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McAfee riporta boom di attacchi ad account cloud durante epidemia


Gli attacchi esterni agli account cloud sono cresciuti del 630% da gennaio ad aprile. Lo stesso utilizzo dei servizi cloud delle aziende è aumentato del 50%. Cisco WebEx, Zoom, Microsoft Teams e Slack hanno registrato un aumento fino al 600%. McAfee, la società di cybersecurity da dispositivo a cloud, ha rilasciato un nuovo studio di ricerca intitolato Cloud Adoption & Risk Report - Work-from-Home Edition. Il rapporto rivela una correlazione tra il maggiore utilizzo di servizi cloud e strumenti di collaborazione, come Cisco WebEx, Zoom, Microsoft Teams e Slack durante la pandemia di COVID-19, insieme a un aumento degli attacchi informatici contro il cloud computing.

Symantec, crescono attacchi Formjacking: a rischio ditte e consumer


Il report annuale di Symantec sulle minacce rivela attacchi più ambiziosi, distruttivi e furtivi, aumentando la posta in gioco per le organizzazioni. Quasi uno su dieci gruppi di attacchi mirati ora utilizza il malware per distruggere e interrompere le operazioni aziendali; in aumento del 25 percento rispetto al 2017. Gli aggressori migliorano le tattiche provate e collaudate tra cui spear-phishing, hackeraggio di strumenti legittimi e allegati e-mail dannosi. Le infezioni da Enterprise ransomware salgono del 12 percento. Le risorse cloud sono obiettivi sempre più facili per i ladri digitali con 70 milioni di record rubati o trapelati da bucket di storage pubblico S3 configurati in modo inadeguato.

Cyberattack al Miur: online 26mila email e pass, ministero smentisce


Importante attacco informatico al sito del Ministero dell'Istruzione da parte di Anonymous, riuniti per l'occasione nel collettivo di LulzSec Italia. Gli hacker hanno messo in rete oltre 26mila indirizzi email con relativa password dei docenti che afferiscono al Miur. Oggetto dell'attacco la Buona scuola di Matteo Renzi, che a quanto pare non piace al gruppo di hacker. Ma il Ministero dell'Istruzione precisa che i dati pubblicati in seguito al cyberattacco non sono riconducibili a componenti dei sistemi informatici del ministero. Nell'attività di verifica degli effetti dell'attacco hacker, gli uffici del Miur hanno preso contatti anche con l'ente di ricerca nazionale Indire e con il consorzio italiano Cineca.

Attacco ransomware globale in corso: aggiornamenti da Check Point


Un cyberattacco globale che utilizza un ransomware MBR, simile a quello dello scorso maggio realizzato tramite il virus WannaCry, è stato lanciato martedì 27 giugno. Check Point segnala che la maggior parte degli attacchi è avvenuta in Ucraina, coinvolgendo la banca centrale, uffici governativi e aziende private di quel paese. L’attacco si è comunque diffuso in molti paesi dell’Europa, America, Medio Oriente e Asia. Tra le organizzazioni prese di mira anche parecchie infrastrutture critiche, come la centrale nucleare di Chernobyl. Il malware utilizzato è una variante di Petya, un tipo di malware, già identificato a marzo 2016, che cripta l’intero hard disk, anziché ogni file singolarmente.

Forcepoint, attacchi ransomware a livello globale: metodi per evitarli


Ospedali, grandi aziende e uffici governativi sono stati colpiti da una massiccia ondata di attacchi informatici in tutto il mondo che hanno preso il controllo dei PC fino a quando le vittime non hanno pagato un riscatto. Ci sono segnalazioni di infezioni in 99 paesi, tra cui Russia e Cina. Forcepoint Security Labs™ ha detto che l'attacco ha avuto "portata globale" ed ha interessato anche Australia, Belgio, Francia, Germania, Italia e Messico. Il ransomware, chiamato "WannaCry," blocca tutti i file su un PC infetto e chiede al suo amministratore di pagare al fine di riprenderne il controllo. L'exploit è trapelato lo scorso mese come parte di un tool di strumenti di spionaggio rubati alla National Security Agency (NSA).

