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Attenzione alle false lotterie di Facebook, in giro nuove email truffaldine


La società di sicurezza informatica Sophos mette in guardia gli utenti contro una nuova email truffa, che sta coinvolgendo gli iscritti a Facebook su una presunta lotteria sul sito di social networking. Sophos ha detto chi si cela dietro la truffa ha l'obiettivo di ingannare gli utenti facendo loro credere di avere vinto il premio da una "Lotteria Facebook". Il messaggio dice che si può andare di persona presso un indirizzo di Londra per richiedere il premio o sperdito tramite corriere, ma si dovrà confermare la propria identità e l'ammissibilità. 

"Per comodità, possiamo inviarti il tuo premio lotteria Facebook, tramite contratto col servizio corriere da firmare e che poi rispedirete a noi con effetto di immediato rilascio della vostra vincita. Ma si noti che si devono supportare le spese del corriere per questa opzione che arrivano alla somma di 385 sterline inglesi. Si prega di notare che le 385 sterline comprendono le spese del corriere, l'assicurazione e le tasse imposte, inoltre, dato che l'opera in questione è altamente confidenziale ,bisogna essere assicurati per ulteriori misure di sicurezza", si legge in una parte del testo della e-mail.

Ovviamente si tratta di un truffa. Non è MAI esistita una lotteria di Facebook. Sophos ha detto che preso atto della e-mail, questa contiene un numero di telefono che sembra essere quello di un telefono cellulare nel Regno Unito, ma ha detto che si potrebbe essere reindirizzati in qualsiasi parte del mondo.


"Se si chiama a quel numero, è probabile che vi verrà chiesto di condividere le informazioni personali e anche la richiesta truffa di pagare una tassa in anticipo per le pratiche da corriere", ha dichiarato Graham Cluley è senior technology consultant di Sophos. "Le truffe Lotteria non sono nuove, ma continuano a verificarsi, perché ci sono un sacco di persone vulnerabili che rischiano di consegnare i propri dati personali o dare soldi in anticipo ai truffatori per ricevere il presunto premio", ha aggiunto. In passato la “Lotteria di Facebook 2009“, fu uno tra i primi gruppi bufala a comparire in Italia e prevedeva l’estrazione di un premio. 

Era sufficiente iscriversi al gruppo ed invitare almeno 40 ami, perchè più inviti significava più possibilità di vincere. E così nel giro di pochi giorni gli iscritti si moltiplicarono fino ad arrivare a quasi 300 mila. Naturalmente, come spesso accade in questi casi, l’area discussioni era disabilitata e in bella mostra compariva il link ad un sito creato ad hoc per la truffa, dove non vi era nessun riferimento a società o contatti al webmaster. Inutile dire che bisogna stare lontani da queste iniziative di dubbia origine. Il termine “lotteria”, inoltre, prevede il rispetto di numerosi regolamenti e autorizzazioni ministeriali.

[Aggiornamento] L'ultima versione in lingua inglese, come si legge sul forum della community di Facebook , recita testualmente:

"From:
FACEBOOK (prueba@acchsa.com.pe)
Sent:
Sat 10/20/12 9:23 PM

FACEBOOK ONLINE LOTTERY PROGRAMME 2012

FROM: THE DESK OF THE PRESIDENT.

INTERNATIONAL PROMOTIONS/PRIZE AWARD.

BATCH NUMBER: 2551236002/244

SERIAL NUMBER. 55643451907

TICKET NUMBER: 5647600545189

CATEGORY: 2nd

Dear Winner,

We are pleased to inform you of the result of the just concluded annual Final draws held on the (12th Of September 2012) by Face book group in cash Promotion to encourage the usage of Face book world state dollars) each on the Face book group promotion Award Attached to ticket number ( ) and Ref No ( ) Serial Number ()

The online draws was Conducted by a random selection of email you where picked by an Advanced automated random computer search from the Face book in other To claim your $950,000.00USD the lottery program which is a new innovation by Face book, is aimed at saying A BIG THANK YOU to all our users for making Face book their number one means to connect, communicate,relate and hook up with their families and friends over the years.

This is part of our security protocol to avoid double claiming and unwarranted abuse of this program by some participants and Scam artists All participants were selected through a computer ballot system drawn from over 20,000 companies' and 30,000,000 individuals' email addresses and names from all over the world. This promotional program takes place every three years.You have to be Rest assured that this is Real and Legal..and there are Some Scam artists around...Thanks to the FBI...216 of them have been arrested... The software corporation to encourage some few individuals with web site and email addresses promoted this lottery.

Your name was selected in a raffle that was made 12th Of September 2012 so we need your fast response so that we can proceed with the delivery of your fund .You are required to contact our payment dept via e-mail:

E-mail: facebookdisbursementdept4@gmail.com

With information below in order for us to complete your winning certificate and for further information regarding the disbursement of your lottery win.

FULL NAME:

FULL CONTACT ADDRESS:

MOBILE PHONE NUMBER:

OCCUPATION:

MARITAL STATUS AND AGE :

NATIONALITY / COUNTRY:

TICKET NUMBER:

REF NUMBER:

SERIAL NUMBER:

YOUR EMAIL ADDRESS:

Remember all winnings must be claimed not later than 28th of Nov, 2012. After this date, all unclaimed funds will be included in the next stake. To avoid unnecessary delays and complications please remember to quote your reference and batch numbers in all correspondences. Furthermore, if there is any change in email address please contact us on time To enable him issue you certificate of winning Accept my hearty congratulations once again

CONGRATULATIONS ONCE AGAIN FROM FACE BOOK!!!!

APPROVED AND SIGNED

BY MR MARK ZUCKERBERG CEO FACE BOOK TEAM"

Facebook archivierà i gruppi nel vecchio formato, come aggiornare


Facebook ha deciso di archiviare nei prossimi mesi tutti i gruppi creati con il vecchio formato. Quando il gruppo viene archiviato, i post presenti sulla bacheca, le foto e le discussioni passeranno automaticamente al nuovo formato dei gruppi, ma i membri del gruppo dovranno essere aggiunti nuovamente. Quando i vecchi gruppi vengono archiviati, vengono convertiti nel nuovo formato. Quasi tutti gli elementi del vecchio gruppo saranno disponibili nel gruppo archiviato, tranne alcune eccezioni.

