Il report annuale di Symantec sulle minacce rivela attacchi più ambiziosi, distruttivi e furtivi, aumentando la posta in gioco per le organizzazioni. Quasi uno su dieci gruppi di attacchi mirati ora utilizza il malware per distruggere e interrompere le operazioni aziendali; in aumento del 25 percento rispetto al 2017. Gli aggressori migliorano le tattiche provate e collaudate tra cui spear-phishing, hackeraggio di strumenti legittimi e allegati e-mail dannosi. Le infezioni da Enterprise ransomware salgono del 12 percento. Le risorse cloud sono obiettivi sempre più facili per i ladri digitali con 70 milioni di record rubati o trapelati da bucket di storage pubblico S3 configurati in modo inadeguato.
Per proteggersi dalle minacce è utile informarsi sui rischi che si corrono e possedere nozioni di base sulle misure d'adottare.
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Symantec, crescono attacchi Formjacking: a rischio ditte e consumer
Il report annuale di Symantec sulle minacce rivela attacchi più ambiziosi, distruttivi e furtivi, aumentando la posta in gioco per le organizzazioni. Quasi uno su dieci gruppi di attacchi mirati ora utilizza il malware per distruggere e interrompere le operazioni aziendali; in aumento del 25 percento rispetto al 2017. Gli aggressori migliorano le tattiche provate e collaudate tra cui spear-phishing, hackeraggio di strumenti legittimi e allegati e-mail dannosi. Le infezioni da Enterprise ransomware salgono del 12 percento. Le risorse cloud sono obiettivi sempre più facili per i ladri digitali con 70 milioni di record rubati o trapelati da bucket di storage pubblico S3 configurati in modo inadeguato.
Allerta ransomware, Stormshield: come difendersi in caso di attacco
A fronte del rapido incremento dei ransomware per le aziende è di vitale importanza difendersi e sapere cosa fare in caso di attacco. Il primo passo è non cadere nella trappola del ricatto. Se ad un furto di dati segue un attacco ransomware, è buona cosa non seguire l’esempio di Uber. La nota società americana non ha solo confermato oltre un anno dopo il misfatto di essere stata vittima di un furto di dati ma ha persino pagato agli hacker $100.000 di riscatto. La violazione dei dati includeva nomi, indirizzi e-mail e numeri di telefono di circa 50 milioni di utenti Uber e le informazioni personali di 7 milioni di conducenti, inclusi i numeri di patente di 600.000 automobilisti statunitensi.
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Norton report: 10 milioni di italiani vittime del cybercrimine nel 2015
Il nuovo studio indica che gli hacker stanno affinando le armi ai danni dei consumatori più negligenti, colpendo in particolare genitori e utenti spesso in viaggio. Il report ha rilevato che i consumatori vittime della criminalità informatica spesso hanno continuato il loro comportamento imprudente nel corso dello scorso anno. Ad esempio, per quanto riguarda la cattiva abitudine degli utenti di utilizzare la stessa password per ogni account personale. Norton by Symantec (NASDAQ: SYMC) ha divulgato i risultati della nuova edizione del Norton Cyber Security Insights Report (NCSIR): lo scorso anno 54,47 milioni di consumatori europei sono stati vittime di crimini online, di questi oltre 10 milioni in Italia.
MarkMonitor, nuovi gTLD per le banche: una svolta per la sicurezza?
Le banche e i clienti sono ossessionati giustamente dalla sicurezza. L'introduzione dei domini .bank contribuirà a migliorare questo aspetto. Dopo il lancio di varie estensioni di primo livello, sono disponibili circa una decina relative al mondo della finanza come .bank, .credit, .credicard, tra le altre, e questo cambierà alcune cose sia per le imprese che per i consumatori. L’idea che c’è dietro le nuove estensioni, che non riguardano solamente il mondo finanziario, è una logica di settorializzazione di internet. Le banche hanno avuto l’opportunità di lanciare il proprio nome come estensione, ma pochi hanno colto questa occasione poiché avrebbe richiesto grandi investimenti.
