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Privacy, Corte di Giustizia Ue: Google responsabile dei dati su altri siti


Una sentenza della Corte europea di Giustizia stabilisce che Google debba rispettare il Diritto all'oblio, il diritto di essere dimenticati. Così, nel caso in cui, a seguito di una ricerca effettuata a partire dal nome di una persona, l'elenco di risultati mostra un link verso una pagina Web che contiene informazioni sulla persona in questione, questa può rivolgersi direttamente al gestore oppure, qualora questi non dia seguito alla sua domanda, adire le autorità competenti per ottenere, in presenza di determinate condizioni, la soppressione di tale link dall'elenco di risultati.

Saldi estivi: attenzione ad acquisti online, un utente su cinque ingannato


I saldi estivi sono alle porte e molti siti di e-commerce hanno già aperto la stagione. MarkMonitor®, leader mondiale nella protezione del marchio aziendale e parte di Thomson Reuters, allerta i consumatori sulla possibilità di imbattersi, durante la ricerca di offerte online, in siti di e-commerce illegali che offrono prodotti contraffatti. I Brandjackers sono consapevoli della passione per gli affari e sono abili a intercettare i consumatori a caccia di opportunità. I contraffattori approfittano della tendenza a cercare offerte inserendo termini chiave come “occasioni” o “sconto”, “outlet” o “saldi” nella loro strategia di ricerca. 

Molte merci contraffatte hanno un prezzo studiato per apparire come beni legali, spesso scontati al 25-50 per cento sul prezzo di listino legale, che è paragonabile ai saldi di fine di stagione o al “fuori tutto”. Questi prezzi “plausibili” consentono ai cacciatori di occasioni di pensare di fare un buon affare sulla merce legale, soprattutto se combinati con la crescente tendenza dei siti non autorizzati a includere campagne di marketing e fotografie verosimili. Le cifre che emergono dal recente Shopping Report di MarkMonitor sono preoccupanti. 

Concentrandosi sui segmenti dei beni di lusso e abbigliamento, MarkMonitor ha sottoposto un panel di consumatori provenienti da Francia, Germania, Italia, Spagna, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti, per un periodo di nove mesi. Utilizzando i dati del panel anonimi e le ricerche di parole chiave, gli analisti MarkMonitor hanno esaminato il traffico verso i siti visitati, tra cui 1.000 siti web che vendono merci e 8.000 siti individuati da MarkMonitor come venditori di merci contraffatte. 

Lo studio ha rivelato che fra i cacciatori di saldi negli Stati Uniti e in Europa 1 su 5 acquistano erroneamente su siti di e-commerce che vendono prodotti contraffatti. Le persone che cercano sconti sono in inferiorità numerica rispetto ai consumatori che cercano merce falsa con un rapporto di 20 a 1. "I consumatori sono stati attratti da siti di e-commerce illegali, causando laperdita di business per i brand. I risultati del nostro Shopping Report sottolineano l'importanza di sviluppare strategie proattive di protezione del marchio nell'era digitale", commenta Jerome Sicard, Regional Manager, Southern Europe, MarkMonitor. 

Inoltre, lo Shopping Report di MarkMonitor ha esaminato molteplici fattori demografici - tra cui l'età, il reddito, l'istruzione e la dimensione delle famiglie - e ha rilevato che c'erano minime differenze demografiche tra i consumatori online che cercano merci contraffatte e coloro che sono semplicemente alla ricerca di offerte di beni legali. Ad esempio, tra i consumatori degli Stati Uniti, circa un quarto degli acquirenti online nel campo dei prodotti di marca (26%) e chi compra merci contraffatte (26%) ha una laurea quadriennale o superiore. 

Circa il 37% degli acquirenti statunitensi di beni legali ha un reddito annuo inferiore a 50.000 $, tra i clienti degli Stati Uniti di merce contraffatta, il 38% guadagna meno di 50.000 $ all'anno. Tra i paesi dell'Unione Europea, la percentuale di consumatori che guadagnano più di 54.000 € all’anno è la stessa per gli acquirenti di beni legali e contraffatti (17%). In conclusione, MarkMonitor mette in guardia i consumatori che acquistano online, invitandoli a osservare i seguenti indizi: 

• Prezzo. Se è troppo bello per essere vero, è probabilmente una” bandiera rossa” e i consumatori dovrebbero essere più vigili. 
• Il sito stesso. Alcuni siti sembrano davvero professionali a prima vista, ma basta prestare attenzione alla pagina "Informazioni su" o "FAQ", i brandjackers non sono sempre così attenti.
Diritto di recesso? I siti affidabili lo specificano chiaramente. 
• Informativa sulla privacy? I contraffattori e i brandjackers di solito non investono tempo nel realizzare una chiara e forte politica della privacy. 
• Qual è la reputazione? Fai una ricerca con le parole 'nome del venditore + truffa' e osservane i risultati


INFORMAZIONI SU MARKMONITOR
MarkMonitor, leader mondiale nella protezione dei marchi e parte della divisione Intellectual Property & Science di Thomson Reuters, utilizza un modello SaaS per fornire tecnologia avanzata e competenza in grado di tutelare il fatturato e la reputazione dei più famosi marchi a livello mondiale.

