Visualizzazione post con etichetta Streaming. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Streaming. Mostra tutti i post

Stormshield, download e streaming illegale: il gioco vale la candela?


Stormshield ha voluto illustrare tutti i rischi dietro alla pirateria audiovisiva. Lo streaming audiovisivo tramite siti illegali si sta diffondendo a rotta di collo in tutta Europa e l’Italia non fa eccezione. Al di là del mero aspetto legale, fruire di contenuti accessibili tramite pirateria audiovisiva è particolarmente rischioso per i singoli e per le aziende. La trasmissione dell’ultima stagione della serie TV cult Game of Thrones è stata per milioni di utenti in tutto il mondo motivo di ricorso allo streaming illegale. In termini di sicurezza informatica, i rischi della pirateria audiovisiva sono spesso sottovalutati. Chiudere le finestre pop-up o non scaricare applicazioni Adobe fasulle non rende immuni alle minacce.

ESET, frodi sui Mondiali di calcio in Russia: come evitare un autogol


Uno dei metodi più comuni è quello di diffondere su larga scala delle presunte promozioni che coinvolgono “beni” legati alla manifestazione come biglietti economici, pacchetti di ospitalità comprensivi di biglietti, alloggi, lotterie, voli per le città che ospitano le partite. Il Mondiale di calcio 2018 si disputerà in Russia da giovedì 14 giugno a domenica 15 luglio. Le migliori 32 Nazionali del Pianeta si affronteranno per la conquista del titolo iridato. Si tratta dell’edizione numero 21 dei Campionati Mondiali di calcio, l’undicesima che si tiene in Europa, organizzata dalla FIFA che l’ha assegnata per la prima volta alla Russia nel 2010.  Ecco i consigli degli esperti di ESET per evitare tranelli.

Pendolari usano connessioni Wi-Fi aperte e sconosciute: dati a rischio


GFI Software™ ha annunciato i risultati di una ricerca indipendente che analizza le abitudini di navigazione da dispositivi portatili di utenti e pendolari. Lo studio, che fa parte di una ricerca più ampia, svolta negli Stati Uniti e nel Regno Unito, è stato condotto da Opinion Matters per conto di GFI Software intervistando 1.001 pendolari inglesi in possesso di tablet o smartphone. 

Lo studio ha evidenziato come i pendolari, durante il tragitto in treno, metropolitana o autobus, utilizzino sempre più spesso connessioni Wi-Fi sconosciute e non protette - un trend in crescita anche in Italia - mettendo a repentaglio anche i dati sensibili aziendali; la navigazione sul web non tiene infatti purtroppo in alcuna considerazione i possibili rischi di furto dei dati contenuti in laptop e smartphone, che sono invece frequenti quando si utilizzano reti sconosciute. 

Il 100% degli intervistati ha ammesso di utilizzare connessioni Wi-Fi pubbliche e aperte, almeno una volta alla settimana - per lavoro o per inviare email - e di collegarsi spesso ai server aziendali per modificare e correggere documenti. Mediamente, gli utenti si collegano a reti Wi-Fi pubbliche 15 volte alla settimana, accedendo anche alle reti aziendali e ponendo così a serio rischio i dati e le password. 

“I risultati della ricerca hanno rivelato un trend desolante e preoccupante. L’utilizzo frequente di dispositivi personali durante i viaggi di andata e ritorno dal posto di lavoro e la connessione a reti Internet altamente insicure mette in grande pericolo i dati aziendali; altri utenti, o gestori dell’access point, possono infatti facilmente intercettarli” ha dichiarato Walter Scott, CEO di GFI Software. 

“L’accesso a internet tramite connessione mobile è un’abitudine ormai fortemente radicata, ma esiste una grande noncuranza riguardo alla sicurezza dei dati, alla conformità e alla politica di governance dei dati. Le aziende devono imparare a gestire adeguatamente le loro risorse portatili, accertandosi che l’utilizzo dei dispositivi in ambienti aperti non generi vulnerabilità che potrebbero essere intercettate dai criminali, sia informatici che convenzionali”. Ecco i principali risultati emersi dalla ricerca: 

