La lotta alla disinformazione passa ora anche attraverso la Polizia Postale. Uno speciale “red button” consentirà di segnalare le fake news incontrate sul web. Il Ministro dell’Interno Marco Minniti ha inaugurato giovedì, presso il Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, il primo Protocollo operativo per il contrasto alla diffusione delle fake news attraverso il web. Il Progetto muove dalla più recente sensibilità sviluppatasi attorno al fenomeno delle fake news, nell’ambito di un generale dibattito che sta coinvolgendo, per la individuazione di efficaci risposte, le istituzioni di diversi Paesi e della stessa Unione Europea, oltre ai gestori delle principali piattaforme social a livello mondiale.
Per proteggersi dalle minacce è utile informarsi sui rischi che si corrono e possedere nozioni di base sulle misure d'adottare.
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Polizia Postale, Viminale contro notizie false: bottone per segnalarle
La lotta alla disinformazione passa ora anche attraverso la Polizia Postale. Uno speciale “red button” consentirà di segnalare le fake news incontrate sul web. Il Ministro dell’Interno Marco Minniti ha inaugurato giovedì, presso il Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, il primo Protocollo operativo per il contrasto alla diffusione delle fake news attraverso il web. Il Progetto muove dalla più recente sensibilità sviluppatasi attorno al fenomeno delle fake news, nell’ambito di un generale dibattito che sta coinvolgendo, per la individuazione di efficaci risposte, le istituzioni di diversi Paesi e della stessa Unione Europea, oltre ai gestori delle principali piattaforme social a livello mondiale.
ESET, trojan Submelius attacca Google Chrome: rilasciato update 60
Gli utenti in diversi paesi dell'Europa centrale e del Sud America che guardano video online sono colpiti da un trojan che reindirizza gli spettatori ad un nuovo URL con contenuti dannosi. Il reindirizzamento, spiega ESET, avviene quando le potenziali vittime tentano di visualizzare il video. In quel momento si apre una nuova finestra che chiede di scaricare un'estensione dal negozio online di Google. E la finestra dannosa non si fermerà fino a quando la vittima non cede. Si chiama Chromex.Submelius il malware che reindirizza il browser dell'utente verso un indirizzo specifico con contenuti dannosi, veicolato principalmente attraverso Google Chrome, attualmente uno dei browser più utilizzati al mondo.
McAfee Labs: nel 2015 aumenteranno exploit e tecniche di evasione
McAfee Labs nomina il 2014 l’“anno della fiducia incrinata”; prevede tra le tendenze del 2015 exploit in grado di sfruttare la fiducia con cui accediamo a Internet, privacy, mobile, Internet of Things, tecniche di evasione avanzata (AET) e spionaggio informatico. McAfee™, Intel® Security ha pubblicato oggi il "Report sulle Minacce McAfee Labs: novembre 2014", che include un'analisi delle minacce attive nel terzo trimestre del 2014 e le Previsioni sulle minacce per il 2015. Il report delinea un terzo trimestre colmo di tappe evolutive delle minacce e di eventi cibernetici volti a sfruttare gli standard di fiducia su Internet settati da tempo.
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App fasulle: danni agli utenti, pericolo per la reputazione dei marchi
MarkMonitor: con il crescente utilizzo di dispositivi mobili il pericolo di app fraudolente è sempre in agguato. In Italia, secondo i dati forniti da Idealo, le vendite dei tablet e degli smartphone sono cresciute nel 2014 del 289% rispetto al 2013. Rispetto agli altri cittadini europei passiamo più tempo con tablet, smartphone, TV e spendiamo anche più di chiunque altro, con una spesa pro capite che ammonta a 559 euro solo nell'ultimo trimestre. Secondo i dati di comScore MobiLens inoltre l’e-commerce dell’area UE-5 (Italia, Francia, Spagna e Germania) ha fatto registrare una crescita del +42% nei primi tre mesi del 2014, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
Cyber Europe: più grande esercitazione sulla sicurezza IT in Europa
Ieri, giovedì 30 ottobre, più di 200 organizzazioni e di 400 professionisti che operano nel settore della sicurezza informatica di 29 paesi europei hanno messo alla prova la loro capacità di contrastare gli attacchi informatici in una simulazione che è durata un'intera giornata, organizzata dall'Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione (ENISA). Lo ha annunciato una nota della Commissione europea, sottolineando come nel Cyber Europe 2014 l'esercitazione ha simulato una crisi di vasta portata che interessato infrastrutture informatiche di importanza critica.
Internet: arriva la Carta dei diritti, aperta la consultazione ai cittadini
Da ieri sul sito della Camera dei Deputati e anche nella piattaforma dei Media Civici, è disponibile la prima bozza pubblica di un documento intitolato: "Dichiarazione dei diritti in Internet". La carta reso pubblica è la prima proposta di "Internet Bill of Rights" proveniente da un Parlamento nazionale. L'idea nasce da un'importante considerazione su Internet, che non può essere ridotto solamente al ruolo di "media". Il documento è composto da un preambolo e da 14 articoli, prodotto dalla Commissione di studio voluta dalla presidente della Camera Laura Boldrini, per i diritti e i doveri in Internet.