Oggi, nell’era digitale, i marchi devono affrontare i nuovi rischi derivanti dall’anonimato del web, dalla sua portata globale e da mutevoli modelli di consumo relativi a contenuti digitali, merci e servizi. I clienti scelgono MarkMonitor perché offre una combinazione unica tra esperienza, tecnologia avanzata e solidi rapporti con le aziende che possono così tutelare investimenti di marketing e vendite, mantenendo la fiducia dei propri clienti. Per ulteriori informazioni, visitare il sito www.markmonitor.com.


INFORMAZIONI SU THOMSON REUTERS
Thomson Reuters è la fonte primaria, a livello internazionale, di informazioni intelligenti per aziende e professionisti. Combinando una conoscenza approfondita del settore a tecnologia innovativa, la società fornisce informazioni essenziali ai più importanti decision maker dei settori quali: controllo finanziario e del rischio, legale, fiscale e contabile, proprietà intellettuale e scienza e media, con il sostegno della più accreditata agenzia di stampa del mondo. Thomson Reuters, che ha sede a New York e uffici a Londra ed Eagan (Minnesota), ha 60.000 dipendenti e opera in più di 100 paesi. Per ulteriori informazioni, visitare il sito www.thomsonreuters.com.

MarkMonitor® è un marchio registrato di MarkMonitor Inc. che fa parte della divisione Intellectual Property & Science di Thomson Reuters. Tutti gli altri marchi citati sono di proprietà dei rispettivi titolari. Fonte: Prima Pagina News

Microsoft e Symantec smantellano pericolosa Click Fraud Bamital botnet


Microsoft Corp. e Symantec Corp. hanno interrotto una globale operazione di cibercriminalità chiudendo i server che controllavano centinaia di migliaia di PC, senza la conoscenza dei loro utenti. Come riportato da Reuters, la Microsoft Digital Crimes Unit, in collaborazione con Symantec, ha tirato giù la pericolosa botnet Bamital che dirottava i risultati di ricerca delle persone portandoli a siti Web potenzialmente pericolosi che potevano installare malware sul loro computer, rubare le loro informazioni personali, o in modo fraudolento pagare le imprese per i clic sui banner pubblicitari online.

Blue Coat: 1.500 malnet attive in Internet, 3.4 milioni di attacchi al giorno


Blue Coat Systems, Inc., fornitore leader di soluzioni di sicurezza Web e ottimizzazione della WAN, riflette sulle infrastrutture malnet in continua crescita. Queste reti malware sono create in Internet dai cyber criminali per raggiungere e infettare quanti più utenti possibili e sono responsabili di più dei due terzi di tutti gli attacchi verificatosi nel 2012. La comparsa di queste infrastrutture ha dato il via ad un ciclo auto-alimentante, nel quale gli utenti colpiti dal malware diventano essi stessi vettori di nuovo malware per raggiungere altri sistemi.

Saldi online: 1 utente su 5 ingannato da siti che vendono merci contraffatte


Con la stagione degli acquisti delle festività 2012 dietro l'angolo, MarkMonitor ®, leader mondiale nella protezione del marchio aziendale e parte di Thomson Reuters, ha pubblicato il suo ultimo studio sull'e-commerce e le merci contraffatte. Concentrandosi sui segmenti dei beni di lusso e abbigliamento, lo Shopping Report di MarkMonitor ha rivelato che fra i cacciatori di saldi negli Stati Uniti e in Europa uno su cinque acquistano erroneamente su siti di e-commerce che vendono prodotti contraffatti, mentre sono alla ricerca di offerte on-line. 

Le persone che cercano sconti sono in inferiorità numerica rispetto ai consumatori che cercano merce falsa con una percentuale di 20 a 1. Utilizzando la tecnologia proprietaria per esaminare i modelli di shopping online, MarkMonitor ha lavorato a stretto contatto con Nielsen, leader mondiale nella fornitura di informazioni e approfondimenti su ciò che i consumatori cercano e comprano, per analizzare i dati anonimi di alcuni partecipanti in sei Paesi in un periodo di nove mesi. 

Sono state analizzate quasi cinque milioni di sessioni di shopping durante il periodo di studio, con particolare attenzione ai termini di ricerca utilizzati dagli amanti dello shopping, come 'falso', 'riproduzione', 'economico' o sconto ", per determinare la loro motivazione. Fra i cacciatori di occasioni statunitensi ed europei, circa uno su cinque (ad es. chi cerca termini come a buon mercato, sconto, o outlet) invece di arrivare ai siti ufficiali giunge su siti che vendono merce contraffatta e illegale. I tassi di conversione (definiti come “aggiungere qualcosa nel carrello”) per le visite a questi siti sono stati superiori rispetto ai tassi di conversione per le visite a siti che vendono merce legale. 

"I consumatori sono stati attratti da siti di e-commerce illegali, causando la perdita di business per i brand. I risultati del nostro Shopping Report sottolineano l'importanza di sviluppare strategie proattive di protezione del marchio nell'era digitale ", ha dichiarato Frederick Feldman, chief marketing officer di MarkMonitor. Inoltre, lo Shopping Report di MarkMonitor ha esaminato molteplici fattori demografici - tra cui l'età, il reddito, l'istruzione e la dimensione delle famiglie - e ha rilevato che c'erano minime differenze demografiche tra i consumatori online che cercano merci contraffatte e coloro che sono semplicemente alla ricerca di offerte di beni legali. 