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Polizia: abbattuta botnet Ramnit, attaccati oltre 3 milioni di computer
Si è conclusa l'operazione "Rubbly" che ha permesso di smantellare una delle più grandi "botnet" al mondo, ovvero una rete di computer "zombie" controllata da un amministratore, il "botmaster" e utilizzata dai cyber criminali per effettuare attacchi informatici di varia natura in danno di 3,2 milioni di computer in tutto il mondo. L'operazione internazionale che ha messo takedown i server di comando e controllo della botnet "Ramnit", è il frutto di una stretta collaborazione tra la Polizia di Stato, l'European Cyber Crime Center (EC3) di Europol e le unità specializzate nel cyber crime di Germania, Paesi Bassi e Regno Unito, insieme ai partner dell'industria privata.
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Symantec scopre Regin: sofisticato malware spia in azione dal 2008
Uno strumento di spionaggio avanzato, Regin mostra un grado di competenza tecnica rara ed è stato utilizzato in operazioni di spionaggio contro governi, operatori di infrastrutture, aziende, ricercatori e privati. Lo ha scoperto nei mesi scorsi la società specializzata in sicurezza Symantec. Un pezzo avanzato di malware noto come Regin, è stato utilizzato in campagne sistematiche di spionaggio contro una serie di obiettivi internazionali almeno dal 2008. Una backdoor di tipo Trojan, Regin è un pezzo complesso di malware la cui struttura mostra un grado di competenza tecnica vista raramente.
GameOver Zeus e Cryptolocker, da Symantec nuovo tool di rimozione
L’FBI, l’Agenzia Nazionale del Crimine del Regno Unito, e un certo numero di forze dell’ordine internazionali hanno interrotto in modo significativo due delle più pericolose operazioni di frodi finanziare: il botnet Gameover Zeus e la rete ramsomware Cryptolocker. Lavorando con partner del settore privato, compresa Symantec, l’FBI ha sequestrato una grande quantità di infrastrutture usate da entrambe le organizzazioni. A completamento di questa operazione, Symantec ha rilasciato un nuovo strumento che le vittime possono usare per rimuovere completamente le infezioni di Gameover Zeus.
Operazione mondiale contro Blackshades, pc zombie per rubare dati
Una serie di Botnet, ovvero reti di pc zombie che, all'insaputa dei legittimi proprietari, venivano utilizzate per compiere attacchi informatici e rubare informazioni e dati sensibili. E' la scoperta fatta dai cyber-detective del Servizio polizia postale e delle comunicazioni (Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche), che a conclusione dell'operazione denominata "blackshades" - dal nome del malware usato per propagare l'infezione - hanno identificato e denunciato a piede libero 13 hacker, "tutte persone altamente preparate dal punto di vista tecnico-informatico".
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Symantec presenta nuovo sistema avanzato di protezione da minacce
Si tratta del nuovo servizio gestito Symantec Managed Security Services-Advanced Threat Protection. Symantec (Nasdaq: SYMC) ha annunciato un nuovo approccio avanzato alla protezione delle minacce (Advanced Threat Protection), svelando una roadmap di soluzioni integrate che dimostra l’alto livello di innovazione nell’ambito sicurezza che solo essa può offrire. Questo approccio è supportato da due nuove soluzioni: Symantec Managed Security Services-Advanced Threat Protection e Symantec Advanced Threat Protection Solution (MSS-ATP), che combinano avvisi e intelligence all’interno di diverse tecnologie di sicurezza per offrire una prevenzione completa agli attacchi.
Rapporto sicurezza Symantec: 552 milioni di identità violate nel 2013
La voragine di sicurezza Heartbleed che affligge il protocollo OpenSSL, non è l'unico allarme che viaggia in Rete. Sono infatti 552 milioni le identità compromesse nel 2013, secondo un report pubblicato da Symantec. Dopo essersi nascosti nell’ombra per i primi dieci mesi del 2013, i criminali informatici hanno scatenato la più devastante serie di attacchi nella storia. Lo studio di Symantec Internet Security Threat Report (ISTR) volume 19 mostra, infatti, un significativo cambiamento nel comportamento dei criminali informatici, rivelando che gli autori degli attacchi tramano e pianificano per mesi prima di commettere crimini di vasta portata, invece di colpire velocemente e ottenere guadagni più limitati.