• Il 46% degli intervistati che accede a internet dal proprio dispositivo mobile utilizza una rete Wi-Fi, mentre solo il 43% si collega a servizi dati 3G
• Il 7% degli intervistati accede a internet tramite servizi mobili 4G
• Il 31% del campione accede almeno una volta alla settimana a servizi Wi-Fi pubblici per consultare dati aziendali confidenziali, e in media, gli intervistati si collegano 15 volte a settimana a reti Wi-Fi aperte e poco sicure
• Il 57% degli utenti è preoccupato che il proprio smartphone o tablet possa subire un furto in luoghi pubblici come stazioni ferroviarie e fermate degli autobus, oppure nel tragitto casa-lavoro
• Il 52% dei pendolari teme che i propri dati possano essere intercettati durante il collegamento a una rete Wi-Fi pubblica ma, ciò nonostante, continua comunque ad utilizzarla 
• La metà degli intervistati vive come una frustrazione l’indisponibilità di reti Wi-Fi, a dimostrazione di come gli utenti ormai percepiscano questo servizio come indispensabile nella vita di tutti i giorni
• Il 20% dei dispositivi mobili non ha sistemi di sicurezza attivati, neppure una password o un codice PIN, e solo il 5% ha adottato policy di sicurezza corporate

Furti di dispositivi mobili
A Londra si è registrata una diminuzione della criminalità a bordo dei mezzi pubblici, ma gli scippi e i furti nelle stazioni di metropolitane e bus sono in aumento. I dati relativi al mese di Agosto 2013 dimostrano che il numero di reati è complessivamente cresciuto del 6,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, e una grande parte di essi è rappresentato da furti di smartphone e tablet. Questo problema è stato esasperato dal lancio, lo scorso anno, di servizi Wi-Fi pubblici nella maggior parte delle stazioni, binari e biglietterie della metropolitana.


I dati della ricerca GFI hanno dimostrato che questo servizio è molto utilizzato dagli intervistati, con il 37% che utilizza il Wi-Fi pubblico gratuito presente nelle stazioni. Complessivamente, l’84% dei londinesi porta con sé un dispositivo mobile in luoghi aperti e pubblici, contro la media nazionale dell’87%, diventando così un facile bersaglio per i ladri, che individuano pendolari e pedoni in base allo smartphone che hanno, rapinandoli spesso in biciletta - uno dei crimini in maggior crescita, secondo i dati della polizia londinese.

Verso il BYOD
La ricerca ha inoltre rivelato che il crescente utilizzo di smartphone e tablet da parte dei pendolari sta spingendo sempre più le aziende ad adottare policy di Bring Your Own Device (BYOD), spesso senza che siano dotate di infrastrutture in grado di gestirle. Solo il 5% degli intervistati ha policy per la sicurezza aziendale valide anche per i dispositivi portatili, mentre oltre un terzo (il 36%) di loro ammette di utilizzare questi dispositivi per aggirare le policy di sicurezza di rete esistenti. 

La percentuale di utilizzo di dispositivi portatili personali sul posto di lavoro è significativa. Il 100% degli intervistati usa il proprio dispositivo mobile per attività lavorative e personali, collegandosi alla rete aziendale. Il 27% del campione dedica tra i 20 minuti e un’ora alla settimana all’utilizzo di questi dispositivi sul posto di lavoro, mentre il 20% dedica due ore o più. D’altro canto, il 28% degli intervistati si connette al Wi-Fi aziendale per uso personale per un periodo compreso tra i 20 minuti e un’ora alla settimana, mentre il 17% trascorre oltre un’ora alla settimana collegato al Wi-Fi aziendale per attività personali sui propri device mobili.

“Il BYOD è un fenomeno destinato a non tramontare in fretta. I manager hanno acquistato da subito i PDA e si aspettano che l’IT li supporti. I dispositivi personali fanno ormai parte dello scenario lavorativo da oltre due decenni e l’esplosione del BYOD ha messo a disposizione smartphone e tablet sempre più potenti e affidabili e le aziende devono imparare a gestirli. Il Mobile Device Management è diventato oggi un importantissimo requisito per l’IT, in aziende di qualsiasi dimensione, per conservare i dati integri e al sicuro, dentro e fuori dalla rete aziendale” ha concluso Scott.

