L'FBI conferma il coinvolgimento di Pyongyang nell'attacco informatico contro Sony Pictures Entertainment e alle minacce terroristiche che hanno portato al ritiro della pellicola The Interview, prodotta dal colosso giapponese. Tre settimane fa, un gruppo di hacker che si fa chiamare Guardians of Peace o #GOP ha fatto irruzione nella rete aziendale di Sony Pictures e ha rubato centinaia di migliaia di documenti, contratti e messaggi di posta elettronica. Nel corso delle settimane dopo l'attacco, lotti di documenti sono stati pubblicati on-line in modo intermittente e diffuso su reti di file-sharing.
Per proteggersi dalle minacce è utile informarsi sui rischi che si corrono e possedere nozioni di base sulle misure d'adottare.
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Attacco hacker a Sony, Fbi conferma: Corea del Nord è responsabile
L'FBI conferma il coinvolgimento di Pyongyang nell'attacco informatico contro Sony Pictures Entertainment e alle minacce terroristiche che hanno portato al ritiro della pellicola The Interview, prodotta dal colosso giapponese. Tre settimane fa, un gruppo di hacker che si fa chiamare Guardians of Peace o #GOP ha fatto irruzione nella rete aziendale di Sony Pictures e ha rubato centinaia di migliaia di documenti, contratti e messaggi di posta elettronica. Nel corso delle settimane dopo l'attacco, lotti di documenti sono stati pubblicati on-line in modo intermittente e diffuso su reti di file-sharing.
BitTorrent, utenti sotto controllo durante il download e individuati in 3 ore
Gli utenti che scaricano file popolari come contenuti audio e video attraverso BitTorrent, possono avere i loro indirizzi IP registrati dal monitoraggio di alcune società entro tre ore. Questa rivelazione è la conclusione di uno studio presentato questa settimana alla conferenza SecureComm in Italia dal team di ricercatori composto da Tom Chothia , Marco Cova e Chris Novakovic presso l'Università di Birmingham. Per arrivare a questa conclusione, i ricercatori hanno osservato "1033 swarm attraverso 421tracker per 36 giorni nell'arco di 2 anni".
Agcom fissa norme sul diritto d'autore, punire i provider e non gli utenti
Si annunciano tempi duri per i siti che a vario titolo favoriscono la pirateria di musica e film: l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha approvato, per la prima volta, un testo con norme per potenziare la tutela del copyright su internet, come richiesto dal decreto Romani sull'audiovisivo. L'intenzione di fondo del regolamento è già chiara: colpire con forza i siti ma non gli utenti internet.
Il Consiglio dell'Agcom ha approvato all'unanimità il nuovo testo sulla tutela del diritto d'autore, colpendo non i singoli utenti che scaricano illegalmente ma il gestore del sito che consente il download. L'idea al momento è colpire con forza i siti e i servizi che agevolano, a vario titolo, la pirateria. Ma non gli utenti, che quindi non dovrebbero subire sanzioni o disconnessioni da internet per mano dell'Autorità (a differenza di quanto avviene in Francia con le norme Hadopi). Si può trattare dell'opera vera e propria (musica, film, spettacoli, partite o altro), disponibile in download o in streaming, o anche di un semplice link o indicizzazione del file pirata presente su altri siti. L'Agcom diventerebbe garante del funzionamento di un sistema che prevede la richiesta di rimozione dei contenuti al gestore del sito o al fornitore del servizio di materiale illegale da parte del titolare del diritto o copyright, la segnalazione all'Autorità della mancata rimozione dei contenuti dopo 48 ore dalla richiesta, la verifica da parte dell'Autorità attraverso un breve contraddittorio con le parti e l'ordine di rimozione qualora risulti illegittima la pubblicazione di contenuti coperti da copyright. Se ciò non avviene entro cinque giorni, l'Autorità applica le sanzioni del comma 31 della legge 249 del 1997. L'Agcom ha previsto la rimozione selettiva nei casi in cui non tutti i contenuti del sito web violino il diritto d'autore e siano collocati sul territorio italiano. I siti che hanno il solo fine della diffusione di contenuti illeciti sotto il profilo del diritto d'autore o i cui server sono localizzati al di fuori dei confini nazionali, potrebbero andare incontro a due diversi scenari.
