Visualizzazione post con etichetta Cronaca. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Cronaca. Mostra tutti i post

Lookout, smartphone contagiati da spyware exodus: come difendersi


WhatsApp ha identificato ad inizio mese un difetto di sicurezza avanzato nel suo servizio di messaggistica, confermato dalla società di proprietà di Facebook, che ha consentito agli hacker di installare sui telefoni lo spyware Pegasus sviluppato dealla società israeliana NSO Group. WhatsApp ha invitato i suoi 1,5 miliardi di utenti ad aggiornare la versione più recente dell'app. La notizia fa seguito alla recente scoperta di Exodus, uno spyware che pare essere stato commissionato dalla Polizia di Stato, che è finito sia nel Play Store di Google che su alcuni siti di phishing che si spacciavano per noti provider di telefonia, riuscendo così a contaminare centinaia di utenti italiani.

Partner Data: foto rubate sul Web, come proteggere i dati nel Cloud


Il controllo degli accessi alla fonte appare il sistema più efficace per proteggersi dalle perdite dei dati sensibili.  Partner Data*, leader nel mercato dei prodotti per la sicurezza IT e protezione del software, ha realizzato un approfondimento dedicato al tema della sicurezza sul Cloud, un dibattito riemerso con prepotenza dopo i recenti episodi che hanno visto numerosi furti di immagini private. Maurizio Moroni, responsabile divisione Security di Partner Data, fa il punto su potenzialità e limiti del Cloud, individuando alcune strategie che l’utente finale può mettere in atto per assicurarsi maggiore sicurezza. Possiamo riassumere le principali qualità del cloud computing usando tre termini specifici.

Truffa su Facebook attraverso tag da amici porta a falso plugin Flash


Gli spammer trovano sempre dei nuovi metodi o li aggiornano per diffondere il loro scam su Facebook. Adobe ha appena rilasciato degli importanti aggiornamenti per il suo plugin Flash Player e gli spammer sul social network non hanno perso tempo a raccogliere l'opportunità per sfruttare la situazione. In particolare, una un pericoloso scam, presumibilmente di origine turca, in cui si invita ad aggiornare proprio il Flash Player si sta diffondendo attraverso tag. Potrebbe accadere infatti di essere taggati da un amico in un commento su un post o status condiviso da una pagina. 

Nel post individuato da Protezione Account, si legge in particolare: "The teacher raped ! Without the consent of the girl he raped her without mercy ! Family teacher was put into a coma ! ( Strictly follow ) [link rimosso] My friends and tag everyone, not such things." che tradotto: "L'insegnante violentata! Senza il consenso della ragazza che l'ha violentata senza pietà!  Insegnante di Famiglia è stata messo in coma! (Strictly seguire) [link rimosso] I miei amici e taggate tutti, non queste cose."


Se si clicca sullo short link si viene rimandati ad una pagina esterna a Facebook dove per poter vedere il presunto video si viene invitati a installare un falso plugin Flash Player per Chrome. La particolarità della truffa sta nel fatto che con qualsiasi browser si apra il sito si è obbligati a scaricare l'estensione rogue per il browser di Google. Questo perchè la truffa è veicolata solo attraverso il noto browser.


Ovviamente non esiste alcun presunto video dell'insegnante "violentata". La truffa fa probabilmente riferimento ad una delle tante notizie "vere" che girano nel Web http://goo.gl/vnENES su violenze sessuali accadute in alcune scuole o quella sull'insegnante di matematica di un liceo di Tacoma, nello stato di Washington, che è stata arrestata per sesso e video hot che inviava ai suoi studenti. 


In realtà non viene installato alcun Flash Player ma un plugin malware che effettua delle operazioni automatiche attraverso codici Javascript per nome e per conto dell'utente che lo ha installato. In questo caso dei tag a commento in cui vengono citati un certo numero di amici (oltre la venti amici e l'azione viene ripetuta nel tempo). 


Come nella gran parte delle truffe diffuse su Facebook, gli autori dello scam fanno leva sulla curiosità dell'utente e sul fatto che il tag proviene da un amico presumibilmente "fidato". In 15 ore il post ha raccolto ben oltre 1 milione di commenti ed il sistema di sicurezza antispam di Facebook ha individuato e neutralizzato la truffa, ma la pagina sul social network ed il sito sono ancora online. Inoltre, sul Play Store al momento è ancora attiva, dato che il plugin malware risiede proprio sul negozio online di Google.


Non viene fornito alcun screenshot ma nella descrizione dell'estensione si legge: SmartVideo fornisce un migliore controllo sulle opzioni buffering di YouTube opzioni, qualità e gioco. Caratteristiche: 1 .Funziona con tutti i video di YouTube embedded/HTML5. Che si tratti di un video sul news feed di Facebook o un video direttamente dal sito YouTube . 2. Con preferenze globali, tutti i video di YouTube possono essere impostati per iniziare a vostra scelta non appena viene caricata la pagina (...)".

"(...) Lasciate SmartVideo decidere quando è bene iniziare a giocare. Lo 'smart buffer' di SmartVideo  decide la percentuale di buffer in base alla velocità di download in corso. O semplicemente fare i video di YouTube per avviare il buffering quando la pagina viene caricata . È possibile riprodurre il video ogni volta che si desidera (...)". In realtà esiste un'estensione lecita e si chiama proprio SmartVideo For YouTube™. 

Il plugin è stato caricato sullo store il 10 maggio scorso ed ha un peso di 198 kilobyte. Sebbene in lingua inglese è evidente l'origine turca dell'applicazione come in altre pericolose truffe già viste in passato. Il rischio, oltre all'assumere il controllo dell'account Facebook, è quello di essere bloccati dal social network per presunta attività di spamming. Se avete installato per errore il plugin seguite queste istruzioni per rimuoverlo dal vostro browser.

Il consiglio è sempre quello di prestare attenzione alle installazioni o quando ricevete un messaggio da parte di un amico. Prima di effettuare qualsiasi operazione contattate l'amico per verificare se sia stato lui ad inviarvelo volontariamente. Spesso le operazioni automatiche delle applicazioni rogue vengono effettuate quando l'utente risulta offline. A tal proposito è bene ricordare di non utilizzare codici Javascript su Facebook per ottenere delle funzionalità aggiuntive. Installate il Flash Player esclusivamente dal sito ufficiale di Adobe.

Kaspersky, in 3° trimestre 2013 picco spam nocivo colpisce dati utenti


La percentuale di spam nel traffico totale di email durante il terzo trimestre dell’anno ha raggiunto una percentuale pari al 68,3%, scendendo di 2,4 punti percentuali rispetto al secondo trimestre. Allo stesso tempo, la proporzione dello spam nocivo è cresciuta più di 1,5 volte. La maggior parte dei programmi nocivi distribuiti tramite email hanno colpito gli account degli utenti, le password e le informazioni finanziarie riservate. Lo spam festivo nel mese di settembre è stato principalmente in inglese ed è stato dedicato a Halloween.

Facebook ammette di monitorare le chat per individuare possibili pedofili


Facebook e altre piattaforme sociali stanno monitorando le chat degli utenti alla ricerca di attività criminali, notificando alla polizia qualsiasi comportamento sospetto rilevato, secondo un rapporto. Facebook è tra le molte aziende che stanno abbracciando una combinazione di nuove tecnologie e di monitoraggio umano per contrastare i predatori sessuali. Tali sforzi in genere iniziano con lo screening automatizzato del linguaggio inappropriato e gli scambi di informazioni personali, fino ad estendere e usare le registrazioni delle conversazioni on-line dei pedofili condannati, insegnando al software che cosa cercare.

