori informazioni, scaricare il rapporto completo elaborato dal gruppo di ricerca a ESET Trends for 2013: Astounding growth of mobile malware.
Informazioni su ESET
ESET è in prima linea per l'innovazione della sicurezza, offrendo una protezione affidabile per rendere Internet più sicuro ad aziende e consumatori. IDC ha riconosciuto ESET come tra i primi cinque fornitori di protezione anti-malware e una delle aziende in più rapida crescita nella sua categoria. Fiducia da milioni di utenti in tutto il mondo, ESET è una delle soluzioni di sicurezza più consigliate in tutto il mondo.
ESET NOD32 Antivirus raggiunge costantemente i più alti riconoscimenti in tutti i tipi di test comparativi, e alimenta il rilevamento di virus e di spyware in ESET Smart Security, ESET Cybersecurity per Mac, ESET Endpoint Security e ESET endpoint Antivirus. ESET ha quartier generale a Bratislava (Slovacchia), con i centri regionali di distribuzione a San Diego (Stati Uniti), Buenos Aires (Argentina), e Singapore, con sede a Sao Paulo (Brasile) e Praga (Repubblica Ceca).
ESET ha centri di ricerca di malware a Bratislava, San Diego, Buenos Aires, Singapore, Praga, Košice (Slovacchia), Cracovia (Polonia), Montreal (Canada), Mosca (Russia), e una vasta rete di partner per 180 paesi. Per ulteriori informazioni, visitare il sito http://www.eset.com/us o chiamare il numero +1 (619) 876-5400.
* Comunicato stampa IDC, "Android e iOS-Powered Smartphone espandere la propria quota di mercato nel primo trimestre, secondo IDC," 24 mag 2012. ** Comunicato stampa Gartner, "Gartner dice che i consumatori memorizzeranno più di un terzo del loro contenuto digitale nel Cloud entro il 2016," 25 giugno 2012.
Il logo ESET, e il marchio sono marchi registrati di ESET, spol. s r.o. o ESET Nord America. Tutti gli altri marchi sono di proprietà dei rispettivi proprietari.
© 2013 ESET Nord America. Tutti i diritti riservati.
Fonte: ESET
ESET NOD32 Antivirus raggiunge costantemente i più alti riconoscimenti in tutti i tipi di test comparativi, e alimenta il rilevamento di virus e di spyware in ESET Smart Security, ESET Cybersecurity per Mac, ESET Endpoint Security e ESET endpoint Antivirus. ESET ha quartier generale a Bratislava (Slovacchia), con i centri regionali di distribuzione a San Diego (Stati Uniti), Buenos Aires (Argentina), e Singapore, con sede a Sao Paulo (Brasile) e Praga (Repubblica Ceca).
ESET ha centri di ricerca di malware a Bratislava, San Diego, Buenos Aires, Singapore, Praga, Košice (Slovacchia), Cracovia (Polonia), Montreal (Canada), Mosca (Russia), e una vasta rete di partner per 180 paesi. Per ulteriori informazioni, visitare il sito http://www.eset.com/us o chiamare il numero +1 (619) 876-5400.
* Comunicato stampa IDC, "Android e iOS-Powered Smartphone espandere la propria quota di mercato nel primo trimestre, secondo IDC," 24 mag 2012. ** Comunicato stampa Gartner, "Gartner dice che i consumatori memorizzeranno più di un terzo del loro contenuto digitale nel Cloud entro il 2016," 25 giugno 2012.
Il logo ESET, e il marchio sono marchi registrati di ESET, spol. s r.o. o ESET Nord America. Tutti gli altri marchi sono di proprietà dei rispettivi proprietari.
© 2013 ESET Nord America. Tutti i diritti riservati.
Fonte: ESET
Etichette:
Android,
Android malware,
Botnet,
Carte di credito,
Cloud Security,
Cybercrimine,
Data breach,
Eset,
Google,
In The Cloud,
Linkedln,
Malware,
Malware mobile,
Report Security,
Smartphone,
Sms premium,
Spyware,
Windows
Facebook fissa bug che avrebbe consentito ad hacker di attivare webcam
Facebook ha patchato una vulnerabilità di sicurezza che avrebbe permesso agli hacker di attivare la webcam degli utenti a loro insaputa e postare i video ai loro profili. Il bug è stato scoperto nel mese di luglio da due ricercatori di sicurezza informatica in India, secondo Fred Wolens, portavoce di Facebook. Aditya Gupta e Subho Halder, fondatori di una società di consulenza chiamata XY Security, hanno riportato i loro risultati su Facebook, che li ha pagati 2.500 dollari in contanti per le informazioni, hanno detto.
Etichette:
Apple,
Black Hat Conference,
eBay,
Facebook Bug,
Facebook Bug Bounty,
Fbi,
Google,
Hacker,
Mac OS X,
Microsoft,
Microsoft BlueHat,
Mozilla,
PayPal,
Videochat Facebook,
Vulnerabilità,
Webcam,
Windows,
XY Security
Blue Coat: 1.500 malnet attive in Internet, 3.4 milioni di attacchi al giorno
Blue Coat Systems, Inc., fornitore leader di soluzioni di sicurezza Web e ottimizzazione della WAN, riflette sulle infrastrutture malnet in continua crescita. Queste reti malware sono create in Internet dai cyber criminali per raggiungere e infettare quanti più utenti possibili e sono responsabili di più dei due terzi di tutti gli attacchi verificatosi nel 2012. La comparsa di queste infrastrutture ha dato il via ad un ciclo auto-alimentante, nel quale gli utenti colpiti dal malware diventano essi stessi vettori di nuovo malware per raggiungere altri sistemi.
Etichette:
Blue Coat Systems,
Botnet,
Cybercrimine,
Google,
Internet,
Malnet,
Malware,
Motori di ricerca,
Policy Facebook,
Pornografia online,
Ricerche Web,
Sicurezza Web,
Social Network,
Trojan,
WAN,
Web
Su Facebook oltre 80 milioni di profili falsi, spammer e predoni d'identità
La falsità dilaga su Internet, ma è un problema particolare per Facebook, perché mette in discussione la premessa di base del social network, dato che la società dice ai suoi utenti: "Facebook è una comunità in cui le persone usano le loro identità reali". Twitter è pieno di falsi follower e il servizio è stato utilizzato spesso per diffondere false informazioni. Profili multipli su Facebook vengono creati dallo stesso utente o peggio da robot. Una problema che Facebook sta cercando di combattere attraverso un nuovo sistema antispam.
Iscriviti a:
Post (Atom)