PT Security, vulnerabilità dei sistemi Scada: proteggersi è strategico


La crescente popolarità dei sistemi di controllo dei processi industriali, le procedure organizzative e il funzionamento interno del contesto imprenditoriale trova riscontro in una maggiore enfasi sull’importanza dell’automazione. L’aumento della necessità di automazione tra diversi settori verticali  alimenta la domanda dei sistemi SCADA come strumenti automatici efficienti. Il termine SCADA, acronimo dall’inglese “Supervisory Control And Data Acquisition” (Controllo di Supervisione e Acquisizione Dati), si riferisce ad un sistema informatico, dall’architettura tipicamente distribuita e con gestione centralizzata, utilizzato per il monitoraggio e controllo elettronico dei sistemi industriali.

Arbor Networks: attacchi DDoS spesso un paravento per frodi e furti


Un attacco DDos può celare una condotta più nociva, secondo gli esperti di Arbor Networks. Non vi è alcuna particolare sottigliezza né sfumatura in un attacco DDoS: la console per la gestione degli incidenti si illumina come un albero di Natale, scattano tutti gli allarmi che segnalano il fermo o il rallentamento della rete, gli utenti del sistema e i relativi responsabili iniziano a inoltrare messaggi in preda al panico perché l'attività è bloccata. Chiunque ne sia vittima si interroga: chi mai avrebbe dovuto farci questo? Si tratterà di una cyber-estorsione? Un concorrente sleale? Hacktivisti che cercano di mandare un messaggio? La realtà può essere molto più complessa rispetto a ciò che le apparenze suggeriscono.

G Data: Internet delle cose, ovvero dei problemi e la storia continua


Le minacce informatiche ai danni di una fruizione “a cuor leggero” dell’Internet delle cose toccano moltissimi settori, tra cui anche l’industria automobilistica, il settore del fitness ed il servizio sanitario. Non si prevedono battute d’arresto, al contrario, G DATA Software AG si aspetta una crescita esponenziale degli abusi sui dati raccolti tramite device IoT nei prossimi anni. Quasi sei mesi fa Eddy Willems, Security Evangelist di G DATA ha trattato i problemi che potrebbero sorgere con l‘Internet delle cose (in inglese “Internet of Things”, abbreviato IoT). E indovinate un pò? Quasi tutto ciò che aveva pronosticato ha già avuto luogo, superando addirittura qualsiasi aspettativa… non è una bella cosa.

Wild Neutron: gruppo di cyberspionaggio torna con nuovi espedienti


Uno strumento di hacking, già usato nel 2013, è nuovamente utilizzato nel 2015, in versione moderna. Nel 2013, un gruppo di hacker noto a Kaspersky Lab come "Wild Neutron" (conosciuto anche come "Jripbot" e "Morpho"), ha attaccato diverse aziende di alto profilo tra cui Apple, Facebook, Twitter e Microsoft. A seguito dell’enorme pubblicità fatta a questo attacco il gruppo criminale ha interrotto la propria attività per quasi un anno per poi riprendere verso la fine del 2013 e continuare fino al 2015. Il gruppo utilizza un certificato di verifica di validità del codice rubato e uno sconosciuto exploit Flash Player per infettare aziende e utenti privati di tutto il mondo e rubare informazioni aziendali sensibili.

Hacking: sottratti dati personali di 4 milioni di impiegati federali Usa


Una massiccia violazione ad opera di hacker è stata messa segno ai danni dell'Office of personnel management (Opm). I dati personali di 4 milioni di impiegati federali americani sono finiti nelle mani degli hacker. Il governo statunitense ha ammesso di aver subito un attacco informatico di enormi proporzioni nei confronti dell'agenzia federale addetta alla gestione del personale, dietro cui ci sarebbero hacker cinesi secondo quanto scritto dal Washington Post e dalla Cnn, che hanno citato fonti di intelligence. È una delle più grandi violazioni degli ultimi anni e la seconda intrusione nella stessa agenzia da parte della Cina in meno di un anno.

