La Polizia di Stato di Trieste ha concluso un'importante operazione - denominata "Cryptowash" - contro il riciclaggio e le estorsioni on line mediante la diffusione del virus "Cryptolocker". Bloccato il sistema online di diffusione del virus. Sette le persone denunciate per i reati di accesso abusivo informatico, estorsione e riciclaggio degli illeciti proventi realizzati, con il coordinamento della Procura Distrettuale di Trieste. Il criptolocker è un ransomware trasmesso via email apparentemente provenienti ad esempio da corrieri per le spedizioni o agenzie governative nazionali, contenenti link o allegati che una volta aperti criptano il contenuto delle memorie dei computer, anche collegati in rete.
Per proteggersi dalle minacce è utile informarsi sui rischi che si corrono e possedere nozioni di base sulle misure d'adottare.
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Operazione Cryptowash, estorsioni online con virus: gang sgominata
La Polizia di Stato di Trieste ha concluso un'importante operazione - denominata "Cryptowash" - contro il riciclaggio e le estorsioni on line mediante la diffusione del virus "Cryptolocker". Bloccato il sistema online di diffusione del virus. Sette le persone denunciate per i reati di accesso abusivo informatico, estorsione e riciclaggio degli illeciti proventi realizzati, con il coordinamento della Procura Distrettuale di Trieste. Il criptolocker è un ransomware trasmesso via email apparentemente provenienti ad esempio da corrieri per le spedizioni o agenzie governative nazionali, contenenti link o allegati che una volta aperti criptano il contenuto delle memorie dei computer, anche collegati in rete.
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Cassazione: lo stalking è reato anche su Facebook, aumentano i casi
Non solo pedinamenti e chiamate a ogni ora del giorno, adesso, tra le minacce degli stalker rientrano anche i messaggi scritti su Facebook. A stabilirlo è la Cassazione che ha confermato oggi i domiciliari, disposti dal Tribunale di Potenza, per un giovane accusato di “atti persecutori” ai danni dell’ex fidanzata. Per la Suprema Corte, infatti, la "condotta persecutoria e assillante" fatta attraverso il social network costituisce una vera e propria molestia. Per Adoc, che da tempo si occupa di casi simili, il fenomeno del cyberstalking va sempre più aumentando.
Rischia di essere sottoposto a una misura cautelare chi invia messaggi molesti all'ex fidanzata tramite Facebook. La "condotta persecutoria e assillante" fatta nei confronti di una persona attraverso lo strumento di Facebook, dice la Cassazione, costituisce una vera e propria molestia punibile in base al nuovo reato di stalking introdotto dall'art. 612 bis c.p. In questo modo la Sesta Sezione penale ha confermato la misura degli arresti domiciliari nei confronti di Paolo D., un giovane della provincia di Potenza che, non riuscendo a darsi pace per la fine della relazione con Nicoletta I., aveva iniziato a molestarla sistematicamente in tutte le forme, inclusi i messaggi su Facebook. La condotta persecutoria, ricostruisce la sentenza 32404, andava avanti dal luglio 2006, data in cui Nicoletta I. aveva detto basta alla relazione.
Da qui l'atteggiamento molesto sempre più pressante di Paolo D. che aveva preso a molestare la ex anche in ufficio tramite Facebook dove aveva fatto arrivare perfino un filmato che ritraeva un rapporto sessuale tra lui e la donna. Denunciato, il Tribunale di Lagonegro, nel febbraio 2010, aveva inflitto a Paolo D. gli arresti domiciliari. L'indagato ha fatto ricorso senza successo in Cassazione sostenendo tra le altre cose che in maniera illegittima era stato descritto dai giudici come uno 'stalker'. Piazza Cavour ha dichiarato inammissibile il ricorso di Paolo D. e ha evidenziato che legittimamente il giudice del grado precedente ha ravvisato stalking in questo tipo di condotta "persecutoria e ossessionante portata avanti dall'indagato tramite Facebook". Paolo D. dovrà sborsare anche mille euro in favore della cassa delle ammende.
Non solo su Facebook, il cyberstalking è presente in tutti i social network maggiormente utilizzati e nei blog personali, rappresentando circa il 15% dei casi di stalking trattati dagli sportelli anti-stalking dell'Adoc - dichiara Carlo Pileri, Presidente dell'Adoc - la Cassazione ha giustamente e finalmente riconosciuto come fattispecie di reato di stalking la condotta persecutoria e assillante operata via web. L'Adoc già da tempo sta trattando casi del genere, che sono purtroppo un fenomeno in aumento, nell'ultimo anno è stato registrato un incremento del 5% di condotte persecutorie e assillanti operate in questo modo. Un caso molto grave di stalking sui social network è rappresentato dalla creazione di pagine false, in questo caso le opinioni espresse o le foto condivise dal falso proprietario potrebbero provocare un forte disagio sociale alla vittima, tanto da sfociare in stress, ansia o depressione.