Elementi che saranno disponibili nella versione archiviata:
  • Le immagini del gruppo e i post in bacheca
  • Le discussioni del gruppo, che diventano post in bacheca
  • La descrizione del gruppo, visibile nella parte superiore della pagina cliccando su "Mostra tutti" nel nuovo gruppo
Elementi che NON saranno disponibili nella versione archiviata:
  • Notizie recenti
  • Titoli degli incaricati del gruppo
  • La casella informativa che appare sotto l'immagine del vecchio gruppo
  • La rete del gruppo
  • I membri del vecchio gruppo 
È ancora possibile aggiungere nuovi membri cliccando su "Aggiungi amici al gruppo".

Come aggiornare un vecchio gruppo a uno nuovo?
Se il livello di attività del vostro vecchio gruppo è sufficiente per renderlo un buon candidato per l'aggiornamento a nuovo gruppo, verrà visualizzato un messaggio nella parte superiore della pagina del gruppo contenente l'opzione di aggiornamento. I membri del gruppo vedranno l'opzione per chiedere l'aggiornamento all'amministratore. Se siete un amministratore, cliccate su "Aggiorna questo gruppo" per aggiornare al nuovo formato gruppi. Tenete presente che la conversione del gruppo al nuovo formato può impiegare alcuni minuti.

Se decidete di non aggiornare il vostro gruppo o non vedete l'opzione che vi chiede di farlo, il gruppo verrà archiviato. Potete continuare a utilizzare il gruppo anche dopo l'archiviazione. Tuttavia, dato che i membri dei vecchi gruppi non vengono trasferiti ai gruppi archiviati, dovrete aggiungere nuovi membri. Ricordate che il formato dei nuovi gruppi è stato concepito per aiutarvi a condividere contenuti con piccoli gruppi di persone. Se utilizzavate il vostro vecchio gruppo per promuovere la vostra azienda, Facebook consiglia di creare una Pagina. Maggiori informazioni sulle differenze tra gruppi e Pagine.


Cosa succede quando un amministratore aggiorna un vecchio gruppo?
Se l'amministratore di un vecchio gruppo decide di aggiornarlo, il gruppo verrà convertito al nuovo formato gruppi. Se l'amministratore sceglie di non aggiornare, il gruppo verrà archiviato. Quasi tutti gli elementi del vecchio gruppo saranno disponibili nel gruppo aggiornato, tranne alcune eccezioni.

Elementi che saranno disponibili nel nuovo gruppo:
  • Le immagini del gruppo e i post in bacheca
  • Le discussioni del gruppo, che diventano post in bacheca
  • La descrizione del gruppo, visibile nella parte superiore della pagina cliccando su "Mostra tutti" nel nuovo gruppo
  • I membri del vecchio gruppo verranno migrati al nuovo gruppo
Elementi che NON saranno disponibili nel nuovo gruppo:
  • Notizie recenti
  • Titoli degli incaricati del gruppo
  • La casella informativa che appare sotto l'immagine del vecchio gruppo
  • La rete del gruppo
Una volta aggiornato il gruppo, i membri possono:
I membri ricevono automaticamente le notifiche relative ai post nel nuovo gruppo. Le impostazioni delle notifiche possono essere modificate facilmente cliccando sul pulsante "Modifica impostazioni".


Come si fà ad aggiungere nuovi membri a un gruppo?
Per aggiungere membri a un gruppo, accedete al gruppo e cliccate su "Aggiungi amici al gruppo" nella colonna di destra. Da qui, potrete digitare i nomi dei vostri amici per aggiungerli al gruppo. I membri possono aggiungere i propri amici per tutti i tipi di gruppi (aperti, chiusi e segreti). Le altre persone possono inviare una richiesta per iscriversi a un gruppo aperto o chiuso, che dovrà essere confermata dall'amministratore. Per maggiori informazioni visitate questa pagina del Centro Assistenza di Facebook.

Truffa: attenzione ai messaggi di scam da falsi profili Facebook


Software antivirus non sono sufficienti contro la piaga dello scam e del phishing su Facebook, truffe che si evolvono e che fanno breccia sull’insicurezza e inesperienza degli utenti. Conosciuto anche come scam 419, perche' viola l'articolo 419 del codice penale nigeriano. Sono quelle email nelle quali vi viene detto che qualcuno ha urgente necessita' di trasferire una grossa quantita' di denaro (nella maggior parte dei casi d'un defunto) e vi propone di fare da intermediari con la promessa di un lauto compenso.

Nei gruppi Facebook non si potranno aggiungere iscritti automaticamente


Con l'introduzione dei nuovi gruppi Facebook è facile trovarsi improvvisamente iscritti ad un gruppo sul social network. Con la nuova gestione dei gruppi, infatti, è possibile ad un amministratore invitare un qualsiasi contatto ad un gruppo: quest’ultimo si ritrova immediatamente iscritto a tale gruppo, senza dover prima confermare la richiesta. Semplice dunque coinvolgere altre persone in attività con le quali, in realtà, queste non hanno nulla a che fare. Nel Centro assistenza per i gruppi di Facebook è confermato che non c'è alcun modo per impedire alle persone di essere aggiunte ai gruppi. Questo ha scatenato le più dure reazioni da parte degli attivisti della privacy. I critici dicono che invece di essere aggiunti automaticamente, dovrebbe essere data la scelta di optare per ciascun gruppo al quale iscriversi. Se fino adesso la possibilità di taggare chiunque in foto, video o note, senza alcun consenso dell’interessato non ha provocato alcun problema evidente di privacy, l’apertura di tale funzionalità per i gruppi ha invece subito messo in evidenza la necessità di maggiori misure di sicurezza. Da Facebook si consigliava semplicemente che se si aveva un amico che aggiungeva a gruppi contro la propria volontà, si poteva chiedergli di smetterla, bloccarlo o rimuoverlo dagli amici. Una scelta a dir poco discutibile, in considerazione del fatto che aggiungere una funzionalità di controllo non sarebbe stato poi così complicato in termini di programmazione.