Uno consiste nella predisposizione di una lista di siti illegali da mettere a disposizione degli internet service provider. Il secondo nell'inibizione del nome di dominio del sito web, ovvero dell'indirizzo IP. Il presidente Corrado Calabrò ha spiegato che "le soluzioni che abbiamo previsto rappresentano una sintesi efficace tra le contrapposte esigenze di tutelare la libertà della rete e la titolarità dei contenuti". E ha assicurato che "non si prevede alcuna forma di controllo sugli utenti o di censura del web, come qualcuno temeva, ma l'Italia si colloca tra gli esempi più moderni e avanzati, facendo proprio l'approccio che considera il mercato unico digitale come la "quinta libertà" il cui sviluppo va considerato prioritario". "Agcom corregge la rotta sul diritto di autore". Lo dichiara il responsabile del forum comunicazioni del Partito Democratico, Paolo Gentiloni. "Dalle anticipazioni sembra infatti che la bozza di normativa assai punitiva, circolata fin qui, sia stata sostanzialmente corretta. E' positivo che Agcom abbia abbandonato l'idea di una velleitaria crociata contro il peer-to-peer per concentrarsi invece su misure concrete, sia nella repressione dei siti illegali (e non dei singoli utenti), sia nella promozione del downloading legale", prosegue il responsabile del forum comunicazioni del Pd. Applaude anche Enzo Mazza, presidente di Fimi (Federazione Industria Musicale Italiana): "Lo sviluppo dei contenuti digitali sta vivendo in Italia un momento particolarmente delicato. E' quindi molto importante l'iniziativa di Agcom per contrastare i siti pirata sostenendo così la crescita dell'offerta legale". Il documento in formato .PDF è disponibile qui.
Il Consiglio dell'Agcom ha approvato all'unanimità il nuovo testo sulla tutela del diritto d'autore, colpendo non i singoli utenti che scaricano illegalmente ma il gestore del sito che consente il download. L'idea al momento è colpire con forza i siti e i servizi che agevolano, a vario titolo, la pirateria. Ma non gli utenti, che quindi non dovrebbero subire sanzioni o disconnessioni da internet per mano dell'Autorità (a differenza di quanto avviene in Francia con le norme Hadopi). Si può trattare dell'opera vera e propria (musica, film, spettacoli, partite o altro), disponibile in download o in streaming, o anche di un semplice link o indicizzazione del file pirata presente su altri siti. L'Agcom diventerebbe garante del funzionamento di un sistema che prevede la richiesta di rimozione dei contenuti al gestore del sito o al fornitore del servizio di materiale illegale da parte del titolare del diritto o copyright, la segnalazione all'Autorità della mancata rimozione dei contenuti dopo 48 ore dalla richiesta, la verifica da parte dell'Autorità attraverso un breve contraddittorio con le parti e l'ordine di rimozione qualora risulti illegittima la pubblicazione di contenuti coperti da copyright. Se ciò non avviene entro cinque giorni, l'Autorità applica le sanzioni del comma 31 della legge 249 del 1997. L'Agcom ha previsto la rimozione selettiva nei casi in cui non tutti i contenuti del sito web violino il diritto d'autore e siano collocati sul territorio italiano. I siti che hanno il solo fine della diffusione di contenuti illeciti sotto il profilo del diritto d'autore o i cui server sono localizzati al di fuori dei confini nazionali, potrebbero andare incontro a due diversi scenari.
