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Coronavirus usato dai cybercriminali per diffondere truffe e malware


Mentre le notizie sul Coronavirus affollano la rete, i criminali informatici stanno diversificando i metodi per trarre profitto da utenti poco accorti. nei giorni scorsi Kaspersky aveva individuato 32 file dannosi diffusi come documenti legati al Coronavirus. Ora gli esperti hanno rilevato campioni di email di spam che propongono maschere filtranti antismog affermando che sono in grado di proteggere gli utenti dal Coronavirus e da altre infezioni trasmesse per via aerea. Le email di spam inviate agli utenti includono informazioni su alcune maschere in grado di proteggere gli utenti da qualsiasi virus trasmissibile per via aerea, in particolare dal Coronavirus, con un “un’efficacia del 99.99%”.

Polizia Postale, operazione Sim Swap contro truffe online: 14 arresti


Quattordici persone arrestate, tre in carcere e 11 ai domiciliari, e altre 32 indagate. Questo il bilancio dell’operazione che ha smantellato una banda dedita al cyber crime. Le indagini della Polizia Postale di Catania, coordinate dalla Procura Distrettuale della Repubblica etnea, hanno messo in luce l’esistenza di un gruppo organizzato e stabile, operante nella zona jonica comprendente i comuni di Giarre, Riposto, Fiumefreddo di Sicilia e Comuni limitrofi, connotato da notevole capacità criminale e peculiari conoscenze tecniche informatiche, dedito con professionalità e spregiudicatezza alla pianificazione continua di frodi informatiche e truffe on-line su noti portali.

ESET, frodi sui Mondiali di calcio in Russia: come evitare un autogol


Uno dei metodi più comuni è quello di diffondere su larga scala delle presunte promozioni che coinvolgono “beni” legati alla manifestazione come biglietti economici, pacchetti di ospitalità comprensivi di biglietti, alloggi, lotterie, voli per le città che ospitano le partite. Il Mondiale di calcio 2018 si disputerà in Russia da giovedì 14 giugno a domenica 15 luglio. Le migliori 32 Nazionali del Pianeta si affronteranno per la conquista del titolo iridato. Si tratta dell’edizione numero 21 dei Campionati Mondiali di calcio, l’undicesima che si tiene in Europa, organizzata dalla FIFA che l’ha assegnata per la prima volta alla Russia nel 2010.  Ecco i consigli degli esperti di ESET per evitare tranelli.

McAfee: come difendersi dalle 12 truffe più comuni durante il Natale


Le minacce alla sicurezza aumentano durante il periodo natalizio, appena più consumatori condividono le loro informazioni personali online attraverso i loro dispositivi. McAfee, parte di Intel Security, ha annunciato la sua lista annuale delle "12 truffe delle festività" per educare il pubblico sui modi più popolari utilizzati dai cybercriminali per ingannare i consumatori durante le festività natalizie. I criminali informatici sfruttano tutte le tipologie di dispositivi digitali, piattaforme social media e app mobile per approfittare della distrazione dei consumatori in questo momento di festa e affollato dell'anno. Questo autunno, le vendite commerciali festive dovrebbero salire rispetto allo scorso anno a una cifra stimata di 616,9 miliardi di dollari*.

Poste Italiane, Kaspersky Lab: 45.000 attacchi di phishing in tre mesi


Nel corso degli ultimi mesi, all'interno del traffico e-mail, Kaspersky Lab ha individuato alcune campagne di phishing appositamente allestite dai truffatori della Rete nel tentativo di carpire login e password relativi agli account personali dei clienti del servizio postale italiano "Poste Italiane" e, al tempo stesso, di impadronirsi dei dati bancari personali degli stessi utenti, visto che la società offre alla propria clientela servizi di natura finanziaria nell'ambito del noto sistema di pagamento Postepay.

App fasulle: danni agli utenti, pericolo per la reputazione dei marchi


MarkMonitor: con il crescente utilizzo di dispositivi mobili il pericolo di app fraudolente è sempre in agguato. In Italia, secondo i dati forniti da Idealo, le vendite dei tablet e degli smartphone sono cresciute nel 2014 del 289% rispetto al 2013. Rispetto agli altri cittadini europei passiamo più tempo con tablet, smartphone, TV e spendiamo anche più di chiunque altro, con una spesa pro capite che ammonta a 559 euro solo nell'ultimo trimestre. Secondo i dati di comScore MobiLens inoltre l’e-commerce dell’area UE-5 (Italia, Francia, Spagna e Germania) ha fatto registrare una crescita del +42% nei primi tre mesi del 2014, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Luuuk, frode bancaria da mezzo milione di euro in una sola settimana


Gli esperti del Global Research and Analysis Team di Kaspersky Lab hanno trovato le prove di un attacco mirato ai clienti di una grande banca europea. Secondo i registri presenti nel server utilizzato dai criminali è stato sottratto, dai conti correnti bancari delle vittime, più di mezzo milione di euro in una sola settimana. Le prime avvisaglie di questa frode sono state individuate il 20 gennaio di quest'anno, quando gli esperti di Kaspersky Lab hanno rilevato in rete un server di comando e controllo (C&C). Il pannello di controllo del server ha indicato la presenza di un programma Trojan utilizzato proprio per rubare denaro dai conti correnti bancari dei clienti.

Rapporto sicurezza Symantec: 552 milioni di identità violate nel 2013


La voragine di sicurezza Heartbleed che affligge il protocollo OpenSSL, non è l'unico allarme che viaggia in Rete. Sono infatti 552 milioni le identità compromesse nel 2013, secondo un report pubblicato da Symantec.‏ Dopo essersi nascosti nell’ombra per i primi dieci mesi del 2013, i criminali informatici hanno scatenato la più devastante serie di attacchi nella storia. Lo studio di Symantec Internet Security Threat Report (ISTR) volume 19 mostra, infatti, un significativo cambiamento nel comportamento dei criminali informatici, rivelando che gli autori degli attacchi tramano e pianificano per mesi prima di commettere crimini di vasta portata, invece di colpire velocemente e ottenere guadagni più limitati.

Privacy: italiani non la sanno difendere, 54% vuole norme più severe


Quasi tutti gli italiani (il 96,2%) considerano inviolabile il diritto alla riservatezza dei propri dati personali e pensano che la privacy sia un elemento imprescindibile dell'identità, pur a fronte dei grandi cambiamenti dovuti alla diffusione di Internet e dei media digitali. L'88,4% degli italiani è consapevole che i grandi operatori del web, come Google e Facebook, possiedono gigantesche banche dati sugli utenti. La maggioranza pensa che i dati personali sono un patrimonio che può essere sfruttato a scopi commerciali (72,3%) o politici (60,5%). 

Il 60,7% ritiene quindi che il possesso di un gran numero di dati rappresenta un enorme valore economico. E il 51,6% è convinto che in futuro il potere sarà nelle mani di chi deterrà il maggior numero di dati personali. È quanto emerge da una ricerca del Censis che ha fatto il punto su opinioni, comportamenti e aspettative degli italiani rispetto alla privacy. Siamo entrati nell'«era biomediatica», in cui si è diffusa la pratica della trascrizione virtuale e della condivisione telematica delle biografie personali attraverso i social network. 