E finalmente Facebook si è deciso ad aggiungere tale caratteristica. Per i proprietari di gruppo, Facebook infatti ha annunciato di aver aggiunto un controllo sulla privacy che consente l'approvazione delle persone prima di essere aggiunte al gruppo. Dopo sei mesi dal lancio, gli utenti hanno creato oltre 50 milioni di gruppi su Facebook. La crescita è avvenuta in fretta grazie al suo design sociale. Facebook ha ricevuto molti feedback su come le persone utilizzano i gruppi e quali nuove caratteristiche vorrebbero vedere. Facebook inoltre ha annunciato alcuni nuovi miglioramenti, tra cui l'integrazione attraverso domande, la possibilità di caricare album fotografici, e verificare l'appartenenza. Dove prima era possibile solo caricare le foto singole, ora si ha la possibilità di caricare interi album direttamente sul vostro gruppo, rendendo ancora più semplice la condivisione di foto con le persone che hanno più voglia di vederle. Per gli utenti che stavano usando la versione precedente dei gruppi, è stato creato uno strumento che rende semplice l'aggiornamento al nuovo formato Gruppi. I proprietari e i membri dei vecchi gruppi riceveranno informazioni su come eseguire l'aggiornamento nelle prossime settimane. L’appartenenza ad un gruppo è sempre stata conseguenza della decisione dell’utente: leggere di un proprio amico iscritto ad un gruppo non condivisibile può lasciare trasparire una volontà dell’interessato, che in realtà è ignaro della cosa.

Bufala: l'11 maggio Roma sarà distrutta, la psicosi invade Facebook


Un terremoto devastante distruggerà Roma, la città eterna, nel prossimo 11 maggio. E' quanto predice una vecchia leggenda metropolitana, sopita per anni e diffusasi rapidamente grazie a Internet ed in particolare a Facebook, dopo la forte scossa che ha colpito il Giappone. La predizione è stata in realtà attribuita a Raffaele Bendandi, astronomo morto nel 1979, che però non vanta pubblicazioni di rilievo in ambito scientifico.

Nei giorni del terremoto giapponese, in Italia, torna a circolare una vecchia bufala. Il forte sisma che ha colpito il Giappone ha fatto riaffiorare vecchie preoccupazioni. Sta infatti facendo il giro del web la leggenda metropolitana secondo la quale tra due mesi un terremoto devastante potrebbe colpire l'Italia centrale ed in particolare Città Eterna. La previsione fa discutere, alimenta condivisioni su Facebook dove sempre più utenti allarmati si chiedono: “Sarà vero?”.


Il terremoto, al momento, c'è solo nella rete dove migliaia di utenti condividono contenuti, postano commenti su blog, incollano link e ovviamente creano gruppi su Facebook. In molti sul web chiamano in causa l'astronomo e sismologo Raffaele Bendandi, morto nel 1979, che avrebbe predetto una scossa a Roma per il mese di maggio. Bendandi, romagnolo nato nel 1893, era noto come "l'uomo dei terremoti" in base ad una sua teoria (mai riconosciuta dagli scienziati) basata sul fatto che la Luna e gli altri pianeti, insieme al Sole, sono la causa dei movimenti della crosta terrestre.

Ciò che alimenta la "paura" delle migliaia di persone che su Internet non sembrano darasi pace, è che tra le varie predizioni di Bendandi sembra ci sia anche quella del terremoto in Friuli del 1976 e quello del 1924 di Senigallia. Così si combatte il timore di un futuro che si scontra con profezie da fine del mondo, chiamando in causa popoli scomparsi, leggende fuoriuscite dal cassetto e rivivendo quel brivido da Apocalisse che neanche l'avvento del 2000 con il suo “Millennium Bug” è riuscito ad accontentare.


E così la presunta previsione del terremoto a Roma sta invece continuando a tenere banco nelle discussioni dei romani al bar, a scuola, in metropolitana.  E anche in rete ci si divide tra scettici convinti e apocalittici disposti a credere che in fondo ci sia qualcosa di vero. Il sisma che dovrebbe colpire Roma si aggirerebbe intorno all’11° della scala Mercalli, devastante, distruttivo che raderebbe Roma e parte dell’Italia centrale al suolo. Il giorno del terremoto varia tra l'11, il 12 e il 13 maggio.

C'è chi sposta di poco l'orizzonte geografico e profetizza la possibile scossa sismica in un punto non precisato dei Castelli Romani tra il 5 e il 15 maggio ma c'è anche chi invece 'punta' sul 2012. Diverse reazioni dunque, come quella del gruppo su Facebook “11 maggio 2011 pic-nic anti terremoto a Roma” che invita tutti a partecipare a un'allegra grigliata in barba alla distruzione di massa e che a chiare lettere decanta. Questa ipotetica predizione è smentita comunque anche da Paola Pesciarelli Lagorio presidente dell’Osservatorio Bendandi e dell’associazione Bendandiana che a Sky.it dice:

“Non esiste nessuna previsione di Bendandi. Non so chi sia la fonte della notizia che sta viaggiando sul web. So solo che noi all’osservatorio non abbiamo nessun documento in cui vi siano scritte date o luoghi e tutto ciò che Bendandi ha scritto nel corso della sua vita lo abbiamo noi. Non esiste nessun libro scritto da Bendandi sulle previsioni”. Basta, infatti, andare sulla pagina Facebook dell’osservatorio per vedere come ogni giorno vengano scritti decine di post per smentire l’ipotetico terremoto a Roma.

Javasticking: non utilizzate i codici javascript proposti su Facebook


Dopo le numerose segnalazioni ed in seguito ai numerosi “furti” di pagine, dove manualmente o grazie a procedure in javascript venivano aggiunti amministratori (era sufficiente inserire un indirizzo email), Facebook ha applicato una procedura di sicurezza dove, per confermare, viene richiesta la password di accesso del profilo che esegue la modifica all’elenco degli amministratori. Nonostante ciò, è possibile tramite ulteriori procedure, bypassare il controllo di Facebook, non solo per le pagine ma anche per i profili. 