Ad esempio, tra i consumatori degli Stati Uniti, circa un quarto degli acquirenti online nel campo dei prodotti di marca (26%) e chi compra merci contraffatte (26%) ha una laurea quadriennale o superiore. Circa il 37% degli acquirenti statunitensi di beni legali ha un reddito annuo inferiore a 50.000 $, tra i clienti degli Stati Uniti di merce contraffatta, il 38% guadagna meno di 50.000 $ all'anno. Tra i paesi dell'Unione Europea, la percentuale di consumatori che guadagnano più di 54.000 € all’anno è lo stesso per gli acquirenti di beni legali e contraffatti (17%). 

"Questi risultati mettono davvero in discussione l'opinione comune che i consumatori che acquistano merci contraffatte siano nettamente differenti rispetto a quelli che acquistano prodotti autentici", ha commentato Eric Solomon, Senior Vice President, global digital audience measurement di Nielsen. "Con il Cyber Monday dietro l'angolo, i consumatori in tutti i segmenti devono fare attenzione quando comprano on-line." Molte merci contraffatte hanno un prezzo specifico per apparire come beni legali, spesso scontati al 25-50% sul prezzo di listino, sconto paragonabile a quello di fine stagione o al “fuori tutto”. 

Questi prezzi plausibili fanno si che i cacciatori di saldi credano di ottenere un buon affare sulla merce legale, soprattutto se abbinati alla crescente tendenza dei siti non autorizzati a utilizzare le campagne di marketing e le fotografie dei brand ufficiali. "Con l'avvicinarsi della stagione dello shopping delle vacanze, chi lavora nel marketing desidera massimizzare ulteriormente il ROI e le entrate. La metodologia unica che abbiamo sviluppato con Nielsen aiuterà i marchi, fornendo loro nuovi spunti per la richiesta dei loro prodotti e servizi", ha concluso Felman. 

"Integrando dati autorizzati e anonimi del Panel di Nielsen con le informazioni su siti non autorizzati e sul traffico online, siamo in grado di offrire prospettive uniche di modelli di acquisto dei consumatori, in canali alternati di e-commerce e aiutare i brand a recuperare il traffico e le entrate che questi consumatori rappresentano". Lo studio, condotto tra luglio 2011 e marzo 2012, ha analizzato la relazione tra gli acquirenti online, i termini di ricerca che utilizzano e i siti che visitano quando cercano abbigliamento e beni di lusso. 

Utilizzando i dati del panel anonimi e le ricerche di parole chiave, gli analisti MarkMonitor hanno esaminato il traffico verso i siti visitati dai membri del panel, tra cui 1.000 siti web che vendono merci e 8.000 siti individuati da MarkMonitor come venditori di merci contraffatte. Gli analisti hanno segmentato i consumatori a seconda che abbiano visitato siti che vendono prodotti contraffatti e secondo la ricerca delle parole chiave relative sia alle offerte che ai prodotti contraffatti. I partecipanti del panel di Nielsen provenivano da Francia, Germania, Italia, Spagna, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti. Lo Shopping Report di MarkMonitor è disponibile per il download gratuito al link: https://www.markmonitor.com/2012shoppingreport/ 

Informazioni su MarkMonitor
MarkMonitor, leader mondiale nella protezione dei marchi e parte della divisione Intellectual Property & Science di Thomson Reuters, utilizza un modello SaaS per fornire tecnologia avanzata e competenza in grado di tutelare il fatturato e la reputazione dei più famosi marchi a livello mondiale. Oggi, nell’era digitale, i marchi devono affrontare i nuovi rischi derivanti dall’anonimato del web, dalla sua portata globale e da mutevoli modelli di consumo relativi a contenuti digitali, merci e servizi. I clienti scelgono MarkMonitor perché offre una combinazione unica tra esperienza, tecnologia avanzata e solidi rapporti con le aziende che possono così tutelare investimenti di marketing e vendite, mantenendo la fiducia dei propri clienti. Per ulteriori informazioni, visitare il sito www.markmonitor.com

Informazioni su Thomson Reuters
Thomson Reuters è la fonte primaria, a livello internazionale, di informazioni intelligenti per aziende e professionisti. Combinando una conoscenza approfondita del settore a tecnologia innovativa, la società fornisce informazioni essenziali ai più importanti decision maker dei settori quali: controllo finanziario e del rischio, legale, fiscale e contabile, proprietà intellettuale e scienza e media, con il sostegno della più accreditata agenzia di stampa del mondo. Thomson Reuters, che ha sede a New York e uffici a Londra ed Eagan (Minnesota), ha 60.000 dipendenti e opera in più di 100 paesi. Per ulteriori informazioni, visitare il sito www.thomsonreuters.com

MarkMonitor® è un marchio registrato di MarkMonitor Inc. che fa parte della divisione Intellectual Property & Science di Thomson Reuters. Tutti gli altri marchi citati sono di proprietà dei rispettivi titolari. Fonte: Shin Communication

Facebook down: 1,32 milioni account accessibili da Google senza password


"Sorry, something went wrong", è il messaggio di errore che gli utenti di Facebook hanno ricevuto la scorsa notte al momento di accedere o mentre erano loggati sul social network. Dopo il problemi rilevati lo scorso 11 ottobre, ecco arrivare un nuovo down di Facebook. La piattaforma è rimasta inaccessibile nella notte tra il 2 e 3 novembre 2012 da desktop per qualche ora, mentre era possibile accedervi dal sito mobile touch.facebook.com.