Come cambia il concetto di privacy in un'epoca in cui il primato del soggetto si traduce nell'esibizione denudata del sé digitale e la prassi della condivisione online ha sancito apparentemente la preminenza dello «sharing» sul diritto alla riservatezza? Sono in molti oggi a lanciare grida d'allarme per denunciare la scomparsa della privacy a causa della possibilità dei big player della rete di tracciare e registrare le nostre attività online quotidiane, protocollare sentimenti e reti di relazioni attraverso i social network, individuare la nostra posizione grazie ai sistemi di geolocalizzazione

Più di otto italiani su dieci sono convinti che su Internet sia meglio non lasciare tracce (l'83,6%), pensano che fornire i propri dati personali sul web sia pericoloso perché espone al rischio di truffe (l'82,4%), temono che molti siti web estorcano i dati personali senza che se ne accorgano (l'83,3%). Secondo il 76,8% anche usare la carta di credito per effettuare acquisti online è rischioso.

Tra gli utenti di Internet, il 93% teme che la propria privacy possa essere violata online e il 32% lamenta di avere effettivamente subito danni, ma nella maggior parte dei casi si tratta della ricezione di materiale pubblicitario indesiderato. Gli utenti di Internet che ritengono di avere uno scarso controllo o nessun controllo sui propri dati personali (possibilità di modificarli o chiedere la cancellazione successivamente) varia dal 61% con riferimento ai siti web degli enti pubblici al 74% rispetto ai siti delle aziende commerciali. 


Gli atteggiamenti prevalenti sembrano improntati all'apprensione, cui corrisponde però un deficit di attenzione. Stenta ancora a radicarsi una matura consapevolezza collettiva. La capacità di controllo degli strumenti disponibili per difendere la privacy appare modesta. A fronte di una percezione del rischio molto elevata, soltanto una minoranza di utenti di Internet è effettivamente in grado di adottare una qualche forma di gestione attiva della privacy.

Solo il 40,8% di chi naviga in rete usa almeno una delle misure fondamentali per la salvaguardia della propria identità digitale (limitazione dei cookies, personalizzazione delle impostazioni di visibilità dei social network, navigazione anonima). Il 36,7% non ricorre invece a nessuno strumento, mentre il 22,5% si limita a forme passive di autotutela, che a volte implicano la rinuncia a ottenere un servizio via web. Il 40% degli italiani è disposto ad autorizzare il trattamento dei propri dati personali soltanto ai soggetti di cui si fida, sulla base della condivisione delle finalità di utilizzo.

Quasi il 30% sostiene invece di non essere propenso a farlo a nessuna condizione e soltanto il 17,3%, per contro, si dice pronto ad autorizzarne l'impiego senza particolari difficoltà. La legislazione vigente in materia di privacy è ritenuta soddisfacente soltanto dal 7,5% degli italiani connessi in rete, mentre è pari al 54% la quota di chi giudica necessaria una normativa più severa, anche mediante l'introduzione di sanzioni più dure in presenza di violazioni e la possibilità di rimuovere dal web eventuali contenuti sgraditi. Ma il 24,5% è scettico, perché pensa che oggi sia sempre più difficile garantire la privacy, in quanto in rete non si distingue più tra pubblico e privato. 

Ma solo il 14% appare rinunciatario, sostenendo addirittura che sia inutile, perché con l'avvento dei social network la privacy non può più essere considerata un valore in sé. Particolare favore riscuote l'ipotesi di introdurre nell'ordinamento giuridico il «diritto all'oblio». I cittadini sembrano non avere dubbi in merito al fatto che, quando ne ricorrano le condizioni, sia legittimo richiedere l'eliminazione dal web di opinioni, informazioni e fotografie del passato che in qualche modo potrebbero ledere la reputazione personale. 

Oltre il 70% degli italiani condivide l'affermazione secondo cui ognuno ha il diritto di essere dimenticato: le informazioni personali sul nostro passato potenzialmente negative o imbarazzanti dovrebbero poter essere cancellate dalla rete quando non sono più asservite al diritto di cronaca. Questi sono i principali risultati della ricerca del Censis «Il valore della privacy nell'epoca della personalizzazione dei media», presentata ieri a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discussa da Luca De Biase, editor d'innovazione de «Il Sole 24 Ore», Giuseppe De Rita, Presidente del Censis, e Antonello Soro, Presidente dell'Autorità Garante per la protezione dei dati personali.

Saldi estivi: attenzione ad acquisti online, un utente su cinque ingannato


I saldi estivi sono alle porte e molti siti di e-commerce hanno già aperto la stagione. MarkMonitor®, leader mondiale nella protezione del marchio aziendale e parte di Thomson Reuters, allerta i consumatori sulla possibilità di imbattersi, durante la ricerca di offerte online, in siti di e-commerce illegali che offrono prodotti contraffatti. I Brandjackers sono consapevoli della passione per gli affari e sono abili a intercettare i consumatori a caccia di opportunità. I contraffattori approfittano della tendenza a cercare offerte inserendo termini chiave come “occasioni” o “sconto”, “outlet” o “saldi” nella loro strategia di ricerca. 

Molte merci contraffatte hanno un prezzo studiato per apparire come beni legali, spesso scontati al 25-50 per cento sul prezzo di listino legale, che è paragonabile ai saldi di fine di stagione o al “fuori tutto”. Questi prezzi “plausibili” consentono ai cacciatori di occasioni di pensare di fare un buon affare sulla merce legale, soprattutto se combinati con la crescente tendenza dei siti non autorizzati a includere campagne di marketing e fotografie verosimili. Le cifre che emergono dal recente Shopping Report di MarkMonitor sono preoccupanti. 

Concentrandosi sui segmenti dei beni di lusso e abbigliamento, MarkMonitor ha sottoposto un panel di consumatori provenienti da Francia, Germania, Italia, Spagna, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti, per un periodo di nove mesi. Utilizzando i dati del panel anonimi e le ricerche di parole chiave, gli analisti MarkMonitor hanno esaminato il traffico verso i siti visitati, tra cui 1.000 siti web che vendono merci e 8.000 siti individuati da MarkMonitor come venditori di merci contraffatte. 

Lo studio ha rivelato che fra i cacciatori di saldi negli Stati Uniti e in Europa 1 su 5 acquistano erroneamente su siti di e-commerce che vendono prodotti contraffatti. Le persone che cercano sconti sono in inferiorità numerica rispetto ai consumatori che cercano merce falsa con un rapporto di 20 a 1. "I consumatori sono stati attratti da siti di e-commerce illegali, causando laperdita di business per i brand. I risultati del nostro Shopping Report sottolineano l'importanza di sviluppare strategie proattive di protezione del marchio nell'era digitale", commenta Jerome Sicard, Regional Manager, Southern Europe, MarkMonitor. 

Inoltre, lo Shopping Report di MarkMonitor ha esaminato molteplici fattori demografici - tra cui l'età, il reddito, l'istruzione e la dimensione delle famiglie - e ha rilevato che c'erano minime differenze demografiche tra i consumatori online che cercano merci contraffatte e coloro che sono semplicemente alla ricerca di offerte di beni legali. Ad esempio, tra i consumatori degli Stati Uniti, circa un quarto degli acquirenti online nel campo dei prodotti di marca (26%) e chi compra merci contraffatte (26%) ha una laurea quadriennale o superiore. 