Cyber crimine: consigli da G DATA per viaggiare sicuri e senza rischi
Gli esperti di sicurezza di G DATA forniscono una serie di consigli per la propria sicurezza digitale in vacanza. Come proteggere in maniera efficace smartphone, tablet e notebook. Sulla spiaggia, in montagna, o in città, smartphone, tablet, PC e notebook sono ormai compagni di viaggio indispensabile dal momento che anche durante le ferie le persone preferiscono restare sempre connesse. Si pubblicano foto, si controllano le previsioni del tempo e le email, si cercano luoghi ideali per un’escursione, ristoranti e tanto altro ancora.
Privacy Day Forum 2014, le minacce reali vengono dal mondo virtuale
Al CNR di Pisa, gli esperti di privacy puntano il dito verso i social network e chiedono nuove regole per la protezione dei dati. Nonostante l'approvazione definitiva del regolamento europeo sulla protezione dei dati si faccia attendere da due anni, il 4° Privacy Day Forum organizzato da Federprivacy registra una presenza di 500 addetti ai lavori accorsi da tutta Italia nella città della torre pendente per fare il punto della situazione ed orientarsi in vista dei prossimi sviluppi normativi, che promettono una svolta epocale con l'entrata in vigore di nuove regole che saranno identiche e direttamente applicabili in tutti e 28 stati membri UE.
Garante Privacy, Autorità europee adottano misure sui rischi delle applicazioni
Il consenso libero ed informato degli utenti finali è essenziale per garantire il rispetto della legislazione europea sulla protezione dei dati. Le Autorità europee per la protezione dei dati, riunite nel "Gruppo Articolo 29", hanno adottato un parere che esamina i rischi fondamentali per la protezione dei dati derivanti dalle applicazioni per terminali mobili. Nel parere sono indicati gli obblighi specifici che, in base alla legislazione Ue sulla privacy, sviluppatori, ma anche distributori e produttori di sistemi operativi e apparecchi di telefonia mobile, sono tenuti a rispettare.
Particolare attenzione viene posta nel parere alle applicazioni rivolte ai minori. Chi possiede uno smartphone ha normalmente attive in media circa 40 applicazioni. Queste applicazioni sono in grado di raccogliere grandi quantità di dati personali: ad esempio, accedendo alle raccolte di foto oppure utilizzando dati di localizzazione. "Spesso tutto ciò avviene senza che l'utente dia un consenso libero ed informato, quindi in violazione della legislazione europea sulla protezione dei dati" - afferma il Presidente dell'Autorità italiana per la privacy, Antonello Soro.
Particolare attenzione viene posta nel parere alle applicazioni rivolte ai minori. Chi possiede uno smartphone ha normalmente attive in media circa 40 applicazioni. Queste applicazioni sono in grado di raccogliere grandi quantità di dati personali: ad esempio, accedendo alle raccolte di foto oppure utilizzando dati di localizzazione. "Spesso tutto ciò avviene senza che l'utente dia un consenso libero ed informato, quindi in violazione della legislazione europea sulla protezione dei dati" - afferma il Presidente dell'Autorità italiana per la privacy, Antonello Soro.
"La nostra Autorità - continua Soro - ha dato un contributo significativo all'elaborazione del parere. Le app sono sempre più diffuse e il loro uso, senza un'adeguata definizione di garanzie e misure a tutela dei dati personali, può comportare rischi per gli utenti che le scaricano. Per questo è fondamentale muoversi in tempo". Gli smartphone e i tablet contengono grandi quantità di dati molto personali che riguardano direttamente o indirettamente gli utenti: indirizzi, dati sulla localizzazione geografica, informazioni bancarie, foto, video.
Smartphone e tablet sono, inoltre, in grado di registrare o catturare in tempo reale varie tipologie di informazioni attraverso molteplici sensori quali microfoni, bussole o altri dispositivi utilizzati per tracciare gli spostamenti dell'utente. Anche se l'obiettivo degli sviluppatori è rendere disponibili servizi nuovi e innovativi, le app possono comportare rischi significativi per la privacy e la reputazione degli utenti.
La legislazione sulla privacy Ue prevede che ogni persona ha il diritto di decidere sui propri dati personali.
Le applicazioni, dunque, per trattare i dati degli utenti devono prima fornire informative adeguate, in modo da ottenere un consenso che sia veramente libero e informato.
Un altro rischio per la protezione dei dati deriva da misure di sicurezza insufficienti. Insufficienza che può comportare trattamenti non autorizzati di dati personali a causa della tendenza a raccogliere quantità sempre più consistenti di informazioni e della elasticità e genericità degli scopi per i quali queste vengono raccolte, ad esempio a fini di "ricerche di mercato".
Tutto ciò aumenta la possibilità di violazioni dei dati. Il parere individua precise raccomandazioni e obblighi per ciascuno degli attori coinvolti, evidenziando che la protezione di dati personali degli utenti e la relativa sicurezza sono il risultato di azioni coordinate di sviluppatori, produttori dei sistemi operativi e distributori ("app stores") che devono durare nel tempo, e non la semplice applicazione di regole una tantum.