McAfee: Emma Watson la celebrità più pericolosa nelle ricerche Web 2012


Emma Watson ha sostituito Heidi Klum nel ruolo di celebrità più pericolosa da ricercare online nel 2012 secondo McAfee. Per il sesto anno consecutivo, McAfee ha analizzato i risultati delle ricerche effettuate sul Web sui personaggi più famosi della cultura popolare alla ricerca dei più pericolosi, tra attori di Hollywood, politici, atleti, musicisti, comici e personaggi pubblici.

Lo studio McAfee Most Dangerous Celebrities™ ha scoperto che le donne sono più pericolose rispetto agli uomini con Jessica Biel al secondo posto e Eva Mendes al terzo. Le donne Latine, poi, hanno infuocato la classifica, occupando saldamente cinque dei primi dieci posti. Dopo la Mendes, Selena Gomez, Shakira e Salma Hayek occupano rispettivamente il quarto, settimo e nono posto, mentre Sofia Vergara conclude la top 10. Il comico Jimmy Kimmel è l'unico maschio all’interno della top 20 di quest'anno.

Spesso i criminali informatici sfruttano le tendenze più in voga e i nomi delle celebrità più popolari per attirare le persone verso siti che in realtà nascondono software dannoso e che sono stati progettati per rubare password e informazioni personali. Chiunque cerchi i video o le immagini più recenti, potrebbe ritrovarsi con un computer carico di malware invece che di foto o altri contenuti. I risultati più pericolosi di quest’anno erano associati alla ricerca del nome delle celebrità con "download gratuiti" e "foto nuda".

"Oggi le celebrità sembrano a portata di mano, le persone si aspettano di poter trovare su internet le ultime foto, i video, i tweets, e le informazioni dell’ultima ora dei loro beniamini. Il materiale è disponibile e facilmente accessibile e l'interazione sempre più elevata, per questo sempre più spesso le persone fanno click su un link senza pensare ai rischi", ha dichiarato Paula Greve, direttore della ricerca sulla sicurezza Web di McAfee.

"Parallelamente all’aumento delle aspettative di chi effettua le ricerche, è cresciuto anche il livello e la sofisticatezza degli autori malware nel creare malvertising, minacce in grado di sfruttare il browser all’insaputa degli utenti, o mascherare URL dannosi all’interno degli URL abbreviati."

Quasi una ricerca su otto su Emma Watson può condurre a un sito dannoso

I fan alla ricerca di "Emma Watson e free downloads", "Emma Watson e foto nuda", "Emma Watson e falsi" o "Emma Watson e sballato" rischiano di incorrere in minacce online progettate per carpire le informazioni personali. Cliccando su questi siti pericolosi e scaricando foto e video i navigatori sono esposti al rischio di scaricare virus e malware.

I ricercatori di McAfee hanno scoperto che volendo ricercare le più recenti immagini di Emma Watson c’è una probabilità del 12,6% di arrivare su un sito web positivo alle minacce online, come spyware, adware, spam, phishing, virus e altro malware. Lo studio utilizza le valutazioni dei siti di McAfee® SiteAdvisor® che indicano quali siti sono rischiosi per la ricerca dei nomi delle celebrità sul web e calcola una percentuale di rischio complessivo. Le prime 10 celebrità dello studio di quest'anno che hanno avuto la più alta percentuale di rischio sono state:


Posizione   Celebrità

1. Emma Watson – Meglio conosciuta per il suo ruolo di Hermione Granger in "Harry Potter", l'attrice britannica in cima alla lista come celebrità più pericolosa del 2012. La Watson è inoltre protagonista di altri film, tra cui "My Week with Marilyn" (Marilyn) e "The Perks of Being a Wallflower" (Noi siamo infinito) ed è testimonial di Lancôme.

2. Jessica Biel – Già celebrità più pericolosa nel 2009 aveva perso qualche posizione per riconquistarne due quest'anno salendo dal 4 posto del 2011 al 2 di quest’anno. La Biel continua ad essere sotto i riflettori per il suo fidanzamento con Justin Timberlake e il suo ruolo in "Total Recall" del 2012.

3. Eva Mendes – Una new entry nella nostra classifica, la Mendes ha recitato in film come "2 Fast 2 Furious" e '"Hitch" attualmente nella cronaca rosa per la sua storia con Ryan Gosling.

4. Selena Gomez – La musicista e attrice è meglio conosciuta per il ruolo di Alex Russo nella serie Disney "Wizards of Waverly Place" (i Maghi di Waverly) e per la relazione con l’idolo delle teenager Justin Bieber. È stata scelta per il film di prossima uscita “Parental Guidance Suggested” ed è stata recentemente nominata una delle Top 10 Social Media Superstar da Forbes.

5. Halle Berry – L’attrice premio Oscar attrice è famosa per i ruoli in film d’azione e horror tra cui "Catwoman" e "Gothika". La Berry è oggi sotto i riflettori anche per la battaglia per la custodia di suo figlio con il padre Gabriel Aubry.