Circa il 37% degli acquirenti statunitensi di beni legali ha un reddito annuo inferiore a 50.000 $, tra i clienti degli Stati Uniti di merce contraffatta, il 38% guadagna meno di 50.000 $ all'anno. Tra i paesi dell'Unione Europea, la percentuale di consumatori che guadagnano più di 54.000 € all’anno è la stessa per gli acquirenti di beni legali e contraffatti (17%). In conclusione, MarkMonitor mette in guardia i consumatori che acquistano online, invitandoli a osservare i seguenti indizi: 

• Prezzo. Se è troppo bello per essere vero, è probabilmente una” bandiera rossa” e i consumatori dovrebbero essere più vigili. 
• Il sito stesso. Alcuni siti sembrano davvero professionali a prima vista, ma basta prestare attenzione alla pagina "Informazioni su" o "FAQ", i brandjackers non sono sempre così attenti.
Diritto di recesso? I siti affidabili lo specificano chiaramente. 
• Informativa sulla privacy? I contraffattori e i brandjackers di solito non investono tempo nel realizzare una chiara e forte politica della privacy. 
• Qual è la reputazione? Fai una ricerca con le parole 'nome del venditore + truffa' e osservane i risultati


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MarkMonitor, leader mondiale nella protezione dei marchi e parte della divisione Intellectual Property & Science di Thomson Reuters, utilizza un modello SaaS per fornire tecnologia avanzata e competenza in grado di tutelare il fatturato e la reputazione dei più famosi marchi a livello mondiale.

Oggi, nell’era digitale, i marchi devono affrontare i nuovi rischi derivanti dall’anonimato del web, dalla sua portata globale e da mutevoli modelli di consumo relativi a contenuti digitali, merci e servizi. I clienti scelgono MarkMonitor perché offre una combinazione unica tra esperienza, tecnologia avanzata e solidi rapporti con le aziende che possono così tutelare investimenti di marketing e vendite, mantenendo la fiducia dei propri clienti. Per ulteriori informazioni, visitare il sito www.markmonitor.com.


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Thomson Reuters è la fonte primaria, a livello internazionale, di informazioni intelligenti per aziende e professionisti. Combinando una conoscenza approfondita del settore a tecnologia innovativa, la società fornisce informazioni essenziali ai più importanti decision maker dei settori quali: controllo finanziario e del rischio, legale, fiscale e contabile, proprietà intellettuale e scienza e media, con il sostegno della più accreditata agenzia di stampa del mondo. Thomson Reuters, che ha sede a New York e uffici a Londra ed Eagan (Minnesota), ha 60.000 dipendenti e opera in più di 100 paesi. Per ulteriori informazioni, visitare il sito www.thomsonreuters.com.

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FBI: cybercriminali arrestati grazie a Facebook, infettati 11 milioni di PC


Gli investigatori guidati dal Federal Bureau of Investigation (FBI) con l'aiuto di Facebook, hanno sventato un cerchio criminale internazionale che ha permesso d'infettare 11 milioni di computer in tutto il mondo. L'FBI, in collaborazione con il più grande social network del mondo, e diverse agenzie internazionali di polizia hanno arrestato 10 persone che avrebbero infettato i computer con i software maligni Yahos e Slenfbot, allo scopo di rubare i codici delle carte di credito, bancari e altre informazioni personali.

Saldi online: 1 utente su 5 ingannato da siti che vendono merci contraffatte


Con la stagione degli acquisti delle festività 2012 dietro l'angolo, MarkMonitor ®, leader mondiale nella protezione del marchio aziendale e parte di Thomson Reuters, ha pubblicato il suo ultimo studio sull'e-commerce e le merci contraffatte. Concentrandosi sui segmenti dei beni di lusso e abbigliamento, lo Shopping Report di MarkMonitor ha rivelato che fra i cacciatori di saldi negli Stati Uniti e in Europa uno su cinque acquistano erroneamente su siti di e-commerce che vendono prodotti contraffatti, mentre sono alla ricerca di offerte on-line. 

Le persone che cercano sconti sono in inferiorità numerica rispetto ai consumatori che cercano merce falsa con una percentuale di 20 a 1. Utilizzando la tecnologia proprietaria per esaminare i modelli di shopping online, MarkMonitor ha lavorato a stretto contatto con Nielsen, leader mondiale nella fornitura di informazioni e approfondimenti su ciò che i consumatori cercano e comprano, per analizzare i dati anonimi di alcuni partecipanti in sei Paesi in un periodo di nove mesi. 

Sono state analizzate quasi cinque milioni di sessioni di shopping durante il periodo di studio, con particolare attenzione ai termini di ricerca utilizzati dagli amanti dello shopping, come 'falso', 'riproduzione', 'economico' o sconto ", per determinare la loro motivazione. Fra i cacciatori di occasioni statunitensi ed europei, circa uno su cinque (ad es. chi cerca termini come a buon mercato, sconto, o outlet) invece di arrivare ai siti ufficiali giunge su siti che vendono merce contraffatta e illegale. I tassi di conversione (definiti come “aggiungere qualcosa nel carrello”) per le visite a questi siti sono stati superiori rispetto ai tassi di conversione per le visite a siti che vendono merce legale. 

"I consumatori sono stati attratti da siti di e-commerce illegali, causando la perdita di business per i brand. I risultati del nostro Shopping Report sottolineano l'importanza di sviluppare strategie proattive di protezione del marchio nell'era digitale ", ha dichiarato Frederick Feldman, chief marketing officer di MarkMonitor. Inoltre, lo Shopping Report di MarkMonitor ha esaminato molteplici fattori demografici - tra cui l'età, il reddito, l'istruzione e la dimensione delle famiglie - e ha rilevato che c'erano minime differenze demografiche tra i consumatori online che cercano merci contraffatte e coloro che sono semplicemente alla ricerca di offerte di beni legali. 

Ad esempio, tra i consumatori degli Stati Uniti, circa un quarto degli acquirenti online nel campo dei prodotti di marca (26%) e chi compra merci contraffatte (26%) ha una laurea quadriennale o superiore. Circa il 37% degli acquirenti statunitensi di beni legali ha un reddito annuo inferiore a 50.000 $, tra i clienti degli Stati Uniti di merce contraffatta, il 38% guadagna meno di 50.000 $ all'anno. Tra i paesi dell'Unione Europea, la percentuale di consumatori che guadagnano più di 54.000 € all’anno è lo stesso per gli acquirenti di beni legali e contraffatti (17%). 

"Questi risultati mettono davvero in discussione l'opinione comune che i consumatori che acquistano merci contraffatte siano nettamente differenti rispetto a quelli che acquistano prodotti autentici", ha commentato Eric Solomon, Senior Vice President, global digital audience measurement di Nielsen. "Con il Cyber Monday dietro l'angolo, i consumatori in tutti i segmenti devono fare attenzione quando comprano on-line." Molte merci contraffatte hanno un prezzo specifico per apparire come beni legali, spesso scontati al 25-50% sul prezzo di listino, sconto paragonabile a quello di fine stagione o al “fuori tutto”. 

Questi prezzi plausibili fanno si che i cacciatori di saldi credano di ottenere un buon affare sulla merce legale, soprattutto se abbinati alla crescente tendenza dei siti non autorizzati a utilizzare le campagne di marketing e le fotografie dei brand ufficiali. "Con l'avvicinarsi della stagione dello shopping delle vacanze, chi lavora nel marketing desidera massimizzare ulteriormente il ROI e le entrate. La metodologia unica che abbiamo sviluppato con Nielsen aiuterà i marchi, fornendo loro nuovi spunti per la richiesta dei loro prodotti e servizi", ha concluso Felman. 

"Integrando dati autorizzati e anonimi del Panel di Nielsen con le informazioni su siti non autorizzati e sul traffico online, siamo in grado di offrire prospettive uniche di modelli di acquisto dei consumatori, in canali alternati di e-commerce e aiutare i brand a recuperare il traffico e le entrate che questi consumatori rappresentano". Lo studio, condotto tra luglio 2011 e marzo 2012, ha analizzato la relazione tra gli acquirenti online, i termini di ricerca che utilizzano e i siti che visitano quando cercano abbigliamento e beni di lusso. 