Polizia di Stato: i dettagli dell'operazione Unmask contro Anonymous


Hacker italiani del gruppo di Anonymous arrestati dalla Polizia di Stato. Nelle ultime ore la Polizia di Stato ha portato a termine un’articolata operazione, frutto di lunghe e laboriose indagini che hanno permesso di individuare una cellula criminale al vertice dell’attuale panorama hacktivista italiano, responsabile nel tempo di numerosi attacchi ai danni dei sistemi informatici di importanti infrastrutture critiche, siti istituzionali e di rilevanti realtà economiche del paese, da ultimo anche i sistemi informatici di Expo 2015 e del Ministero della Difesa nell’ambito della campagna Antimilitarist (#2), con pubblicazione di un corposo leak di materiale proprio nella giornata di lunedì 20 maggio.

Dating, IBM Security: oltre il 60% delle app per incontri è vulnerabile


Un’analisi condotta da IBM (NYSE: IBM) Security ha rilevato che oltre il 60 percento delle principali app mobile per gli incontri è potenzialmente vulnerabile a svariati tipi di attacchi informatici, mettendo a rischio le informazioni personali dell’utente e i dati aziendali. Lo studio di IBM rivela che molte di queste applicazioni vulnerabili hanno accesso a funzionalità critiche dei dispositivi mobili, quali fotocamera, microfono, memoria, localizzazione GPS e informazioni di pagamento attraverso il mobile wallet, rendendole appetibili e facili prede degli hacker.

IBM: -50% cyber attacchi al settore retail ma è record per furto dati


Dimezzato il numero di attacchi hacker diretti al settore retail, ma nel complesso si mantiene su cifre da record il furto di dati dei clienti. Secondo risultati recentemente pubblicati da IBM, nonostante la riduzione del 50 percento degli attacchi informatici perpetrati nei confronti dei retailer statunitensi, il numero di dati rubati si continua a mantenere a livelli di record. I ricercatori di IBM Security riferiscono che, nel 2014, gli hacker sono riusciti comunque a rubare alle aziende del retail più di 61 milioni di dati clienti, nonostante la diminuzione degli attacchi, a dimostrazione del crescente grado di sofisticatezza e di efficienza del crimine informatico.

Attacco hacker a Sony, Fbi conferma: Corea del Nord è responsabile


L'FBI conferma il coinvolgimento di Pyongyang nell'attacco informatico contro Sony Pictures Entertainment e alle minacce terroristiche che hanno portato al ritiro della pellicola The Interview, prodotta dal colosso giapponese. Tre settimane fa, un gruppo di hacker che si fa chiamare Guardians of Peace o #GOP ha fatto irruzione nella rete aziendale di Sony Pictures e ha rubato centinaia di migliaia di documenti, contratti e messaggi di posta elettronica. Nel corso delle settimane dopo l'attacco, lotti di documenti sono stati pubblicati on-line in modo intermittente e diffuso su reti di file-sharing.

Partner Data: foto rubate sul Web, come proteggere i dati nel Cloud


Il controllo degli accessi alla fonte appare il sistema più efficace per proteggersi dalle perdite dei dati sensibili.  Partner Data*, leader nel mercato dei prodotti per la sicurezza IT e protezione del software, ha realizzato un approfondimento dedicato al tema della sicurezza sul Cloud, un dibattito riemerso con prepotenza dopo i recenti episodi che hanno visto numerosi furti di immagini private. Maurizio Moroni, responsabile divisione Security di Partner Data, fa il punto su potenzialità e limiti del Cloud, individuando alcune strategie che l’utente finale può mettere in atto per assicurarsi maggiore sicurezza. Possiamo riassumere le principali qualità del cloud computing usando tre termini specifici.

Cyber Europe: più grande esercitazione sulla sicurezza IT in Europa


Ieri, giovedì 30 ottobre, più di 200 organizzazioni e di 400 professionisti che operano nel settore della sicurezza informatica di 29 paesi europei hanno messo alla prova la loro capacità di contrastare gli attacchi informatici in una simulazione che è durata un'intera giornata, organizzata dall'Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione (ENISA). Lo ha annunciato una nota della Commissione europea, sottolineando come nel Cyber Europe 2014 l'esercitazione ha simulato una crisi di vasta portata che interessato infrastrutture informatiche di importanza critica.