In particolare, sono richiamati gli obblighi sull'informativa e sul consenso riguardo all'archiviazione di informazioni sui terminali degli utenti, nonché per l'utilizzo da parte delle app di dati di localizzazione o delle rubriche dei contatti. Si raccomandano inoltre alcune "buone pratiche" che devono intervenire sin dalle fasi iniziali di sviluppo delle app, quali l'impiego di identificativi non persistenti, in modo da ridurre al minimo il rischio di tracciamenti degli utenti per tempi indefiniti, la definizione di precisi tempi di conservazione dei dati raccolti, l'impiego di icone "user friendly" per segnalare che specifici trattamenti di dati sono in corso (ad es. dati di geolocalizzazione).
In caso di app rivolte specificamente ai minori, si ribadisce la necessità del consenso dei genitori.
Si sottolinea, infine, la necessità di una più efficace assistenza all'utente mediante la designazione di "punti di contatto" presso gli "stores" che consentano agli utenti di risolvere in modo rapido problemi legati al trattamento di dati personali da parte delle app installate. Il documento è scaricabile dal seguente link: http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/2315833
Il Gruppo è stato istituito dall'art. 29 della direttiva 95/46, è un organismo consultivo e indipendente, composto da un rappresentante delle autorità di protezione dei dati personali designate da ciascuno Stato membro, dal GEPD (Garante europeo della protezione dei dati), nonché da un rappresentante della Commissione. Il presidente è eletto dal Gruppo al suo interno ed ha un mandato di due anni, rinnovabile una volta. Il Gruppo adotta le sue decisioni a maggioranza semplice dei rappresentanti delle autorità di controllo.
Il Gruppo è stato istituito dall'art. 29 della direttiva 95/46, è un organismo consultivo e indipendente, composto da un rappresentante delle autorità di protezione dei dati personali designate da ciascuno Stato membro, dal GEPD (Garante europeo della protezione dei dati), nonché da un rappresentante della Commissione. Il presidente è eletto dal Gruppo al suo interno ed ha un mandato di due anni, rinnovabile una volta. Il Gruppo adotta le sue decisioni a maggioranza semplice dei rappresentanti delle autorità di controllo.
La figura del GEPD è stata istituita nel 2001. Suo compito è garantire il rispetto del diritto alla vita privata nel trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organi dell’UE. Nel trattare dati personali relativi a una persona fisica identificabile, le istituzioni e gli organi dell’UE sono tenuti a rispettare il diritto alla vita privata di quella persona. Il GEPD vigila sul rispetto di tale obbligo e fornisce consulenza alle istituzioni e agli organi dell’Unione su tutti gli aspetti inerenti al trattamento dei dati.
Kaspersky Lab individua Red October, campagna di spionaggio informatico
Kaspersky Lab ha pubblicato un nuovo rapporto di ricerca che ha individuato un inafferrabile campagna di cyber-spionaggio che ha come targeting diplomazia, organizzazioni di ricerca governative e scientifiche in diversi paesi per almeno cinque anni. L'obiettivo principale di questa campagna è rivolta a paesi dell'Europa dell'Est, ex Repubbliche URSS, e paesi in Asia centrale, anche se le vittime possono essere trovate in tutto il mondo, tra cui l'Europa occidentale e il Nord America.
L'obiettivo principale degli aggressori era quello di raccogliere documenti sensibili da parte delle organizzazioni compromesse, tra cui l'intelligenza geopolitica, le credenziali per accedere ai sistemi informatici classificati, e i dati personali da dispositivi mobili e apparecchiature di rete.
A ottobre 2012 il team di esperti di Kaspersky Lab di esperti ha avviato un'inchiesta a seguito di una serie di attacchi contro reti informatiche destinate ad agenzie internazionali di servizio diplomatico. Una attività in larga scala di cyber-spionaggio di rete è stato rivelato e analizzato nel corso dell'inchiesta. Secondo il rapporto di analisi di Kaspersky Lab, l'Operazione Red October (Ottobre Rosso), chiamata "Rocra" in breve, è ancora attiva a gennaio 2013, ed è una campagna che risale fino al 2007.
Principali Research Findings
Ottobre Rosso, cyber-spionaggio di rete avanzato: gli aggressori sono attivi almeno dal 2007 e si sono concentrati sulle agenzie diplomatiche e governative di diversi paesi in tutto il mondo, oltre a istituti di ricerca, gruppi di energia e nucleare, obietivi commerciali e aerospaziali. Gli stessi aggressori di Ottobre Rosso hanno progettato il loro malware, identificato come "Rocra", che ha la sua singolare architettura modulare composta di codice dannoso, moduli info-stealing e Trojan backdoor.
Gli aggressori utilizzano informazioni di frequente exfiltrate dalle reti infette come un modo per entrare nei sistemi aggiuntivi. Ad esempio, le credenziali rubate sono state riportate in un elenco e utilizzato quando gli attaccanti dovevano indovinare le password o frasi di accedere ai sistemi aggiuntivi. Per controllare la rete di computer infetti, gli attaccanti hanno creato più di 60 nomi a dominio e posizionato vari server di hosting in diversi paesi, la maggior parte in Germania e in Russia.