Utilizzando i dati del panel anonimi e le ricerche di parole chiave, gli analisti MarkMonitor hanno esaminato il traffico verso i siti visitati dai membri del panel, tra cui 1.000 siti web che vendono merci e 8.000 siti individuati da MarkMonitor come venditori di merci contraffatte. Gli analisti hanno segmentato i consumatori a seconda che abbiano visitato siti che vendono prodotti contraffatti e secondo la ricerca delle parole chiave relative sia alle offerte che ai prodotti contraffatti. I partecipanti del panel di Nielsen provenivano da Francia, Germania, Italia, Spagna, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti. Lo Shopping Report di MarkMonitor è disponibile per il download gratuito al link: https://www.markmonitor.com/2012shoppingreport/ 

Informazioni su MarkMonitor
MarkMonitor, leader mondiale nella protezione dei marchi e parte della divisione Intellectual Property & Science di Thomson Reuters, utilizza un modello SaaS per fornire tecnologia avanzata e competenza in grado di tutelare il fatturato e la reputazione dei più famosi marchi a livello mondiale. Oggi, nell’era digitale, i marchi devono affrontare i nuovi rischi derivanti dall’anonimato del web, dalla sua portata globale e da mutevoli modelli di consumo relativi a contenuti digitali, merci e servizi. I clienti scelgono MarkMonitor perché offre una combinazione unica tra esperienza, tecnologia avanzata e solidi rapporti con le aziende che possono così tutelare investimenti di marketing e vendite, mantenendo la fiducia dei propri clienti. Per ulteriori informazioni, visitare il sito www.markmonitor.com

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Thomson Reuters è la fonte primaria, a livello internazionale, di informazioni intelligenti per aziende e professionisti. Combinando una conoscenza approfondita del settore a tecnologia innovativa, la società fornisce informazioni essenziali ai più importanti decision maker dei settori quali: controllo finanziario e del rischio, legale, fiscale e contabile, proprietà intellettuale e scienza e media, con il sostegno della più accreditata agenzia di stampa del mondo. Thomson Reuters, che ha sede a New York e uffici a Londra ed Eagan (Minnesota), ha 60.000 dipendenti e opera in più di 100 paesi. Per ulteriori informazioni, visitare il sito www.thomsonreuters.com

MarkMonitor® è un marchio registrato di MarkMonitor Inc. che fa parte della divisione Intellectual Property & Science di Thomson Reuters. Tutti gli altri marchi citati sono di proprietà dei rispettivi titolari. Fonte: Shin Communication

McAfee: attenti alle truffe informatiche di Natale, ecco le 12 più diffuse


McAfee, la principale azienda focalizzata sulle tecnologie di sicurezza, ha rilasciato oggi i risultati dello studio sullo shopping natalizio del 2012 (2012 Holiday Shopping Study). Lo studio, condotto online da Harris Interactive ha coinvolto oltre 2.300 adulti americani, con l’obiettivo di analizzare le abitudini e i comportamenti online degli americani, tra cui i molti che hanno indicato che faranno gli acquisti per le feste prevalentemente su Internet e da dispositivi mobili. Insieme a questi risultati, McAfee annuncia anche le 12 Truffe di Natale che i criminali intendono utilizzare per approfittare delle prossime ondate di acquisti on-line da oggi all’arrivo delle Feste.

Sono già tantissimi gli americani abituati a fare shopping on-line, e lo faranno in massa, ma la novità è che saranno affiancati da un gran numero di chi utilizzerà i telefoni cellulari per qualcosa di più delle proprie attività quotidiane.

• Il 70% degli intervistati prevede di fare online gli acquisti per le feste mentre un sorprendente 24% (1 su 4) di questi prevede di utilizzare i dispositivi mobili, e, seppure consapevole dei rischi, è disposto a rilasciare le proprie informazioni personali, se può ricevere in cambio qualcosa.

• Infatti, nonostante l'87% di chi ha uno smartphone o un tablet sia un pò preoccupato del furto di dati personali durante l'utilizzo di un'applicazione, quasi nove su dieci è disposto a fornire dati personali a fronte di uno sconto o un’offerta interessante.

Tra gli americani che prevedono di usare smartphone o tablet per l'acquisto dei regali di Natale, oltre la metà (54%) prevede di utilizzare anche applicazioni per lo shopping o bancarie durante questo periodo: per questo motivo i dispositivi mobili sono ormai irresistibili agli occhi dei criminali informatici che stanno prendendo di mira gli utenti mobili con applicazioni dannose.

• Tre possessori di tablet o smartphone su dieci (28%) hanno ammesso di non prestare attenzione per nulla alle autorizzazioni richieste dalle app in fase di installazione e solo il 36% di farlo solo saltuariamente; i criminali informatici sono pronti ad approfittarne.

Questo è il periodo dell'anno in cui tutti trascorrono più tempo online - anche per acquistare regali. L’88% degli americani che ha intenzione di effettuare acquisti on-line durante le feste 2012 lo farà con un personal computer, e il 34% con un tablet (21%) o uno smartphone (19%). Ma quasi la metà (48%) degli americani preferirà fare acquisti online durante Cyber Monday (45% utilizzando un computer, il 10% un dispositivo mobile), per tutti sono pronte le insidie delle "12 truffe di Natale", la dozzina di truffe online più pericolose in questa stagione che ci avvicina alle festività, annunciate oggi da McAfee.

1) Truffe social - Molti di noi usano siti di social media per restare collegati con la famiglia, gli amici e i colleghi di lavoro durante le vacanze, e i criminali informatici sanno che questo è un buon posto per prenderci alla sprovvista perché siamo “tutti amici”. Ecco alcuni modi in cui i criminali utilizzano questi canali per rubare denaro, identità o altre informazioni personali:

• I truffatori utilizzano canali come Facebook e Twitter, proprio come le e-mail o i siti web per truffare i consumatori durante le vacanze. Bisogna fare attenzione quando si fa clic su “Mi piace” per partecipare a concorsi, accettare annunci e offerte speciali anche se arrivano dai propri "amici" con l’invito a comprare i più ambiti gadget dell’anno (come il nuovo iPad Mini), sconti esclusivi nei negozi della zona, annunci di lavoro per le festività: anche gli account dei nostri amici potrebbero essere stati compromessi e inviare messaggi di truffa alla propria rubrica degli "amici".

• Pubblicità su Twitter e sconti speciali per i regali più popolari sono particolarmente diffusi la settimana del Black Friday e del Cyber Monday, e nascosti dietro le url brevi, molti di questi potrebbero facilmente essere dannosi. I criminali sono sempre scaltri e abili nel creare annunci che sembrano autentici e offerte che indirizzano gli utenti a siti web che sembrano veri. Con la promessa di usufruire di offerte o di partecipare a concorsi, chiedono loro informazioni personali come il numero della carta di credito, l’indirizzo email, il numero di telefono o l'indirizzo di casa.

2) Applicazioni mobili dannose - da utenti di smartphone siamo letteralmente “malati “ per le app, con oltre 25 miliardi di applicazioni per i soli dispositivi Android scaricate! Ma, parallelamente a questa crescita di popolarità, è aumentata anche la probabilità di scaricare un'applicazione dannosa progettata per rubare le informazioni personali o anche inviare messaggi di testo a nostra insaputa.

• Quindi, se scartate un nuovo smartphone in questa stagione di festa, assicurartevi di scaricare solo le applicazioni da app store ufficiali e controllare le recensioni di altri utenti, nonché le politiche di autorizzazione della app, prima di scaricare. Software, come McAfee Mobile Security, può anche aiutare a proteggere contro le applicazioni pericolose.