Girano infatti da mesi pacchetti di craking software ben confezionati per applicare il phishing dei dati personali su Facebook. Basta caricare i file e comunicare il link alla vittima. Il pacchetto è generalmente composto da due file: un’index che è l’esatta copia dell’homepage di Facebook; e un file in php che preleva i dati che vengono inseriti dalla vittima nel form di accesso e li scrive su un altro file. Basta che la vittima sia poco esperta, che non faccia attenzione all’url, e in pochi istanti si ottiene username e password del contatto. Ma un sistema molto pratico, che continua a diffondersi è quello dell'uso dei codici Javascript.



Tramite alcune funzioni, residenti su server o pc esterni al social network (server locali), è possibile automatizzare alcune procedure come se fossero eseguite direttamente dal vostro profilo. Tra queste l'invio di messaggi (spam o scam), "Like" a pagine e applicazioni, aggiunta di amministratori a proprie pagine, etc. Si tratta di procedure che permettono anche di rilevare i cookie attivi e inviarli a chi gestisce la pagina o il gruppo scam (ne esistono a centinaia).


Ricordando che nei cookie sono memorizzate le credenziali di accesso ai vostri profili, un semplice script permetterà di recuperare facilmente la password di un account Facebook. Come leggiamo sul sito Technet di Microsoft, gli attacchi con script da altri siti di verificano quando un sito Web inserisce o aggiunge Javascript a richieste altrimenti legittime nei confronti di un altro sito Web. 

La richiesta originale è in genere apparentemente innocua, ad esempio un collegamento a un'altra pagina o uno script CGI (Common Gateway Interface) che offre un servizio comune. Lo script inserito tenta in genere di accedere a informazioni o servizi privilegiati, che il secondo sito Web non desidera concedere. La risposta o la richiesta effettua in genere la reflection dei risultati nel sito Web dannoso. Gli script da altri siti possono consentire attacchi quali i seguenti:
  • Furto di cookie, incluso il furto di cookie di sessione, che possono consentire l'assunzione del controllo dell'account.
  • Monitoraggio dell'input da tastiera nel sito Web o nell'applicazione vittima dell'attacco.
  • Esecuzione di azioni nel sito Web vittima dell'attacco per conto dell'utente vittima dell'attacco. Ad esempio, un attacco con script da altri siti nei confronti del sito Web di posta elettronica di un utente potrebbe consentire a un utente non autorizzato di leggere e inviare messaggi di posta elettronica.
In questo caso il link a cui fà riferimento la pagina in particolare è stato camuffato dal servizio di Url accorciati di Google.


In giro per il Web troviamo numerosi esempi e ben descritti su come operare. Questo perché Facebook si affida così pesantemente allo javascript, e perché è possibile digitare javascript nella barra degli indirizzi, il che  permette di "agire" nelle modalità di funzionamento di Facebook per fare cose che normalmente non saremmo in grado di fare. Non è "hacking" esattamente, ma "cracking" ed impiega lo stesso tipo di abilità usata dagli sviluppatori nelle applicazioni. 

Il fatto che vengono utilizzati i codici di controllo delle stesse "API" che utilizza Facebook, fà in modo che  facebook non può scoprire ciò che state facendo. Quindi è importante non cadere in queste trappole. Nel caso ci siate caduti, cambiate immediatamente la password di accesso al vostro profilo. Accedete all'elenco degli Amministratori della vostra pagina e rimuovete i profili che non conoscete. Controllate anche, nella pagina delle vostre Impostazioni della privacy, alla voce Applicazioni e siti Web, se sono presenti applicazioni sconosciute ed eliminatele.

Yara: chiusi 7 gruppi offensivi su Facebook, indaga la Polizia Postale


Le autorità italiane, che hanno da tempo rapporti di collaborazione con i responsabili della società di Palo Alto, con un provvedimento dell'autorità giudiziaria sono intervenute, segnalando a Facebook dieci gruppi contro Yara, il cui contenuto risultava altamente offensivo. Su richiesta degli utenti e della polizia postale sono stati 7 i gruppi offensivi e dissacranti comparsi dopo il ritrovamento del cadavere e poi oscurati dagli amministratori della piattaforma.

Il gruppo «Yara Zombie - Anche i morti ballano» era stato rimosso in poche ore, dopo il tam tam tra gli utenti di Facebook che avevano inondato lo staff di Facebook di segnalazioni e di richieste di rimozione di quella pagina irriverente che speculava con macabro sarcasmo sulla morte della ragazzina di Brembate Sopra. Ma non è stato il solo. 7 di questi sono già stati oscurati e nelle prossime ore verranno cancellati anche gli ultimi tre.

Uno di quelli ancora visibili e che sta suscitando la consueta mobilitazione della rete si chiama «Sarah Scazzi contro Yara Gambirasio (Schieramento Sarah Scazzi)» e l'amministratore, un inesistente Pà e Pasalaqua, "gongola" dell'attenzione mediatica che sta ricevendo: «Ci definiscono cyberbulli atei. Lol». Ovvero laugh out loud, una "risata a crepapelle" nello slang di internet. Che ci sarà da ridere, però, non si capisce. Il penultimo post pubblicato, presentato come citazione di un fan, recita: «"Yara colpita con sei coltellate".

Una per ogni rete nazionale». In mezzo ai commenti negativi e di insulto per gli ideatori dell'iniziativa ci sono anche messaggi di apprezzamento: «Ma con tutta la gente ke muore state qua a pensare a ste 2? è morto un altro soldato italiano per una guerra che non ci appartiene però nessuno dice niente... mi sembra solo finto buonismo... voglio fare i complimenti a quello ke ha creato la pagina... ci campano tutti sulla loro morte e fai bene a farlo anche te». L'ultimo post della pagina: «quando verrà la polizia postale denuncerò tutti coloro che ci hanno minacciato di morte, quello si che è reato a differenza della libertà d'opinione».