I modi sorprendenti in cui le persone usano smartphone e tablet
Un terzo (34%) degli intervistati ha ammesso di utilizzare frequentemente il proprio dispositivo mobile in bagno, una divertente scoperta che spiega il perché molti cellulari subiscano danni da infiltrazioni di acqua e schermi rotti, cadendo in lavelli e wc. Le donne sono le principali utilizzatrici in bagno e in camera da letto, mentre gli uomini primeggiano per l’uso sui trasporti pubblici, al lavoro e mentre camminano. La ricerca ha rivelato che il 91% delle donne preferisce usare il telefono, contro l’87% degli uomini. 

Le telefonate rimangono ancora il metodo più diffuso di utilizzo dello smartphone, con una percentuale complessiva dell’89% che dichiara di telefonare in movimento. Solo il 16% usa la messaggistica istantanea e le video chiamate.  Un quarto effettua pagamenti tramite smartphone e il 30% ha sostituito il quotidiano del mattino o un libro con l’equivalente versione digitale. Il 42% fa acquisti online e utilizza i servizi di internet banking, sempre tramite smartphone o tablet, e il 45% guarda film in streaming o li scarica; infine, il 58% utilizza video giochi e due terzi visitano i siti di social network. 

Solo il 31% usa le funzioni di agenda contenute in smarphone o tablet per gestire i propri appuntamenti – molto meno di quanto ci si potesse aspettare. Complessivamente, l’80% del campione passa il proprio tempo navigando, utilizzando qualsiasi connessione disponibile, mentre l’85% spedisce e riceve email, attraverso connessioni sicure o non protette, ogni mattina e in orario di punta.


Fonte: Prima Pagina

Truffa web: falso aggiornamento software porta a costosi abbonamenti


In attesa della conclusione dell'inchiesta da parte della Procura di Roma, sulla vicenda relativa al sito Italia-programmi.net e dopo la multa di 1,5 milioni di euro inflitta dall'Antitrust alla società Estesa Limited, per pratiche commerciali scorrette attraverso lo stesso portale, è stata segnalata una nuova truffa collegata presumibilmente alla stessa società. La truffa in questione riguarda un noto portale video, che in realtà (come spiegato sul sito stesso) presenta solo locandine dei film, mentre i contenuti video veri e propri risiedono su altro hosting. Come in altre truffe viste in queste ore su Facebook, se clicchiamo su un presunto contenuto in flash, prima di poter visualizzare il video, saremo invitati a scaricare un'aggiornamento di Adobe Flash Player per potere visualizzare il contenuto.


Viene specificato che si tratta di un Ad (contrazione di adversting) che è possibile chiudere con un semplice clic del mouse in basso a destra della pagina. Sebbene venga chiuso, due nuovi banner vengono visualizzati nel momento in cui cerchiamo di accedere ai film


Se poi decidiamo di chiudere anche questi altri si presenteranno ulteriori link che non è possibile bypassare per vedere il contenuto richiesto


Se clicchiamo sui pulsanti "download" o "play now" (si presume che da qui è possibile scaricare o visualizzare il film scelto) veniamo invece rimandati alla pagina di Italia-Programmi.net per scaricare un noto programma di file sharing


Anche in questo caso, come nelle truffe già viste di Italia-Programmi.net, si tratta d'un programma con licenza  freeware (gratuito) ma l'utente  viene comunque indotto a sottoscrivere un abbonamento-truffa di 96 euro. Lo stesso dicasi per l'aggiornamento di Flash Player


In realtà siamo giunti alla versione 11.1 di Adobe Flash Player. Fin qui nulla di strano, o meglio si tratta della truffa già vista. Se però clicchiamo sul primo banner della pagina iniziale, veniamo indirizzati su un ulteriore sito Web truffa, dove ci viene richiesto di scaricare Adobe Flash Player.


Qui viene rilevato il browser e sistema operativo in uso e leggiamo in un avviso: "Stai attualmente utilizzando:
Browser: Google Chrome Sistema Operativo: Windows 7 Flash player: NON AGGIORNATO".