3) Viaggi truffa - Prima di prenotare un volo o un hotel per tornare a casa per vedere i propri cari per le feste, tenere a mente che i truffatori cercano di prenderci per la gola con offerte troppo belle per essere vere. Pagine web di agenzie viaggi contraffatte, con belle immagini e prezzi stracciati vengono utilizzati per raccogliere i dati finanziari dei malcapitati.

4) Spam / Phishing a tema natalizio – Sono già in viaggio molte di queste e-mail di spam che tra breve assumeranno i colori delle feste. Rolex e farmaci possono essere pubblicizzati come "regalo perfetto" per qualcuno di speciale.

5) iPhone 5, iPad Mini e altre truffe legate ai regali di Natale - Lo stesso alone di eccitazione che circonda i nuovissimi iPhone 5 o iPad Mini di Apple è proprio quello che accompagna i criminali informatici quando stendono le loro trappole. Si parlerà di questi regali più ambiti in link pericolosi, concorsi fasulli (per esempio: "iPad Free") e in e-mail di phishing per attirare l'attenzione degli utenti e spingerli a rivelare informazioni personali o cliccare su un link pericoloso che potrebbe scaricare malware sul computer.

6) Skype Message Scare - Persone in tutto il mondo utilizzano Skype per connettersi con i propri cari proprio durante le feste, ma dovrebbero essere a conoscenza di una nuova truffa indirizzata a Skype che tenta di infettare il loro PC e trattiene i propri file a scopo di estorsione.

7) Gift card fasulle - Non proprio per generosità, i cybercriminali offrono carte regalo fasulle con scopi differenti. E’ bene diffidare dall’acquisto di carte regalo da parte di terzi; cosa succederebbe se fosse proprio la suocera a mettere sotto l’albero una gift card fasulla!

8) SMiShing a tema festivo - Lo "SMiSishing" è il phishing via SMS. Proprio come con il phishing per e-mail, il truffatore cerca di indurre l'utente a rivelare informazioni o a fare qualche cosa che normalmente non farebbe, fingendo di essere un’azienda legittima.

9) Falsi siti di e-commerce - I siti di e-commerce contraffatti così bene da sembrare veri, cercano di indurre l'utente a digitare il numero di carta di credito e altre informazioni personali, spesso attraverso la promozione di offerte speciali. Ma, dopo aver ottenuto i soldi e le informazioni degli utenti, la merce non arriva e le informazioni personali sono in pericolo.

10) Falsa beneficenza - Questa è una delle truffe più diffuse di ogni periodo natalizio. Quando apriamo i nostri cuori e i nostri portafogli, i cattivi sperano di fare il loro ingresso con e-mail di spam che pubblicizzano false raccolte di beneficenza.

11) Cartoline elettroniche pericolose - Le E-Card sono un modo per inviare un ringraziamento rapido o gli auguri per le feste, ma alcune sono dannose e possono contenere spyware o virus che si scaricano sul computer una volta fatto clic sul link per vedere la carolina.

12) Falsi siti di annunci-online - I siti di annunci possono essere un ottimo posto per cercare regali per gli amici e lavori part-time per le vacanze, ma attenzione alle offerte fasulle che richiedono troppe informazioni personali o l’invio di denaro tramite Western Union: è molto probabile che siano truffe.

Secondo uno studio effettuato a livello globale e commissionato da MSI International e McAfee, gli utenti hanno assegnato un valore medio di 37.438 dollari ai propri "beni digitali" conservati su più dispositivi, cifra che in Italia si assesta sui 43.000 dollari (circa 31.000 euro), ma più di un terzo non li protegge per nulla.

"Utilizzare più dispositivi offre ai malintenzionati più modi per accedere alle nostre “risorse digitali", come informazioni personali e file, soprattutto se i dispositivi sono poco protetti", ha dichiarato Paula Greve, direttore di McAfee Labs. "Uno dei modi migliori per proteggersi è conoscere i trucchi dei criminali, in modo da poterli evitare. Oltre a ciò bisognerebbe avere gli ultimi aggiornamenti delle applicazioni sui propri dispositivi, per poter fare acquisti on-line o altre esperienze in modo sicuro. Non vogliamo che gli utenti siano ossessionati dalle truffe delle vacanze passate, presenti e future - non possono permettersi di lasciare la porta aperta ai “grinch-informatici” nel periodo che ci avvicina alle feste natalizie".

"Per i milioni di consumatori che hanno intenzione di fare acquisti online durante le feste di quest’anno per approfittare delle offerte migliori, programmare viaggi e aggiornare i propri social media, è importante che possano usufruire di tali strumenti in modo sicuro, controllando la loro protezione di sicurezza sui propri computer e dispositivi mobili,” ha aggiunto Gary Davis, vice president McAfee Global Consumer Marketing. "Per mantenere le loro informazioni personali e finanziarie protette, è anche importante diffidare di offerte troppo belle per essere vere, non cliccare sui link o allegati inviati da persone che non conoscono o e-mail di aziende o siti che sembrano sospetti, e collegarsi direttamente a siti web digitando il nome nella barra degli indirizzi". Fonte: Prima Pagina

Virus Polizia: 1.100 PC infettati da ransomware in UK, istruzioni rimozione


Il ransomware è diventato molto popolare tra i criminali informatici e anche se le società di sicurezza hanno lanciato numerosi avvertimenti, ci sono ancora un gran numero di utenti che non sanno come proteggersi da tali minacce. Secondo la Metropolitan Police del Regno Unito, 1.100 internauti hanno segnalato di rientrare tra le vittime di tali regimi. Ancora peggio, 36 di loro sono stati truffati pagando 100 sterline (127 Euro o 155 dollari) di multa richiesta dai truffatori per conto delle forze dell'ordine.

Barracuda Labs, attenzione a false richieste donazioni da Croce Rossa


I truffatori non devono necessariamente fare affidamento sul malware per rubare denaro da ignari internauti. Si può semplicemente chiedere loro di fare una donazione alla Croce Rossa americana. I ricercatori  di Barracuda Labs hanno identificato una falsa email che pretende di provenire dalla Croce Rossa Americana. Tuttavia, l'indirizzo della notifica e-mail proviene da un dominio che non è ospitato su redcross.org, ma redcros.org (al momento sembra non attivo per la truffa), un dominio che non ha nulla a che fare con l'organizzazione.

Gli spammer spesso usufruiscono di una vasta gamma di marchi riconoscibili, Microsoft, UPS, banche e anche l'FBI. Ogni volta che accadono grandi calamità naturali, come i recenti incendi Colorado (in Italia il terremoto in Emilia, ad esmpio) gli spammer diversificano e inviano e-mail donazione utilizzando i marchi di beneficenza ben noti. Un ottimo esempio di questo tipo di recente spam è venuto all'attenzione dei Barracuda Labs. Questa e-mail particolare è molto bella e convincente, include anche link che punta ad un sito affidabile - paypal.com.


Cliccando sul link nell'e-mail, infatti, vi porterà a una forma di pagamento a paypal.com. A differenza della maggior parte degli spam, i vostri dati personali non vengono sollecitati, e la vostra carta di credito è al sicuro. Il link donazione dal messaggio non punta a un sito fasullo PayPal come in molti casi simili. Al contrario, indica il sito vero e proprio in cui l'utente può trasferire denaro sul conto dello spammer. La Croce Rossa non invia e-mail a persone a caso chiedendo donazioni. Chi vuole aiutare può visitare il sito ufficiale e utilizzare le loro forme sicure per effettuare pagamenti di beneficenza.