L'anonimato dei profili non è però una garanzia di impunità. A Facebook le autorità italiane, sempre d'intesa con la magistratura, hanno infatti chiesto anche di potere risalire agli amministratori dei gruppi, che al momento dell'apertura risultavano di fatto dei «fantasmi», nascosti dietro pseudonimi e immagini di profilo che richiamano atmosfere vagamente horror o gothic.

Alcuni dei profili degli autori di quelle pagine non sono già più sul social network, non è chiaro se per la disattivazione dei gruppi o a seguito delle segnalazioni ricevute. Rispondendo a molti utenti che criticavano la loro scelta di ironizzare sulla tragedia di Yara, in alcuni casi avevano replicato con commenti sarcastici e risposte sprezzanti.

Quelle che probabilmente non daranno ai funzionari della polizia quando saranno risaliti a loro. Che si tratti dell’iniziativa di troll - nel linguaggio del web sono coloro che partecipano a forum o social network solo con azioni di disturbo con l’obiettivo di creare zizzania o di mandare a monte discussioni serie - lo dimostravano le pagine di alcune delle persone che avevano aderito al gruppo «Yara Zombie» (qui la copia cache di Goolge dopo la modifica del titolo)

e a quella disattivata di «Yara e Sara due bimbeminchia in meno» (qui la copia cache di Google), che accomuna questa vicenda a quella di Avetrana. Per l’ennesima volta il social network più famoso del mondo è diventato un teatrino degli orrori e del cattivo gusto, senza rispetto nemmeno per la povera Yara Gambirasio e per i suoi familiari, straziati dal dolore di una sofferenza che dura ormai da qualche mese.

Via: Corriere.it

La piccola Yara Gambirasio presa di mira da gruppo troll che cambia nome


Si chiamava "Yara Zombie - Anche i morti ballano", il gruppo choc che ha creato scompiglio su Facebook e che violava la Dichiarazione dei diritti e delle Responsabilità di Facebook. Come sempre accade in queste occasioni, anche la morte di una ragazzina, in questo caso Yara Gambirasio, diventa motivo di scherzo e di trovate che definire di cattivo gusto è un eufemismo. Il gruppo in questione è fondato ed amministrato da una decina di troll, che sono presenti su Facebook con identità fasulle. Si fanno chiamare Vesna Paraflu, Shirubia Khmaey Krahom, MonsieurChaplin Verdeux, Mva HallucinogenMorphine, Kostante Acida e Stephanie Ferri. Ma è inutile cliccare sui loro profili, sono "chiusi" e rigorosamente "falsi". 

La macabra pagina utilizzava il volto della ragazzina di Brembate Sopra in una sorta di locandina di film horror. Con tanto di annuncio-trailer: «Prossimamente nelle migliori sale cinematografiche la triste vicenda di Yara, la campionessa IndeFESSA. La sua promettente carriera non ha fine, nonostante abbia accettato le famose caramelle da uno sconosciuto. Preparatevi ad un suo imminente ritorno, nella rivisitazione del famoso pezzo di un altro morto eccellente. Vedremo Yara interpretare la parte che fu di MJ nel ideo che lo rese celebre: Thriller. Con la partecipazione straordinaria di Barbara D’Urso».


E visto che al cattivo gusto non c’è limite, il gruppo che contava più di 500 membri, è stato indicizzato nelle categorie «Arte-Spettacolo» e «Umorismo», anche se l’umorismo sembrano averlo apprezzato solo coloro che la pagina l’hanno messa in piedi e quelli che vi hanno aderito per convinzione. Molti altri lo hanno fatto solo per potere commentare ed esprimere disgusto. Tanti hanno già segnalato il gruppo e i suoi amministratori allo staff di Facebook. 

Probabilmente verrà rimosso, ma come sempre sarà troppo tardi perché nel frattempo il gruppetto di troll avrà ottenuto lo scopo, ovvero provocare reazioni indignate e di rabbia, incrementando il numero di iscritti e attirando l'attenzione dei media. I post nell’area discussioni e quelli nella bacheca lo dimostrano. Ma il gruppo adesso fà marcia indietro, cambia nome e conta 990 membri. Il nome adesso è "Caso Yara: Tra falso buonismo e moralismo bigotto".


Nelle info leggiamo: «Bene, se siamo giunti fino a questo punto è perchè l'obiettivo degli amministratori del gruppo stato raggiunto. E cioè dimostrare la totale ipocrisia degli iscritti allo stesso, che riescono a piangere solo su direttiva di mamma televisione. E solo per i casi più eclatanti, vedi Taricone, Scazzi, etc.. Ma per i migliaia di morti in Libia, per i bambini che ogni giorno muoiono di fame o vengono maltrattati, gli operai che muoiono quotidianamente sul lavoro per portare a casa la pagnotta, nessun pensiero. Come se scrivere un pensiero o condividere un link buonista possa bastare a farvi guadagnare un posto in paradiso. 

Come al solito, ora ci sono molte persone indignate per sto gruppo, ma non indignate per la speculazione mediatica che ne fanno Barbara D'Urso e company. Ma, come accaduto per Sarah Scazzi, tra una settimana avrete già dimenticato tutto. E farete così morire Yara una seconda volta. I miei complimenti, il "bene" trionfa sempre». Se effettuiamo una ricerca su Google con il nome del vecchio gruppo http://www.google.it/search?sourceid=chrome&ie=UTF-8&q=Yara+Zombie+-+Anche+i+morti+ballano+Facebook ecco cosa otteniamo:


Il gruppo ha chiaramente cambiato nome e dato il breve tempo intercorso tra la creazione del gruppo ed la modifica, se andiamo sulla copia cache di Google otterremo solo l'istantanea di quest'ultima modifica. Ricordiamo che il crawler di Google impiega un certo tempo prima di effettuare la scansione dei siti web e varia in base a diversi parametri. Il consiglio, come abbiamo ripetuto in più occasioni è quello di ignorare questi gruppi e segnalarli attraverso l'apposito pulsante "Segnala gruppo". 