Ovviamente quanto viene dichiarato è falso, in quanto il browser Chrome incorpora l'aggiornamento Flash Player. Se clicchiamo su "Aggiornalo ora" si aprirà una nuova pagina scam, dove ci verrà chiesto il nostro numero di cellulare per completare l'installazione. In realtà avremo sottoscritto un abbonamento a suonerie per cellulari dal costo di 2 euro/settimana (minimo). Raccomandiamo di installare qualsiasi aggiornamento software dai rispettivi siti ufficiali di download. Prestate sempre attenzione ai siti dai quali decidete di effettaure eventuali dowload video o visualizzazioni in streaming. Coloro che sono caduti nella truffa possono rivolgersi al proprio operatore telefonico per disattivare il servizio, nonchè denunciare alle associazioni di consumatori.

Facebook, Timeline per raccontare la propria vita e nuovo Open Graph


Dopo le modifiche ai profili personali degli utenti implementate di recente, Facebook ha presentato Timeline e una serie di nuove applicazioni compatibili con il social network. L'occasione per comunicare al mondo queste novità è stata la conferenza F8, in cui lo stesso Mark Zuckerberg ha spiegato come cambierà il sito oggi popolato da 750 milioni di utenti. Accompagnato dal comico Andy Samberg che lo impersona nello show 'Saturday Night Live', il fondatore e amministratore delegato del social network Mark Zuckerberg ha dato il via alla conferenza degli sviluppatori F8 mostrando ai presenti il nuovo servizio del colosso di Palo Alto.


Timeline modifica ulteriormente la pagina personale dell'utente trasformandola in una specie di rivista, sfogliabile come le app disponibili per iPad. Secondo il Ceo, il nuovo servizio contiene "la vita degli utenti" - ovvero, foto, storie, e altri contenuti capaci di raccontare anche il passato delle persone. Si tratta di un'interfaccia che permetterà di impaginare tutte le risorse condivise su Facebook secondo una linea temporale."Pensiamo sia estremamente importante che il prossimo passo sia quello di raccontare la propria vita", ha spiegato Zuckerberg che ha sottolineato come gli utenti abbiano comunque un controllo totale di cio' che appare sulle proprie 'Timeline'.



Timeline permette di navigare a ritroso nel tempo le proprie foto, le proprie condivisioni, i luoghi in cui si è stati, la musica ascoltata e altre informazioni. È la storia della propria vita pubblicata in un social network, potenziata da un motore di ricerca e da un nuovo design molto più pulito e navigabile. In cima alla Timeline di ciascuno sovrasterà una grande immagine, la “copertina”, che dovrebbe rappresentare, più di mille parole, carattere e spirito della persona in questione. Subito sotto, i contenuti, immagini, video e applicazioni in primo piano. Anche qui con parecchie novità, anche se chi utilizza la versione inglese del sito ha potuto provarli in anteprima.


Le “notizie più recenti” non saranno più confinate in una scheda a parte, come accade oggi, ma raggruppate in un “ticker”, un piccolo riquadro che si aggiorna da solo in continuazione, simile a quello presente su Twitter che annuncia l'arrivo di nuovi messaggi. Le applicazioni inoltre non saranno esenti dal restyling, con il lancio di una nuova versione della piattaforma di programmazione Open Graph e di un nuovo genere di app, dedicate a condividere con gli amici le cosiddette “lightweight activities”: ovvero la musica che si sta ascoltando con Spotify, la tv che si sta guardando con TvDream, il cibo che si sta mangiando attraverso Foodspotting.


Zuckerberg ha poi presentato alcune nuove app musicali cedendo la parola a Daniel Ek, amministratore delegato di Spotify. Per Ek, la possibilita' di scoprire musica dal social network dovrebbe "aumentare l'ascolto da parte degli utenti e aumentare le probabilita' che questi paghino per i contenuti".  Il social network può abilitare il pagamento anche attraverso la sua moneta digitale, i "credits". iHeartRadio, Rhapsody e turntable.fm sono tra i siti musicali che creano app per Facebook. Riprende poi la parola il Ceo di Facebook che presenta nuove app per contenuti video prodotte dalla televisione online Hulu e Netflix.