Report Norton, diminuisce cybercrime ma aumenta costo per vittima
Symantec (Nasdaq: SYMC) ha rilasciato i risultati del Rapporto di Norton sulla sicurezza 2013, il quale dimostra che, mentre il numero di adulti online che hanno sperimentato la criminalità informatica è diminuito, il costo medio per vittima è salito del 50 per cento [1]. "I criminali informatici di oggi utilizzano gli attacchi più sofisticati, come ransomware e spear-phishing, che fanno guadagnare a loro più soldi che mai per ogni attacco", ha dichiarato Stephen Trilling, Chief Technology Officer di Symantec.
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Minacce IT, l'evoluzione nel Q1 2013: nuovi incidenti e vecchi sospetti
Nell’ultimo report, gli esperti di Kaspersky Lab hanno analizzato lo sviluppo delle minacce IT nel primo trimestre del 2013. I primi tre mesi dell'anno sono stati caratterizzati da vari incidenti, legati principalmente a spionaggio e armi informatiche. All'inizio dell'anno Kaspersky Lab ha pubblicato un report che analizzava una serie di operazioni globali di spionaggio informatico, Ottobre Rosso. Questi attacchi mirati colpivano agenzie governative, organizzazioni diplomatiche e aziende in tutto il mondo.
Oltre a colpire le workstation, Ottobre Rosso era anche in grado di sottrarre dati dai dispositivi mobile, dalle apparecchiature di rete, dai file archiviati nei drive USB, dagli archivi di posta da Outlook e dai server remoti POP/IMAP ed estrarre i file dal server locale FTP in Internet. A febbraio venne individuato un nuovo programma nocivo, nominato MiniDuke, che è riuscito a penetrare nei sistemi grazie alla vulnerabilità 0-day presente in Adobe Reader (CVE-2013-0640).
Kaspersky Lab, insieme alla società ungherese CrySys Lab, ha condotto un’indagine sulla tipologia di incidenti che coinvolgevano questo malware. Le vittime colpite da MiniDuke erano agenzie governative presenti in Ucraina, Belgio, Portogallo, Romania, Repubblica Ceca e Irlanda, un’organizzazione di ricerca e un istituto di ricerca in Ungheria, due centri di ricerca scientifica e una struttura medica negli Stati Uniti. In totale, ha rilevato 59 vittime in 23 paesi. A febbraio è stato anche pubblicato da Mediant un report su una serie di attacchi lanciati da un gruppo di hacker cinesi denominati APT1.
Mediant ha dichiarato che l’autore con ogni probabilità era una divisione dell’esercito cinese. Questa non è la prima volta che Pechino viene accusata di complicità in attacchi informatici contro agenzie governative e organizzazioni di altri paesi. Alla fine di febbraio, Symantec ha pubblicato uno studio su una “vecchia” versione di Stuxnet identificata recentemente, Stuxnet 0.5, che si è rivelata essere la più antica versione del worm che fu attivo tra il 2007 e il 2009. Gli esperti hanno dichiarato che sono ancora in circolazione le versioni precedenti del worm, ma che questa rappresenta la prima prova concreta.
“Nel primo trimestre del 2013 si sono verificati un gran numero di incidenti legati allo spionaggio informatico e alle armi informatiche. Gli incidenti che richiedono mesi di indagini sono rari nel settore antivirus. Ancora più rari sono gli eventi che mantengono una certa gravità anche tre anni dopo essersi manifestati, come ad esempio Stuxnet”, ha dichiarato Dennis Maslennikov, Senior Malware Analyst di Kaspersky Lab.
“Anche se questo worm è stato studiato da numerosi produttori di antivirus, sono ancora presenti numerosi moduli che non sono stati studiati nel dettaglio. Lo studio relativo alla versione 0.5 di Stuxnet ha fornito molte informazioni sui programmi nocivi in generale. In futuro, è probabile che verranno raccolte ancora più informazioni. Lo stesso vale per le armi informatiche individuate dopo Stuxnet, così come il malware impiegato per lo spionaggio informatico”.
Nel primo trimestre del 2013 si sono verificati anche attacchi mirati contro tibetani e attivisti uiguri. Gli aggressori hanno utilizzato ogni strumento a loro disposizione per raggiungere i propri obiettivi, tra cui anche gli utenti Mac OS X, Windows e Android. Dal 2011 abbiamo assistito ad attacchi hacking di massa contro le aziende e alcune importanti perdite di dati per gli utenti. Per i criminali informatici le grandi aziende sono sempre un obiettivo di grande interesse, perché hanno a disposizione una grande quantità di dati riservati, comprese le informazioni degli utenti.