Uno consiste nella predisposizione di una lista di siti illegali da mettere a disposizione degli internet service provider. Il secondo nell'inibizione del nome di dominio del sito web, ovvero dell'indirizzo IP. Il presidente Corrado Calabrò ha spiegato che "le soluzioni che abbiamo previsto rappresentano una sintesi efficace tra le contrapposte esigenze di tutelare la libertà della rete e la titolarità dei contenuti". E ha assicurato che "non si prevede alcuna forma di controllo sugli utenti o di censura del web, come qualcuno temeva, ma l'Italia si colloca tra gli esempi più moderni e avanzati, facendo proprio l'approccio che considera il mercato unico digitale come la "quinta libertà" il cui sviluppo va considerato prioritario". "Agcom corregge la rotta sul diritto di autore". Lo dichiara il responsabile del forum comunicazioni del Partito Democratico, Paolo Gentiloni. "Dalle anticipazioni sembra infatti che la bozza di normativa assai punitiva, circolata fin qui, sia stata sostanzialmente corretta. E' positivo che Agcom abbia abbandonato l'idea di una velleitaria crociata contro il peer-to-peer per concentrarsi invece su misure concrete, sia nella repressione dei siti illegali (e non dei singoli utenti), sia nella promozione del downloading legale", prosegue il responsabile del forum comunicazioni del Pd. Applaude anche Enzo Mazza, presidente di Fimi (Federazione Industria Musicale Italiana): "Lo sviluppo dei contenuti digitali sta vivendo in Italia un momento particolarmente delicato. E' quindi molto importante l'iniziativa di Agcom per contrastare i siti pirata sostenendo così la crescita dell'offerta legale". Il documento in formato .PDF è disponibile qui.
Si fingeva 15enne per adescare ragazzini su Facebook e diffondeva materiale pedopornografico, arrestato
Spacciandosi per una ragazzina, Noemi Fanny, si era creato un profilo su Facebook dal quale divulgava materiale pedopornografico utilizzando, oltre al popolare social network, anche il software Emule, che consente lo scambio di foto e filmati a distanza. Scoperto dagli investigatori dell'Arma, Massimiliano Cuccu, 43 anni, celibe, di Guspini, è stato arrestato ieri mattina in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice delle indagini preliminari di Cagliari Simone Nespoli. Il provvedimento di custodia cautelare è stato sollecitato dal pubblico ministero Giangiacomo Pilia al termine di una lunga inchiesta iniziata nel giugno 2009 con la segnalazione presentata alla caserma di Guspini dai familiari di un ragazzino - che frequenta le scuole medie - al quale Massimiliano Cuccu aveva fatto diversi regali. Tra questi anche un computer portatile all'interno del quale il fratello maggiore dell'adolescente aveva scoperto una cartella con un video hard con bambini di età pre-adolescenziale che facevano sesso. Dopo la segnalazione i carabinieri della stazione guspinese, coadiuvati dai colleghi del nucleo operativo della compagnia di Villacidro, hanno avviato le indagini. Dal giugno 2009 al marzo 2010 hanno effettuato diverse perquisizioni nell'abitazione dell'uomo dove hanno sequestrato migliaia di immagini raffiguranti nudi o scene esplicite di sesso con minori, memorizzati in decine di cd, dvd e hard disk.
L'esame del computer da parte di un consulente tecnico avrebbe evidenziato che il materiale pedopornografico veniva condiviso in Internet con un numero indeterminato di destinatari utilizzando i comuni programmi di file sharing e peer to peer. Nonostante i sequestri subiti negli ultimi mesi, Il Cuccu ha comunque continuato a diffondere il materiale pedopornografico, tant'è che persino ieri mattina, all'atto dell'esecuzione della misura cautelare nella propria abitazione, è stato sorpreso dai carabinieri chattare in internet e scambiare file. Durante le perquisizioni i militari hanno trovato in casa di Cuccu anche una fitta corrispondenza con società, enti o associazioni operanti in varie parti del mondo nell'ambito delle adozioni a distanza (nello Zimbawe, a Milano e in Ecuador). Le indagini hanno accertato che Cuccu deteneva oltre 40.000 file dal contenuto pedopornografico ed aveva sviluppato una rete con quasi 4.000 contatti in internet e mediante l'utilizzazione di quattro fittizie identità maschili e femminili. Cuccu si serviva inoltre di numerosi indirizzi di posta elettronica spacciandosi per una ragazza minorenne e utilizzando il programma di messaggeria istantanea MSN dove dialogava con altri utenti di internet. Massimiliano Cuccu (difeso dall'avvocato Pierluigi Concas) è stato arrestato con l'accusa di detenzione e diffusione su rete telematica di materiale pedo-pornografico. È stato trasferito nel carcere cagliaritano di Buoncammino a disposizione dell'autorità giudiziaria.