Un uomo poco più che 30enne stava chiacchierando di sesso con una 13enne del South Florida e aveva pensato d'incontrarla dopo la scuola il giorno successivo. L'ampia tecnologia ma poco discussa di Facebook per la scansione di messaggi e chat per attività criminose, ha automaticamente contrassegnato la conversazione ai dipendenti, che l'hanno letta e subito chiamato la polizia. Gli ufficiali hanno preso il controllo del computer del ragazzo e arrestato l'uomo il giorno dopo, ha detto l'agente speciale supervisore Jeffrey Duncan del Department of Law Enforcement della Florida. Ma il presunto predatore è stato dichiarato non colpevole delle accuse in sede giudiziaria.

"Il modo e la velocità con cui ci hanno contattato ci ha dato la capacità di rispondere il più presto possibile", ha affermato Duncan, uno degli agenti intervistati che ha elogiato Facebook per aver innescato le indagini. "Ci sono società là fuori che stanno facendo un ottimo lavoro, lavorando entro i confini di ciò che hanno a disposizione", ha detto Brooke Donahue, un agente di sorveglianza speciale che lavora con una squadra dell'Fbi dedicata ai predatori di Internet e la pornografia infantile. "Ci sono società là fuori che sono più preoccupati della redditività". Due recenti incidenti stanno sollevando nuovi interrogativi sulla volontà delle imprese di investire in sicurezza.

Il mese scorso il creatore di una app smartphone chiamata Skout, progettata per flirt con estranei nella stessa area, ha ammesso che il suo utilizzo ha portato a violenze sessuali di adulti su tre adolescenti. Sempre in giugno, un mondo virtuale teen-oriented chiamato Habbo Hotel, che vanta centinaia di milioni di utenti registrati, ha bloccato temporaneamente tutte le chat dopo che una delle produttrici della televisione britannica Channel 4, fingendosi una ragazzina di 13 anni, ha riferito di aver messo in luce come gli utenti del sito utilizzino un linguaggio sessualmente esplicito con richieste di spogliarsi in webcam.


ll National Center for Missing and Exploited Children, dice che le segnalazioni di seduzione online di minori da parte di adulti nel 2011 sono state 3.638, rispetto ai 4.053 nel 2010 e 5.759 nel 2009. Un solido sistema per la difesa contro i predatori online richiede sia la sorveglianza da parte di dipendenti formati e software intelligente che non vada solo alla ricerca di comunicazione impropria, ma analizza anche i modelli di comportamento, dicono gli esperti. Il software di Facebook presta maggiore attenzione alle chat tra utenti che non hanno già una consolidata connessione sul sito e i cui dati del profilo indicano qualcosa che può essere sbagliato, come un ampio divario di età.

Il programma di scansione è anche "intelligente", dato che tiene d'occhio certe frasi che si trovano nei registri di chat precedentemente ottenuti dai predatori sessuali. Se il software di scansione segnala uno scambio sospetto chat, lo comunica agli addetti alla sicurezza di Facebook, che possono quindi determinare se informare la polizia. Il monitoraggio delle conversazioni dei dipendenti di Facebook potrebbe fomentare però ulteriori critiche da parte dei sostenitori della privacy, anche perchè resta sconosciuto se le chat scansionate vengono cancellate o conservate in modo permanente. E' forse il momento dell'anticrimine preventivo descritto da Philiph Dick e visto in Minority Report.

I nuovi dettagli sul sistema di monitoraggio di Facebook è arrivata da un'intervista che il Chief Security Officer di Facebook, Joe Sullivan ha dato a Reuters. Almeno un sospetto predatore di adolescenti è stato portato in giudizio direttamente come risultato della scansione chat di Facebook, secondo il rapporto Reuters. Alla richiesta di un commento, Facebook ha solo ripetuto a Mashable le osservazioni fornite da Sullivan a Reuters: "Non abbiamo mai voluto creare un ambiente in cui abbiamo dipendenti che guardano comunicazioni private, quindi è molto importante sapere che noi usiamo la tecnologia che ha un bassissimo percentuale di falsi positivi".

Facebook lavora con le forze dell'ordine "ove appropriato e nei limiti richiesti dalla legge per garantire la sicurezza degli utenti di Facebook", secondo una pagina sul suo sito. "Potremmo condividere le informazioni anche se abbiamo ragione di ritenere che ciò sia richiesto ai fini della prevenzione di frodi, attività illecite o danni fisici imminenti, o ancora per tutelare noi stessi e gli utenti da eventuali violazioni della nostra Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità da parte di altri individui. In quest'ottica, potremmo condividere informazioni con aziende, avvocati, tribunali o altri enti governativi". Le Linee guida di Facebook per le forze dell'ordine sono disponibili a questa pagina.

"Segnaliamo tutte le occorrenze evidenti di sfruttamento minorile che compaiono sul nostro sito, in qualsiasi parte del mondo, al National Center for Missing and Exploited Children (NCMEC), compresi i contenuti che vengono portati alla nostra attenzione tramite richieste governative", si legge. L'NCMEC collabora con l'International Center for Missing and Exploited Children e con le forze dell'ordine di tutto il mondo. "Se una richiesta riguarda un caso di sfruttamento o sicurezza minorile, è opportuno specificarlo (e includere i dati della segnalazione NCMEC appropriata) nella richiesta per consentirci di affrontare la questione in modo immediato ed efficace".


Ue dice stop a suicidi: nasce tassa in Italia, ma è una bufala Facebook


Da qualche giorno ha ripreso a circolare una notizia su Facebook che ha quantomeno dell'incredibile. La crisi economica starebbe generando un'ondata di suicidi mai vista prima e sul social network si informano gli utenti che in Italia sarebbe nata la cosiddetta "Tassa sui suicidi". In particolare nel post viene spiegato che l'Italia sarebbe il secondo paese al mondo per numero di suicidi causati dalla crisi economica e che nei mesi scorsi la commissione Europea avrebbe imposto al nostro Paese di porvi rimedio. Per questo motivo il Governo avrebbe creato una commissione per "eleggere" i comuni e le provincie più "virtuose" che, nel caso di suicidi inferiori allo 0.3 per cento per km² otterranno un presunto bonus. Il testo del messaggio è il seguente:

«Da un rapporto del Ministero della Giustizia e una ricerca dell'Eures relativa al 2011, si evince che l’Italia è il secondo paese al mondo per quando riguarda i casi dei cosidetti "suicidi per la crisi": dati allarmanti che pongono il paese in una posizione di netto svantaggio dal punto di vista umanitario rispetto agli altri stati del vecchio continente. Lo scorso febbraio la commissione Europea ha imposto all'Italia di mettere un freno all'ondata di suicidi, e di riportare le condizioni di vita ad un sufficiente livello di "benessere sociale", affinché la perdita di identità dovuta alla mancanza di indipendenza economica non diventi la causa principale che spinge i disoccupati al gesto estremo. Alla luce dei fatti, il Governo ha eletto una commissione specializzata nel gestire gli ordinamenti finanziari e contabili degli Enti locali in base al numero di suicidi (o tentati suicidi) che verranno commessi nella fase semestrale dell'anno corrente in un dato suolo comunale. In buona sostanza, quei comuni/province virtuosi che in base ai criteri definitivi (numero di suicidi inferiore allo 0.3% per km quadrato) otterranno le pagelle più brillanti e riceveranno una serie di bonus, scaglionati nel tempo. Godranno inoltre di un’autonomia finanziaria che permetterà non solo di non accendere ulteriori mutui, ma anche di investire in opere pubbliche. Contributi a fondo perduto per giovani imprenditori, mutui prima casa agevolati per coppie sposate, prestiti e finanziamenti a tasso ridotto per studenti, case popolari per disoccupati, speciali fondi e benefici per tutta la comunità in favore del "diritto al futuro". Per tutti gli altri comuni che invece non rientreranno nei parametri imposti dalla commissione, sostanziosi rincari di imposte e tariffe per i servizi. Più 25% per ICI e IMU, raddoppiata invece la TARSU (Tariffa per lo Smaltimento dei rifiuti Solidi Urbani).»


