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Wild Neutron: gruppo di cyberspionaggio torna con nuovi espedienti


Uno strumento di hacking, già usato nel 2013, è nuovamente utilizzato nel 2015, in versione moderna. Nel 2013, un gruppo di hacker noto a Kaspersky Lab come "Wild Neutron" (conosciuto anche come "Jripbot" e "Morpho"), ha attaccato diverse aziende di alto profilo tra cui Apple, Facebook, Twitter e Microsoft. A seguito dell’enorme pubblicità fatta a questo attacco il gruppo criminale ha interrotto la propria attività per quasi un anno per poi riprendere verso la fine del 2013 e continuare fino al 2015. Il gruppo utilizza un certificato di verifica di validità del codice rubato e uno sconosciuto exploit Flash Player per infettare aziende e utenti privati di tutto il mondo e rubare informazioni aziendali sensibili.

Privacy Day Forum 2014, le minacce reali vengono dal mondo virtuale


Al CNR di Pisa, gli esperti di privacy puntano il dito verso i social network e chiedono nuove regole per la protezione dei dati.  Nonostante l'approvazione definitiva del regolamento europeo sulla protezione dei dati si faccia attendere da due anni, il 4° Privacy Day Forum organizzato da Federprivacy registra una presenza di 500 addetti ai lavori accorsi da tutta Italia nella città della torre pendente per fare il punto della situazione ed orientarsi in vista dei prossimi sviluppi normativi, che promettono una svolta epocale con l'entrata in vigore di nuove regole che saranno identiche e direttamente applicabili in tutti e 28 stati membri UE.

Kaspersky, social network parco giochi virtuale più insidioso per bimbi


Con l’avvicinarsi delle vacanze estive, Kaspersky Lab ricorda ai genitori che è proprio in questo periodo dell’anno che i ragazzi, oltre a passare del tempo fuori casa, navigano molto anche in Internet. Il web è una fonte di informazioni utili durante l’anno scolastico, ma se utilizzato senza restrizioni può diventare un ambiente molto pericoloso. Minacce come virus, frodi online e contenuti non adatti ai minori, mettono in pericolo non solo i bambini, ma l’intera famiglia.

Le famiglie oggi tendono ad avere molti dispositivi connessi ad Internet e questo rende più facile l’accesso ad Internet per i bambini, ma è anche più difficile controllare le loro attività. Secondo una ricerca condotta dal B2B International ad aprile 2013 per conto di Kaspersky Lab, ogni famiglia possiede da due a tre PC o portatili (2,5 dispositivi in media nel mondo), uno o due smartphone (1,4 in media) e un tablet (0,7 in media).

In un modo o nell’altro i bambini utilizzano tutti questi dispositivi e gli strumenti di Parental Control risultano ancora poco diffusi. Kaspersky Lab ha analizzato le risposte raccolte dal modulo Parental Control presente nei prodotti per la protezione e nei primi cinque mesi del 2013 è emerso che le principali fonti pericolose che attirano l’attenzione dei bambini su Internet sono:

• social network (31,26%);
• contenuti per adulti (16,83%);
• negozi online (16,65%);
• chat e forum (8,09%);
• web-mail (7,39%); fonti che contengono file illegali (3,77%);
• giochi online (3,19%).

Per quanto riguarda altre fonti inappropriate come i siti riguardanti armi e droghe, siti per il gioco d’azzardo e sistemi di pagamento, il dato è compreso tra lo 0,8 e il 2% delle risposte raccolte grazie al modulo Parental Control. Nell’ultimo mese (maggio 2013) i moduli di Parental Control hanno registrato più di 52 milioni di tentativi di accesso ai social network e più di 25 milioni di tentativi di accedere a siti per adulti. Questo rivela un cambiamento interessante, perchè la pornografia scende al secondo posto dopo i social network, mentre la Top 3 dei primi mesi del 2013 vede anche la presenza di negozi online (probabilmente per la ricerca di giocattoli o simili).