Se vi iscrivete incrementate il numero di iscritti, facendo il loro gioco e fornendo visibilità, con la conseguenza che anche i vostri amici faranno lo stesso. Qualsiasi siano le ragioni che hanno spinto certi utenti a creare delle pagine simili, si tratta comunque di un’idea macabra e vergognosa, che evidenzia come la rete, spesso e volentieri, possa essere usata nel peggiore dei modi a scopo personale, senza alcun tipo di rispetto per il dolore di un’intera famiglia e di quanti hanno avuto modo di conoscere la piccola tredicenne scomparsa tre mesi fa e ritrovata ormai senza vita solo nel pomeriggio di sabato.

Yara: su Facebook tra rabbia e commozione per un "angelo volato in cielo"


Come sapete e' stato trovato il corpo senza vita della piccola Yara Gambirasio, la ragazza di 13 anni scomparsa il 26 novembre scorso. E stavolta non parliamo della pagina truffa creata subito dopo la sparizione di Yara, ma del popolo di Facebook che è specchio della nostra società e che attraverso le sue pagine ci fà conoscere lo stato d'animo d'un intero paese. Anche se ci siamo allontanati in questo caso, dai temi che trattiamo sul nostro blog, permetteteci anche a noi di esprimere un piccolo pensiero per un "angelo volato in cielo". Tanta gente ha espresso e continua ad esprimere i propri pensieri sul social network, attraverso pagine e gruppi o semplicemente sulle bacheche del proprio profilo. La rete, diventa così uno sfogo per i sentimenti, e su Facebook la gente ha urlato la propria rabbia, verso l'assurda fine di una piccola bimba di soli 13 anni. La timida Yara rimarrà sempre nel cuore di tutti, ma ai numerosissimi messaggi di affetto e ricordo, comparsi sul gruppo “Gruppo per trovare Yara Gambirasio”, con oltre 56 mila iscritti, in tanti hanno sfogato anche l’odio verso l’assassino o gli assassini del piccolo angelo.

http://www.facebook.com/
Non appena i mezzi di informazione hanno diffuso la notizia del ritrovamento del corpo senza vita di Yara Gambirasio, la ragazza di 13 anni scomparsa da Brembate di Sopra, nel bergamasco, il 26 novembre scorso, gli utenti si sono riversati su Facebook, pronti a sfogarsi sulle bacheche delle pagine dedicate alla ragazzina. Dopo i primi commenti gonfi di commozione: “Ciao piccola Yara...Come una stellina sei salita in cielo, ora illumina noi, che abbiamo bisogno di luce e chiarezza. Ciao Angelo”, scrive Giuseppe S., sulla pagina di Facebook 'Yara Gambirasio', “Consola la tua mamma e il tuo papà...ora per loro comincia un dolore senza fine”, è il pensiero di Daniela Z., sul social network è affiorata la rabbia. Sul muro del gruppo 'Yara Gambirasio', 2mila iscritti, Gina Pina scrive “Pena di morte a chi uccide gli angeli”. E non è certo l'unica. Antonia, ad esempio, due minuti più tardi dice: “Se si trova l'assassino bisogna darlo in pasto alla popolazione”. E poi Angela: “Sei volata lassù perché qualcuno maledetto ha voluto così”, e ancora, Francesco S., che afferma: “Spero che chi ti ha fatto questo muoia di una lunga malattia”. Sul 'Gruppo per ritrovare Yara Gambirasio', Roberto B urla: “Vi prego ripristinate la pena di morte. E un deterrente a queste barbarie”. Gli fa eco, due minuti dopo, Massi C. “Gli infami pagheranno tutto prima poi”. “In questi casi nemmeno la tortura renderebbe giustizia, che mostri schifosi, datelo a noi” aggiunge Matteo D.

http://maps.google.it/
Sul fronte delle indagini, a Chignolo di Isola, dove è stato trovato il corpo di Yara, stanno arrivando anche gli ERT, gli Esperti ricerca tracce della polizia, reparto che dipende direttamente dalla Direzione centrale anticrimine. Il nucleo specializzato della Polizia Scientifica, già intervenuto, tra l'altro, nell'omicidio del piccolo Tommaso Onofri, il bimbo rapito e ucciso a Casalbaroncolo, è appena partito da Roma per effettuare rilievi sul luogo del ritrovamento del cadavere. Si attendono ora i risultati dei rilievi medico-legali. Secondo quanto si apprende, la zona, non distante da alcuni capannoni industriali, sarebbe stata battuta nei mesi scorsi dalle squadre di soccorso. L'autopsia sul corpo di Yara dovrebbe essere effettuata lunedì. Sarà con ogni probabilità nominato un pool di esperti che oltre al medico legale comprenderà un patologo e un genetista. Accertamenti, riferiscono fonti investigative all'Adnkronos, saranno svolti anche sugli effetti personali della ragazza. Lo stato di conservazione del corpo, in avanzato stato di decomposizione, non consente al momento di formulare ipotesi o di trarre conclusioni.

La Polizia postale fà rimuovere le pagine su Facebook a favore dell'assassino di Sarah


L´ultimo giorno di speranza, poi l´incubo che diventa realtà. La notizia ufficiale postata su Facebook intorno alle 23 di mercoledì 6 ottobre: "Sarah è morta, la stanno cercando" fa il giro del mondo. Facebook, Twitter, YouTube, siti e blog vengono presi d´assalto. Rabbia, disperazione, dolore, per una giovane vita spezzata in modo drammatico, i sentimenti più diffusi. A suscitare l´indignazione della Rete è anche l´annuncio in diretta tv della tragica morte di Sarah. 

E mentre diversi gruppi su Facebook piangono Sarah Scazzi, la polizia postale di Catania ha contattato i responsabili dei server statunitensi di Facebook per fare rimuovere due gruppi nati a sostegno di Michele Misseri. Dal social network, su richiesta del vice questore Marcello La Bella, è stata già effettuata la cancellazione dei gruppi “Michele Misseri è un eroe” e “Fans di Michele Messeri”. 