A leggere i commenti in effetti sono in molti ad essere caduti nella bufala: "Le cose più ridicole solo lui le poteva inventare (Monti ndr.)"; oppure: "Siamo ancora qua dietro a una tastiera??? cosa stiamo aspettando a fare la rivoluzione? ci vogliamo svegliare??". La notizia è stata diffusa il mese scorso da una pagina satirica su Facebook e ripresa nelle scorse ore da altre pagine sul social network. Non esiste alcuna "Tassa sui suicidi", nè il Governo Monti sarebbe in procinto di proporre una cosa del genere.

Si tratta ovviamente di satira su un problema serio che qualcuno ha ripreso in buona fede o, per diffondere ulteriore malumore o, come spesso accade, per far girare le proprie pagine. In realtà, secondo un'inchiesta pubblicata su Wired Italia, considerano gli ultimi tre casi, due nel salernitano e uno nel milanese nella giornata dell'8 maggio, portano a 38 il bilancio delle cosiddette vittime della crisi dall'inizio del 2012.

A questi ci sarebbe da aggiungere l'imprenditore suicida a Pompei giovedì scorso. In ogni caso, sempre secondo l'inchiesta di Wired.it, per ogni giorno si contano 0,29 suicidi per motivi economici, contro lo 0,51 del 2010 e lo 0,54 del 2009. Nessuna emergenza suicidi, quindi. Secondo l'ultima indagine Istat, nel 2010, si contano 3.048 suicidi, di cui 187 per motivi economici. Se si escludono i suicidi per motivi d'onore (18 in tutto), quello economico è il movente meno preoccupante. Quasi una persona su due (1.412).

Andando a ritroso nel tempo, nel 2008 i suicidi per ragioni economiche sono stati 150, su un totale di 2.828 casi. Nel 2009, sono stati 198 su 2.986 casi. Se si considera solo il dato numerico - prosegue Wired - questo significa che sono aumentati del 24,6% tra 2008 e 2010, ma anche che sono diminuiti del 6% tra 2009 e 2010. Inoltre, secondo il rapporto Eures "Il suicidio in Italia al tempo della crisi" del 18/04/2012, è la Lituania, con 31,3 suicidi ogni 100 mila abitanti tra il 2005 e il 2009, il Paese con il più alto tasso di suicidi in Europa. L’Italia, con una media di 5 suicidi per 100 mila abitanti, registra il terzo valore più basso tra i Paesi europei, preceduta dalla sola Grecia (2,9) e da Cipro (3,1).

Il suicidio in Italia al tempo della crisi

"Ogni gesto estremo, come quelli che le cronache recenti raccontano, nasconde una tragedia umana e impone il massimo rispetto. Ma è difficile affermare, a oggi, che vi sia un aumento statisticamente significativo dei suicidi dovuto alla crisi economica", racconta a Wired.it Stefano Marchetti, responsabile dell'ultima indagine Istat su suicidi e tentativi di suicidio. "Temo che si stiano facendo affermazioni forti, senza robuste evidenze scientifiche. È giusto affrontare il problema, ma interpretare la situazione attuale come una drammatica emergenza legata alla crisi è una forzatura. Ed è pericoloso, perché il fenomeno dei suicidi è a forte rischio emulazione. Questo sì, è scientificamente provato", conclude Marchetti.

Come spiega a Il Mondo di Annibale Marzio Barbagli, sociologo, "I media continuano a dare notizia di persone che si uccidono e attribuiscono a queste scelte drammatiche una causa economica", ragiona Barbagli. "Ma in realtà è impossibile spiegare un gesto complesso come il suicidio con una motivazione soltanto. Farlo è sbagliato di per sé". Secondo il sociologo, le statistiche messe a disposizione dall'Istat sui suicidi, sono "compilate sulla base dei rapporti stilati dalle forze dell'ordine subito dopo aver accertato un caso di suicidio. Nei loro verbali i poliziotti e i carabinieri devono riportare anche le presunte cause del suicidio: cause affettive, economiche, eccetera. Lo fanno dopo aver parlato con i familiari dei suicidi ed essersi fatti un'idea di cosa sia successo."

In effetti, il cosìddetto effetto Werther è in agguato. "L'effetto Werther mostra che quando i media dedicano un'attenzione morbosa ai casi di suicidio il numero dei suicidi cresce veramente", spiega ancora Marzio Barbagli. "Succede per emulazione e perché televisioni e giornali a volte raccontano questi suicidi come se ci fosse una giusta causa. L'effetto Werther è pericoloso. Per nessuna ragione dovrebbe essere sottovalutato", conclude. Sul sito della Comunità Europea si parla di "patto della stabilità" e non di "di mettere un freno all'ondata di suicidi in Italia".

"Nel 2010 l'UE ha reagito alla crisi del debito sovrano istituendo a favore degli Stati membri meccanismi di sostegno temporanei, che nel 2013 saranno sostituiti da uno strumento permanente, vale a dire il meccanismo europeo di stabilità (ESM)", spiega la Comunità Europea in una nota. "Le misure di sostegno sono subordinate al risanamento delle finanze e a programmi di riforma rigorosi e sono messe a punto in stretta collaborazione con l’FMI." Il patto di stabilità e crescita è un insieme di regole che dovrebbero indurre gli Stati membri a mantenere sane le finanze pubbliche. Riguardo a Tassa sui rifiuti e IMU, quella è tutta un'altra storia. In conclusione, prima di condividere qualsiasi cosa su Facebook, documentatevi e non cliccate alla cieca.

Facebook lancia Lifeline, lo strumento per la prevenzione dei suicidi


Aiuto a distanza con pochi clic su Facebook per le persone che esprimono pensieri suicidi. Il sito di social network ha lanciato Martedì negli Stati Uniti una nuova funzione, che consente agli utenti di connettersi con un consulente attraverso una sessione di chat confidenziale, innescata dopo che un amico ha segnalato un contenuto angosciante. Il nuovo strumento ha molti vantaggi, dicono gli esperti, nel tentativo di ridurre il numero di quasi 100 americani che si suicidano ogni giorno.

Impiccano cane e sorridono: si cerca su Facebook, ecco la vera storia


Una foto a dir poco inquietante, a prescindere dalla sua origine, sta facendo (nuovamente) il giro su Facebook. Due uomini tengono un cucciolo di cane con un filo avvolto intorno al collo, mentre ridono e mostrano il dito medio all'obiettivo. Anche il giornale online LEGGO riporta la notizia con un articolo dove ci si chiede se si tratta di "crudeltà efferata, o stupido lavoretto di Photoshop?". La foto ha visto una rinascita su Internet da poco, soprattutto su Facebook.

Le didascalie variano, ma di solito si incoraggia le persone a condividere la foto, nella speranza che i colpevoli vengano trovati. Ma è vera questa foto? E' recente? La linea di fondo è che la foto non è probabilmente una bufala, ma la storia è vecchia e inesatta, in quanto condivisa nel 2011. Perché non ci sono risposte definitive su chi è nella foto e se è una bufala, almeno possiamo tornare alle sue origini, alcune delle storie originali, e alcune teorie che vi stanno dietro. La foto è antecedente sicuramente al 2011.