6. Megan Fox – L'attrice sexy è salita di 9 posizioni rispetto alla quindicesima che occupava lo scorso anno. Sulla cresta dell’onda per la notizia della sua gravidanza con il marito Brian Austin Green e per il suo ruolo nel film di prossima uscita “This is 40” (sequel di “Molto incinta”).

7. Shakira – La danzatrice del ventre cantante/compositrice nota per le sue canzoni “Hips Don’t Lie” e “Whenever, Wherever” si posiziona al numero 7. Recentemente è stata nominata una delle donne più potenti del mondo da Forbes ed è al 6 posto nella classifica dei Top 10 Social Media Superstar compilata da Forbes.

8. Cameron Diaz – Celebrità più pericolosa nel 2010, è scesa all'ottavo posto, con un numero leggermente inferiore di siti a rischio nelle ricerche effettuate quest'anno. E 'stata recentemente sotto i riflettori per la presunta relazione con Alex Rodriguez. Si dice anche che sarà la protagonista di "Expendables 3."

9. Salma Hayek – L'attrice, produttrice e regista ha ricevuto un Academy Award per il ruolo di Frida Kahlo in "Frida" e recentemente ha recitato in “Savages.” È attualmente nella cronaca per le controverse osservazioni sulla sua eredità messicana in una recente intervista a Vogue Germania. È sposata con il miliardario François-Henri Pinault.

10. Sofia Vergara – L'attrice e modella colombiana più nota per il suo ruolo comico di Gloria Delgado-Pritchett nella serie "Modern Family" della ABC vincitrice di un Emmy Award conclude la top 10. Ha anche recitato nel film "The Three Stooges" (I tre marmittoni) di quest'anno ed è stata recentemente nominata da Forbes una delle donne più potenti del mondo e l’attrice TV più pagata. Ha recentemente annunciato il suo fidanzamento con l’uomo d'affari Nick Loeb.

È pericoloso cercare le donne latine


Eva Mendes (No. 3), Selena Gomez (No. 4), Shakira (No. 7), Salma Hayek (No. 9), e Sofia Vergara (No. 10) sono 5 delle prime 10 celebrità più pericolose in elenco.


Le donne sono più pericolose degli uomini


Jimmy Kimmel (n ° 13) è l'unico uomo nelle prime 20 posizioni, con Piers Morgan e Brad Pitt che escono dalla lista di dove figuravano rispettivamente al 3° e al ° 10 posto.


Attenti alle Supermodel


Tre top model sono rientrate nella top 20 di quest'anno. Ricercare file da scaricare relativi a Elle Macpherson (n. 16), Bar Refaeli (n. 17), e Kate Upton (n. 20) può condurre a siti pericolosi.


Le musiciste non sono sicure


Le giovani artiste portano quasi certamente a siti web con malware e rischiosi. Selena Gomez (n. 4), Shakira (n. 7), e Taylor Swift (n. 15) tutte classificate tra i primi 20.


I titoli non fanno il malware


Tom Cruise, Katie Holmes, Kristen Stewart e Robert Pattinson hanno tutti disertato la top 50 di quest'anno, nonostante la pubblicità che circonda il divorzio Cruise-Holmes e lo scandalo del tradimento Stewart-Pattinson.


"Film Hot e spettacoli televisivi, premi e riconoscimenti del settore sembrano attirare più delle prime pagine", ha concluso la Greve. "Eppure, la ricerca su qualsiasi celebrità può portare a siti pericolosi, come nel caso di celebrità Tedesche e Italiane che quest’anno hanno dato risultati che non li hanno fatti includere tra i più pericolosi. Il pubblico dovrebbe usare cautela evitando di fare clic sulle pagine che sembrano sospette".

Da un anno all’altro


Heidi Klum, Piers Morgan, Mila Kunis, Katherine Heigl, Anna Paquin, Adriana Lima Scarlett Johansson, Brad Pitt, Emma Stone, e Rachel McAdams quest'anno hanno abbandonato la top 10 (lo scorso anno Pitt, Stone e McAdams si contendevano la 10° posizione).


Suggerimenti per proteggersi:


Prestare attenzione quando viene chiesto di scaricare qualcosa prima di fornire all'utente contenuti. Si consiglia di scegliere di guardare i video in streaming o di scaricare i contenuti da un sito stabilito, come Hulu, Netflix, NBC, o ABCtv.


- I download gratuiti sono significativamente il termine di ricerca a rischio più elevato. Chi cerca video o file da scaricare deve fare attenzione per non avviare del malware sul proprio computer.

- Dal momento che la maggior parte delle persone utilizza una varietà di dispositivi per seguire su Internet i propri beniamini, è bene essere sicuri di avere, una protezione completa e aggiornata per tutti i dispositivi. È importante disporre di una protezione, come ad esempio McAfee® All Access, su tutti i dispositivi di Internet, inclusi PC, Mac, smartphone, tablet e netbook.

Una versione gratuita di SiteAdvisor può essere scaricata sul sito www.siteadvisor.com.

Ulteriori informazioni:

- Ulteriori informazioni sulla ricerca e sui risultati sono disponibili ai seguenti indirizzi:



Informazioni aggiornate sulle ultime minacce rilevate e consigli per navigare in modo sicuro sono disponibili presso McAfee Security Advice Center e sulla pagina Facebook di McAfee www.facebook.com/mcafee.