"Mai seguire i link a e-mail. Il rischio che il link sia falso è semplicemente troppo grande. Se c'è una organizzazione la cui pagina web si desidera visitare per affari o per fare una donazione, inserite manualmente il nome di dominio nel vostro browser", spiegano i ricercatori di Barracuda Labs. "A causa di frodi, spam, e di esempi come questo, i siti web più grandi non includono collegamenti alle loro e-mail". In realtà, la Croce Rossa Americana non richiedere donazioni in questo modo. Invece, la sede nazionale e le sedi regionali utilizzano tutti i loro propri moduli web HTTPS protetti per la donazione, come questo.


Se volete contribuire all'azione della Croce Rossa Italiana, alle sue attivitè in Italia e all'estero, potete effettuare versamenti online in modo sicuro, attraverso la compilazione della form presente in questa pagina e seguendo successivamente la procedura attraverso il circuito BNL - Visa, Mastercard, American Express oppure attraverso PayPal.


I clienti di Barracuda Networks che utilizzano il Barracuda Spam & Virus Firewall sono protetti da questi messaggi di posta elettronica. Il Barracuda Spam & Virus Firewall è compatibile con tutti i server email ed è in grado di adattarsi praticamente all'ambiente informatico di tutti i grandi gruppi o aziende di piccole dimensioni. Un solo Barracuda Spam & Virus Firewall può gestire fino a 30.000 utenti attivi di email. Le unità multiple possono essere raggruppate tra loro per ottenere una capacità ed una disponibilità ancor maggiore.

Informazioni sulla società
Barracuda Networks Inc. combina premise-based gateway e software, servizi di cloud, e sofisticato supporto remoto per garantire la sicurezza globale, soluzioni di networking e storage. Il portafoglio della società comprende l'offerta di prodotti espansiva per la protezione contro le e-mail, Web e minacce IM, nonché prodotti che migliorano la distribuzione delle applicazioni e l'accesso alla rete, l'archiviazione di messaggio, il backup e la protezione dei dati. Barracuda Networks è una società privata con sede internazionale a Campbell, California.

Truffa web: falso aggiornamento software porta a costosi abbonamenti


In attesa della conclusione dell'inchiesta da parte della Procura di Roma, sulla vicenda relativa al sito Italia-programmi.net e dopo la multa di 1,5 milioni di euro inflitta dall'Antitrust alla società Estesa Limited, per pratiche commerciali scorrette attraverso lo stesso portale, è stata segnalata una nuova truffa collegata presumibilmente alla stessa società. La truffa in questione riguarda un noto portale video, che in realtà (come spiegato sul sito stesso) presenta solo locandine dei film, mentre i contenuti video veri e propri risiedono su altro hosting. Come in altre truffe viste in queste ore su Facebook, se clicchiamo su un presunto contenuto in flash, prima di poter visualizzare il video, saremo invitati a scaricare un'aggiornamento di Adobe Flash Player per potere visualizzare il contenuto.


Viene specificato che si tratta di un Ad (contrazione di adversting) che è possibile chiudere con un semplice clic del mouse in basso a destra della pagina. Sebbene venga chiuso, due nuovi banner vengono visualizzati nel momento in cui cerchiamo di accedere ai film


Se poi decidiamo di chiudere anche questi altri si presenteranno ulteriori link che non è possibile bypassare per vedere il contenuto richiesto


Se clicchiamo sui pulsanti "download" o "play now" (si presume che da qui è possibile scaricare o visualizzare il film scelto) veniamo invece rimandati alla pagina di Italia-Programmi.net per scaricare un noto programma di file sharing


Anche in questo caso, come nelle truffe già viste di Italia-Programmi.net, si tratta d'un programma con licenza  freeware (gratuito) ma l'utente  viene comunque indotto a sottoscrivere un abbonamento-truffa di 96 euro. Lo stesso dicasi per l'aggiornamento di Flash Player


In realtà siamo giunti alla versione 11.1 di Adobe Flash Player. Fin qui nulla di strano, o meglio si tratta della truffa già vista. Se però clicchiamo sul primo banner della pagina iniziale, veniamo indirizzati su un ulteriore sito Web truffa, dove ci viene richiesto di scaricare Adobe Flash Player.


Qui viene rilevato il browser e sistema operativo in uso e leggiamo in un avviso: "Stai attualmente utilizzando:
Browser: Google Chrome Sistema Operativo: Windows 7 Flash player: NON AGGIORNATO".


Ovviamente quanto viene dichiarato è falso, in quanto il browser Chrome incorpora l'aggiornamento Flash Player. Se clicchiamo su "Aggiornalo ora" si aprirà una nuova pagina scam, dove ci verrà chiesto il nostro numero di cellulare per completare l'installazione. In realtà avremo sottoscritto un abbonamento a suonerie per cellulari dal costo di 2 euro/settimana (minimo). Raccomandiamo di installare qualsiasi aggiornamento software dai rispettivi siti ufficiali di download. Prestate sempre attenzione ai siti dai quali decidete di effettaure eventuali dowload video o visualizzazioni in streaming. Coloro che sono caduti nella truffa possono rivolgersi al proprio operatore telefonico per disattivare il servizio, nonchè denunciare alle associazioni di consumatori.

Continua la truffa di Italia Programmi, Aduc spiega come comportarsi


Continua la truffa del sito Italia-Programmi.net. A sei mesi dalla denuncia dell'Aduc, il fenomeno continua. L'Aduc aveva segnalato il caso all'Antitrust, affinche’ aprisse un procedimento contro la societa’ Estesa Limited, con sede alle Seychelles, che gestisce il sito. A seguito dell'esposto, l'Antitrust ha aperto una istruttoria ed il 29 agosto 2011 ha intimato alla società di cessare la sua condotta commerciale scorretta. Ma l’intervento dell’antitrust, i servizi televisivi e le ripetute denunce non sono servite a nulla. Per l'Aduc la vicenda "continua a montare", con centinaia di richieste quotidiane al loro sito Web e ai loro telefoni da parte di internauti più o meno spaventati e spiega:

"Dopo sei mesi dalla nostra denuncia all'Antitrust per pratica commerciale scorretta, e le intimazioni dell'Autorita' Garante della Concorrenza e del Mercato perche' smettessero in questa illecita sollecitazione (intimazioni, ovviamente mai prese in considerazione), il fenomeno continua a dilagare. L'Aduc mobilitata in prima fila e i centralini di Antitrust e Polizia Postale presi d'assalto, non sono stati sufficienti a placare la furia di questa azienda che ha sede alle isole Seychelles e che ruba indirizzi mail e territoriali facendo credere che ci si stia registrando per scaricare da Internet un programma gratuito di software; registrazione che poi viene recriminata come a pagamento e per la quale i malcapitati vengono tartassati con mail e posta prioritaria in cui si minacciano vie legali in caso di non adempimento".


Inoltre, secondo l'Aduc, il caso sarebbe stato sottovalutato e non tutte le autorità competenti si sarebbero già mosse in modo adeguato a tutela dei cittadini:

"Il problema e' che alcune autorita' hanno per ora sottovalutato il problema e, soprattutto la Procura della Repubblica, investita da una nostra denuncia e centinaia di altre in tutta Italia, tarda ad intervenire per porre sotto sequestro il dominio web di questi truffatori. Mentre la Polizia Postale, che comunque informa sul fatto che non bisogna pagare a fronte delle minacce che si ricevono,  - continua l'Aduc - valuta al momento la vicenda solo in termini contrattuali e non penali: cioè come se fosse solo una pratica commerciale scorretta (da cui l'intimazione dell'Antitrust e la sanzione in arrivo) e non una truffa. Valutazione che a nostro avviso contribuisce al ritardo dell'azione penale contro di loro e al continuo dilagare della truffa: se in tanti si informano e non pagano, sono sempre tanti che si fanno intimorire e pagano".