Nel primo trimestre del 2013 le vittime più colpite sono stati gli utenti di Apple, Facebook, Twitter, Evernote. Il primo trimestre del 2013 è stato anche caratterizzato da numerose minacce mobile. Gennaio è stato un mese abbastanza tranquillo per gli autori di virus mobile, ma nei mesi successivi Kaspersky Lab ha rilevato più di 20.000 nuove versioni di malware mobile, il che equivale a circa la metà di tutti i campioni di malware rilevati durante il 2012. Ci sono stati anche dei cambiamenti nella geografia delle minacce.
Questa volta, la Russia (19%, con -6 punti percentuali) e gli Stati Uniti (25%, con +3 punti percentuali) ancora una volta si sono posizionati ai nei primi posti in termini di servizi di hosting nocivi. Gli Stati Uniti si sono aggiudicati la prima posizione, mentre le percentuali degli altri paesi sono rimaste più o meno invariate rispetto al quarto trimestre del 2012. La valutazione delle vulnerabilità più diffuse non ha subito grandi variazioni.
Le vulnerabilità di Java sono ancora le più diffuse, rilevate sul 45,26% di tutti i computer. In media, gli esperti di Kaspersky hanno contato otto diverse violazioni su ogni macchina vulnerabile. E' stata determinata da Kaspersky Lab la ripartizione per singoli paesi delle quote percentuali di utenti del Kaspersky Security Network sui computer dei quali, nel corso del primo trimestre del 2013, sono stati bloccati tentativi di infezione informatica di natura «locale».
Le cifre ricavate dalle elaborazioni statistiche eseguite dagli esperti di Kaspersky Lab riflettono pertanto i valori medi relativi al rischio di contaminazione «locale» esistente sui computer degli utenti nei vari paesi del globo. La graduatoria stilata si riferisce esclusivamente a quei paesi in cui, al momento attuale, si contano oltre 10.000 utenti delle soluzioni anti-virus di Kaspersky Lab.
In media, nel 31,4% del totale complessivo dei computer facenti parte del Kaspersky Security Network (KSN) - in pratica in un computer su tre - è stato individuato perlomeno una volta un file dannoso, residente nel disco rigido o in supporti rimovibili collegati al computer; tale valore ha fatto registrare una diminuzione dello 0,8% rispetto all’analogo indice riscontrato nel trimestre precedente. Per leggere il report completo sull’evoluzione delle minacce nel primo trimestre 2013 visitare il sito securelist.com
“Anche se questo worm è stato studiato da numerosi produttori di antivirus, sono ancora presenti numerosi moduli che non sono stati studiati nel dettaglio. Lo studio relativo alla versione 0.5 di Stuxnet ha fornito molte informazioni sui programmi nocivi in generale. In futuro, è probabile che verranno raccolte ancora più informazioni. Lo stesso vale per le armi informatiche individuate dopo Stuxnet, così come il malware impiegato per lo spionaggio informatico”.
Nel primo trimestre del 2013 si sono verificati anche attacchi mirati contro tibetani e attivisti uiguri. Gli aggressori hanno utilizzato ogni strumento a loro disposizione per raggiungere i propri obiettivi, tra cui anche gli utenti Mac OS X, Windows e Android. Dal 2011 abbiamo assistito ad attacchi hacking di massa contro le aziende e alcune importanti perdite di dati per gli utenti. Per i criminali informatici le grandi aziende sono sempre un obiettivo di grande interesse, perché hanno a disposizione una grande quantità di dati riservati, comprese le informazioni degli utenti.
Nel primo trimestre del 2013 le vittime più colpite sono stati gli utenti di Apple, Facebook, Twitter, Evernote. Il primo trimestre del 2013 è stato anche caratterizzato da numerose minacce mobile. Gennaio è stato un mese abbastanza tranquillo per gli autori di virus mobile, ma nei mesi successivi Kaspersky Lab ha rilevato più di 20.000 nuove versioni di malware mobile, il che equivale a circa la metà di tutti i campioni di malware rilevati durante il 2012. Ci sono stati anche dei cambiamenti nella geografia delle minacce.