La tecnologia McAfee® SiteAdvisor®

La tecnologia McAfee SiteAdvisor protegge gli utenti da siti web pericolosi e exploit del browser e informa gli utenti se un sito web è stato analizzato da McAfee. La tecnologia SiteAdvisor testa e classifica ogni sito trafficato su Internet e utilizza icone di coloro rosso, giallo e verde per indicare il livello di pericolosità di un sito web. I punteggi dei siti di SiteAdvisor vengono creati utilizzando una tecnologia avanzata brevettata per condurre test automatici dei siti web.

Sophos: attacchi BlackSeo correlati alla Pasqua rimandano a scareware


Come in occasione di altre festività passate, è banale per gli spammer prevedere termini di ricerca popolari. Quindi, con la Pasqua imminente, non è sorprendente che via sia un aumento degli attacchi BlackSeo questa settimana che hanno usato temi come 'uova', 'cioccolato' e 'coniglietti'. I ricercatori di sicurezza avvertono che i distributori di malware traggono profitto dagli interessi correlati alla festività.

Norton, i curiosi amatori di Twilight bersagli dei criminali informatici


"Twilight: Breaking Dawn Part 1", il quarto della serie di cinque film della saga di "Twilight", uscirà nelle sale cinematografiche degli Stati Uniti il prossimo Venerdì 18 novembre. Breaking Dawn, da oggi in anteprima mondiale in Italia, Spagna e Francia, e da venerdì su tutti gli schermi del pianeta, racconta il matrimonio, il viaggio di nozze e i tormentati giorni successivi di Bella ed Edward (cioè Kristen Stewart e Robert Pattinson).

Symantec scopre truffa attraverso clic fraud veicolata da file infector


I ricercatori di sicurezza di Symantec hanno scoperto una truffa attraverso clic fraudolenti con l'aiuto di un file infector sofisticato. I file infector sono tipologie di virus che infettano i file, modificandone la struttura interna in modo tale da essere eseguiti quando viene lanciata l'applicazione che li ospita. In realtà l'infector, chiamato W32.Xpaj.B, ha attirato l'attenzione degli analisti di malware per il suo complesso sistema tecncio di evasione. W32.Xpaj.B è uno degli agenti infettanti di file più complessi e sofisticati che Symantec abbia mai incontrato.

Google avverte gli utenti della presenza di malware durante le ricerche


Google ha compiuto un passo senza precedenti avvertendo gli utenti che i loro computer sono infettati da pezzi di malware che dirottano il traffico di ricerca. L'avviso viene visualizzato su google.com e appare solo per gli utenti il cui traffico di ricerca viene reindirizzato attraverso specifici indirizzi IP associati a questa minaccia. Il malware affligge (guarda caso) solo i computer con Windows.

"Internet porta notevoli benefici alla società. Sfortunatamente, alcune persone lo utilizzano a proprio vantaggio per nuocere a scapito di altri. Noi crediamo nel potere del web e delle informazioni, e lavoriamo ogni giorno per rilevare potenziali abusi dei nostri servizi e respingere gli attacchi. Mentre lavoriamo per proteggere i nostri utenti e le loro informazioni, a volte scopriamo schemi di insolita attività. Recentemente, abbiamo trovato una parte del traffico insolito di ricerca durante l'esecuzione di manutenzione ordinaria su uno dei nostri data center", ha detto Damian Menscher, Security Engineer sul blog di Google dedicato alla sicurezza.

"Dopo aver collaborato con gli ingegneri della sicurezza in diverse aziende alle quali erano stato modificato l'invio di questo traffico - prosegue Menscher -, abbiamo determinato che i computer presentano questo comportamento sono stati infettati con un ceppo particolare di software dannoso, o 'malware'. Come risultato di questa scoperta, oggi alcune persone vedranno una notifica di primo piano al vertice dei loro risultati di ricerca web di Google"

 Secondo la società, il malware è stato identificato dopo che modelli di traffico insoliti sono stati rilevati durante un'operazione di manutenzione ordinaria. Il gigante della ricerca ha contattato le aziende da cui il traffico era stato originato e ha stabilito che i loro computer sono stati infettati con un click fraud trojan.


Il traffico routing di ricerca tramite server proxy dà agli aggressori la possibilità di manipolare le risposte. Di solito questo viene usato per introdurre gli annunci che generano reddito per i truffatori nei risultati di ricerca. Gli utenti colpiti vengono avvertiti nel momento in cui aprono la ricerca con un messaggio da Google dove si legge:

"Sembra che il computer è infettato con un software che intercetta la tua connessione a Google e altri siti", e contiene un link che porta gli utenti ad un documento di aiuto che fornisce istruzioni su come affrontare il problema. Google è di solito molto attento ai cambiamenti effettuati al suo sito di ricerca e favorisce un design minimale. Pertanto, la decisione di aggiungere questa notifica è una decisione importante per l'azienda.

"Questo è importante: Google è stata in grado di rilevare un numero elevato di computer infettati da una parte specifica di malware. Se vai su Google e fai una ricerca (qualsiasi parola andrà bene) in questo momento, verifica se ottieni un messaggio di avviso 'Il computer sembra essere infetto' in cima ai risultati di ricerca. Se viene visualizzato il messaggio, è necessario ripulire l'infezione dalla vostra macchina", ha detto Matt Cutts in un post sul nuovo Google+, capo del team antispam di Google.

