I paesi di tutto il mondo stanno implementando misure per rallentare la diffusione del coronavirus, dalle quarantene nazionali alle chiusure delle scuole. Più di un terzo della popolazione del pianeta è soggetta a qualche forma di restrizione. Diversi paesi, come Spagna, Iran, Italia, Danimarca, Israele e Germania, che in precedenza imponevano determinate restrizioni stanno iniziando a revocare le misure di blocco, anche se i risultati sono contrastanti. Sia per ottemperare a un ordine locale di permanenza a casa che per seguire le linee guida di allontanamento sociale della sanità pubblica, molte aziende hanno inviato la propria forza lavoro a casa - al telelavoro.
Per proteggersi dalle minacce è utile informarsi sui rischi che si corrono e possedere nozioni di base sulle misure d'adottare.
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Sophos, Fase due: rientro a lavoro in sicurezza anche per dati e reti
I paesi di tutto il mondo stanno implementando misure per rallentare la diffusione del coronavirus, dalle quarantene nazionali alle chiusure delle scuole. Più di un terzo della popolazione del pianeta è soggetta a qualche forma di restrizione. Diversi paesi, come Spagna, Iran, Italia, Danimarca, Israele e Germania, che in precedenza imponevano determinate restrizioni stanno iniziando a revocare le misure di blocco, anche se i risultati sono contrastanti. Sia per ottemperare a un ordine locale di permanenza a casa che per seguire le linee guida di allontanamento sociale della sanità pubblica, molte aziende hanno inviato la propria forza lavoro a casa - al telelavoro.
WatchGuard: rilevare malware 0-day in pochi minuti? Ora è possibile
Nuove funzionalità di mitigazione delle violazioni basate sull’intelligenza artificiale permettono ai fornitori di soluzioni IT e alle medie aziende di rilevare e rimediare automaticamente alle minacce zero day e al malware evasivo in pochi minuti. Parte di ciò che rende la cybersecurity così difficile da raggiungere è che i malware sono in continua evoluzione. WatchGuard® Technologies, fornitore globale di soluzioni di intelligence e sicurezza delle reti, Wi-Fi sicuro e autenticazione multi-fattore (MFA), ha annunciato una serie di aggiornamenti alla sua piattaforma di correlazione e risposta alle minacce ThreatSync con l’ultima release di Threat Detection and Response (TDR).
ESET, frodi sui Mondiali di calcio in Russia: come evitare un autogol
Uno dei metodi più comuni è quello di diffondere su larga scala delle presunte promozioni che coinvolgono “beni” legati alla manifestazione come biglietti economici, pacchetti di ospitalità comprensivi di biglietti, alloggi, lotterie, voli per le città che ospitano le partite. Il Mondiale di calcio 2018 si disputerà in Russia da giovedì 14 giugno a domenica 15 luglio. Le migliori 32 Nazionali del Pianeta si affronteranno per la conquista del titolo iridato. Si tratta dell’edizione numero 21 dei Campionati Mondiali di calcio, l’undicesima che si tiene in Europa, organizzata dalla FIFA che l’ha assegnata per la prima volta alla Russia nel 2010. Ecco i consigli degli esperti di ESET per evitare tranelli.
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Aruba, come rendere Internet più affidabile: certificati SSL e HTTPS
I certificati SSL sono usati su milioni di siti web per garantire sicurezza e riservatezza delle transazioni online. Tuttavia, ci sono alcuni problemi che possono verificarsi con la loro distribuzione che causano la visualizzazione di messaggi di errore. Gli errori di connessione SSL si verificano quando si tenta la connessione a un sito web e il browser (client) non è in grado di stabilire una connessione sicura al server del sito. Sarà capitato a molti di notare, a partire da gennaio, un messaggio di avvertimento, che i browser Chrome e Firefox hanno iniziato a mostrare nella barra dell’indirizzo proprio accanto al dominio, che identifica i siti che non utilizzano il protocollo HTTPS (HyperText Transfer Protocol over Secure Socket Layer): “connessione non sicura”.