Questa volta, la Russia (19%, con -6 punti percentuali) e gli Stati Uniti (25%, con +3 punti percentuali) ancora una volta si sono posizionati ai nei primi posti in termini di servizi di hosting nocivi. Gli Stati Uniti si sono aggiudicati la prima posizione, mentre le percentuali degli altri paesi sono rimaste più o meno invariate rispetto al quarto trimestre del 2012. La valutazione delle vulnerabilità più diffuse non ha subito grandi variazioni.
Le vulnerabilità di Java sono ancora le più diffuse, rilevate sul 45,26% di tutti i computer. In media, gli esperti di Kaspersky hanno contato otto diverse violazioni su ogni macchina vulnerabile. E' stata determinata da Kaspersky Lab la ripartizione per singoli paesi delle quote percentuali di utenti del Kaspersky Security Network sui computer dei quali, nel corso del primo trimestre del 2013, sono stati bloccati tentativi di infezione informatica di natura «locale».
Le cifre ricavate dalle elaborazioni statistiche eseguite dagli esperti di Kaspersky Lab riflettono pertanto i valori medi relativi al rischio di contaminazione «locale» esistente sui computer degli utenti nei vari paesi del globo. La graduatoria stilata si riferisce esclusivamente a quei paesi in cui, al momento attuale, si contano oltre 10.000 utenti delle soluzioni anti-virus di Kaspersky Lab.
In media, nel 31,4% del totale complessivo dei computer facenti parte del Kaspersky Security Network (KSN) - in pratica in un computer su tre - è stato individuato perlomeno una volta un file dannoso, residente nel disco rigido o in supporti rimovibili collegati al computer; tale valore ha fatto registrare una diminuzione dello 0,8% rispetto all’analogo indice riscontrato nel trimestre precedente. Per leggere il report completo sull’evoluzione delle minacce nel primo trimestre 2013 visitare il sito securelist.com
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Symantec: cresce cyber-spionaggio +42% in 2012, 31% obiettivi è Pmi
Symantec Corp's (Nasdaq: SYMC) Internet Security Threat Report, Volume 18 (ISTR) oggi ha rivelato un aumento del 42 per cento nel corso del 2012 in attacchi mirati rispetto all'anno precedente. Progettato per rubare la proprietà intellettuale, questi attacchi di cyberspionaggio mirati stanno sempre più colpendo il settore manifatturiero, così come le piccole imprese, che sono l'obiettivo del 31 per cento di questi attacchi. Le piccole imprese sono gli stessi obiettivi attraenti e un modo per raggiungere infine le imprese più grandi tramite tecniche di "watering hole". Inoltre, i consumatori rimangono vulnerabili alle minacce ransomware e mobile, in particolare sulla piattaforma Android.
Microsoft e Symantec smantellano pericolosa Click Fraud Bamital botnet
Microsoft Corp. e Symantec Corp. hanno interrotto una globale operazione di cibercriminalità chiudendo i server che controllavano centinaia di migliaia di PC, senza la conoscenza dei loro utenti. Come riportato da Reuters, la Microsoft Digital Crimes Unit, in collaborazione con Symantec, ha tirato giù la pericolosa botnet Bamital che dirottava i risultati di ricerca delle persone portandoli a siti Web potenzialmente pericolosi che potevano installare malware sul loro computer, rubare le loro informazioni personali, o in modo fraudolento pagare le imprese per i clic sui banner pubblicitari online.
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Symantec Intelligence Report, sesso domina il traffico mondiale di spam
Nel rapporto Symantec Intelligence Report di dicembre gli esperti di sicurezza hanno dato uno sguardo più da vicino al panorama delle minacce sulla base delle loro statistiche in tutto il mondo. Per il mese di dicembre, gli Stati Uniti ha sostenuto il dubbio onore di essere la principale fonte di spam a 12,7%, attacchi di phishing al 24,2%, e gli allegati dei virus al 40,9% a livello globale. Non è insolito per gli Stati Uniti essere alti in uno o due di queste tre categorie, ma rivendicando la tripla corona di distribuzione di risk-based è un pò meno comune.