Striscia la notizia era già intervenuta con un video, dove lo stesso presidente dell’Antitrust Catricalà ha detto che non si deve pagare.

Cliccare sulla foto per vedere il video

L'Aduc ha chiesto alla Procura della Repubblica di Roma il sequestro penale del sito di Italia Programmi.net e, alla procura di Firenze, li ha denunciati per i reati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, alla frode informatica, alla estorsione.


I consigli dell'Aduc, per chi ha fatto la registrazione e riceve solleciti di pagamento per email o posta ordinaria/prioritaria da parte di Italia Programmi:

1. Non pagare niente e ignorare ogni loro richiesta, chè non ha valore legale (per spiegare meglio il tipo di intimazioni al pagamento che arrivano, le stesse vengono inviate anche a chi ha -s uo malgrado - fatto il pagamento). Solo nel caso in cui il sollecito arrivasse per raccomandata a/r, Aduc consiglia di rispondere con altrettanta lettera raccomandata a/r di diffida indirizzata alla sede legale della società:

Estesa Limited
Global Gateway 2478 Rue De La Perle
Providence, Mahe (Republic of Seychelles)

2. fare un esposto/querela alla Procura della Repubblica della propria città, per sollecitare l'intervento di queste autorità sul piano penale, come da spiegato da Aduc in questo articolo. Questo il modulo da utilizzare, da riempire con i propri dati e adattare al proprio caso, da presentare (di persona o tramite invio di raccomandata a/r) alla Procura della Repubblica competente per il proprio luogo di residenza. Aduc chiede la segnalazione per telefono o per email l'eventuale deposito, così da poterlo eventualmente sollecitare.

3) continuare a inviarce all'Aduc le vostre segnalazioni per eventuali integrazioni istruttorie da produrre alle autorità competenti, corredate se possibile da documentazione: ciò consentirà di comprendere l’estensione del fenomeno, dato che sicuramente verrà tenuto in considerazione ai fini di eventuali sanzioni e condanne. Cliccate qui per fare una segnalazione (previa registrazione al sito dell'Aduc).

Per ulteriori informazioni o chiarimenti, il servizio di consulenza dell'Aduc risponde dal lunedi' al venerdi' (ore 10/18) al n. 895.96.97.997. Il caso in questione ricorda molto quello di Easy Download, altro sito che offriva download e su cui erano intervenuti l’Unione Nazionale Consumatori e, anche in questo caso, Striscia La Notizia.

Hackerville: la capitale mondiale delle truffe sul Web si trova in Romania


Città piena di verde ai piedi dei Carpazi, nel centro della Romania, Ramnicu Valcea è lontano dall'essere il luogo di pace che immaginiamo con i suoi grandi viali verdi. La capitale del crimine informatico, si chiama "Hackerville". "Non c'è nulla da essere orgogliosi", dice Stelian Petrescu, un professore di geografia. "Ramnicu Valcea è probabilmente la città rumena più famosa negli Stati Uniti".

Virus su PC: attenzione ai falsi avvisi multa di Polizia di Stato e Gdf


Nuove truffe sono in corso di esecuzione sul Web con virus del tipo ransomware che impedisce l'utilizzo del computer per poi richiedere un codice di sblocco, ottenibile collegandosi a siti che pretendono l'acquisto di beni o servizi a pagamento, realizzando una vera e propria estorsione. Una versione simile era stata individuata negli scorsi mesi, ma questa sembra essere ancora più aggressiva. Nei giorni scorsi Protezione Account ha infatti ricevuto numerose segnalazioni della presenza di un pericoloso malware che prende in ostaggio il PC.

McAfee mette in guardia gli utenti sulle dodici truffe di Natale più diffuse


E' questa la stagione in cui i consumatori passano più tempo online - shopping per i regali, ricerca di offerte vacanza sui nuovi gadget digitali e pianificazione dei ritrovi con i familiari e, naturalmente, con l'online banking o mobile per assicurarsi che ci si possa permettere tutto. Ma prima di accedere da un PC, Mac o dispositivo mobile, si dovrebbero tenere d'occhio alle "12 truffe di Natale", la dozzina di truffe online  più pericolose in questa stagione di festa che McAfee ha annunciato oggi.

"I criminali informatici si sfregano le mani dalla gioia quando pensano alle vacanze. Se siete come me allora probabilmente siete impegnati a fare piani di viaggio, shopping per i regali e occasioni, l'aggiornamento di Facebook e la connessione con gli amici", ha dichiarato Gary Davis, direttore marketing dei prodotti consumer di McAfee. "Tuttavia, la stragrande maggioranza delle persone non hanno la protezione di sicurezza per il loro smartphone o tablet, nonostante li utilizzano pesantemente durante la stagione delle vacanze. Avrete bisogno di stare un passo avanti per questa stagione di cyber-scrooges, e assicurarvi di avere la protezione per tutti i propri dispositivi Internet-enabled. Altrimenti, si potrebbe rischiare di dare ai cattivi il dono più grande di tutte - le proprie informazioni personali e finanziarie!".

Le "12 truffe di Natale" secondo McAfee

1. Malware Mobile - Un recente sondaggio National Retail Federation (NRF), datato 19 ottobre, ha scoperto che il 52,6 per cento dei consumatori americani che possiedono uno smartphone hanno detto che useranno il loro dispositivo per le attività connesse alle vacanze-shopping, sia che si tratti di prodotti della ricerca, riscattare coupon, acquistare doni o vacanza o.  I malware destinati ai dispositivi mobili sono in crescita, e gli smartphone Android sono più a rischio. McAfee cita un aumento del 76 per cento del malware mirato ai dispositivi Android nel secondo trimestre del 2011 rispetto ai primi, il che rende la piattaforma smartphone più mirata. E' stato recentemente scoperto il nuovo malware che ha come obiettivo il codice QR, un codice a barre digitale di cui i consumatori possono eseguire la scansione con il proprio smartphone per trovare buone offerte il Black Friday e Cyber Monday, o semplicemente per conoscere i prodotti che vogliono acquistare.

2. Applicazioni mobili dannose -Si tratta di applicazioni mobili progettate per rubare informazioni dagli smartphone, o inviare messaggi di testo costosi senza il consenso dell'utente. Le applicazioni pericolose sono di solito offerte gratuitamente, e si mascherano come applicazioni per l'intrattenimento, come i giochi. Per esempio, l'anno scorso, 4,6 milioni di utenti smartphone Android hanno scaricato un app wallpaper sospetta che ha raccolto e trasmesso i dati degli utenti a un sito in Cina.

3. Promozioni e Concorsi falsi su Facebook - Chi non vuole vincere alcuni premi gratuiti o ottenerne uno grande intorno alle vacanze? Purtroppo, i truffatori sanno che queste esche sono attraenti e hanno cosparso di Facebook con promozioni fasulle e concorsi volti a raccogliere informazioni personali. Una truffa recente pubblicizzava due biglietti aerei gratuiti, ma i partecipanti dovevano compilare sondaggi più le richieste di informazioni personali.