La scoperta è stata fatta dall'associazione Meter durante un monitoraggio contro la pedofilia e gli abusi sessuali all'infanzia. L'associazione onlus ha immediatamente segnalato la vicenda alla polizia postale di Catania. «È veramente una vergogna - afferma don Fortunato Di Noto, presidente e fondatore di Meter - e questi fatti la dicono lunga su questi tristi fenomeni che sono solo ed esclusivamente da condannare! Ringraziamo coloro che invece hanno fatto pagine su Facebook di solidarietà». 

Su Facebook, inoltre, era stato creato un altro gruppo a favore di Michele Misseri, a cui avevano aderito oltre 400 persone. L'Osservatorio Antiplagio, comitato di vigilanza sulla tv e sui media, e European Consumers, consorzio di associazioni di consumatori, hanno segnalato al ministro dell'Interno e alla Polizia delle Comunicazioni il gruppo “Se Sarah fosse stata più disponibile con lo zio, forse sarebbe ancora viva!” (già rimosso), sollecitando l'individuazione dei responsabili. E per finire il gruppo “Uccidiamo Sarah Scazzi... Ops!Già fatto?”. Al gruppo erano iscritti un centinaio di persone, la maggior parte dei quali ha lasciato sulla bacheca insulti e invettive nei confronti del creatore della pagina. 

La pagina non è più visibile perchè rimossa dal social network. I carabinieri del comando provinciale di Taranto stavano ascoltando lo zio di Sarah su quel 26 agosto, inchiodandolo davanti a una serie di contraddizioni e omissioni. Misseri ha prima negato anche l'evidenza, cercato di sminuire le intercettazioni ambientali (tre) nelle quali persino le sue figlie adombravano sospetti su di lui. Poi, anche per evitare ingiusti sospetti sulle sua famiglia, è crollato e ha raccontato tutta la verità. Via: La Repubblica

Gruppo choc su Facebook: “Stupriamo i bambini”, identificato l'autore

Aveva formato un gruppo su Facebook incitando alla violenza sui bambini. Adesso il promotore di questa "community" è stato identificato: si tratta di un minorenne. La Procura della Repubblica di Bolzano ha infatti aperto un'indagine, risalendo così all'utenza telefonica utilizzata per la connessione Internet dal giovane che ha aperto il gruppo di discussione, poi chiuso.

Un gruppo su Facebook per incitare alla violenza sui bambini, denominato ”Stupriamo i bambini”, è stato scoperto il 18 agosto scorso dai carabinieri del Reparto operativo del Comando provinciale di Bolzano. A un paio d'ore dall'attivazione, il gruppo contava già 51 contatti da parte di vari utenti del social network, alcuni favorevoli all'iniziativa, altri critici. Dopo essersi messi in comunicazione con gli uffici della direzione di Facebook, siti a Palo Alto in California, i carabinieri bolzanini hanno ottenuto la chiusura del sito in brevissimo tempo, ma le indagini son proseguite.


Sull’episodio, infatti, è stata avviata un’indagine dalla procura della Repubblica di Bolzano che ha permesso di risalire all’utenza telefonica utilizzata per la connessione ad internet da chi ha aperto il gruppo di discussione. Nei giorni scorsi, carabinieri del reparto operativo di Bolzano e del Gruppo di Monreale, in provincia di Palermo, sulla base di un ordine del pm Axel Bisignano della procura altoatesina, hanno effettuato un perquisizione, identificando un minorenne come l’autore del gruppo e sequestrandogli il computer. Al momento non è noto il movente del giovane, ma altri accertamenti sono in corso sul materiale sequestrato.

Via: http://www.tgcom.mediaset.it/

Scopri chi visita il tuo profilo o chi ti segue su Facebook, ma è davvero così?


Esistono diverse applicazioni che promettono di scoprire chi visita il vostro profilo Facebook. Queste applicazioni in realtà non possono verificare chi realmente ha visitato il nostro profilo, esse creano una classifica in base agli utenti che più hanno interagito con voi facendo un calcolo su coloro che più hanno commentato o cliccato su "mi piace" nella vostra bacheca e nelle vostre foto.

Inoltre, ci sono diversi gruppi dal titolo scopri chi visita il tuo profilo o aventi un titolo simile i quali dicono che iscrivendosi e invitando un certo numero di amici ad iscriversi al gruppo sarà possibile sapere chi visita il nostro profilo. Sappiate che in realtà non succederà nulla, non è possibile scoprire chi visita il nostro profilo su facebook e il team di facebook non è intenzionato ad introdurre un'opzione simile.

Il solo fatto che per fare tutto ciò sia necessario invitare un certo numero di amici dovrebbe già indurre a capire che si tratta di una bufala, in più in questi gruppi se notate la bacheca non è abilitata. In generale non bisogna mai fidarsi di gruppi in cui la bacheca non è abilitata e che chiedono di invitare amici per far funzionare qualcosa, se esiste un metodo per fare qualcosa come scoprire chi visita il nostro profilo esiste indipendentemente dal fatto che si invitino amici o meno.

Fonte: http://yuka88.altervista.org/
Tags: Facebook Applicazioni, Facebook Bufale, Facebook Gruppi

Denunciato l'autore del gruppo su Facebook contro i bambini down


La tempestività nella rimozione del gruppo 'Giochiamo al tiro al bersaglio con i bambini Down' aveva ottenuto il plauso unanime. Il direttore della Polizia Postale, Antonio Apruzzese, rispose che «Solo il server, che è a Palo Alto, può decidere di rimuovere i gruppi. Noi li abbiamo allertati subito e contestualmente abbiamo avvertito l'autorità giudiziaria». Il gruppo era stato collocato nella categoria 'Salute e benessere' e i suoi amministratori si facevano chiamare 'Il signore della notte' e 'Il vendicatore mascherato'. In realtà si trattava dello stesso utente che utilizzava due profili fasulli (Troll) per condurre il Gruppo. 