Allarme sicurezza, G Data rivela: ogni 8,6 secondi un nuovo malware


Gli esperti dei G DATA SecurityLabs hanno scoperto ben 1,8 milioni di nuovi attacchi malware per computer nella prima metà del 2014. Questo significa in pratica che ogni 8.6 secondi viene scoperto un nuovo malware. Gli esperti di G DATA hanno rilevato un aumento in due categorie che offrono elevati riscontri finanziari – il malware focalizzato sulle frodi all’online banking e l’adware. Lo sviluppo mondiale nel settore dei Trojan bancari è osservato con preoccupazione dagli esperti che si aspettano un ulteriore aumento in questa categoria di malware entro la fine dell’anno.

Kaspersky: metà istituzioni finanziarie non teme perdite da cybercrime


Secondo un sondaggio condotto da Kaspersky Lab e da B2B International nel corso della prima metà del 2014, il 52% delle società finanziarie rimborsa le perdite subite dai clienti durante una frode online, senza indagare sulle circostanze. Quasi un terzo delle aziende ritiene che i costi sostenuti a causa delle minacce informatiche sono inferiori al costo che comporterebbe dotarsi di una protezione. Considerato l'interesse sempre maggiore dei cybercriminali nei confronti dell'e-payments, questo approccio potrebbe tradursi in notevoli spese per l'azienda.

Akamai: Stato di Internet relativo al Q3 2013, salgono attacchi DDos


Akamai Technologies, Inc. (NASDAQ: AKAM), il provider leader di servizi cloud per la distribuzione, l'ottimizzazione e la protezione di contenuti online e applicazioni aziendali, ha pubblicato il suo Rapporto sullo stato di Internet relativo al terzo trimestre 2013. In base ai dati raccolti dall'Akamai Intelligent Platform™, il rapporto fornisce una visione delle principali statistiche globali come la connettività di rete e le velocità di connessione, il traffico legato agli attacchi, l'adozione e la disponibilità della banda larga e molte altre ancora.

Il Rapporto sullo stato di Internet del terzo trimestre 2013 include approfondimenti sulla probabilità di attacchi DDoS ripetuti verso un singolo obiettivo, la continua attività di attacco da parte di un gruppo che si fa chiamare Syrian Electronic Army (SEA), oltre alle osservazioni sull'attività del traffico Akamai correlata alle interruzioni del servizio Internet in Siria, Birmania e Sudan. Il rapporto, inoltre, esamina l'utilizzo di browser mobile per tipo di rete in base ai dati di Akamai IO. Punti salienti del rapporto sullo stato di Internet del terzo trimestre 2013 di Akamai:

Media globale e media della velocità di connessione di picco
La tendenza della media globale delle velocità di connessione ha continuato a crescere nel terzo trimestre del 2013, aumentando del 10% rispetto al trimestre precedente, fino a 3,6 Mbit/s. I 122 Paesi/regioni che sono risultati idonei per l'inclusione hanno assistito a un aumento delle velocità medie di connessione durante il terzo trimestre, con percentuali che vanno dallo 0,5% in Namibia (fino a 1,1 Mbit/s) al 76% in Nepal (fino a 3,6 Mbit/s).

Le velocità medie di connessione sono aumentate del 29% su base annua, mentre nei 10 principali Paesi/regioni sono salite di almeno il 27%. In totale, 133 Paesi/regioni idonei hanno registrato aumenti delle velocità medie di connessione dallo 0,2% in Egitto (fino a 1,2 Mbit/s) al 259% a Réunion (fino al 6,8 Mbit/s), su base annua. Le medie globali delle velocità di connessione di picco hanno mostrato un lieve declino nel terzo trimestre del 2013, con una diminuzione del 5,2%, arrivando fino a 17,9 Mbit/s. 