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McAfee Labs: nel 2016 ransomware in crescita e attacchi a wearable
Intel® Security ha rilasciato il report "McAfee Labs: Previsioni sulle minacce del 2016", che indica quali saranno i principali sviluppi nel panorama delle minacce informatiche nel 2016 e ne prevede gli sviluppi fino al 2020, anticipando anche quale sarà la probabile risposta dei vendor di soluzioni per la sicurezza IT. Raccogliendo le opinioni e le riflessioni di ventuno esperti di Intel Security, il report esamina le implicazioni di tendenza a breve e lungo termine nel mondo della criminalità informatica e prevede quale sarà il comportamento delle organizzazioni che hanno necessità di stare al passo con le opportunità di business e la tecnologia, e dei criminali informatici che le prendono di mira.
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Giubileo a prova di hacker: da ESET un decalogo per navigare sicuri
Il Giubileo della Misericordia è a prova di hacker con i consigli di ESET®. Il primo gennaio 2016 Papa Francesco ha aperto la Porta Santa della quarta e ultima basilica papale, Santa Maria Maggiore. L’8 dicembre 2015 è stata aperta quella di San Pietro, il 13 dicembre a San Giovanni e a San Paolo. Secondo il Censis*, saranno trentatrè milioni i visitatori che arriveranno a Roma nel corso dell’Anno Santo (erano stati 25 milioni per il Grande Giubileo del 2000). Si tratta di uno straordinario flusso di turisti e pellegrini provenienti da tutto il mondo, che faranno un ampio utilizzo dei propri computer e dispositivi mobili nei luoghi di pellegrinaggio, negli hotel e nei principali punti di interesse della città.
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Kaspersky, Darkhotel impiega gli exploit fuoriusciti da Hacking Team
La campagna Darkhotel, che si rivolge agli utenti aziendali degli alberghi di lusso, si è evoluta con l'utilizzo di nuove tecniche e di una vulnerabilità 0-day precedentemente sconosciuta. In seguito alla fuoriuscita di file appartenenti ad Hacking Team, l’azienda conosciuta per la vendita di “spyware legale” ad alcuni governi e forze dell’ordine, un discreto numero di gruppi di spionaggio informatico ha cominciato ad utilizzare per i propri scopi nocivi i tool che Hacking Team forniva ai propri clienti per mettere a segno i loro attacchi. Tra questi, parecchi exploit che hanno per obiettivo Adobe Flash Player e Windows OS. Uno di questi è stato ri-finalizzato dal potente gruppo di cyber-spionaggio Darkhotel.
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Websense: quali tracce persistono sul web dopo il nostro passaggio
Ferdinando Mancini, Sr. Manager Sales Engineering di Websense Italia (www.websense.it) ci spiega quali tracce permangono sul web dopo il nostro passaggio. Quando navighiamo su Internet, rilasciamo informazioni continuamente, alcune volte in forma consapevole ed altre automaticamente, senza che la raccolta ci venga evidenziata. Una delle prime cose nelle quali impattiamo quando navighiamo su Internet, sono sicuramente i cookie, piccoli file di testo memorizzati nel computer o nel dispositivo mobile dell’utente “raccolti quando visita il nostro sito web, per migliorare l’esperienza della sua navigazione”, spiega una qualsiasi pagina web.
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Dating, IBM Security: oltre il 60% delle app per incontri è vulnerabile
Un’analisi condotta da IBM (NYSE: IBM) Security ha rilevato che oltre il 60 percento delle principali app mobile per gli incontri è potenzialmente vulnerabile a svariati tipi di attacchi informatici, mettendo a rischio le informazioni personali dell’utente e i dati aziendali. Lo studio di IBM rivela che molte di queste applicazioni vulnerabili hanno accesso a funzionalità critiche dei dispositivi mobili, quali fotocamera, microfono, memoria, localizzazione GPS e informazioni di pagamento attraverso il mobile wallet, rendendole appetibili e facili prede degli hacker.