Siti web più popolari tra i bambini. Gennaio - Maggio 2013

In queste circostanze i genitori devo essere molto cauti: se i bambini conoscono il luogo in cui i genitori custodiscono la carta di credito, c’è la possibilità che essi possano fare acquisti non autorizzati. Inoltre, i bambini posso essere vittime di negozi online creati appositamente dai criminali informatici. Le preferenze dei bambini variano da paese a paese. Per quanto riguarda l’Italia i più diffusi sono i social network (63,05%). In seconda posizione troviamo le web-mail che spesso sono un mezzo utilizzato dai criminali informatici per diffondere programmi nocivi (11,79%); al terzo posto troviamo i siti con contenuti per adulti (9,73%). 

Negli Stati Uniti la categoria “Contenuti per adulti” è in testa con 22,02%, i negozi online si trovano in seconda posizione con 19,50% e i social network con 18,88% godono quasi della stessa popolarità. Una situazione simile si può riscontrare nel Regno Unito, dove la Top 3 è composta dagli stessi contenuti: siti per adulti con un dato pari al 23,27%, negozi online (19,59%) e social network (16,14%). I bambini nel Regno Unito preferiscono i giochi online (5,94%) e i social network (4,84%). I bambini tedeschi sono più propensi a cercare online contenuti per adulti (25,66%). 

In seconda e terza posizione troviamo i negozi online (20,68%) e i social network (18,29%). La situazione in Giappone non ha nulla in comune con gli altri paesi. La generazione dei giovani in questo paese tende a privilegiare i siti di “Chat e Forum” (34,25%). Apparentemente, questi siti agiscono come un sostituto del social network, che scendono in quarta posizione (10,59%). I siti per adulti occupano la seconda posizione con 23,28%, mentre al terzo posto troviamo i negozi online con 16,89%. In Brasile i più diffusi sono i social network (22,34%) seguiti dai contenuti per adulti (18,91%) e dai negozi online (16,76%).

“Come sempre, prevenire è meglio che curare. Questo è il principio su cui si basa la tecnologia Parental Control. Nel mondo moderno, l’accesso a qualsiasi tipo di informazione è diventato molto più semplice rispetto al passato. Allo stesso tempo, i bambini sono particolarmente vulnerabili e per loro natura ingenui. Per questo motivo, gli strumenti per proteggere i bambini dai contenuti web inappropriati dovrebbero diventare obbligatori”, ha dichiarato Konstantin Ignatyev, Web Content Analysts Group Manager di Kaspersky Lab. 

“Nei prodotti Kaspersky Lab, le funzionalità di Parental Control sono integrate in tutte le recenti soluzioni di protezione, che garantiscono agli utenti un’esperienza online sicura per i bambini e allo stesso tempo evitano possibili infezioni, attacchi e altre minacce online”. Il Parental Control, presente nel software dei prodotti, è conveniente in quanto consente ai genitori di proteggere in maniera discreta e intelligente i propri figli da contenuti indesiderati, senza bloccare del tutto l'accesso al web. 

Utilizzando semplici strumenti, i genitori possono configurare le caratteristiche di protezione per soddisfare i loro bisogni e andare incontro alle esigenze dei proprio figli. In particolare, il Parental Control permette di restringere l’accesso a siti e programmi specifici o all’intera rete Internet. Allo stesso tempo, i genitori possono impostare anche gli orari per l'utilizzo del computer da parte dei propri figli: in un momento diverso da quello stabilito, il computer semplicemente non si accende. Il modulo di Parental Control comprende una lista completa di funzioni dedicate per la protezione dei bambini. Queste caratteristiche sono disponibili nei seguenti prodotti Kaspersky Lab:

Kaspersky Internet Security;

Kaspersky Lab ha anche rilasciato applicazioni dedicate per smartphone e tablet, come risposta all’enorme diffusione di questi dispositivi tra i giovani: Parental Control (Safe Browser) per iOS e Parental Control per Android. Queste applicazioni possono essere scaricate dagli app store ufficiali della propria piattaforma mobile. Le statistiche che Kaspersky Lab ha raccolto si spera aiuteranno i genitori di tutto il mondo a capire meglio come i loro figli passano il tempo su internet e prendere adeguate misure di sicurezza. La versione completa dell’articolo “Cosa stanno facendo online i bambini?” è disponibile su securelist.com.