Sette dei 10 principali Paesi/regioni hanno riscontrato degli aumenti nelle medie delle velocità di connessione di picco durante il trimestre, dallo 0,5% a Hong Kong (fino a 65,4 Mbit/s) al 19% in Corea del Sud (fino a 63,6 Mbit/s). Contemporaneamente, in Romania, Lettonia e Belgio si è verificato un declino del 4,4%, 3,3% e 3,6% rispettivamente (fino a 45,4, 43,1 e 38.5 Mbit/s). Su base annua, la media delle velocità di connessione di picco è cresciuta del 13% rispetto al terzo trimestre del 2012. 

Gli aumenti annuali nei 10 principali Paesi/regioni oscillano tra il 15% in Lettonia e il 63% a Singapore. Nel mondo, 115 Paesi/regioni idonei hanno mostrato una crescita annua nelle velocità medie di connessione, con aumenti che vanno dallo 0,3% in Sudafrica (fino a 11.9 Mbit/s) al 111% in Palestina (fino a 19,9 Mbit/s). L'adozione della banda larga globale ad alta velocità (>10 Mbit/s) è salita del 31% rispetto al trimestre precedente, raggiungendo il 19%. 

L'adozione della banda larga globale (>4 Mbit/s) è migliorata del 5,8% rispetto al trimestre precedente, arrivando al 53%. "Nel terzo trimestre del 2013, in media, la crescita a lungo termine e quella della velocità di connessione di picco si sono mantenute forti, così come la crescita della banda larga globale e i tassi di adozione della banda larga ad alta velocità. Riteniamo che questi trend puntino verso un miglioramento continuo della qualità e delle performance della connettività Internet nei Paesi di tutto il mondo", ha affermato David Belson, redattore del rapporto.


Traffico legato agli attacchi e sicurezza
Akamai impiega un gruppo di agenti non pubblicizzati che lavorano in maniera diffusa via Internet, effettuando tentativi di connessione che l'azienda classifica come traffico legato agli attacchi. In base ai dati raccolti da questi agenti, Akamai è in grado di identificare i principali Paesi origine del traffico legato agli attacchi e le principali porte oggetto di questi attacchi. Va fatto notare, tuttavia, che i Paesi individuati dall'indirizzo IP fonte potrebbero non corrispondere all'effettiva nazione in cui risiede l'aggressore. Un individuo negli Stati Uniti, per esempio, può lanciare attacchi da sistemi compromessi che si possono trovare in qualsiasi punto del mondo.

Akamai ha osservato traffico legato agli attacchi proveniente da 185 singoli Paesi/regioni durante il terzo trimestre del 2013, 10 in più rispetto al trimestre precedente. Nel corso di questo trimestre la Cina, da cui ha origine il 35% degli attacchi osservati, è tornata al primo posto, dopo essere stata spodestata dall'Indonesia nel secondo trimestre. L'Indonesia, nel frattempo, è scesa di nuovo al secondo posto dopo aver dato origine al 20% degli attacchi osservati, poco più della metà del volume riscontrato nel secondo trimestre. 

Paese di origine dell'11% degli attacchi osservati durante il terzo trimestre, gli Stati Uniti restano al terzo posto, con un aumento del 6,9% rispetto al trimestre precedente. In generale, la concentrazione degli attacchi è diminuita durante il terzo trimestre del 2013: sono stati infatti 10 i Paesi che hanno dato origine all'83% degli attacchi osservati rispetto all'89% del secondo trimestre. Cina e Indonesia, tuttavia, hanno continuato a dare origine a più della metà del traffico legato agli attacchi osservato.

Dopo essere scesa al terzo posto nel secondo trimestre, la Porta 445 (Microsoft-DS) torna sul podio come porta più colpita nel terzo trimestre, avendo attirato il 23% degli attacchi osservati. La Porta 80 (WWW [HTTP]) e la Porta 443 (SSL [HTTPS]) sono scese al secondo e terzo posto, con il 14% e il 13%, rispettivamente. La Porta 445 è stata la più colpita in otto dei primi 10 Paesi/regioni, con le sole eccezioni di Cina e Indonesia. La Porta 1433 (Microsoft SQL Server) è stata il bersaglio principale in Cina, mentre la Porta 443 è stata la più colpita in Indonesia.