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Pendolari usano connessioni Wi-Fi aperte e sconosciute: dati a rischio
GFI Software™ ha annunciato i risultati di una ricerca indipendente che analizza le abitudini di navigazione da dispositivi portatili di utenti e pendolari. Lo studio, che fa parte di una ricerca più ampia, svolta negli Stati Uniti e nel Regno Unito, è stato condotto da Opinion Matters per conto di GFI Software intervistando 1.001 pendolari inglesi in possesso di tablet o smartphone.
Lo studio ha evidenziato come i pendolari, durante il tragitto in treno, metropolitana o autobus, utilizzino sempre più spesso connessioni Wi-Fi sconosciute e non protette - un trend in crescita anche in Italia - mettendo a repentaglio anche i dati sensibili aziendali; la navigazione sul web non tiene infatti purtroppo in alcuna considerazione i possibili rischi di furto dei dati contenuti in laptop e smartphone, che sono invece frequenti quando si utilizzano reti sconosciute.
Il 100% degli intervistati ha ammesso di utilizzare connessioni Wi-Fi pubbliche e aperte, almeno una volta alla settimana - per lavoro o per inviare email - e di collegarsi spesso ai server aziendali per modificare e correggere documenti. Mediamente, gli utenti si collegano a reti Wi-Fi pubbliche 15 volte alla settimana, accedendo anche alle reti aziendali e ponendo così a serio rischio i dati e le password.
“I risultati della ricerca hanno rivelato un trend desolante e preoccupante. L’utilizzo frequente di dispositivi personali durante i viaggi di andata e ritorno dal posto di lavoro e la connessione a reti Internet altamente insicure mette in grande pericolo i dati aziendali; altri utenti, o gestori dell’access point, possono infatti facilmente intercettarli” ha dichiarato Walter Scott, CEO di GFI Software.
“L’accesso a internet tramite connessione mobile è un’abitudine ormai fortemente radicata, ma esiste una grande noncuranza riguardo alla sicurezza dei dati, alla conformità e alla politica di governance dei dati. Le aziende devono imparare a gestire adeguatamente le loro risorse portatili, accertandosi che l’utilizzo dei dispositivi in ambienti aperti non generi vulnerabilità che potrebbero essere intercettate dai criminali, sia informatici che convenzionali”. Ecco i principali risultati emersi dalla ricerca:
• Il 46% degli intervistati che accede a internet dal proprio dispositivo mobile utilizza una rete Wi-Fi, mentre solo il 43% si collega a servizi dati 3G
• Il 7% degli intervistati accede a internet tramite servizi mobili 4G
• Il 31% del campione accede almeno una volta alla settimana a servizi Wi-Fi pubblici per consultare dati aziendali confidenziali, e in media, gli intervistati si collegano 15 volte a settimana a reti Wi-Fi aperte e poco sicure
• Il 57% degli utenti è preoccupato che il proprio smartphone o tablet possa subire un furto in luoghi pubblici come stazioni ferroviarie e fermate degli autobus, oppure nel tragitto casa-lavoro
• Il 52% dei pendolari teme che i propri dati possano essere intercettati durante il collegamento a una rete Wi-Fi pubblica ma, ciò nonostante, continua comunque ad utilizzarla
• La metà degli intervistati vive come una frustrazione l’indisponibilità di reti Wi-Fi, a dimostrazione di come gli utenti ormai percepiscano questo servizio come indispensabile nella vita di tutti i giorni
• Il 20% dei dispositivi mobili non ha sistemi di sicurezza attivati, neppure una password o un codice PIN, e solo il 5% ha adottato policy di sicurezza corporate
Furti di dispositivi mobili
A Londra si è registrata una diminuzione della criminalità a bordo dei mezzi pubblici, ma gli scippi e i furti nelle stazioni di metropolitane e bus sono in aumento. I dati relativi al mese di Agosto 2013 dimostrano che il numero di reati è complessivamente cresciuto del 6,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, e una grande parte di essi è rappresentato da furti di smartphone e tablet. Questo problema è stato esasperato dal lancio, lo scorso anno, di servizi Wi-Fi pubblici nella maggior parte delle stazioni, binari e biglietterie della metropolitana.