Fonte: http://www.unionesarda.it/
Pedofilia online: 18 indagati in Italia per materiale pedo-pornografico
Sono state eseguite perquisizioni domiciliari in 17 città italiane da agenti della polizia postale e delle comunicazioni su disposizione della Procura della Repubblica di Catania nei confronti di 18 indagati per divulgazione di materiale pedo-pornografico su Internet. Al centro dell'inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Rocco Liguori, l'acquisizione e la diffusione sul web di video di pornografia infantile utilizzando il software di file sharing eMule. Accertamenti sono in corso per risalire ai luoghi della produzione dei filmati per identificare le vittime degli abusi.
Le indagini sono state condotte dal compartimento della polizia postale della Sicilia Orientale di Catania, ed erano state avviate dopo una denuncia dell'associazione Meter. L’associazione «Meter» vuole essere un significativo punto di riferimento in Italia e all'estero, per educare alla cultura dell'infanzia, per prevenire abusi e maltrattamenti, e progettare interventi mirati di aiuto concreto alle vittime degli abusi sessuali, attuando la «Convenzione dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza» del 1989.
Gli investigatori hanno anche agito sotto copertura su Internet con il coordinamento del Centro nazionale di contrasto della pedo-pornografia on-line (Cncpo) di Roma. Il Centro è la risposta della Polizia di Stato ai criminali che usano la rete per delinquere senza frontiere nei confronti dei minori. Le città interessate dalle perquisizioni sono state: Alessandria, Ancona, Bologna, Brescia, Brindisi, Cremona, Cuneo, Lecco, Macerata, Milano, Napoli, L'Aquila, Reggio di Calabria, Crotone, Rimini, Udine e Vercelli.
Sono più di 50 le persone arrestate e più di mille quelle denunciate nel 2009 per reati legati allo sfruttamento della prostituzione minorile, alla produzione, commercio, diffusione e detenzione di materiale pedopornografico agli atti di violenza su minori. Dall'inizio di quest'anno ad oggi sono già 26 le persone arrestate e 300 i denunciati. I dati sono stati forniti dalla polizia postale in occasione della ricorrenza della Giornata nazionale contro la pedofilia e pedopornografia.
"Oggi le nuove realtà di internet sono i social network, che consentono forme di contatto, forme di comunicazione anche visive, estremamente semplificate estese a fasce di utenti enormi, con possibilità di scambi di comunicazione estremamente rapidi; si prestano quindi in maniera ottimale a tentativi di adescamento, tentativi di coinvolgere i minori in forme di abusi in evoluzione".
Lo ha sottolineato Antonio Apruzzese, direttore della polizia postale e delle comunicazioni, commentando le insidie della Rete, a margine della tavola rotonda ''Un futuro di sole e d'Azzuro'' tenutasi ieri, a Roma. Sono 570 i siti dai contenuti illeciti finiti nella "lista nera" da quando è stata istituita 3 anni fa, fino ad oggi. Una volta entrati nella black list i siti diventano inaccessibili dall'Italia o dagli altri Paesi che aderiscono al sistema di condivisione e scambio delle black list.
"Dietro lo scambio di file dal contenuto pedopornografico c'è un mercato gestito dalle organizzazioni criminali - dice ancora Busi - oppure canali più riservati, dove il materiale viene scambiato per condividere perversioni, come le violenze su minori". Difficile tracciare un 'identikit' del pedofilo anche se, secondo Buso, "i reati di violenza e di collezionismo di materiale pedopornografico riguardano soprattutto uomini".
Ricordiamo che se la pornografia ha una sua industria più o meno lecita, è comunque formata da persone adulte e acconsenzienti al contrario della pedo-pornografia. “Davanti alla legge, secondo la Suprema Corte, il “consumatore” di queste immagini viene considerato “dannoso” nei confronti dei minori sfruttati come se fosse egli stesso il “produttore” di tale materiale.” In qualche modo, il consumatore approva l’operato di chi sfrutta quei bambini e detiene le stesse responsabilità di chi lo fa materialmente, incentivando la crescita di questo mercato. Fonti: Ansa | Polizia di Stato
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