Oltre alle osservazioni del traffico legato agli attacchi, il Rapporto sullo stato di Internet include approfondimenti sugli attacchi di tipo distributed denial of service (DDoS) basati sulle segnalazioni dei clienti di Akamai. Per la prima volta dal quarto trimestre 2012, quando Akamai ha iniziato a segnalare attacchi DDoS, è stato riscontrato un numero di attacchi inferiore rispetto al trimestre precedente; nel terzo trimestre del 2013 ne sono stati infatti osservati 281, rispetto ai 318 del secondo trimestre (una diminuzione dell'11%). In totale Akamai ha riscontrato un numero superiore di attacchi nel corso del terzo trimestre del 2013 (807) rispetto a quanti ne abbia riscontrato in tutto il 2012 (768).


Con 127 attacchi segnalati nel terzo trimestre, il settore delle imprese ha continuato a essere il bersaglio d'elezione degli attacchi DDoS, seguito da commercio (80), media & entertainment (42), pubblica amministrazione (18) e alta tecnologia (14). Akamai ha inoltre iniziato a esaminare la probabilità che gli obiettivi degli attacchi possano essere soggetti ad attacchi successivi. Su un totale di 281 attacchi avvenuti nel terzo trimestre, 169 hanno colpito bersagli unici. Nel corso del trimestre 27 clienti hanno subito un secondo attacco, cinque ne hanno segnalato tre, e sette aziende sono state attaccate più di tre volte.

L'analisi iniziale dei dati indica che se un'azienda diventa l'obiettivo di un attacco DDoS, la probabilità che subisca un nuovo attacco nei tre mesi successivi è pari al 25%. "Sebbene il numero di attacchi DDoS segnalati dai clienti di Akamai nel terzo trimestre sia diminuito rispetto al trimestre precedente, riteniamo che il 2013 risulterà un anno significativamente più attivo, per quanto riguarda gli attacchi DDoS, rispetto al 2012", ha commentato Belson. "A partire dalla fine del terzo trimestre, i clienti hanno già segnalato più attacchi DDoS di quanti ne abbiano segnalati in tutto il 2012".

Penetrazione globale di Internet
Oltre 760 milioni di indirizzi IPv4 univoci da 239 singoli Paesi/regioni si sono connessi all'Akamai Intelligent Platform durante il terzo trimestre del 2013, facendo registrare un aumento dell'1,1% rispetto al secondo trimestre e un aumento del 11% rispetto all'anno precedente. Poiché, in alcuni casi, a un singolo indirizzo IP possono corrispondere vari individui (per esempio nel caso in cui gli utenti accedano al web tramite firewall o server proxy), Akamai stima in oltre un miliardo il numero totale di utenti web univoci connessi alla propria piattaforma durante il trimestre.

Il numero di indirizzi IPv4 univoci gestiti dall'Akamai Intelligent Platform nel mondo è aumentato di oltre otto milioni rispetto al trimestre precedente, con una crescita osservata in sei dei primi 10 Paesi. Rispetto all'anno precedente, il numero di indirizzi IPv4 univoci globali che si sono connessi ad Akamai è cresciuto di oltre 123 milioni, una crescita che ha interessato 10 dei principali Paesi/regioni.

Adozione dell'IPv6
Per la prima volta il Rapporto sullo stato di Internet include dati ottenuti direttamente dall'Akamai Intelligent Platform per fornire approfondimenti sull'adozione dell'IPv6 su diversi vettori. I Paesi europei sono nettamente in vantaggio per quanto riguarda l'adozione dell'IPv6, con sette dei primi 10 Paesi. Al contrario, solo un Paese nell'area dell'Asia-Pacifico, il Giappone, è tra i principali 10.

Nel corso del terzo trimestre del 2013, i livelli di traffico IPv6 sull'Akamai Intelligent Platform sono passati da poco più di 176.000 hit/sec a oltre 277.000 hit/sec. Il traffico IPv6 ha continuato a mostrare un andamento settimanale ciclico, con un calo dei volumi ogni sabato, il che è un probabile indicatore di un maggiore livello di adozione dell'IPv6 tra le reti aziendali rispetto agli ISP privati. Akamai intende includere queste informazioni, oltre a un approfondimento dei trend dell'adozione dell'IPv6 nel corso del tempo, nel prossimo Rapporto sullo stato di Internet.