Le analisi di Kaspersky Lab delle infrastrutture di Command & Control di Rocra (C2) dimostrano che la catena di server ha lavorato in realtà come proxy per nascondere la posizione del server di controllo della "mothership". Le informazioni rubate da sistemi infetti includono i documenti con le estensioni: txt, csv, eml, doc, vsd, sxw, odt, docx, rtf, pdf, mdb, xls, wab, rst, xps, iau, cif, chiave, crt, cer, hse, pgp, gpg, xia, xiu, xis, xio, xig, acidcsa, acidsca, aciddsk, acidpvr, acidppr, acidssa. In particolare, l'esetnsione "acid" sembra riferirsi al software classificato "Acid Cryptofiler", che viene utilizzato da diversi enti, dall'Unione Europea alla NATO.
Vittime dell'infezione
Per infettare i sistemi gli attaccanti hanno inviato una e-mail di spear-phishing mirata a una vittima che ha incluso un Trojan dropper personalizzato. Per installare il malware e infettare il sistema, il messaggio di posta elettronica dannoso include exploit che sono stati costruiti per colpire vulnerabilità di sicurezza all'interno di Microsoft Office e Microsoft Excel [CVE-2009-3129 (MS Excel), CVE-2010-3333 (MS Word) e CVE-2012-0158 (MS Word)].
Gli exploit dei documenti utilizzati nelle e-mail di spear-phishing sono stati creati da altri attaccanti e impiegati durante attacchi informatici diversi, che includono attivisti tibetani e obiettivi militari e del settore energetico in Asia. L'unica cosa che è stata modificata nel documento utilizzato dal Rocra era l'eseguibile incorporato, che gli attaccanti lo hanno sostituito con il proprio codice. In particolare, uno dei comandi del Trojan dropper ha cambiato la tabella codici di sistema predefinita della sessione di prompt dei comandi a 1251, che è necessario per il rendering dei caratteri cirillici.
Le vittime e le organizzazioni colpite
Gli esperti di Kaspersky Lab hanno utilizzato due metodi per analizzare le vittime colpite. In primo luogo, hanno usato le statistiche di rilevamento da Kaspersky Security Network (KSN), il servizio di sicurezza basato su cloud utilizzato dai prodotti Kaspersky Lab per segnalare la telemetria e offrire una protezione avanzata delle minacce sotto forma di blacklist e le regole euristiche.
KSN aveva rilevato il codice dell'exploit utilizzato dal malware già nel 2011, che ha consentito agli esperti di Kaspersky Lab di svolgere analoghe rilevazioni inerenti a Rocra. Il secondo metodo utilizzato dal team di ricerca di Kaspersky Lab è stata la creazione di un server sinkhole in modo da poter monitorare i computer infetti che si connettono a server C2 di Rocra. I dati ricevuti durante l'analisi di entrambi i metodi ha fornito due modi indipendenti correlati e confermano le loro scoperte.
• Statistiche KSN: diverse centinaia di sistemi unici infetti sono stati rilevati dai dati di KSN, con gli obiettivi che erano per lo più ambasciate, reti governative e organizzazioni, istituti di ricerca scientifica e consolati. Secondo i dati KSN, la maggior parte delle infezioni che sono state identificate erano situate essenzialmente in Europa orientale, ma altre infezioni sono state rilevate anche in Nord America e nei paesi dell'Europa occidentale, come la Svizzera e il Lussemburgo.
• Statistiche Sinkhole: L'analisi sinkhole di Kaspersky Lab ha avuto luogo dal 2 novembre 2012 al 10 gennaio 2013. Durante questo periodo più di 55.000 connessioni da 250 indirizzi IP infetti sono stati registrati in 39 paesi. La maggior parte delle connessioni IP infette provenivano dalla Svizzera, seguita da Kazakistan e Grecia.
Rocra malware: architettura funzionalità uniche
Gli attaccanti hanno creato una piattaforma di attacco multifunzionale che include diverse estensioni e file maligni progettati per adattarsi rapidamente alle configurazioni di diversi sistemi e dei gruppi di intelligence delle macchine infette. La piattaforma è unica per Rocra e non è stato identificata da Kaspersky Lab in precedenti campagne di cyber-spionaggio. Le notevoli caratteristiche includono:
• Modulo "Resurrezione": un modulo unico che consente ai malintenzionati di "resuscitare" le macchine infette. Il modulo è incorporato come plug-in all'interno di Adobe Reader e le installazioni di Microsoft Office e fornisce agli attaccanti un modo infallibile per riottenere l'accesso a un sistema di destinazione se il corpo del malware principale viene scoperto e rimosso, o se il sistema è patchato. Una volta che i sever C2S sono nuovamente operativi gli attaccanti inviano via e-mail un file specifico (PDF o un documento Office) alle macchine delle vittime, che attiverà il malware nuovamente.
• Moduli-spia crittografati avanzati: lo scopo principale dei moduli di spionaggio è quello di rubare informazioni. Ciò include i file da sistemi crittografici differenti, come Acid Cryptofiler , che è noto per essere utilizzato in organizzazioni come la NATO, l'Unione europea, il Parlamento europeo e la Commissione europea a partire dall'estate del 2011 per proteggere le informazioni sensibili.