Lo si può trovare facilmente i messaggi di notizie e post di blog dal 2010. Ma un commentatore sul sito ha trovato questa foto su un blog portoghese nel 2008. Il cane è stato probabilmente ucciso e mutilato. C'erano altre foto presumibilmente dello stesso cucciolo, che mostravano purtroppo la sua brutale uccisione. "Una foto mostrava il suo accoltellamento, mentre un altra mostrava un occhio che era stato apparentemente scavato dalla testa. Sembrava essere lo stesso cane della foto", spiega il sito Wafflesatnoon che parla della storia.

Secondo la versione più verosimile, la foto è stata scattata qualche tempo prima dell'agosto 2010. Un gruppo di troll di Facebook ha creato una pagina utilizzando questa foto nel mese di agosto 2010, che ha portato alla sua proliferazione finale nel mese di ottobre 2010. Questo è quando un'attrice di primo piano della Malesia ha retweettato la foto, le autorità hanno preso nota, e le notizie su di essa sono esplose. Da allora, la foto ha mantenuto il "resurfacing", ripresentandosi su siti come Facebook.


Il primo riferimento alla foto in questione è da una discussione su Redditt iniziata l'8 agosto 2010. Si tratta di una discussione piuttosto lunga, che forse ha attraversato un paio di mesi. Secondo questa discussione, era stata creata una pagina di Facebook chiamata "Dile Si Al Maltrato" sulla quale si sosteneva che avrebbe ucciso un animale per ogni 100 like (Mi Piace) ricevuti. Anche se Facebook ha disattivato rapidamente la pagina, a quanto pare aveva fatto più di 200 gli piace e aveva postato le immagini dei cani che avevano affermato di aver ucciso.

Dile Al Maltrato significa "Dire di maltrattare" o forse (lingua spagnola - che è meglio?) "Dire di abusare". Questa discussione contiene i nomi dei presunti degli uomini nella foto, ma la ricerca e i link forniti portano a foto e video di persone che non assomigliano ai due uomini in questa foto. I nomi elencati sono di conosciuti sfruttatori di animali, ma in nessun modo viene introdotto un chiaro collegamento con i due uomini nella foto. Altri utenti sostengono di aver visto anni prima alcune immagini usate nella pagina di Facebook (ma non specificano la foto appesa cucciolo).

Ciò che è certo è che nella discussione è che quella pagina di Facebook non fu stata creata da coloro che erano nelle foto, ma da qualcuno nella sola speranza di suscitare e infuriare la gente usando vecchie fotografie di crudeltà verso gli animali. Molti nel forum sostengono che la storia sia vecchia, che gli uomini sono stati arrestati a Tepic, Messico. Il problema è che i ragazzi di Tepic sembrano essere quelli visti indossare camicie rosse in questa foto, con la pubblicazione di altre (altrettanto terrificanti) immagini abusi. Il sito Wafflesatnoon prosegue nella narrazione, dicendo che il forum di collegamento ad un ormai inesistente post sul blog supponeva che la storia è vecchia e che gli uomini furono già stati puniti.

Secondo i commenti successivi, questo articolo sembra aver assegnato la colpa ai ragazzi di Tepic. Un gruppo di Facebook (in spagnolo) che tratta dei ragazzi di Tepic ha attribuito anche a loro la foto dell'impiccagione. La ragione della confusione sembra essere che l'originale gruppo rimosso da Facebook abbia postato le foto di abuso da varie fonti - tra cui l'incidente Tepic e la foto del cucciolo pensile, portando così le persone a credere queste siano le stesse persone, che probabilmente non lo sono. Un commentatore punta ad un articolo con apparentemente i nomi dei due uomini.

anteprima video rimosso

Il link fornito ci dà adesso un errore 404. Un altro articolo ci porta ad altre foto di quello che stiamo qui discutendo, e gli uomini nelle foto non assomigliano ai due che stiamo cercando. Sono elencati anche in questo blog e in quest'altro, ma sembra ancora una volta che si punta all'altra storia di giovani che torturano cani. Un video presente sul primo blog è stato rimosso da YouTube perchè l'account ad esso associato è stato chiuso. Un video di YouTube mostra degli uomini che presumibilmente chiedono scusa, ma ancora una volta questo mostra tre uomini (non due) e nessuno di loro ricorda i due nella foto.


Nell'ottobre 2010 un'attrice malese ha ricevuto un Tweet della foto su Twitter e l'ha re-tweettata, provocando una levata mole di proteste in quel paese. La timeline che segue è una conseguenza di questo.

15/10/2010
snopes.com • I messaggi board di discussione iniziano sulla foto
• Inoltre, apparso su questo blog

16/10/2010
• La foto compare in un blog chiamato Malaysian Dogs Deserve Better
• messaggi sulla foto in un articolo su Petpositive. Questo articolo afferma che la foto è stata ampiamente diffusa su Twitter. Un commentatore sostiene che la foto è vecchia  del 2007 e molto probabilmente è stata alterata. Nessuna prova viene offerta.

17/10/2010 - La storia comincia a esplodere, apparendo su molti siti di informazione, alcuni dei quali elenchiamo qui
• Un giornale tradizionale ha pubblicato un articolo con la foto
• Un sito web a Singapore copre la storia
Rapporti di altre notizie sulle autorità della Malesia che indagano sulla foto (Thestar.com)
Questo articolo sostiene la foto è stata originariamente pubblicata sulla pagina Twitter di un attrice malese, che non è stata cooperativa con le autorità.

21/10/2010
Su Napizsar.com messaggi con la foto, secondo i documenti che vi erano nella cache (il sito non è più disponibile). I messaggi degli utenti in un video di craftnation su YouTube diffondono la parola.

24/10/2010
• Care2.com pubblica la foto in un articolo di alto profilo

25/10/2010
• The Malay Mail ha pubblicato un articolo con la foto, sostenendo che l'inchiesta era stata avviata.
• Il sito ungherese Kuruc.info ha ripubblicato la foto, sulla quale napizsar.com aveva sovrapposto il suo URL.
• Rapporti di The Malay Mail postano che era l'attrice Lisa Surihani nominata come persona che ha retwittato e riportata alla luce, e che lei non conosceva le persone. Un commentatore su questo articolo afferma che la foto è vecchia di 8 anni e da allora girano nelle caselle e-mail. Un altro commentatore ricorda che l'aveva visto molto prima. Anche in questo caso, nessuna prova è stata data.

31/10/2010
• Il forum stormfront discute della foto.

05/12/2010
• La foto è pubblicata sul current.com, chiedendo alle persone il contatto PETA.

10/12/2010
• Ecco che la foto è pubblicata in un blog di riferimento all'articolo Malay Mail.

01/21/2011
• Un altro blogger esprime indignazione sulla foto.

Ottobre 2011
La foto è di nuovo in circolazione su Facebook. Se l'immagine è inquietante, non è in alcun modo una notizia di attualità. Una didascalia popolare recita: "Ciao ragazzi, ho bisogno di chiederti un favore enorme. Si prega di diffondere questa foto sul tuo profilo... e inviarla ai tuoi amici. Abbiamo bisogno di trovare queste persone e farli pagare per l'abuso e il dolore che stanno facendo a degli animali innocenti. Non sappiamo in che paese sono a, ma facebook è in tutto il mondo, quindi cerchiamo di usare il potere dei social media e amici per catturare questi abusatori. Grazie in anticipo, sarei molto grato se poteste farlo per i piccoli animali là fuori. Si prega di avvisare la polizia e servizi di protezione degli animali non appena ci si imbatte in alcune informazioni valide".