I dati della ricerca GFI hanno dimostrato che questo servizio è molto utilizzato dagli intervistati, con il 37% che utilizza il Wi-Fi pubblico gratuito presente nelle stazioni. Complessivamente, l’84% dei londinesi porta con sé un dispositivo mobile in luoghi aperti e pubblici, contro la media nazionale dell’87%, diventando così un facile bersaglio per i ladri, che individuano pendolari e pedoni in base allo smartphone che hanno, rapinandoli spesso in biciletta - uno dei crimini in maggior crescita, secondo i dati della polizia londinese.
Verso il BYOD
La ricerca ha inoltre rivelato che il crescente utilizzo di smartphone e tablet da parte dei pendolari sta spingendo sempre più le aziende ad adottare policy di Bring Your Own Device (BYOD), spesso senza che siano dotate di infrastrutture in grado di gestirle. Solo il 5% degli intervistati ha policy per la sicurezza aziendale valide anche per i dispositivi portatili, mentre oltre un terzo (il 36%) di loro ammette di utilizzare questi dispositivi per aggirare le policy di sicurezza di rete esistenti.
La percentuale di utilizzo di dispositivi portatili personali sul posto di lavoro è significativa. Il 100% degli intervistati usa il proprio dispositivo mobile per attività lavorative e personali, collegandosi alla rete aziendale. Il 27% del campione dedica tra i 20 minuti e un’ora alla settimana all’utilizzo di questi dispositivi sul posto di lavoro, mentre il 20% dedica due ore o più. D’altro canto, il 28% degli intervistati si connette al Wi-Fi aziendale per uso personale per un periodo compreso tra i 20 minuti e un’ora alla settimana, mentre il 17% trascorre oltre un’ora alla settimana collegato al Wi-Fi aziendale per attività personali sui propri device mobili.
“Il BYOD è un fenomeno destinato a non tramontare in fretta. I manager hanno acquistato da subito i PDA e si aspettano che l’IT li supporti. I dispositivi personali fanno ormai parte dello scenario lavorativo da oltre due decenni e l’esplosione del BYOD ha messo a disposizione smartphone e tablet sempre più potenti e affidabili e le aziende devono imparare a gestirli. Il Mobile Device Management è diventato oggi un importantissimo requisito per l’IT, in aziende di qualsiasi dimensione, per conservare i dati integri e al sicuro, dentro e fuori dalla rete aziendale” ha concluso Scott.
I modi sorprendenti in cui le persone usano smartphone e tablet
Un terzo (34%) degli intervistati ha ammesso di utilizzare frequentemente il proprio dispositivo mobile in bagno, una divertente scoperta che spiega il perché molti cellulari subiscano danni da infiltrazioni di acqua e schermi rotti, cadendo in lavelli e wc. Le donne sono le principali utilizzatrici in bagno e in camera da letto, mentre gli uomini primeggiano per l’uso sui trasporti pubblici, al lavoro e mentre camminano. La ricerca ha rivelato che il 91% delle donne preferisce usare il telefono, contro l’87% degli uomini.
Le telefonate rimangono ancora il metodo più diffuso di utilizzo dello smartphone, con una percentuale complessiva dell’89% che dichiara di telefonare in movimento. Solo il 16% usa la messaggistica istantanea e le video chiamate. Un quarto effettua pagamenti tramite smartphone e il 30% ha sostituito il quotidiano del mattino o un libro con l’equivalente versione digitale. Il 42% fa acquisti online e utilizza i servizi di internet banking, sempre tramite smartphone o tablet, e il 45% guarda film in streaming o li scarica; infine, il 58% utilizza video giochi e due terzi visitano i siti di social network.