"Stiamo provando questo esperimento per avvisare e proteggere i consumatori che riteniamo avere macchine infette. Si prega di condividere questo ampiamente. Aggiunto: questo è il malware specifico per Windows. Ricordarsi di fare una ricerca reale (ogni ricerca che farai) e controlla la parte superiore della pagina dei risultati della ricerca: non basta andare sulla home page", conclude Cutts. Non è chiaro se l'azienda prevede di usare lo stesso metodo per mettere in guardia sulle minacce future, ma è difficile dire come sarebbe in grado di determinare l'infezione degli utenti in altre situazioni.

Google: Me on the Web, la vostra reputazione online sotto controllo

Se avete un account Google, avrete la possibilità di tenere d'occhio quello che il web dice di voi, giorno dopo giorno. Per tutelare la privacy anche su Facebook, Google lancia Me on the Web per monitorare lo stato della privacy online e il livello della vostra reputazione su Internet. Grazie al nuovo servizio Me on the web, potete ricevere un'e-mail quando menzionano il vostro nome o indirizzo di posta.

Negli ultimi anni, è diventato più facile pubblicare informazioni sul proprio profilo on-line, attraverso nuove piattaforme potenti come i siti di social networking e servizi di condivisione foto. Un modo per gestire la vostra privacy su questi siti è quello di decidere chi può vedere in particolare queste informazioni, determinare siano visibili solo a pochi amici, familiari o chiunque sul web. Ma, un'altra decisione importante è la scelta di come si viene identificati quando si inviano tali informazioni. Per questo motivo Google introduce lo strumento "Me on the Web" (Io sul Web) ed è volto ad agevolare il monitoraggio del proprio profilo sul web, consentendo un accesso semplice alle procedure per il controllo di quali informazioni personali sono presenti sul web. Il servizio offre anche un sistema di suggerimenti per permettere all’utente di gestire al meglio la propria identità online e rimuovere possibili contenuti indesiderati contattando ad esempio direttamente il webmaster di un forum per chiedere la rimozione di un post sgradito. Funziona esattamente come l'attuale sistema di Alert previsto su Gmail, che invia un messaggio con link e sommari di notizie o articoli pubblicati su un argomento specifico, di qualunque genere. Proprio come gli Alert, gli avvisi di Me on the Web si possono ricevere ogni volta che il vostro nome viene individuato dal motore di ricerca, o con cadenza giornaliera e settimanale.


"La vostra identità online è determinata non solo da ciò che voi postate, ma anche da ciò che gli altri pubblicano su di voi - sia che si tratti di una menzione in un post sul blog, un tag in una foto o una risposta a un aggiornamento di stato", illustra il blog della Public Policy di Google. Google ha lavorato duramente per costruire varie opzioni di identità nei prodotti di Google. Per esempio, è possibile identificare se stessi per nome quando si invia una risposta a una domanda in un forum in modo che i lettori sappiano se la risposta è rispettabile, mentre se si caricano video su una causa controversa si può scegliere di pubblicarli sotto uno pseudonimo. Tuttavia, la vostra identità online è determinata non solo da ciò che si posta, ma anche da ciò che gli altri post dicono su di voi - se qualcuno vi menziona in un post sul blog, un tag foto o una risposta ad un aggiornamento di stato pubblico. Quando qualcuno cerca il vostro nome su un motore di ricerca come Google, i risultati che appaiono sono una combinazione di informazioni che avete inviato e informazioni pubblicate da altri. Google ha rilasciato oggi un nuovo strumento per contribuire a rendere più facile monitorare la propria identità sul web e per fornire un facile accesso ai servizi relativi a modi per controllare quali informazioni sul web. Me on the Web è un'ottimo strumento di privacy, e appare come una sezione della Dashboard di Google proprio sotto i dettagli dell'account.

Doodle di Google utilizzati per scaricare scareware sui computer


Dopo le ricerche di Google immagini usate per distribuire malware, anche gli anniversari di Google vengono utilizzati per infettare gli utenti con programmi scareware. I cybercriminali riescono a spingere link malevoli nei risultati delle parole chiave di ricerca più popolari, sfruttando il posizionamento di ricerca di siti Web legittimi che sono stati compromessi. Google ha preso da tempo l'abitudine di onorare diversi individui o, celebrare varie festività, cambiando il proprio logo con la grafica disegnata appositamente per queste occasioni e che sono soprannominati "doodle" (letteralmente "scarabocchi"). Se la celebrazione ha un significato internazionale (ma anche locale, come in occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia), Google cambia il logo su tutti i suoi siti web locali. Quando si fa clic, questi doodle portano gli utenti a una pagina di ricerca di Google che contiene un insieme di parole chiave correlate alla manifestazione. Ad esempio, mercoledi scorso la società ha sostituito il suo logo con un doodle in onore di Martha Graham,  la leggendaria danzatrice moderna americana, il cui talento è riconosciuto a livello internazionale. Come al solito, cliccando sul doodle tutti gli utenti sono stati rimandati ai risultati della ricerca su Google per "Martha Graham", con la terza voce sulla pagina che è una diapositiva dei risultati delle immagini da Google Immagini.