Connettività mobile
Nel terzo trimestre del 2013 le velocità medie di connessione fra gli operatori di rete mobile oggetto dell'indagine andavano da un massimo di 9,5 Mbit/s a un minimo di 0,6 Mbit/s, mentre le velocità medie di connessione di picco sono state tra i 49,8 Mbit/s e i 2,4 Mbit/s. Diciotto operatori hanno mostrato velocità medie di connessione nella gamma della banda larga (>4 Mbit/s). Secondo i dati raccolti da Ericsson, il volume del traffico mobile è aumentato indicativamente del 10%, durante il terzo trimestre, e dell'80%, rispetto all'anno precedente.

L'analisi dei dati IO di Akamai raccolti nel terzo trimestre mostra che i browser che utilizzano Android Webkit hanno coperto quasi il 38% delle richieste totali, mentre Apple Mobile Safari ne ha coperte poco meno del 24%. Per quanto riguarda l'utilizzo di dispositivi mobili su tutte le reti (non solo quelle cellulari), Apple Mobile Safari e Android Webkit hanno gestito rispettivamente poco più del 47% e il 33% delle richieste.

A integrazione del rapporto, oggi è stata presentata l'app sullo Stato di Internet di Akamai, una nuova applicazione che permette di consultare il Rapporto sullo stato di Internet su iPhone e iPad. L'app fornisce un accesso semplificato a dati interattivi del Rapporto sullo stato di Internet quali indirizzi IP univoci, volume di attacco, velocità di connessione e adozione della banda larga, oltre a rapporti trimestrali attuali e passati e notizie correlate. L'app sullo stato di Internet di Akamai è ora disponibile nell'App Store di Apple.

Il Rapporto Akamai sullo stato di Internet
A scadenza trimestrale, Akamai pubblica un rapporto sullo stato di Internet. Tale report comprende dati raccolti da Akamai Intelligent Platform su traffico legato agli attacchi, adozione di banda larga, connettività mobile e altri interessanti argomenti riguardanti Internet e il suo utilizzo, con uno sguardo alle tendenze osservate, all'interno di questi dati, in un determinato periodo. Per scoprirne di più e accedere all'archivio dei rapporti passati, vi invitiamo a visitare la pagina www.akamai.com/stateoftheinternet. Per scaricare i dati del rapporto sullo stato di Internet del terzo trimestre 2013, vi invitiamo a visitare la pagina: http://wwwns.akamai.com/soti/soti_q313_figures.zip

Chi è Akamai
Akamai® è il provider leader di servizi cloud per la distribuzione, l'ottimizzazione e la protezione di contenuti online e applicazioni aziendali. Al centro delle soluzioni dell'azienda si trova l'Akamai Intelligent Platform™, che offre una vasta portata e allo stesso tempo eccellente affidabilità, sicurezza, visibilità ed esperienza. Akamai elimina le complessità legate alla connessione di un mondo sempre più mobile, garantendo pieno disponibilità 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e consentendo alle aziende di sfruttare il cloud in maniera sicura. Per scoprire in che modo Akamai sta accelerando il ritmo dell'innovazione in un mondo iperconnesso, vi invitiamo a visitare il sito www.akamai.com o blogs.akamai.com, e a seguire @Akamai su Twitter. Fonte: Akamai

SplashData: elenco delle password meno sicure, 123456 la più usata


SplashData ha annunciato la sua lista annuale delle 25 password più comuni che si trovano su Internet. Per la prima volta da quando SplashData ha iniziato compilare la sua lista annuale, "password" ha perso il suo titolo come il più comune e quindi la peggiore password, e viene scalzata da "123456" che ha ottenuto il dubbio onore. "Password" è scesa al #2. SplashData si è basata anche sui dati forniti da Adobe i cui utilizzatori risultano poco cauti, dato che spesso la password che scelgono è proprio "adobe" oppure "photoshop".