Solo il 31% usa le funzioni di agenda contenute in smarphone o tablet per gestire i propri appuntamenti – molto meno di quanto ci si potesse aspettare. Complessivamente, l’80% del campione passa il proprio tempo navigando, utilizzando qualsiasi connessione disponibile, mentre l’85% spedisce e riceve email, attraverso connessioni sicure o non protette, ogni mattina e in orario di punta.
Fonte: Prima Pagina
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Kaspersky Lab, i consigli per uso consapevole di Facebook e Web
Insieme. Piu' connessi. Piu' sicuri. E' questo lo slogan della giornata sulla sicurezza on line - il Safer Internet Day - che si celebra oggi in tutta Europa e che pone l'accento sulla comunicazione tra le generazioni. Nonostante via sia una forte sensibilita' dei genitori rispetto alle problematiche legate all'utilizzo di internet da parte dei figli, tuttavia restano molte zone d'ombra e una comunicazione fra generazioni che spesso non funziona come dovrebbe.
La giusta quantità di dati su Facebook
Internet offre qualcosa di speciale agli utenti di ogni generazione. Secondo una ricerca di Forrester, gli utenti più giovani (16-24) sono spesso su siti di social networking: solo il 2%, infatti, non ha un account Facebook, il 40% carica regolarmente foto, il 13% video e l’85% controlla giornalmente lo status dei propri amici. Rispetto a questi, gli utenti meno giovani sono più restii a condividere informazioni personali. Vista la grandissima diffusione dei siti di social networking, è importante quindi rendersi conto che non sempre quello che viene pubblicato rimane privato.
5 consigli per l’utilizzo consapevole dei siti di social networking
- Controllare le impostazioni: controllare le impostazioni di privacy regolarmente per assicurarsi che non si stiano inavvertitamente condividendo troppe informazioni con troppi utenti.
- Controllare ciò che si pubblica: gli utenti, soprattutto i più giovani, è importante che prestino molta attenzione a quello che pubblicano su Facebook ed evitare parolacce e frasi volgari.
- Eliminare i falsi amici: prestare molta attenzione quando si accetta una nuova amicizia su Facebook. Non sempre l’account è realmente della persona che conosciamo.
- Non usare tutte le funzioni: Facebook e gli altri siti di social networking hanno molte impostazioni che permettono di personalizzare la propria pagina. E’ meglio stare attenti, però, soprattutto quando si posta la propria posizione attraverso applicazioni di geolocalizzazione.
- Prevenire gli attacchi malware: anche i siti di social networking possono essere oggetto di attacco da parte di malware. Gli utenti ricevono l’invito a guardare un album fotografico e il gioco è fatto.
Accesso sicuro, anche in movimento
Per le nuove generazioni Internet è vitale, mentre gli adulti non lo considerano ancora parte integrante della propria vita. Questo dato è ancora più evidente quando si parla di accessi da mobile. Qui il 20% degli utenti compresi tra i 16 e i 24 anni dichiara di collegarsi al web diverse volte al giorno, rispetto a solo il 2% degli over 65. Anche le app non risultano particolarmente interessanti per i più adulti. Mentre il 30% dei giovani dichiara infatti di scaricare applicazioni di social networking, la percentuale si abbassa al 2% negli over 65. Infine, due utenti giovani su tre dichiara di conoscere il sistema operativo del proprio cellulare, mentre il termine stesso ‘sistema operativo’ non ha alcun significato per gli over 65.
5 consigli per l’utilizzo consapevole del mobile Internet
- Proteggere il proprio dispositivo: è importante proteggere sempre tutti i dispositivi di accesso a Internet, anche da mobile. Kaspersky Mobile Security è il must per questa tipologia di prodotti.
- Funzioni di protezione avanzate: la protezione della password è molto importante anche per gli smartrphone. In alternativa è possible anche utilizzare un software di crittografia per i dati sensibili.
- Solo applicazioni sicure: le applicazioni possono contenere malware. Oltre all’utilizzo di un software anti virus adeguato, è fondamentale scaricare app solo da fonti sicure.
- Backup dei dati: effettuare sempre un backup dei dati dello smartphone sul PC, per la massima sicurezza.