4. Scareware, o falsi software antivirus - Lo scareware è il software antivirus fasullo che inganna l'utente a credere che il proprio computer è a rischio o già infetto, in modo che accetti di scaricare e pagare per il software fasullo. Questa è oggi una delle minacce Internet più comuni e pericolose, con una stima di un milione di vittime che cadono in questa truffa ogni giorno. Nel mese di ottobre 2010, McAfee ha riferito che gli scareware hanno rappresentato il 23% di tutti i collegamenti Internet pericolosi, ed è stato ripreso negli ultimi mesi.

5. Screensaver delle vacanze - Portare l'atmosfera delle vacanze a casa vostra o suoni al PC funzionano come un'idea divertente per entrare nello spirito della festa, ma fate attenzione. Una recente ricerca di uno Santa Claus screensaver che promette di farvi "volare con Babbo Natale in 3D" è malizioso. Sono state riconosciute suonerie e e-cards con tema le vacanze molto dannose.

6. Malware per Mac - Fino a poco tempo, gli utenti Mac si sentivano abbastanza isolati dalle minacce alla sicurezza on-line, poiché la maggior parte erano destinati a PC. Ma con la crescente popolarità dei prodotti Apple, sia per affari che per uso personale, i criminali informatici hanno progettato una nuova ondata di malware indirizzato dritto agli utenti Macintosh. Secondo McAfee Labs™, a partire dal tardo 2010, ci sono stati 5.000 pezzi di malware che hanno colpito il Mac, e questo numero è in aumento del 10 per cento su ogni mese.

7. Truffe phishing a tema vacanze - Il phishing è l'atto di ingannare i consumatori a rivelare informazioni o eseguire azioni che normalmente non farebbero online utilizzando le email fasulle o messaggi social media. I truffatori sanno che molte persone sono occupate durante le vacanze in modo da adattare le loro e-mail e i messaggi sociali con i temi delle feste, nella speranza di ingannare i destinatari a rivelare informazioni personali.

• Un comune phishing vacanza è un avviso fasullo da UPS, dicendo che avete un pacchetto e la necessità di compilare un modulo allegato per averlo consegnato. Il modulo può chiedere dati personali o finanziari che andrà direttamente nelle mani del cyberscammer.
• Il phishing bancario continua ad essere popolare e le festività natalizie significa che i consumatori spenderanno più denaro e controlleranno i saldi bancari più spesso. Da luglio a settembre di quest'anno, McAfee Labs ha identificato circa 2.700 URL di phishing al giorno.
• Lo smishing-SMS-phishing continua a destare preoccupazione. I truffatori inviano i loro messaggi falsi attraverso un avviso di testo a un telefono, notificando ad un ignaro consumatore che il suo conto in banca è stata compromesso. I cybercriminali poi dirigono il consumatore a chiamare un numero di telefono per ottenere la riattivazione e raccolgono le informazioni personali dell'utente, incluso il numero di previdenza sociale, indirizzo e dettagli del conto.

8. Truffe dei coupon online - Si stima che circa il 63 per cento degli acquirenti effettuano ricerche per i tagliandi on-line o occasioni quando acquistano qualcosa su Internet, e recenti dati NRF (19 ottobre 2011) mostrano che i consumatori stanno usando anche il loro smartphone (17,3 per cento) e tabllet (21,5 per cento), per riscattare quelli buoni. Ma attenzione, perché i truffatori sanno che, offrendo un irresistibile coupon online, possono convincere la gente a consegnare alcune delle loro informazioni personali.

• Una delle frodi più popolare è quello di attirare i consumatori con la speranza di vincere un iPad "libero". I consumatori cliccarno su un sito "phishing", che può provocare spam e possibilmente effettuare il furto di identità.
• Ai consumatori vengono offerti un codice coupon online e una volta che sono d'accordo, viene chiesto di fornire informazioni personali, inclusi i dettagli delle carte di credito, password e altri dati finanziari.

9. Truffa degli acquirenti misteriosi - Gli acquirenti misteriosi sono persone che vengono assunti per fare acquisti in un negozio e riferire sul servizio al cliente. Purtroppo, i truffatori stanno usando questo lavoro divertente per cercare di attirare gli utenti a rivelare informazioni personali e finanziarie. Ci sono state segnalazioni di truffatori che inviano messaggi di testo alle vittime, offrendosi di pagare 50 dollari l'ora per diventare un Mystery Shopper, e chiedendo loro di chiamare un numero se sono interessati. Una volta che la vittima chiama, vengono richieste le loro informazioni personali, tra cui carte di credito e numeri di conti bancari.

10. Email malware su "wrong transaction" di hotel -  Molte persone viaggiano durante le vacanze, per cui non sorprende che i truffatori hanno progettato truffe legate ai viaggi, nella speranza di farli cliccare su messaggi pericolosi. In un recente esempio, un truffatore ha inviato e-mail che sembravano provenire da un albergo, sostenendo che una "wrong transaction" ("operazione errata") era stato scoperta sulla carta di credito del destinatario. E' poi stato ​​chiesto di compilare un allegato modulo rimborso. Una volta aperto, il malware scarica l'allegato sulla loro macchina.

11. Truffe dei regali "It" - Ogni anno ci sono i regali più desiderati, come i giocattoli e gadget, che si esauriscono all'inizio della stagione. Quando un regalo è ambito, non solo i venditori marcano il prezzo, ma i truffatori iniziano anche a pubblicizzare questi doni su siti web non autorizzati e le reti sociali, anche se non li hanno. Quindi, i consumatori potrebbero finire solo per pagare un oggetto e dando via la carta di credito senza ricevere nulla in cambio. Una volta che i truffatori hanno i dettagli finanziari personali, vi è scarsa possibilità di ricorso.

12. Truffe "sono lontano da casa" - Inviare l'informazione di una vacanza su siti di social networking potrebbe essere effettivamente pericoloso. Se qualcuno è collegato con persone che si non conoscono su Facebook o altri siti di social networking, questi potrebbero vedere i loro post e decidere che può essere un buon momento per derubarli. Inoltre, una rapida ricerca online può facilmente restituire il loro indirizzo di casa.

"Non vogliamo che i consumatori siano ossessionati dal truffe delle vacanze passate, presenti e future", ha dichiarato Jim Walter, manager di McAfee Labs. "Con l'aumento degli attacchi malware e altri smartphone, tablet e Mac, gli utenti devono restare vigili e assicurarsi di proteggere tutti i loro dispositivi, non solo il loro PC di casa - che non possono permettersi di lasciare la porta aperta ai cyber-grinches nel periodo che si avvicina alle vacanze".

Come proteggersi
Gli utenti di Internet possono proteggersi dal crimine informatico con i seguenti consigli rapidi da McAfee:
• Scaricare applicazioni mobili solo da app store ufficiali, come iTunes e Android Market e leggere le recensioni degli utenti prima di scaricarle.
• Essere estremamente vigilanti in sede di revisione e di risposta alle email.
• Attenzione alle offerte troppo belle per essere vere sui social network (come i biglietti aerei gratuiti). Non accettare mai di rivelare i vostri dati personali solo per partecipare a una promozione.
• Non accettare richieste sui social network da parte di persone che non conoscete nella vita reale. Attendere a pubblicare le immagini e commenti sulla vostra vacanza non prima di essere già tornati a casa.

Assicuratevi di avere attiva, una protezione completa per tutti i dispositivi. McAfee ® All Access è l'unico prodotto che consente di proteggere una vasta gamma di dispositivi Internet-enabled, inclusi PC, Mac, smartphone, tablet e netbook, ad un basso prezzo per gli individui e le famiglie. Per ulteriori informazioni, visitare il sito http://home.mcafee.com/store/all-access-security.