Microsoft rilascia un Fix it per patchare vulnerabilità in Internet Explorer
Microsoft ha spinto fuori una soluzione temporanea per difendersi da un vulnerabilità zero-day che è emersa negli attacchi lanciati la scorsa settimana. Microsoft sta studiando le relazioni pubbliche di una vulnerabilità in Internet Explorer 6, Internet Explorer 7 e Internet Explorer 8. Internet Explorer 9 e Internet Explorer 10 non sono interessati dalla vulnerabilità. Microsoft è a conoscenza di attacchi mirati che tentano di sfruttare la vulnerabilità tramite Internet Explorer 8.
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Norton: crimini informatici costano a utenti italiani 2,45 miliardi di euro
Norton by Symantec ha reso pubblici i risultati del proprio studio annuale Norton Cybercrime Report, una delle ricerche più importanti al mondo sui crimini informatici contro gli utenti consumer. Lo scopo dello studio è comprendere il modo in cui i crimini informatici influiscono sui consumatori e l’impatto dell’adozione e dell’evoluzione delle nuove tecnologie sulla sicurezza delle persone. Con dati di un campione di oltre 13.000 adulti in 24 paesi, l’edizione 2012 del Norton Cybercrime Report ha calcolato i costi diretti associati ai crimini informatici contro gli utenti consumer a livello mondiale, stimando un valore di 110 miliardi di dollari negli ultimi 12 mesi.
Nuovi sviluppi su indagine su tre nuovi malware legati a Flame: uno è sconosciuto
Kaspersky Lab ha annunciato i risultati di una nuova ricerca relativa alla scoperta della sofisticata campagna di spionaggio informatico sponsorizzata dagli stati-nazioni. Durante la ricerca, condotta da Kaspersky Lab in collaborazione con la divisione che si occupa di cyber sicurezza IMPACT dell’International Telecommunication Union, CERT-Bund/BSI e Symantec, un numero di server Command & Control (C&C) utilizzati dai creatori di Flame sono stati analizzati nel dettaglio.
L’analisi ha rivelato nuovi dettagli importanti legati a Flame. In particolare, sono state rilevate tracce di programmi nocivi non ancora scoperti ed è emerso che lo sviluppo della piattaforma Flame risale al 2006. Risultati principali:
- Lo sviluppo della piattaforma C&C di Flame è iniziato prima del dicembre 2006
- I server C&C sono stati camuffati, per sembrare un sistema comune di gestione dei contenuti, in modo da nascondere la vera natura del progetto.
- I server erano in grado di ricevere i dati dalle macchine infette, utilizzando quattro differenti protocolli; solo uno di questi serviva per attaccare i computer con Flame.
- L’esistenza di tre protocolli aggiuntivi non utilizzati da Flame è la dimostrazione che ci sono almeno altri tre programmi nocivi legati a Flame, di cui ancora non si conosce la natura.
- Uno di questi programmi sconosciuti legati a Flame è attualmente in circolazione.
- Ci sono stati alcuni segnali che dimostrano che la piattaforma C&C è ancora in via di sviluppo; uno schema di comunicazione denominato “Red Protocol” è stato menzionato ma non ancora implementato.
- Non ci sono segnali che dimostrino che il server C&C di Flame sia stato impiegato per controllare altri malware come Stuxnet o Gauss.
La campagna di spionaggio informatico è stata scoperta inizialmente nel maggio 2012 da Kaspersky Lab durante un’indagine condotta con la International Communication Union. A seguito della scoperta, ITU-IMPACT ha rilasciato un alert a 144 nazioni che fanno parte dell’organizzazione accompagnato da istruzioni su come ripristinare il sistema.
La complessità del codice e i legami confermati con gli sviluppatori di Stuxnet, riportano al fatto che Flame è un chiaro esempio di operazione informatica sponsorizzata dagli stati-nazioni. Inizialmente si era affermato che Flame avesse iniziato le sue operazioni nel 2010, ma la prima analisi dell’infrastruttura C&C (che comprendeva almeno 80 domini conosciuti) sposta questa data indietro di due anni.
I risultati emersi da questa particolare indagine sono basati sull’analisi del contenuto recuperato dai server C&C utilizzati da Flame. Queste informazioni sono state recuperate, nonostante l’intervento di Kaspersky Lab, che subito dopo aver rivelato l’esistenza del malware ha messo offine le infrastrutture di controllo. Tutti i server si basavano sulla versione a 64-bit del sistema operativo Debian, virtualizzato grazie ai contenitori OpenVZ.