- Attenzione alle reti WLAN: preferire sempre le connessioni UMTS alle WLAN.
Attenzione alle reti pubbliche
Molti utenti si collegano a Internet da casa (95%). Gli utenti più giovani utilizzano invece anche computer presenti a scuola (31%), nelle biblioteche (14%) o a casa di amici (38%).
5 consigli per l’utilizzo consapevole di PC pubblici
- Controllare prima dell’uso: controllare sempre il PC prima dell’utilizzo. Se è molto lento, con sistema operativo e software datati e non ha nessun software di protezione (come Kaspersky Internet Security 2012), potete avere qualche dubbio se utilizzarlo o meno.
- Nessuna password: non inserire mai nessun tipo di login e password in computer che non sono nostri.
- Attenzione alle chiavette USB: anche le chiavette USB possono contenere virus e malware, per questo è importante avere installato un software come Kaspersky Internet Security, che previene ogni malware.
- Selezionare ‘private mode’: quando si naviga sul web, selezionare la modalità private mode.
- Utilizzare connessioni Internet mobile: chi ha la necessità di controllare le email anche quando è fuori casa, dovrebbe usare preferibilmente una connessione UMTS, molto più sicura.
Il mio migliore amico
La percentuale di utenti tra i 16 e i 24 anni che si collega a Internet diverse volte al giorno è pari al 70%, mentre gli utenti tra i 35 e i 44 anni è pari al 63%, quindi molto simile. Le maggiori differenze stanno comunque nell’utilizzo di Internet. I più giovani amono i blog (24%, rispetto al 6% degli adulti), caricano video (19% rispetto al 5% degli adulti), foto (24% rispetto al 6 % degli adulti) e musica (16% rispetto al 4% degli adulti) e solitamente postano più contenuti (36% paragonato all’11%).
5 consigli per l’utilizzo consapevole di foto, video e musica online
- Attenzione alla privacy: assicurarsi sempre che i contenuti postati su siti come Facebook siano protetti da privacy e che solo amici e parenti abbiano accesso.
- Le foto possono finire in mani sbagliate: tenete sempre presente che le foto possono essere sempre girate a sconosciuti da amici, quindi attenzione a quello che condividete.
- Diffidare degli eventi eccezionali: se una celebrità muore è molto probabile che gli spammer entreranno in azione per approfittarne. Non aprite messaggi riferiti ad eventi eccezionali quindi.
- No alla pirateria: non scaricare né utilizzare video o musica piratata.
- Proteggere i contenuti mobile: assicurarsi sempre che i contenuti mobile siano protetti.
AVG Technologies, guida alla protezione dispositivi durante i viaggi
AVG Technologies, consolidata società produttrice di software per la sicurezza Internet e mobile, ha annunciato la pubblicazione di The Common Sense Guide to Working on the Move, un decalogo sulla sicurezza riservato ai professionisti delle piccole e medie imprese (ma valido anche per gli utenti mobili) che svolgono la propria attività grazie al mobile working. Questo manuale, frutto delle conoscenze ed esperienze dei professionisti AVG, nasce dall’approfondita indagine di scenario SMB Market Landscape report*: l’analisi condotta dall’azienda sull’incremento dell’utilizzo, da parte delle PMI, di dispositivi mobile per scopi lavorativi.
Queste linee guida rappresentano il continuo impegno di AVG volto ad accompagnare le imprese nella transizione tecnologica verso il lavoro in mobilità, aiutandole a difendersi da gravi perdite o da furti di dati. Oggi è sempre più frequente accedere alle proprie e-mail e ad altri dati personali da più di un dispositivo. Questo fenomeno dà luogo a due effetti contrapposti: i contenuti sono sempre più concepiti per un utilizzo in mobilità e le applicazioni veicolate tramite cloud server; mentre i criteri per mettere i dati in sicurezza aumentano a vista d’occhio, creando confusione tra gli utenti. A questo proposito, si rileva come la maggior parte degli utenti abbiano familiarità con l’uso dei software anti-virus.