Non solo social network e blog, altre forme diffuse di stalking telematico sono rappresentate dalla posta elettronica, mezzo utilizzato soprattutto per insulti e diffamazioni e che concerne il 25% dei casi di stalking, e dal furto d'identità o di personalità (20% dei casi), che può avere conseguenze gravi anche sul piano economico, o l'essere sommersi da valanghe di comunicazioni commerciali. L’Osservatorio Nazionale dello Stalking, ha svolto un sondaggio su un campione di 600 persone, 50% uomini e 50% donne, fra i 18 e i 60 anni, in tutte le regioni italiane. Impressionanti i risultati: «Nella Regione Lombardia, per esempio, il fenomeno dello stalking riguarda circa il 19% sulla popolazione, dato che sale al 21% a Milano». Le persone molestate sono per il 75-80% donne. Per prenotare un incontro presso lo sportello gli interessati possono chiamare il numero unico nazionale 06.44.24.65.73 dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 19.
Fonti: http://www.adnkronos.com/IGN/ - http://www.helpconsumatori.it/ - http://milano.corriere.it/
Rischia di essere sottoposto a una misura cautelare chi invia messaggi molesti all'ex fidanzata tramite Facebook. La "condotta persecutoria e assillante" fatta nei confronti di una persona attraverso lo strumento di Facebook, dice la Cassazione, costituisce una vera e propria molestia punibile in base al nuovo reato di stalking introdotto dall'art. 612 bis c.p. In questo modo la Sesta Sezione penale ha confermato la misura degli arresti domiciliari nei confronti di Paolo D., un giovane della provincia di Potenza che, non riuscendo a darsi pace per la fine della relazione con Nicoletta I., aveva iniziato a molestarla sistematicamente in tutte le forme, inclusi i messaggi su Facebook. La condotta persecutoria, ricostruisce la sentenza 32404, andava avanti dal luglio 2006, data in cui Nicoletta I. aveva detto basta alla relazione.
Da qui l'atteggiamento molesto sempre più pressante di Paolo D. che aveva preso a molestare la ex anche in ufficio tramite Facebook dove aveva fatto arrivare perfino un filmato che ritraeva un rapporto sessuale tra lui e la donna. Denunciato, il Tribunale di Lagonegro, nel febbraio 2010, aveva inflitto a Paolo D. gli arresti domiciliari. L'indagato ha fatto ricorso senza successo in Cassazione sostenendo tra le altre cose che in maniera illegittima era stato descritto dai giudici come uno 'stalker'. Piazza Cavour ha dichiarato inammissibile il ricorso di Paolo D. e ha evidenziato che legittimamente il giudice del grado precedente ha ravvisato stalking in questo tipo di condotta "persecutoria e ossessionante portata avanti dall'indagato tramite Facebook". Paolo D. dovrà sborsare anche mille euro in favore della cassa delle ammende.
Non solo su Facebook, il cyberstalking è presente in tutti i social network maggiormente utilizzati e nei blog personali, rappresentando circa il 15% dei casi di stalking trattati dagli sportelli anti-stalking dell'Adoc - dichiara Carlo Pileri, Presidente dell'Adoc - la Cassazione ha giustamente e finalmente riconosciuto come fattispecie di reato di stalking la condotta persecutoria e assillante operata via web. L'Adoc già da tempo sta trattando casi del genere, che sono purtroppo un fenomeno in aumento, nell'ultimo anno è stato registrato un incremento del 5% di condotte persecutorie e assillanti operate in questo modo. Un caso molto grave di stalking sui social network è rappresentato dalla creazione di pagine false, in questo caso le opinioni espresse o le foto condivise dal falso proprietario potrebbero provocare un forte disagio sociale alla vittima, tanto da sfociare in stress, ansia o depressione.
Non solo social network e blog, altre forme diffuse di stalking telematico sono rappresentate dalla posta elettronica, mezzo utilizzato soprattutto per insulti e diffamazioni e che concerne il 25% dei casi di stalking, e dal furto d'identità o di personalità (20% dei casi), che può avere conseguenze gravi anche sul piano economico, o l'essere sommersi da valanghe di comunicazioni commerciali. L’Osservatorio Nazionale dello Stalking, ha svolto un sondaggio su un campione di 600 persone, 50% uomini e 50% donne, fra i 18 e i 60 anni, in tutte le regioni italiane. Impressionanti i risultati: «Nella Regione Lombardia, per esempio, il fenomeno dello stalking riguarda circa il 19% sulla popolazione, dato che sale al 21% a Milano». Le persone molestate sono per il 75-80% donne. Per prenotare un incontro presso lo sportello gli interessati possono chiamare il numero unico nazionale 06.44.24.65.73 dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 19.
Fonti: http://www.adnkronos.com/IGN/ - http://www.helpconsumatori.it/ - http://milano.corriere.it/
Internet non è una zona franca, nuova proposta di legge presentata in Senato
E' il concetto che in queste settimane ci viene ricordato dai politici e dagli operatori del settore. Spesso si pensa che il Web sia il luogo delle libertà assolute. Invece non è così. Istituzione del reato di istigazione ed apologia dei delitti contro la vita e l’incolumità della persona, con l'aggravante per coloro che utilizzano telefono, Internet e social network. Si intitola così una proposta di legge presentata in Senato, che prevede da un minimo di 3 ad un massimo di 12 anni per «chiunque, comunicando con più persone in qualsiasi forma, istiga a commettere uno o più tra i delitti contro la vita e l’incolumità della persona, per il solo fatto dell'istigazione».
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