Analisi della foto
Ci sono state rivendicazioni della foto in fase di modifica, che è sempre possibile, ma c'erano altre foto pubblicate accanto a questa che mostravano un cucciolo mutilato che assomigliava a quello in questa foto. La foto è stata certamente alterata, almeno minimamente, come vediamo in alto a sinistra della foto che contiene una banda nera in cui il braccio dell'uomo dovrebbe continuare con il bordo dell'immagine. Qualcosa è apparentemente oscurata, come ad esempio un sito Web, o altre informazioni identificative. Nel leggere i vari forum dalla versione di ottobre 2010 su questo incidente, troviamo molti che sostengono che la foto è vecchia di anni, forse 5-8 anni, ma nessuna prova è stata offerta.

Chiudiamo dicendo che nonostante si tratti d'un articolo inquietante, a causa della sua natura, abbiamo deciso di pubblicarlo perchè continuiamo a vedere questa foto pubblicata più e più volte, e con la gente che ri-posta su facebook, senza effettuare alcuna ricerca, anche noti siti giornalistici. Abbiamo ancora ancora da sentire sui risultati delle indagini della polizia malese, che a quanto pare potrebbero mettere fine a questa storia. Wafflesatnoon non crede comunque che questi siano gli uomini che sono stati catturati a Tepic, Messico, né quelli che si scusano per gli abusi su YouTube.

11/9: attacco a Ground Zero da NBC News, ma è una bufala su Twitter


Oggi, 11 Settembre 2011, decimo anniversario dell'attacco all'America, il mondo intero si ferma un momento nel ricordo delle vittime degli attentati terroristici. Eppure qualcuno ha il tempo e la voglia di divulgare false notizie e scherzarci su in maniera macabra. Infatti, dei cracker hanno preso il controllo dell'account impiegato dall'emittente tv americana NBC sul sito di Twitter e hanno lanciato una serie di false notizie in cui annunciavano che Ground Zero è stato attaccato e che il volo 5736 si è schiantato nell'area, forse per un dirottamento. 

Qualche stupido cracker ha scelto di sfruttare le notizie d'un possibile attentato in occasione dell'anniversario dell'11 Settembre per attirare su di sè l'attenzione. La pagina Twitter della NBC annunciava, infatti, con una serie di tweet un attentato terroristico proprio nella zona di Ground Zero, gettando nel panico tutti coloro che seguivano le notizie in diretta sul sito di microblogging.

"Notizia sconcertante! Il Ground Zero è stato appena attaccato. Il volo 5736, probabilmente dirottato, si è schiantato sull'area. Attendiamo ulteriori aggiornamenti. Non è uno scherzo", questo il primo tweet pubblicato sulla pagina NBC News, seguito da altri due che confermavano l'attacco e informavano i followers della pagina di un possiblie altro aereo dirottato. Solo dopo una decina di minuti gli hacker hanno deciso di svelare il macabro scherzo, svelando anche il nome del gruppo: Thw Script Kiddies.



Altri due tweet simili sono stati diffusi in rete rispettivamente a distanza di quattro e sette minuti dal precedente mentre nel quarto e ultimo cinguettio pubblicato dai pirati è stato svelato lo "scherzo": gli hacker hanno anche invitato l'utenza a seguirli al tag @s_kiddies. Grande imbarazzo da parte dei vertici della NBC che hanno velocemente diffuso un comunicato ufficiale inviato via email ai propri follower: 

"L'account di Twitter NBC News è stato attaccato nel corso di questo pomeriggio e sono state pubblicate false notizie riguardo un attacco aereo al Ground Zero. Stiamo collaborando con Twitter per correggere la situazione e siamo sinceramente dispiaciuti per la paura che potrebbe essere stata causata da questo atto irresponsabile e pericoloso". L’assenza di conferme in Rete ha fortunatamente fatto rientrare immediatamente l’allarme. I responsabili di Twitter hanno provveduto rapidamente a sospendere l'account di Script Kiddies.


Tuttavia, non è la prima volta che la pagina Twitter di un network statunitense subisce un attacco cracker. Era già capitato a Fox News durante lo scorso mese di luglio e sembra ad opera dello stesso gruppo. In quel caso, furono postati alcuni messaggi riferendoil presunto assassinio di Barack Obama. Script kiddie è un termine dispregiativo utilizzato ad indicare quegli individui che utilizzano istruzioni, codici e programmi ideati da altri, al massimo con leggere modifiche, facendo intendere di essere un grande guru dell'informatica. 

Il termine script kiddie è stato coniato dagli hacker verso la fine degli anni '90, quando la diffusione dei sistemi operativi open source e degli accessi privati ad internet iniziavano ad allargare il pubblico di persone interessate al funzionamento dei personal computer, con il conseguente aumento di persone con pochi scrupoli e imitatori in cerca di notorietà. 

"Non è chiaro se in questa occasione la password della pagina Twitter di NBC News sia stata rubata, crackata attraverso un attacco dizionario o spyware, o se le persone che gestiscono l'account NBC News abbiano fatto l'errore di usare la stessa password su più siti web", dice Graham Cluley senior technology consultant della società di sicurezza Sophos. Gli utenti di computer devono sempre scegliere una forte password composta da lettere e numeri e non usare mai la stessa su più siti Web.

Truffatore usa Facebook per hackerare account bancari, condannato


Un uomo inglese di Newcastle è stato condannato a 15 mesi di carcere dopo aver ammesso di aver rubato 35.000 sterline dagli account bancari di cui aveva indovinato la password utilizzando le informazioni condivise su Facebook. La sua truffa si è conclusa solo quando l'uomo è diventato troppo sicuro di sé e ha cambiato il suo sistema e le autorità allertate. Secondo il Telegraph, Iain Wood, 33 anni, ha impiegato fino a 18 ore al giorno in linea cercando di carpire le password degli account di altre persone. Wood ha fatto amicizia con le persone che vivono nel suo condominio, e ha utilizzato i loro dati personali in linea per superare i controlli di sicurezza delle banche. 

Nel corso di due anni, tra giugno 2008 e giugno 2010, Wood fece amicizia con le persone su Facebook e ha utilizzato le informazioni condivise per resettare le password della loro banca e altri account. Utilizzando le indicazioni raccolte da Facebook e Friends Reunited, lui avrebbe tentato di rispondere a quesiti di sicurezza come date memorabili, il nome della loro scuola, cognome da nubile della madre, ecc. Le informazioni gli hanno fornito le risposte alle domande di sicurezza e gli ha permesso i controlli di verifica dell'identità al telefono. Ha anche cercato di capire direttamente i codici di accesso delle persone.


La frode è stata resa più facile perché le persone vivono nello stesso blocco di appartamenti di Wood, dandogli la possibilità di intercettare la posta. Tipicamente, Wood ha cambiato l'indirizzo degli account vittime e ritirava denaro contante con le carte che aveva ricevuto per posta. Quando la polizia ha perquisito il suo appartamento ha trovato fatture e documenti rubate dalle cassette postali. Infatti, quando sono venuti a bussare alla sua porta, gli agenti di polizia stavano indagando sul trasferimento fraudolento di 1.500 sterline dall'account di una sua vittima, ma poi hanno fatto delle domande a Wood e si sono resi conto che la frode era probabilmente molto più estesa. 