Secondo i ricercatori di sicurezza del vendor tedesco Avira antivirus, molte delle immagini visualizzate in quei risultati della ricerca sono stati ricollegati a pagine scareware dannose. Facendo clic su una delle miniature "infette" viene aperto il sito web che ospita il file "maligno". Mentre il sito è in fase di caricamento, l'utente viene reindirizzato ad un URL generato in modo casuale.


Subito dopo il redirect, Internet Explorer si presenta con un popup scareware usato spesso per ingannare l'utente a cliccare sul pulsante "OK". Confermando il popup con "OK" si apre una nuova finestra di Internet Explorer, che sembra molto simile a "Risorse del computer" in Windows Explorer. Mostrando alcuni falsi hard-drive, floppy-drive e un lettore CD, comportamenti standard dei FakeAV.


I siti sono ospitati sul dominio Co.cc, che è spesso collegato ad attività e contenuti dannosi. Questi prodotti falsi antivirus sono noti generalmente come scareware o rogueware e cercano di indurre gli utenti a pagare per una licenza inutile, prendendo in ostaggio il PC. La distribuzione di scareware è una delle attività più redditizie per i cybercriminali e il denaro guadagnato viene utilizzato per finanziare altre operazioni.


Durante il processo di scansione, alcune infezioni false vengono visualizzati al centro dello schermo. Dopo viene visualizzato un nuovo popup, offrendo un pulsante "Rimuovi tutto" e il pulsante "Annulla". Ma come al solito i due pulsanti fanno esattamente la stessa cosa. Il popup cerca di imitare il look di Windows Defender. Come previsto, i due pulsanti offrono un nuovo file per il download.


Il file scaricato è seguito da un altro falso programma AntiVirus chiamato SecurityScanner.exe. L'esecuzione di questa applicazione installa la XP Home Security 2011 sul computer, l'attuale spam che viene distribuito in giro sul web. Il programma è davvero spietato contro i veri programmi AV. Durante il processo di installazione, lo strumento disabilita i popup di notifica di un programma antivirus installato in locale, così come Windows Firewall. Inoltre, disabilita anche il servizio di aggiornamento di Windows e sostituisce la finestra di Windows Security Center con una nuova, proponendo XP Home Security 2011 come soluzione. Il sito, come generalmente accade in questi casi, offre il pagamento di una "Licenza a vita per soli 79,95 dollari". La strategia di business alle spalle una società di falsi antivirus al giorno d'oggi sembra davvero professionale. È possibile acquistare licenze e pagarli con carta di credito. Alcuni di essi offrono anche una hotline di assistenza per il loro prodotto, dove l'utente ottiene suggerimenti su come rimuovere reali prodotti antivirus. Avira protegge i clienti sin dalla versione di rilevazione malware VDF 7.11.07.254 con cui Avira individua la minaccia come TR / FakeAV.gra.  Si sconsiglia vivamente agli utenti di scaricare e installare automaticamente le applicazioni offerte da siti web che indicano nei vostri computer problemi di stabilità o di sicurezza. I prodotti di sicurezza dovrebbero essere ottenuti solo da fornitori affidabili o da siti di download attendibili.

Google Immagini, virus infettano il motore di ricerca immagini Google


Un nuovo allarme per la sicurezza legato a Google Immagini è stato lanciato da alcuni ricercatori. Il servizio fornito da Google per la ricerca di immagini nel web sarebbe finito nel mirino di un gruppo di cybercriminali, i quali avrebbero ideato un sistema in grado di sfruttare i click provenienti dal servizio per reindirizzare ignari visitatori verso apposite pagine. Per diverse settimane, alcuni lettori si sono lamentati che cliccando sui risultati di Google Immagini vengono diretti alle pagine Web che spingono a scaricare rogue anti-virus e scareware, dando vita ad allarmi di sicurezza e avvertenze fuorvianti.

Lizamoon: attenzione al nuovo attacco malware, milioni di siti infettati


LizaMoon è il nome di un attacco scareware, il cui funzionamento è fondato sul timore di attacchi informatici. Websense Security Labs e il Websense ThreatSeeker Network hanno identificato una nuova campagna dannosa che sfrutta la tecnica SQL injection che gli esperti chiamiamo LizaMoon attack. Ricordiamo che si chiama SQL injection una particolare pratica di attacco che mira a colpire applicazioni web che si appoggiano a DBMS per la memorizzazione e la gestione di dati. L'attacco si concretizza quando l'aggressore riesce ad inviare alla web application, semplicemente usando il browser, una query SQL arbitraria.

La Polizia Postale scopre contenuti porno in siti di grammatica bimbi


La Polizia Postale e delle Comunicazioni ha scoperto un' ulteriore tecnica di diffusione di materiale pornografico dai contenuti estremi. In alcuni siti web sono stati inseriti, talvolta all'insaputa dei titolari degli spazi, contenuti pornografici associandoli a parole chiave completamente scollegate dai contenuti delle pagine effettivamente pubblicate. In particolare, digitando ''Analisi grammaticale di IV elementare'' e, cliccando sulla ricerca selezionata, si aprivano, invece, pagine con immagini e video di sesso estremo, che potevano essere dunque visualizzati dai bambini.