L'autore, un giovane 19enne cingalese, è stato individuato dagli agenti della Polizia Postale di Roma e del Compartimento polizia postale e delle comunicazioni di Catania grazie alla collaborazione di Facebook, attraverso le tracce informatiche lasciate sui Server e Database del social network, risalendo così all'abitazione sita in una località nei pressi di Roma. Su delega della Procura di Catania gli agenti hanno fatto irruzione all'interno dell'edificio dove hanno trovato il giovane che ha subito ammesso le sue responsabilità e denunciato alla Procura per istigazione a delinquere. 

Palesemente affetto da disturbi comportamentali e ancora sottoposto a trattamento ed assistenza psichiatrica, ha ammesso senza alcuna esitazione le proprie responsabilità. Si è giustificato affermando di avere creato un gruppo con denominazione omonima a quella della pagina web, per promuovere adesioni al gruppo e dunque trovare nuovi amici, utilizzando lo stratagemma del cosiddetto «trolling», che spinge gli utenti a creare gruppi originali su Facebook per ottenere il maggior numero di iscritti. Gli agenti hanno sequestrato, oltre al computer, un ingente quantitativo di materiale informatico che è tuttora al vaglio degli investigatori.

La descrizione del gruppo era delirante: "Perché dovremmo convivere con questi ignobili creature... con questi stupidi esseri buoni a nulla? I bambini down - era sostenuto - sono solo un peso per la nostra società. Come liberarci di queste creature in maniera civile? Ebbene si signori... io ho trovato la soluzione: Esso consiste nell'usare questi esseri come bersagli, mobili o fissi, nei poligoni di tiro al bersaglio. Una soluzione facile e divertente per liberarci di queste immonde creature". 

E ancora: "Per non farli soffrire oltre questa è l'unica fine che meritano questi parassiti". L'indignazione aveva fatto scattare la protesta su Facebook e veicolata attraverso Web e Mass-media, al grido di "fate schifo" e "vergognatevi! Siete ignobili". Ma soprattutto in molti avevano chiesto a chi aveva messo in moto il gruppo di farsi avanti con nome e cognome, anziché trincerarsi dietro un'identità inventata. Il ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna era intervenuta parlando di "atto indegno di persone civili, inaccettabile e pericoloso" e aveva annunciato che i responsabili "saranno perseguiti per il reato di istigazione a delinquere".

I Fantastici 4 modi per difendere la privacy su Facebook


Nella lista dei social network più attaccati da malware di qualunque tipo c’è Facebook in prima linea, LinkedIn, Bebo (più visitato in America), ma anche piattaforme di hosting per blog come Blogspot di Google, individuata come la parte del Web che ospita il 2% di tutti i trojan e gli spyware presenti su Internet. Secondo la stima dei Kaspersky Lab, i social network sono stati attaccati da più di 20.000 malware nel solo 2008. Anche se l'e-mail restano il mezzo di comunicazione più colpito dallo spam, gli esperti ritengono che il cybercrimine su Facebook e sui social network in generale, stia crescendo ad un tasso molto maggiore.

Sophos sostiene che si è "abituati" a ricevere e filtrare spam o messaggi nocivi nella propria e-mail, ma è molto meno comune farlo su Facebook. La conoscenza è  l'arma migliore per non diventare una vittima. Ecco dunque 4 utili consigli da tenere in mente per proteggere noi e i nostri amici.

1. Attenzione agli amici.
Siti sociali come Facebook ma anche i forum e i blog, sono costruiti attorno a una comunità di persone che dialoga e condivide idee e pensieri. Se fossero entità reali, le comunità sarebbero un rifugio sicuro, ma non è così nel mondo digitale, a causa della sua natura.  I Social Network sono una grande evoluzione del Web 2.0, che porta i suoi naturali difetti dell'hacking sociale. Per conservare un buon livello di sicurezza bisogna mantenere il controllo delle proprie informazioni e scegliere con attenzione con chi decidere di condividerle, perchè non si sa mai esattamente chi c'è dall'altra parte.

2. Attenzione al phishing.
Se vi viene chiesto di immettere la password nel mezzo di una sessione di Facebook, non fatelo. Navigate manualmente alla homepage di Facebook.com e fate qui il login, se è veramente necessario. I cracker ingannano gli utenti facendo loro seguire link che aprono richieste di login di Facebook apparentemente normali. Se immettete il vostro username e password, le informazioni vengono memorizzate e il vostro account diventa loro. Il phishing, tattica prediletta dei cracker, ha dunque trovato nuova "linfa vitale" nei siti di social networking.



3. Attenzione alle applicazioni.

Uno dei motivi che ha decretato tanto successo di Facebook è stato l'uso dei widget, cioè quelle applicazioni di terze parti che potete aggiungere al vostro account. Talvolta, però, queste applicazioni si trasformano in "ruba dati". La prima applicazione pericolosa ha visto luce nel 2008, quando i ricercatori si sono resi conto che un programma chiamato Secret Crush, che si supponeva aiutasse a trovare i vostri ammiratori virtuali, installava invece uno spyware sul computer. Error Check Sytem era invece un'applicazione che inviava messaggi di notifica ingannevoli. Da allora Secret Crush  e Error Check System sono stati circoscritti, ma la possibiltà di minacce simili esiste ancora. Usate dunque particolare attenzione quando installate applicazioni di terze parti, perchè state garantendo al suo autore l'accesso a tutte le informazioni del vostro profilo.

4. Attenzione ai gruppi.
I gruppi su Facebook possono talvolta nascondere abilmente un veicolo di marketing. E, anche se non ve ne rendete conto, quando vi iscrivete, state accettando di ricevere messaggi pubblicitari. Le conseguenze non sono gravi come nel caso di malware, ma potrebbero comunque essere piuttosto fastidiose. Siate dunque molto selettivi quando decidete a quali gruppi iscrivervi. Se non siete sicuri di chi gestisce una certa comunità di Facebook o non riuscite a capire se è ufficialmente collegata all'organizzazione che afferma di avere dietro, non accettate la richiesta. La vostra privacy vale più dell'appartenenza a un nuovo gruppo.