• Dispositivi mobile: oltre a colpire postazioni di lavoro tradizionali, il malware è in grado di rubare dati da dispositivi mobile, come smartphone (iPhone, Nokia e Windows Mobile). Il malware è anche in grado di rubare le informazioni di configurazione di dispositivi di rete aziendale, quali router e switch, così come i file cancellati da unità disco rimovibili.
• Identificazione Attaccante: sulla base dei dati di registrazione dei server C2 e le tracce lasciate in numerosi eseguibili del malware, vi è una forte evidenza tecnica che indica l'origine degli attaccanti di lingua russa. Inoltre, i file eseguibili utilizzati dagli aggressori erano sconosciuti fino a poco tempo, e non sono stati identificati dagli esperti di Kaspersky Lab durante l'analisi dei precedenti attacchi di cyber-spionaggio.
Kaspersky Lab, in collaborazione con le organizzazioni internazionali, le forze dell'ordine e Computer Emergency Response Team (CERT) continua la sua indagine Rocra offrendo consulenza tecnica e le risorse per le procedure di bonifica e di mitigazione. Kaspersky Lab desidera esprimere il suo ringraziamento a: US-CERT, il CERT rumeno e il CERT bielorusso per la loro assistenza durante l'inchiesta. Il malware Rocra viene rilevato con successo, bloccato e bonificato dai prodotti Kaspersky Lab, classificato come Backdoor.Win32.Sputnik. Leggete il rapporto completo di ricerca di Rocra dagli esperti di Kaspersky Lab all'indirizzo http://www.securelist.com/en/blog/785/The_Red_October_Campaign_An_Advanced_Cyber_Espionage_Network_Targeting_Diplomatic_and_Government_Agencies
• Statistiche Sinkhole: L'analisi sinkhole di Kaspersky Lab ha avuto luogo dal 2 novembre 2012 al 10 gennaio 2013. Durante questo periodo più di 55.000 connessioni da 250 indirizzi IP infetti sono stati registrati in 39 paesi. La maggior parte delle connessioni IP infette provenivano dalla Svizzera, seguita da Kazakistan e Grecia.
Rocra malware: architettura funzionalità uniche
Gli attaccanti hanno creato una piattaforma di attacco multifunzionale che include diverse estensioni e file maligni progettati per adattarsi rapidamente alle configurazioni di diversi sistemi e dei gruppi di intelligence delle macchine infette. La piattaforma è unica per Rocra e non è stato identificata da Kaspersky Lab in precedenti campagne di cyber-spionaggio. Le notevoli caratteristiche includono:
• Modulo "Resurrezione": un modulo unico che consente ai malintenzionati di "resuscitare" le macchine infette. Il modulo è incorporato come plug-in all'interno di Adobe Reader e le installazioni di Microsoft Office e fornisce agli attaccanti un modo infallibile per riottenere l'accesso a un sistema di destinazione se il corpo del malware principale viene scoperto e rimosso, o se il sistema è patchato. Una volta che i sever C2S sono nuovamente operativi gli attaccanti inviano via e-mail un file specifico (PDF o un documento Office) alle macchine delle vittime, che attiverà il malware nuovamente.
• Moduli-spia crittografati avanzati: lo scopo principale dei moduli di spionaggio è quello di rubare informazioni. Ciò include i file da sistemi crittografici differenti, come Acid Cryptofiler , che è noto per essere utilizzato in organizzazioni come la NATO, l'Unione europea, il Parlamento europeo e la Commissione europea a partire dall'estate del 2011 per proteggere le informazioni sensibili.
• Dispositivi mobile: oltre a colpire postazioni di lavoro tradizionali, il malware è in grado di rubare dati da dispositivi mobile, come smartphone (iPhone, Nokia e Windows Mobile). Il malware è anche in grado di rubare le informazioni di configurazione di dispositivi di rete aziendale, quali router e switch, così come i file cancellati da unità disco rimovibili.
• Identificazione Attaccante: sulla base dei dati di registrazione dei server C2 e le tracce lasciate in numerosi eseguibili del malware, vi è una forte evidenza tecnica che indica l'origine degli attaccanti di lingua russa. Inoltre, i file eseguibili utilizzati dagli aggressori erano sconosciuti fino a poco tempo, e non sono stati identificati dagli esperti di Kaspersky Lab durante l'analisi dei precedenti attacchi di cyber-spionaggio.
Kaspersky Lab, in collaborazione con le organizzazioni internazionali, le forze dell'ordine e Computer Emergency Response Team (CERT) continua la sua indagine Rocra offrendo consulenza tecnica e le risorse per le procedure di bonifica e di mitigazione. Kaspersky Lab desidera esprimere il suo ringraziamento a: US-CERT, il CERT rumeno e il CERT bielorusso per la loro assistenza durante l'inchiesta. Il malware Rocra viene rilevato con successo, bloccato e bonificato dai prodotti Kaspersky Lab, classificato come Backdoor.Win32.Sputnik. Leggete il rapporto completo di ricerca di Rocra dagli esperti di Kaspersky Lab all'indirizzo http://www.securelist.com/en/blog/785/The_Red_October_Campaign_An_Advanced_Cyber_Espionage_Network_Targeting_Diplomatic_and_Government_Agencies
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Censis/ Web: 74% italiani chiede diritto all'oblio, per 9% privacy inutile
Giunto alla 46ª edizione, il rapporto Censis fa emergere l'analisi e l'interpretazione dei più significativi fenomeni socio-economici del Paese, individuando i reali processi di trasformazione della società italiana. Il 51,2% degli utenti dei social network pubblica informazioni personali, la stessa percentuale vi diffonde fotografie e video propri, il 30,7% comunica le attività che svolge durante la giornata, il 10,7% consente la geolocalizzazione della posizione, il 7,1% pubblica informazioni e fotografie di altri (amici e familiari) e il 7% pubblica notizie sulla propria vita sentimentale.