Molti dei codici dei server erano scritti con il linguaggio di programmazione PHP. I creatori di Flame hanno adottato alcune particolari misure per rendere l'aspetto del server C&C come un normale sistema di gestione dei contenuti, per non attirare l'attenzione degli hosting provider.
Sono stati utilizzati sofisticati metodi di crittografia in modo che nessuno, tranne gli hacker, potesse entrare in possesso dei dati archiviati sulle macchine infette.
L'analisi degli script utilizzati per gestire le trasmissioni di dati sottratti alle vittime, ha rivelato quattro protocolli di comunicazione e solo uno di essi era compatibile con Flame. Ciò significa che almeno altri tre tipi di malware hanno utilizzato questi server di comando e controllo. Ci sono prove sufficienti per dimostrare che almeno uno dei malware legati a Flame è attualmente in circolazione. Questi programmi nocivi sono ancora da scoprire.
Un altro importante risultato dell’analisi riguarda lo sviluppo della piattaforma C&C di Flame, che è iniziata già nel dicembre 2006. Ci sono segnali che dimostrano che la piattaforma è ancora in via di sviluppo, dal momento che un nuovo protocollo non ancora implementato, denominato “Red Protocol”, è stato individuato sui server. L’ultima modifica del codice del server da parte di uno dei programmatori risale al 18 maggio 2012.
“È stato difficile per noi stimare la quantità di dati rubati da Flame, anche dopo l’analisi dei suoi server C&C. I creatori di Flame sono molto bravi a nascondere le proprie tracce. Ma un errore dei criminali informatici ci ha aiutato a scoprire quali sono i dati che un server ha il compito di conservare. Sulla base di questo, possiamo vedere che più di cinque gigabyte di dati sono stati caricati ogni settimana su questo particolare server, da più di 5000 macchine infette. Questo è certamente un esempio di un’operazione di spionaggio informatico condotto su larga scala”, ha dichiarato Alexander Gostev, Chief Security Expert di Kaspersky Lab.
L’analisi dettagliata del contenuto dei server C&C di Flame è disponibile su Securelist.com.
Per ulteriori informazioni su Flame:
https://www.securelist.com/en/blog/208193522/The_Flame_Questions_and_Answers
Pericolosa falla 0-day in Internet Explorer colpisce tutti i sistemi Windows
Microsoft ha notificato attraverso un advisory di sicurezza l'esistenza di una falla zero-day in Internet Explorer. I tecnici di Redmond stanno lavorando a una patch correttiva, ma in attesa del rilascio è possibile ricorrere ad un workaround. La società ha invitato gli utenti di Internet Explorer 9 e precedenti versioni di adottare misure per proteggere i computer dagli attacchi pubblici sul buco di sicurezza recentemente scoperto da da Eric Romang, IT Security Advisor presso e-Business & Resilience Centre e Co-fondatore CTO di ZATAZ.com.
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Crisis: virus per Windows, Mac e smartphone che registra le conversazioni
Crisis, noto anche come Morcut, è un rootkit che infetta macchine sia Windows che Mac OS X utilizzando un falso programma di installazione di Adobe Flash Player. Scoperto nel mese di luglio da Symantec, Kaspersky ha poi riferito che arriva sul computer infetto tramite un file JAR utilizzando tecniche di ingegneria sociale. Nell'esempio portato da Sergey Golovanov di Kaspersky, il trojan Mac viene chiamato Backdoor.OSX.Morcut e viene distribuito per mezzo di un file JAR con il nome AdobeFlashPlayer.jar e firmato da VeriSign Inc.
Se l'utente consente l'esecuzione del file JAR, viene creato il file eseguibile payload.exe in una cartella temporanea e lo avvia. Tuttavia, è ora venuto alla luce che il malware può essere diffuso in quattro ambienti diversi, tra cui le macchine virtuali. Il trojan Crisis ha come obiettivi utenti Windows e Mac OS X ed è in grado di registrare le conversazioni di MSN Messenger, Skype, acquisire il traffico di messaggistica istantanea e tracciare i siti web visitati in Firefox o Safari e gli Url dei browser.