Il truffatore ha ammesso di aver rubato più di 35.000 sterline (40.000 euro) dagli account di varie persone, denaro che per lo più aveva prelevato a distanza. E' stato catturato quando ha trasferito il denaro rubato direttamente sul proprio conto. "Ricordatevi di essere estremamente attenti alle proprie informazioni che si condividono in rete. Potrebbe essere un utile pezzo del puzzle per un ladro di identità o truffatore on-line. Prendete l'abitudine di pensare che non è necessario rispondere ad ogni domanda su ogni modulo on-line in modo veritiero", ricorda Graham Cluley, senior technology consultant di Sophos.


Se un sito richiede di inserire la vostra data di nascita completa, per esempio, allora si ha una scelta: è possibile decidere di non utilizzare il sito web o fornire la vostra reale data di nascita. "Alcuni siti web includono nei loro termini e condizioni che occorre fornire informazioni accurate, ma non hanno modo di verificare se avete detto la verità - quindi perché rischiare? Facebook, ad esempio, vuole che tu sia onesto sulla tua vera data di nascita, ma immagino che sia più logico dire di essere un ragazzo di 13 anni, ma non di essere nato il 14 agosto piuttosto che il 3 Marzo", dice Cluley. 

Inserire la data propria di nascita privata ​​su Facebook potrebbe non essere sufficiente: pochi anni fa trapelò accidentalmente la data di nascita di tutti, indipendentemente dal fatto che gli utenti avessero scelto di renderla privata o meno, racconta Cluley. Quindi il consiglio dell'esperto è di mentire sulla vostra data di nascita quando è possibile, ma non essere ingannevole per quanto riguarda la vostra approssimativa fascia di età. Allo stesso modo con il nome da nubile della madre (che è una questione di pubblico dominio), rispondere con un nome di fantasia. Per esempio, dire "Xena principessa guerriera", "C3PO" o "Malcolm Muggeridge", e ciò che conta che nessun altro potrà indovinarla.


Le banche dovrebbero fare di più per proteggere gli account on-line. Fortunatamente, alcuni siti bancari si sono resi conto che richiedere queste domande per la sicurezza dell'account può portare a problemi, e avvisano gli utenti di non inserire date memorabili che sono le date di nascita o l'anniversario di matrimonio. Tuttavia, ci sono ancora alcuni siti web che incoraggiano cattive pratiche, ricorda ancora Cluley. Adesso vi sono molte banche che richiedono l'utilizzo dell'autenticazione a due fattori se si vuole trasferire il denaro in un altro account. 

I siti di online banking che utilizzano l'autenticazione a due fattori non si limitano a fare affidamento su di voi, ricordando le risposte alle poche domande di sicurezza, ma richiedono anche l'inserimento di un numero casuale, venuto fuori da un dispositivo hardware portatile che la banca ha memorizzato. Su Facebook è possibile collegarsi a questa pagina ed impostare l'approvazione degli accessi. 

Questo livello di sicurezza rende più difficile la vita ai frodatori, ed è probabilmente il motivo per cui Iain Wood ha dovuto cambiare l'indirizzo degli account. Come individui bisogna essere più attenti sulle informazioni che vengono condivise sui social network, quali domande e risposte, le password che si scelgono sui siti web. Ma le banche dovrebbero mettere in atto più elevati livelli di protezione on-line per ridurre le possibilità di accesso agli account da parte dei truffatori.

Cameron minaccia blocco dei social network, non tutti sono d'accordo


David Cameron, il primo ministro britannico, ha detto che le autorità dovrebbero prendere in considerazione il blocco all'accesso dei singoli per i social media che progettano atti violenti, sulla scia della settimana dei disordini e saccheggi. Siti internet e servizi che vanno da Twitter a Facebook e BlackBerry Messenger, una rete di chat privata su smartphone di RIM, sono stati provati di aver svolto un ruolo chiave nell'organizzare e dirigere i disordini per le strade di Londra, Birmingham, Manchester e di altre città inglesi. La Polizia in tutto il paese ha già fatto diversi arresti collegando le loro indagini con i social media utilizzati per incitare alla violenza. David Lammy, MP per il Tottenham, dove la violenza è iniziata Sabato sera, ha anche chiesto a BBM la sospensione per evitare che i saccheggiatori prevalentemente adolescenti potessero organizzarsi nelle notti successive. RIM ha detto che sta cooperando con le autorità. Il primo ministro ha detto una riunione di emergenza dei parlamentari alla Camera dei Comuni il Giovedi: "Tutti abbiamo visto queste azioni orribili come sono stati organizzati attraverso i social media che saranno bloccati. Il libero flusso di informazioni può essere usate per il bene. Ma può anche essere usato per il male. Quindi stiamo lavorando con la polizia, i servizi segreti e società a valutare se sarebbe giusto impedire alle persone di comunicare tramite questi siti web e servizi quando sappiamo che stanno tramando violenza, disordine e criminalità. Ho anche chiesto alla polizia se hanno bisogno di altri nuovi poteri nuovi". David Cameron ha aggiunto che le società di social networking devono "pensare al loro responsabilità e su come trattare "le immagini che potrebbero incitare a ulteriore violenza ulteriore. Egli ha anche lamentato le "bufale" e le voci fuorvianti riguardo i disordini che si sono diffusi attraverso i canali digitali in questi giorni.


Gli utenti dei siti di social networking sono rimasti increduli all'idea diffussasi su un presunto giro di vite on-line. Tom Watson, un deputato laburista e utente Twitter di vecchia data, ha detto che la mossa è "luddista". "La tecnologia è neutrale", ha detto. Paul Chambers, che è stato condannato per aver inviato un messaggio "minaccioso" su Twitter in un caso controverso su una battuta sulla minaccia di far esplodere un aeroporto, ha twittato : "Il Cameron non sa che BBM non sono i social media? Mi aspetto che ci sia una revisione del testo, le chiamate telefoniche, il sistema postale e anche dei piccioni viaggiatori". Alcuni utenti dei social network in discussione come la polizia e i servizi segreti avrebbero saputo in anticipo che i disordini fossero in programma. Altri hanno illustrato le analogie con i regimi autoritari del Medio Oriente dove sono stati bloccati servizi come Twitter e Facebook durante le proteste della primavera araba . Diversi utenti di Twitter hanno sottolineato che la rete era stata più efficace dell'organizzazione di interventi di disinquinamento e di sostegno ad-hoc per le persone colpite dai disordini di quanto non fosse stato per portare i saccheggiatori nelle strade. Jim Killock, direttore esecutivo della Open Rights Group, un attivista della libertà di Internet, ha dichiarato: "Come fanno le persone 'sapere' quando qualcuno ha in programma una rivolta? Chi emette questa sentenza? L'unica risposta realistica è il giudice che deve giudicare. Se le procedure giudiziarie non vengono utilizzate, allora vedremo rapidamente gli abusi da aziende private e della polizia. Aziende come RIM deve insistere sui processi di corte". Ha aggiunto: "I cittadini hanno anche il diritto di proteggere le comunicazioni. Affari, politica e libertà di parola si basa sulla sicurezza e privacy. David Cameron deve stare attento a non attaccare i bisogni fondamentali a causa delle preoccupazioni circa le azioni di una piccola minoranza".

Uomo si finge ragazzina e adesca 13enne su Facebook, arrestato


Credete che dall'altra parte ci sia una graziosa adolescente, e invece c'è un uomo trentenne. Un classico degli inganni su Facebook: ci è caduto, vittima della giovane età e dell'inesperienza, un tredicenne milanese. L'uomo, ottenute con l'inganno alcune foto che ritraevano il ragazzino nudo, lo ha ricattato e costretto a consumare con lui atti sessuali.