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Saldi online: 1 utente su 5 ingannato da siti che vendono merci contraffatte
Con la stagione degli acquisti delle festività 2012 dietro l'angolo, MarkMonitor ®, leader mondiale nella protezione del marchio aziendale e parte di Thomson Reuters, ha pubblicato il suo ultimo studio sull'e-commerce e le merci contraffatte. Concentrandosi sui segmenti dei beni di lusso e abbigliamento, lo Shopping Report di MarkMonitor ha rivelato che fra i cacciatori di saldi negli Stati Uniti e in Europa uno su cinque acquistano erroneamente su siti di e-commerce che vendono prodotti contraffatti, mentre sono alla ricerca di offerte on-line.
Le persone che cercano sconti sono in inferiorità numerica rispetto ai consumatori che cercano merce falsa con una percentuale di 20 a 1.
Utilizzando la tecnologia proprietaria per esaminare i modelli di shopping online, MarkMonitor ha lavorato a stretto contatto con Nielsen, leader mondiale nella fornitura di informazioni e approfondimenti su ciò che i consumatori cercano e comprano, per analizzare i dati anonimi di alcuni partecipanti in sei Paesi in un periodo di nove mesi.
Sono state analizzate quasi cinque milioni di sessioni di shopping durante il periodo di studio, con particolare attenzione ai termini di ricerca utilizzati dagli amanti dello shopping, come 'falso', 'riproduzione', 'economico' o sconto ", per determinare la loro motivazione. Fra i cacciatori di occasioni statunitensi ed europei, circa uno su cinque (ad es. chi cerca termini come a buon mercato, sconto, o outlet) invece di arrivare ai siti ufficiali giunge su siti che vendono merce contraffatta e illegale. I tassi di conversione (definiti come “aggiungere qualcosa nel carrello”) per le visite a questi siti sono stati superiori rispetto ai tassi di conversione per le visite a siti che vendono merce legale.
"I consumatori sono stati attratti da siti di e-commerce illegali, causando la perdita di business per i brand. I risultati del nostro Shopping Report sottolineano l'importanza di sviluppare strategie proattive di protezione del marchio nell'era digitale ", ha dichiarato Frederick Feldman, chief marketing officer di MarkMonitor.
Inoltre, lo Shopping Report di MarkMonitor ha esaminato molteplici fattori demografici - tra cui l'età, il reddito, l'istruzione e la dimensione delle famiglie - e ha rilevato che c'erano minime differenze demografiche tra i consumatori online che cercano merci contraffatte e coloro che sono semplicemente alla ricerca di offerte di beni legali.
Ad esempio, tra i consumatori degli Stati Uniti, circa un quarto degli acquirenti online nel campo dei prodotti di marca (26%) e chi compra merci contraffatte (26%) ha una laurea quadriennale o superiore. Circa il 37% degli acquirenti statunitensi di beni legali ha un reddito annuo inferiore a 50.000 $, tra i clienti degli Stati Uniti di merce contraffatta, il 38% guadagna meno di 50.000 $ all'anno. Tra i paesi dell'Unione Europea, la percentuale di consumatori che guadagnano più di 54.000 € all’anno è lo stesso per gli acquirenti di beni legali e contraffatti (17%).
"Questi risultati mettono davvero in discussione l'opinione comune che i consumatori che acquistano merci contraffatte siano nettamente differenti rispetto a quelli che acquistano prodotti autentici", ha commentato Eric Solomon, Senior Vice President, global digital audience measurement di Nielsen. "Con il Cyber Monday dietro l'angolo, i consumatori in tutti i segmenti devono fare attenzione quando comprano on-line."
Molte merci contraffatte hanno un prezzo specifico per apparire come beni legali, spesso scontati al 25-50% sul prezzo di listino, sconto paragonabile a quello di fine stagione o al “fuori tutto”.
Questi prezzi plausibili fanno si che i cacciatori di saldi credano di ottenere un buon affare sulla merce legale, soprattutto se abbinati alla crescente tendenza dei siti non autorizzati a utilizzare le campagne di marketing e le fotografie dei brand ufficiali.
"Con l'avvicinarsi della stagione dello shopping delle vacanze, chi lavora nel marketing desidera massimizzare ulteriormente il ROI e le entrate. La metodologia unica che abbiamo sviluppato con Nielsen aiuterà i marchi, fornendo loro nuovi spunti per la richiesta dei loro prodotti e servizi", ha concluso Felman.