Attenti online: campagna istituzionale per l'uso consapevole della Rete


La Regione Umbria ha realizzato la campagna di comunicazione istituzionale intitolata “Attenti on line" il cui obiettivo è quello di fornire ai giovani tra gli 8 e i 18 anni tutti gli strumenti necessari per rendere l’utilizzo della rete più consapevole, più responsabile ed anche più piacevole. La campagna Comunicazione vuole porre l’attenzione non soltanto sui pericoli della rete, ma anche e soprattutto sui mezzi che abbiamo a disposizione per evitarli, prendendo così solo il buono che la navigazione on line ci può offrire.

Le nuove generazioni, nate nell’epoca cibernetica hanno un elevato livello di alfabetizzazione informatica, spesso anche maggiore di quello degli adulti. I ragazzi imparano molto presto ad usare i social network, forum, email, chat lines e tutti i servizi che la "rete" mette loro a disposizione.

Segnalare i pericoli della rete non vuol dire certamente spaventare i ragazzi, ne tantomeno i genitori; al contrario significa educare i giovani ad un utilizzo più consapevole della rete ed offrire agli adulti maggiori risorse per interagire con i propri ragazzi. I giovani saranno così arricchiti di nuove conoscenze, vedranno aprirsi maggiori possibilità, e verranno garantire loro importanti opportunità di crescita.


Attenti on line non si rivolge solo ai ragazzi ma anche ai genitori e agli insegnanti sostenendone il lavoro educativo e coinvolgendo le istituzioni scolastiche e familiari attraverso una più approfondita conoscenza della rete. Il valore principale che si vuol comunicare è il dialogo fra ragazzi ed adulti favorendo quel prezioso interscambio di idee necessario per far maturare il giovane e per rendere l’adulto maggiormente partecipe nelle tappe evolutive dei propri figli e dei propri alunni.

Per raggiungere questo scopo è necessario colmare il "gap generazionale" tra i ragazzi, perfettamente a proprio agio con le nuove tecnologie, e i genitori che spesso non hanno troppa confidenza con i nuovi media. I “grandi” sono anzi attraversati spesso da una certa neofobia, cioè una paura per il nuovo.

Un motivo in più per coinvolgere nell'iniziativa genitori ed insegnanti aiutandoli nella comprensione e gestione delle nuove tecnologie. Questa campagna mostrerà agli adulti che l’'utilizzo di internet è importante anche per la didattica arricchendo le possibilità di apprendimento dei ragazzi, ed evidenzierà che una maggiore dimestichezza nell'utilizzo degli strumenti informatici non potrà far altro che rendere più sicura la navigazione.



Attenti on line è una campagna multimediale che avvale di vari strumenti comunicativi come flyer pubblicitari, social network, sito internet. Il flyer informativo vuole riassumere in maniera chiara e diretta i valori della campagna come la prevenzione, la sicurezza, l’informazione, il dialogo, l’interazione. Per questo è stato realizzato a forma di mouse pad e verrà distribuito in tutte le scuole.

Il sito internet (www.attentionline.it) si pone il fine di estendere questi concetti, sviluppandoli in forma analitica e suddividendoli per argomenti. Vengono qui messi in risalto i potenziali pericoli in cui ci si può imbattere durante la navigazione fornendo una chiara comprensione di questi ultimi ed evidenziando tutte le azioni che può fare l’utente per evitarli agevolmente.

Per rendere più fruibile la lettura, gli articoli sono stati corredati da immagini, collegamenti ipertestuali, ed anche video di supporto. Le parole chiave in inglese sono state tradotte spiegando chiaramente il significato. Il messaggio che si vuol comunicare è una lettura non in negativo ma in positivo del fenomeno. Tutto questo per mettere l’utente in condizione non solo di difendersi dai pericoli on line ma anche di migliorare la qualità della propria navigazione.

Fonte: Attenti Online
Via: Studio M3

Internet non è una zona franca, nuova proposta di legge presentata in Senato


E' il concetto che in queste settimane ci viene ricordato dai politici e dagli operatori del settore. Spesso si pensa che il Web sia il luogo delle libertà assolute. Invece non è così. Istituzione del reato di istigazione ed apologia dei delitti contro la vita e l’incolumità della persona, con l'aggravante per coloro che utilizzano telefono, Internet e social network. Si intitola così una proposta di legge presentata in Senato, che prevede da un minimo di 3 ad un massimo di 12 anni per «chiunque, comunicando con più persone in qualsiasi forma, istiga a commettere uno o più tra i delitti contro la vita e l’incolumità della persona, per il solo fatto dell'istigazione».