Ha approciato la sua vittima su facebook fingendosi una ragazza e convincendolo a mandargli foto in cui posava nudo per poi ricattarlo e costringerlo ad atti sessuali. ma e' stato arrestato.

Gli agenti del commissariato Scalo Romana di Milano hanno infatti eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo C.M., 32 anni, pregiudicato, residente nella provincia di Cuneo, single, solito ad arrangiarsi con lavoretti saltuari, con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di un 13enne milanese. 

Secondo quanto hanno ricostruito le indagini, nel dicembre scorso l'uomo, fingendosi una ragazza, aveva contattato su Facebook il ragazzino e lo aveva convinto ad inviargli delle foto in cui posava nudo.

Come riporta Adnkronos, il 32enne aveva poi cercato per due volte di incontrare di persona il giovanissimo fino a quando, stufo dei rifiuti, gli ha rivelato la sua identita' e ha iniziato a ricattarlo minacciandolo che se non avesse voluto incontrarlo avrebbe spedito le foto compromettenti a genitori e amici.

Terrorizzato, il ragazzino ha così ceduto al suo aguzzino subendo atti sessuali in quattro diversi incontri nei pressi della stazione Romolo della metropolitana milanese. Provato, il minore ha iniziato a manifestare un comportamento anomalo che ha insospettito i genitori che hanno scoperto sul suo cellulare un sms del pedofilo.

Il ragazzino ha cosi' raccontato le violenze e il ricatto a cui era sottoposto, e con i genitori si e' rivolto al commissariato per sporgere denuncia. Venerdi' scorso gli agenti si sono presentati nell'abitazione del 32enne e dopo aver sventato un suo tentativo di fuga dal tetto della mansarda, lo hanno arrestato.

In casa, gli agenti hanno sequestrato un gran numero di video e foto pedopornografiche, tra cui quelle di altri ragazzini che l'uomo potrebbe aver approcciato sempre via Facebook. Le indagini sono ancora in corso e potrebbero portare a identificare altre vittime del pedofilo. L'uomo, che non è sposato, risulta già condannato per detenzione di materiale pedopornografico.

Giappone, come aiutare concretamente via Web le vittime del sisma


Anche il Web si mobilita per il Giappone devastato dal terremoto e dallo tsunami. Tutti i big della tecnologia, da Apple a Google, con i social media in primo piano, hanno rapidamente offerto spazi e pagine dedicate per fare donazioni online: chiunque può dare una mano, partendo anche da piccole cifre, per aiutare a raccogliere fondi destinati alla ricostruzione per quella che il premier Naoto Kan ha definito l'emergenza più grave dalla Seconda guerra mondiale.

Apple ha allestito su iTunes una opzione che permette agli utenti registrati di donare da 5 a 200 dollari alla Croce rossa americana, semplicemente cliccando sulla quantità desiderata. Microsoft ha scelto un approccio differente, annunciando attraverso Bing su twitter di voler donare 100mila dollari per il Giappone, a patto che gli utenti ri-twittassero il suo messaggio originale, pagando un dollaro per diffonderlo. 

Mossa che ha attirato diverse critiche al gigante del software, accusato di voler sfruttare la campagna per fare marketing, costringendo poi l'azienda a scusarsi e destinare immediatamente la somma prevista, indipendentemente dai messaggi twitter degli altri utenti. Su Facebook la Croce rossa ha promosso attraverso la funzione Causes una raccolta di fondi, puntando in un primo momento a raggiungere 25mila dollari. Cifra ampiamente superata nel giro di poche ore, grazie alla generosità dei navigatori, che ha permesso di arrivare rapidamente oltre 75mila dollari. Si può anche donare in modo più tradizionale, via sms.


Pure i giochi online fanno la loro parte. Zynga, la più grande azienda di gaming online già nota per il suo impegno nel sociale, spera di arrivare a 2 milioni di dollari, in collaborazione con il fondo di emergenza per il terremoto in Giappone di Save the Children. Si può contribuire giocando, appunto: basta comprare le patate dolci su CityVille, ravanelli su FarmVille o mucche su FrontierVille.Tutti i proventi degli acquisti virtuali fatti giocando andranno all'organizzazione internazionale in difesa dei bambini e ai suoi sforzi nel Pacifico.


Sempre su Facebook, anche mostrare il proprio gradimento per una pagina con il classico "mi piace" può fare del bene, traducendosi in un'azione concreta. Ogni volta che lo si fa sulla pagina dell'organizzazione no profit Explore, ad esempio, si dona un dollaro alle vittime dello tsunami. Su Twitter, il servizio di micro instant messaging dimostratosi una risorsa insostituibile nelle ultime crisi internazionali e disastri naturali, ognuno può diffondere informazioni utili sulle raccolte di fondi usando gli hashtag, i simboli preceduti dal "cancelletto", che permettono agli utenti di identificare subito l'informazione che si sta cercando. Fra i più seguiti #PrayforJapan e #tsunami


Google ha messo a disposizione fin dai primi momenti della tragedia un servizio per la ricerca delle persone, che ha permesso di lasciare oltre 140mila messaggi di persone che chiedevano notizie dei propri familiari e amici, un mezzo rivelatosi molto utile nell'emergenza. Il sito viene aggiornato di minuto in minuto in giapponese e inglese. Oltre al person finder, il gigante di Mountain View ha allestito una pagina dedicata alla gestione della crisi, in inglese e giapponese, da cui è anche possibile donare direttamente alla Croce rossa giapponese.

Lady Gaga ha disegnato e messo in vendita un braccialetto di gomma bianco con due scritte rosse, in inglese e giapponese, “We pray for Japan” separate dalla sagoma della mano di Lady Gaga, nella tipica posizione ad artiglio di tanti suoi video. I proventi della vendita, lanciata in esclusiva sull'official store del sito LADYGAGA, andranno interamente in un fondo di solidarietà per le popolazioni nipponiche. Il prezzo del braccialetto è di 5 dollari. Non contenta ha donato ben 16 milioni di dollari.


Yara: chiusi 7 gruppi offensivi su Facebook, indaga la Polizia Postale


Le autorità italiane, che hanno da tempo rapporti di collaborazione con i responsabili della società di Palo Alto, con un provvedimento dell'autorità giudiziaria sono intervenute, segnalando a Facebook dieci gruppi contro Yara, il cui contenuto risultava altamente offensivo. Su richiesta degli utenti e della polizia postale sono stati 7 i gruppi offensivi e dissacranti comparsi dopo il ritrovamento del cadavere e poi oscurati dagli amministratori della piattaforma.

Il gruppo «Yara Zombie - Anche i morti ballano» era stato rimosso in poche ore, dopo il tam tam tra gli utenti di Facebook che avevano inondato lo staff di Facebook di segnalazioni e di richieste di rimozione di quella pagina irriverente che speculava con macabro sarcasmo sulla morte della ragazzina di Brembate Sopra. Ma non è stato il solo. 7 di questi sono già stati oscurati e nelle prossime ore verranno cancellati anche gli ultimi tre.

Uno di quelli ancora visibili e che sta suscitando la consueta mobilitazione della rete si chiama «Sarah Scazzi contro Yara Gambirasio (Schieramento Sarah Scazzi)» e l'amministratore, un inesistente Pà e Pasalaqua, "gongola" dell'attenzione mediatica che sta ricevendo: «Ci definiscono cyberbulli atei. Lol». Ovvero laugh out loud, una "risata a crepapelle" nello slang di internet. Che ci sarà da ridere, però, non si capisce. Il penultimo post pubblicato, presentato come citazione di un fan, recita: «"Yara colpita con sei coltellate".