"Integrando dati autorizzati e anonimi del Panel di Nielsen con le informazioni su siti non autorizzati e sul traffico online, siamo in grado di offrire prospettive uniche di modelli di acquisto dei consumatori, in canali alternati di e-commerce e aiutare i brand a recuperare il traffico e le entrate che questi consumatori rappresentano". Lo studio, condotto tra luglio 2011 e marzo 2012, ha analizzato la relazione tra gli acquirenti online, i termini di ricerca che utilizzano e i siti che visitano quando cercano abbigliamento e beni di lusso.
Utilizzando i dati del panel anonimi e le ricerche di parole chiave, gli analisti MarkMonitor hanno esaminato il traffico verso i siti visitati dai membri del panel, tra cui 1.000 siti web che vendono merci e 8.000 siti individuati da MarkMonitor come venditori di merci contraffatte. Gli analisti hanno segmentato i consumatori a seconda che abbiano visitato siti che vendono prodotti contraffatti e secondo la ricerca delle parole chiave relative sia alle offerte che ai prodotti contraffatti. I partecipanti del panel di Nielsen provenivano da Francia, Germania, Italia, Spagna, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti. Lo Shopping Report di MarkMonitor è disponibile per il download gratuito al link: https://www.markmonitor.com/2012shoppingreport/
Informazioni su MarkMonitor
MarkMonitor, leader mondiale nella protezione dei marchi e parte della divisione Intellectual Property & Science di Thomson Reuters, utilizza un modello SaaS per fornire tecnologia avanzata e competenza in grado di tutelare il fatturato e la reputazione dei più famosi marchi a livello mondiale.
Oggi, nell’era digitale, i marchi devono affrontare i nuovi rischi derivanti dall’anonimato del web, dalla sua portata globale e da mutevoli modelli di consumo relativi a contenuti digitali, merci e servizi. I clienti scelgono MarkMonitor perché offre una combinazione unica tra esperienza, tecnologia avanzata e solidi rapporti con le aziende che possono così tutelare investimenti di marketing e vendite, mantenendo la fiducia dei propri clienti.
Per ulteriori informazioni, visitare il sito www.markmonitor.com.
Informazioni su Thomson Reuters
Thomson Reuters è la fonte primaria, a livello internazionale, di informazioni intelligenti per aziende e professionisti. Combinando una conoscenza approfondita del settore a tecnologia innovativa, la società fornisce informazioni essenziali ai più importanti decision maker dei settori quali: controllo finanziario e del rischio, legale, fiscale e contabile, proprietà intellettuale e scienza e media, con il sostegno della più accreditata agenzia di stampa del mondo. Thomson Reuters, che ha sede a New York e uffici a Londra ed Eagan (Minnesota), ha 60.000 dipendenti e opera in più di 100 paesi. Per ulteriori informazioni, visitare il sito www.thomsonreuters.com.
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Ue dice stop a suicidi: nasce tassa in Italia, ma è una bufala Facebook
Da qualche giorno ha ripreso a circolare una notizia su Facebook che ha quantomeno dell'incredibile. La crisi economica starebbe generando un'ondata di suicidi mai vista prima e sul social network si informano gli utenti che in Italia sarebbe nata la cosiddetta "Tassa sui suicidi". In particolare nel post viene spiegato che l'Italia sarebbe il secondo paese al mondo per numero di suicidi causati dalla crisi economica e che nei mesi scorsi la commissione Europea avrebbe imposto al nostro Paese di porvi rimedio. Per questo motivo il Governo avrebbe creato una commissione per "eleggere" i comuni e le provincie più "virtuose" che, nel caso di suicidi inferiori allo 0.3 per cento per km² otterranno un presunto bonus. Il testo del messaggio è il seguente:
«Da un rapporto del Ministero della Giustizia e una ricerca dell'Eures relativa al 2011, si evince che l’Italia è il secondo paese al mondo per quando riguarda i casi dei cosidetti "suicidi per la crisi": dati allarmanti che pongono il paese in una posizione di netto svantaggio dal punto di vista umanitario rispetto agli altri stati del vecchio continente. Lo scorso febbraio la commissione Europea ha imposto all'Italia di mettere un freno all'ondata di suicidi, e di riportare le condizioni di vita ad un sufficiente livello di "benessere sociale", affinché la perdita di identità dovuta alla mancanza di indipendenza economica non diventi la causa principale che spinge i disoccupati al gesto estremo. Alla luce dei fatti, il Governo ha eletto una commissione specializzata nel gestire gli ordinamenti finanziari e contabili degli Enti locali in base al numero di suicidi (o tentati suicidi) che verranno commessi nella fase semestrale dell'anno corrente in un dato suolo comunale. In buona sostanza, quei comuni/province virtuosi che in base ai criteri definitivi (numero di suicidi inferiore allo 0.3% per km quadrato) otterranno le pagelle più brillanti e riceveranno una serie di bonus, scaglionati nel tempo. Godranno inoltre di un’autonomia finanziaria che permetterà non solo di non accendere ulteriori mutui, ma anche di investire in opere pubbliche. Contributi a fondo perduto per giovani imprenditori, mutui prima casa agevolati per coppie sposate, prestiti e finanziamenti a tasso ridotto per studenti, case popolari per disoccupati, speciali fondi e benefici per tutta la comunità in favore del "diritto al futuro". Per tutti gli altri comuni che invece non rientreranno nei parametri imposti dalla commissione, sostanziosi rincari di imposte e tariffe per i servizi. Più 25% per ICI e IMU, raddoppiata invece la TARSU (Tariffa per lo Smaltimento dei rifiuti Solidi Urbani).»