Tuttavia per la maggior parte delle persone risulta ancora difficile riconoscere gli attacchi di phishing o di altri file malware. Infatti, i criminali informatici, spesso indisturbati, accedono a segreti commerciali, piani di lancio, letterature operative, strategie di mercato e dati riservati. Appare evidente altresì che anche chi dovrebbe conoscere meglio questi rischi smarrisce documenti, computer portatili e dossier in luoghi pubblici. In questo modo, i cyber criminali tengono saldamente sotto controllo le PMI entrando in possesso di elementi di valore come roadmap dei prodotti, dati sui prezzi, informazioni aziendali o su conti bancari.
La guida assume particolare importanza proprio in vista delle imminenti vacanze natalizie, periodo nel quale notoriamente aumentano i flussi di informazione e l’uso di dati sensibili. Questa tendenza è stata anche riscontrata da AVG Technologies attraverso “Lost in Transit” un’indagine, su un campione di 5.620 intervistati, che rivela come ben il 35 per cento dei dispositivi portatili e il 38 per cento dei telefoni cellulari vengano persi o rubati durante i viaggi e che, in maniera allarmante, l'82 per cento di essi siano destinati a non essere mai recuperati.
"Sempre più persone svolgono il proprio lavoro attraverso il mobile working", ha affermato Robert Gorby, global head of small business propositions di AVG Technologies. "Questo indica che le PMI devono dotare i propri dipendenti di strumenti adeguati per la sicurezza informatica, perché è sufficiente lasciare aperta una piccola breccia per mettere in pericolo l’intero sistema. La nostra guida The Common Sense Guide to Working on the Move racchiude 20 anni di storia in tema di sicurezza Internet e fornisce alle PMI diversi consigli per mantenere le informazioni al sicuro, anche in mobilità."
Tra le altre informazioni, la guida The Common Sense Guide to Working on the Move da agli utenti 10 consigli pratici:
- Contare il numero degli oggetti che portano con sé durante i viaggi.
- Scegliere il luogo giusto dove sedersi per evitare occhi indiscreti sul proprio schermo.
- Fare attenzione alle reti Wi-Fi libere, se non provengono da fonti conosciute.
- Disattivare il Bluetooth in pubblico per evitare Bluejacking o Bluesnarfing.
- Non accedere ai propri dati bancari, non fare acquisti o inserire informazioni personali tramite computer pubblici
- Attivare i filtri e altre barriere di protezione per gli smartphone connessi a Internet.
- Non lasciare in custodia a sconosciuti il proprio dispositivo.
- Proteggere con password il proprio computer portatile e smartphone.
- Conoscere il modo di bloccare il proprio telefonino in caso di furto o perdita.
- Assicurarsi di avere installato un software antivirus aggiornato sui vari supporti.
La guida buonsenso a lavorare in movimento può essere scaricata dal Business Resource Center di AVG: http://www.avg.com/ww-en/business-guides. Scaricate il pieno AVG Market Landscape Report 2011 presso: http://download.avg.com/filedir/news/AVG_SMB_Market_Landscape_Report_2011.pdf * Indagine condotta da GfK su 1000 piccole e medie imprese Regno Unito e Stati Uniti nell'agosto 2011. Source: Naper Multimedia
FaceNiff: l'app per violare l'account Facebook, passate all'HTTPS
Dopo il programma Facebook Controller, la nota applicazione FireSheep, adesso arriva l'app FaceNiff a non far dormire sogni tranquilli agli utenti di Facebook. FaceNiff è un'applicazione per smartphone con sistema operativo Android, che rende il furto delle credenziali di accesso a Facebook e ad altri servizi online di social media, un gioco da ragazzi. L’applicazione può essere utilizzata per rubare i cookies non criptati su moltissime reti Wi-Fi, dando quindi all’utilizzatore, una facile e intuitiva interfacia che permetta a chiunque la sottrazione di tokens inviati via Facebook, Twitter a tutti gli altri popolari siti per i quali gli utenti non si curano di usare le connesioni SSL criptate.
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