Una per ogni rete nazionale». In mezzo ai commenti negativi e di insulto per gli ideatori dell'iniziativa ci sono anche messaggi di apprezzamento: «Ma con tutta la gente ke muore state qua a pensare a ste 2? è morto un altro soldato italiano per una guerra che non ci appartiene però nessuno dice niente... mi sembra solo finto buonismo... voglio fare i complimenti a quello ke ha creato la pagina... ci campano tutti sulla loro morte e fai bene a farlo anche te». L'ultimo post della pagina: «quando verrà la polizia postale denuncerò tutti coloro che ci hanno minacciato di morte, quello si che è reato a differenza della libertà d'opinione».


L'anonimato dei profili non è però una garanzia di impunità. A Facebook le autorità italiane, sempre d'intesa con la magistratura, hanno infatti chiesto anche di potere risalire agli amministratori dei gruppi, che al momento dell'apertura risultavano di fatto dei «fantasmi», nascosti dietro pseudonimi e immagini di profilo che richiamano atmosfere vagamente horror o gothic.

Alcuni dei profili degli autori di quelle pagine non sono già più sul social network, non è chiaro se per la disattivazione dei gruppi o a seguito delle segnalazioni ricevute. Rispondendo a molti utenti che criticavano la loro scelta di ironizzare sulla tragedia di Yara, in alcuni casi avevano replicato con commenti sarcastici e risposte sprezzanti.

Quelle che probabilmente non daranno ai funzionari della polizia quando saranno risaliti a loro. Che si tratti dell’iniziativa di troll - nel linguaggio del web sono coloro che partecipano a forum o social network solo con azioni di disturbo con l’obiettivo di creare zizzania o di mandare a monte discussioni serie - lo dimostravano le pagine di alcune delle persone che avevano aderito al gruppo «Yara Zombie» (qui la copia cache di Goolge dopo la modifica del titolo)

e a quella disattivata di «Yara e Sara due bimbeminchia in meno» (qui la copia cache di Google), che accomuna questa vicenda a quella di Avetrana. Per l’ennesima volta il social network più famoso del mondo è diventato un teatrino degli orrori e del cattivo gusto, senza rispetto nemmeno per la povera Yara Gambirasio e per i suoi familiari, straziati dal dolore di una sofferenza che dura ormai da qualche mese.

Via: Corriere.it

La piccola Yara Gambirasio presa di mira da gruppo troll che cambia nome


Si chiamava "Yara Zombie - Anche i morti ballano", il gruppo choc che ha creato scompiglio su Facebook e che violava la Dichiarazione dei diritti e delle Responsabilità di Facebook. Come sempre accade in queste occasioni, anche la morte di una ragazzina, in questo caso Yara Gambirasio, diventa motivo di scherzo e di trovate che definire di cattivo gusto è un eufemismo. Il gruppo in questione è fondato ed amministrato da una decina di troll, che sono presenti su Facebook con identità fasulle. Si fanno chiamare Vesna Paraflu, Shirubia Khmaey Krahom, MonsieurChaplin Verdeux, Mva HallucinogenMorphine, Kostante Acida e Stephanie Ferri. Ma è inutile cliccare sui loro profili, sono "chiusi" e rigorosamente "falsi". 

La macabra pagina utilizzava il volto della ragazzina di Brembate Sopra in una sorta di locandina di film horror. Con tanto di annuncio-trailer: «Prossimamente nelle migliori sale cinematografiche la triste vicenda di Yara, la campionessa IndeFESSA. La sua promettente carriera non ha fine, nonostante abbia accettato le famose caramelle da uno sconosciuto. Preparatevi ad un suo imminente ritorno, nella rivisitazione del famoso pezzo di un altro morto eccellente. Vedremo Yara interpretare la parte che fu di MJ nel ideo che lo rese celebre: Thriller. Con la partecipazione straordinaria di Barbara D’Urso».


E visto che al cattivo gusto non c’è limite, il gruppo che contava più di 500 membri, è stato indicizzato nelle categorie «Arte-Spettacolo» e «Umorismo», anche se l’umorismo sembrano averlo apprezzato solo coloro che la pagina l’hanno messa in piedi e quelli che vi hanno aderito per convinzione. Molti altri lo hanno fatto solo per potere commentare ed esprimere disgusto. Tanti hanno già segnalato il gruppo e i suoi amministratori allo staff di Facebook. 

Probabilmente verrà rimosso, ma come sempre sarà troppo tardi perché nel frattempo il gruppetto di troll avrà ottenuto lo scopo, ovvero provocare reazioni indignate e di rabbia, incrementando il numero di iscritti e attirando l'attenzione dei media. I post nell’area discussioni e quelli nella bacheca lo dimostrano. Ma il gruppo adesso fà marcia indietro, cambia nome e conta 990 membri. Il nome adesso è "Caso Yara: Tra falso buonismo e moralismo bigotto".


Nelle info leggiamo: «Bene, se siamo giunti fino a questo punto è perchè l'obiettivo degli amministratori del gruppo stato raggiunto. E cioè dimostrare la totale ipocrisia degli iscritti allo stesso, che riescono a piangere solo su direttiva di mamma televisione. E solo per i casi più eclatanti, vedi Taricone, Scazzi, etc.. Ma per i migliaia di morti in Libia, per i bambini che ogni giorno muoiono di fame o vengono maltrattati, gli operai che muoiono quotidianamente sul lavoro per portare a casa la pagnotta, nessun pensiero. Come se scrivere un pensiero o condividere un link buonista possa bastare a farvi guadagnare un posto in paradiso. 

Come al solito, ora ci sono molte persone indignate per sto gruppo, ma non indignate per la speculazione mediatica che ne fanno Barbara D'Urso e company. Ma, come accaduto per Sarah Scazzi, tra una settimana avrete già dimenticato tutto. E farete così morire Yara una seconda volta. I miei complimenti, il "bene" trionfa sempre». Se effettuiamo una ricerca su Google con il nome del vecchio gruppo http://www.google.it/search?sourceid=chrome&ie=UTF-8&q=Yara+Zombie+-+Anche+i+morti+ballano+Facebook ecco cosa otteniamo:


Il gruppo ha chiaramente cambiato nome e dato il breve tempo intercorso tra la creazione del gruppo ed la modifica, se andiamo sulla copia cache di Google otterremo solo l'istantanea di quest'ultima modifica. Ricordiamo che il crawler di Google impiega un certo tempo prima di effettuare la scansione dei siti web e varia in base a diversi parametri. Il consiglio, come abbiamo ripetuto in più occasioni è quello di ignorare questi gruppi e segnalarli attraverso l'apposito pulsante "Segnala gruppo". 

Se vi iscrivete incrementate il numero di iscritti, facendo il loro gioco e fornendo visibilità, con la conseguenza che anche i vostri amici faranno lo stesso. Qualsiasi siano le ragioni che hanno spinto certi utenti a creare delle pagine simili, si tratta comunque di un’idea macabra e vergognosa, che evidenzia come la rete, spesso e volentieri, possa essere usata nel peggiore dei modi a scopo personale, senza alcun tipo di rispetto per il dolore di un’intera famiglia e di quanti hanno avuto modo di conoscere la piccola tredicenne scomparsa tre mesi fa e ritrovata ormai senza vita solo nel pomeriggio di sabato.