Si sviluppa attraverso attacchi di ingegneria sociale, ovvero cerca di ingannare gli utenti nell'eseguire l'applet Java dell'installer Flash di Adobe, rilevando il sistema operativo, ed eseguendo il programma trojan di installazione adeguato attraverso un file JAR. File exe aprono una backdoor che compromettere il computer. In origine, si è creduto che il malware potesse diffondersi solo su questi due sistemi operativi. Tuttavia, Symantec ha rilevato una serie di ulteriori mezzi di replica, come unità disco rimovibili, macchine virtuali e Windows Phone.
Un metodo è la possibilità di copiare se stesso e creare un file autorun.inf su un'unità disco rimovibile, un altro è quello di insinuarsi su una macchina virtuale VMware, e il modo finale è far cadere i moduli su un dispositivo Windows Mobile. Questo malware per la prima volta prende di mira le macchine virtuali, ma Symantec insiste sul fatto che questo non è dovuta a falle di sicurezza o vulnerabilità del software VMware sfruttate in sé, piuttosto il trojan Crisis sfrutta la forma di VM, che non è altro uno o più file sul disco di una macchina host.
Anche se la macchina virtuale non è in esecuzione, i file possono ancora essere montati o manipolati da codice dannoso. Takashi Katsuki scrive sul blog ufficiale di Symantec: "La minaccia ricerca l'immagine di una macchina virtuale VMware sul computer infetto e, se trova un immagine, la monta e poi si copia sulla stessa utilizzando uno strumento di VMware Player. Questo può essere il primo malware che tenta di diffondersi su una virtual machine". Symantec rileva il file JAR come Trojan.Maljava, la minaccia per Mac come OSX.Crisis, e la minaccia di Windows come W32.Crisis.
Crisis può anche attivare la webcam integrata e microfono per guardare e ascoltare, scattare screenshot istantanei di Safari e Firefox, registrare i tasti premuti, e rubare i contatti dalla rubrica della macchina. Tuttavia, vi è una buona notizia per gli utenti di dispositivi iOS e Android. Dato che usano il Remote Application Programming Interface (RAPI), questi sistemi non sono tenuti in ostaggio dalle vulnerabilità come i modelli di telefoni Windows.
"Questa variante Crisis non fa altro che, quando è eseguita su un sistema Windows, verranno montate tutte quelle immagini di unità virtuali che avete creato e poi farà una copia di quel sistema operativo all'interno del vostro sistema operativo. E' come se fosse un disco fisico come una chiavetta USB, e il malware si copia sul disco. Così, quando un utente infetto tenta di accedere a quelle immagini ancora una volta, il malware spierà senza che l'utente ne sia a conoscenza", scrive Lysa Myers sul blog di Intego.
Secondo Intego, che ha pubblicato una prima analisi Martedì a cui hanno fatto seguito ulteriori informazioni, il codice di Crisis si collega ad un software di una ditta italiana che vende un kit di strumenti di spionaggio per 245.000 dollari all'intelligence nazionale e alle forze dell'ordine. Intego ha definito Crisis come "una minaccia molto avanzata e completamente funzionale", in parte a causa del collegamento col codice del malware di origine con il software commerciale di spionaggio.
Come scrive Computer World, in una brochure di marketing [download PDF] della società italiana Hacking Team, il Remote Control System (RCS) viene descritto come "La suite di hacking per l'intercettazione del governo", che il software viene utilizzato in tutto il mondo, e si vanta che il software in grado di monitorare centinaia di migliaia di computer infetti o smartphone alla volta. Il software RCS è commercializzato dall'impresa italiana ed "è una soluzione progettata per eludere la crittografia per mezzo di un agent direttamente installato sul dispositivo per il monitoraggio".
Guarda caso, questa è una buona definizione di "malware", ed in particolare di rootkit. Se questa teoria è corretta, Crisis diventa dunque molto più pericoloso di Gauss, Mahdi, Stuxnet, Flame o Shamoon, il malware che sovrascrive il Master Boot Record. Perché mentre questi ultimi sembrano mirare al Medio Oriente, mentre Crisis non avrebbe un target geografico specifico. Il consiglio è quello di non installare il Flash Player mediante siti diversi da quello ufficiale di Adobe e di mantenere il software antivirus aggiornato alle ultime definizioni.
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