"Siamo entusiasmati da tutte queste nuove app e dalle possibilita' sociali di Netflix", ha detto l'ad Reed. Tra le altre novità si possono poi segnalare la rimozione del limite di 500 caratteri negli aggiornamenti di stato che adesso è passato a cinquemila caratteri. Nel rinnovo grafico di Facebook, tra tante novità, c'è anche lo spostamento della pulsante poke, che ha da sempre caratterizzato il social network ma dall'utilità non troppo chiara, viene adesso relegato in un menù a tendina dentro le pagine dei profili. Sono previsti cambiamenti per i giochi in modo da arricchire l'offerta, coinvolgendo gli sviluppatori software. In tutto questo, si spera venga migliorata la sicurezza della piattaforma.

Agcom fissa norme sul diritto d'autore, punire i provider e non gli utenti

Si annunciano tempi duri per i siti che a vario titolo favoriscono la pirateria di musica e film: l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha approvato, per la prima volta, un testo con norme per potenziare la tutela del copyright su internet, come richiesto dal decreto Romani sull'audiovisivo. L'intenzione di fondo del regolamento è già chiara: colpire con forza i siti ma non gli utenti internet.

Il Consiglio dell'Agcom ha approvato all'unanimità il nuovo testo sulla tutela del diritto d'autore, colpendo non i singoli utenti che scaricano illegalmente ma il gestore del sito che consente il download. L'idea al momento è colpire con forza i siti e i servizi che agevolano, a vario titolo, la pirateria. Ma non gli utenti, che quindi non dovrebbero subire sanzioni o disconnessioni da internet per mano dell'Autorità (a differenza di quanto avviene in Francia con le norme Hadopi). Si può trattare dell'opera vera e propria (musica, film, spettacoli, partite o altro), disponibile in download o in streaming, o anche di un semplice link o indicizzazione del file pirata presente su altri siti. L'Agcom diventerebbe garante del funzionamento di un sistema che prevede la richiesta di rimozione dei contenuti al gestore del sito o al fornitore del servizio di materiale illegale da parte del titolare del diritto o copyright, la segnalazione all'Autorità della mancata rimozione dei contenuti dopo 48 ore dalla richiesta, la verifica da parte dell'Autorità attraverso un breve contraddittorio con le parti e l'ordine di rimozione qualora risulti illegittima la pubblicazione di contenuti coperti da copyright. Se ciò non avviene entro cinque giorni, l'Autorità applica le sanzioni del comma 31 della legge 249 del 1997. L'Agcom ha previsto la rimozione selettiva nei casi in cui non tutti i contenuti del sito web violino il diritto d'autore e siano collocati sul territorio italiano. I siti che hanno il solo fine della diffusione di contenuti illeciti sotto il profilo del diritto d'autore o i cui server sono localizzati al di fuori dei confini nazionali, potrebbero andare incontro a due diversi scenari.


Uno consiste nella predisposizione di una lista di siti illegali da mettere a disposizione degli internet service provider. Il secondo nell'inibizione del nome di dominio del sito web, ovvero dell'indirizzo IP. Il presidente Corrado Calabrò ha spiegato che "le soluzioni che abbiamo previsto rappresentano una sintesi efficace tra le contrapposte esigenze di tutelare la libertà della rete e la titolarità dei contenuti". E ha assicurato che "non si prevede alcuna forma di controllo sugli utenti o di censura del web, come qualcuno temeva, ma l'Italia si colloca tra gli esempi più moderni e avanzati, facendo proprio l'approccio che considera il mercato unico digitale come la "quinta libertà" il cui sviluppo va considerato prioritario". "Agcom corregge la rotta sul diritto di autore". Lo dichiara il responsabile del forum comunicazioni del Partito Democratico, Paolo Gentiloni. "Dalle anticipazioni sembra infatti che la bozza di normativa assai punitiva, circolata fin qui, sia stata sostanzialmente corretta. E' positivo che Agcom abbia abbandonato l'idea di una velleitaria crociata contro il peer-to-peer per concentrarsi invece su misure concrete, sia nella repressione dei siti illegali (e non dei singoli utenti), sia nella promozione del downloading legale", prosegue il responsabile del forum comunicazioni del Pd. Applaude anche Enzo Mazza, presidente di Fimi (Federazione Industria Musicale Italiana): "Lo sviluppo dei contenuti digitali sta vivendo in Italia un momento particolarmente delicato. E' quindi molto importante l'iniziativa di Agcom per contrastare i siti pirata sostenendo così la crescita dell'offerta legale". Il documento in formato .PDF è disponibile qui.