A leggere i commenti in effetti sono in molti ad essere caduti nella bufala: "Le cose più ridicole solo lui le poteva inventare (Monti ndr.)"; oppure: "Siamo ancora qua dietro a una tastiera??? cosa stiamo aspettando a fare la rivoluzione? ci vogliamo svegliare??". La notizia è stata diffusa il mese scorso da una pagina satirica su Facebook e ripresa nelle scorse ore da altre pagine sul social network. Non esiste alcuna "Tassa sui suicidi", nè il Governo Monti sarebbe in procinto di proporre una cosa del genere.
Si tratta ovviamente di satira su un problema serio che qualcuno ha ripreso in buona fede o, per diffondere ulteriore malumore o, come spesso accade, per far girare le proprie pagine. In realtà, secondo un'inchiesta pubblicata su Wired Italia, considerano gli ultimi tre casi, due nel salernitano e uno nel milanese nella giornata dell'8 maggio, portano a 38 il bilancio delle cosiddette vittime della crisi dall'inizio del 2012.
A questi ci sarebbe da aggiungere l'imprenditore suicida a Pompei giovedì scorso. In ogni caso, sempre secondo l'inchiesta di Wired.it, per ogni giorno si contano 0,29 suicidi per motivi economici, contro lo 0,51 del 2010 e lo 0,54 del 2009. Nessuna emergenza suicidi, quindi. Secondo l'ultima indagine Istat, nel 2010, si contano 3.048 suicidi, di cui 187 per motivi economici. Se si escludono i suicidi per motivi d'onore (18 in tutto), quello economico è il movente meno preoccupante. Quasi una persona su due (1.412).
Andando a ritroso nel tempo, nel 2008 i suicidi per ragioni economiche sono stati 150, su un totale di 2.828 casi. Nel 2009, sono stati 198 su 2.986 casi. Se si considera solo il dato numerico - prosegue Wired - questo significa che sono aumentati del 24,6% tra 2008 e 2010, ma anche che sono diminuiti del 6% tra 2009 e 2010. Inoltre, secondo il rapporto Eures "Il suicidio in Italia al tempo della crisi" del 18/04/2012, è la Lituania, con 31,3 suicidi ogni 100 mila abitanti tra il 2005 e il 2009, il Paese con il più alto tasso di suicidi in Europa. L’Italia, con una media di 5 suicidi per 100 mila abitanti, registra il terzo valore più basso tra i Paesi europei, preceduta dalla sola Grecia (2,9) e da Cipro (3,1).
Il suicidio in Italia al tempo della crisi
"Ogni gesto estremo, come quelli che le cronache recenti raccontano, nasconde una tragedia umana e impone il massimo rispetto. Ma è difficile affermare, a oggi, che vi sia un aumento statisticamente significativo dei suicidi dovuto alla crisi economica", racconta a Wired.it Stefano Marchetti, responsabile dell'ultima indagine Istat su suicidi e tentativi di suicidio. "Temo che si stiano facendo affermazioni forti, senza robuste evidenze scientifiche. È giusto affrontare il problema, ma interpretare la situazione attuale come una drammatica emergenza legata alla crisi è una forzatura. Ed è pericoloso, perché il fenomeno dei suicidi è a forte rischio emulazione. Questo sì, è scientificamente provato", conclude Marchetti.
Come spiega a Il Mondo di Annibale Marzio Barbagli, sociologo, "I media continuano a dare notizia di persone che si uccidono e attribuiscono a queste scelte drammatiche una causa economica", ragiona Barbagli. "Ma in realtà è impossibile spiegare un gesto complesso come il suicidio con una motivazione soltanto. Farlo è sbagliato di per sé". Secondo il sociologo, le statistiche messe a disposizione dall'Istat sui suicidi, sono "compilate sulla base dei rapporti stilati dalle forze dell'ordine subito dopo aver accertato un caso di suicidio. Nei loro verbali i poliziotti e i carabinieri devono riportare anche le presunte cause del suicidio: cause affettive, economiche, eccetera. Lo fanno dopo aver parlato con i familiari dei suicidi ed essersi fatti un'idea di cosa sia successo."
In effetti, il cosìddetto effetto Werther è in agguato. "L'effetto Werther mostra che quando i media dedicano un'attenzione morbosa ai casi di suicidio il numero dei suicidi cresce veramente", spiega ancora Marzio Barbagli. "Succede per emulazione e perché televisioni e giornali a volte raccontano questi suicidi come se ci fosse una giusta causa. L'effetto Werther è pericoloso. Per nessuna ragione dovrebbe essere sottovalutato", conclude. Sul sito della Comunità Europea si parla di "patto della stabilità" e non di "di mettere un freno all'ondata di suicidi in Italia".
"Nel 2010 l'UE ha reagito alla crisi del debito sovrano istituendo a favore degli Stati membri meccanismi di sostegno temporanei, che nel 2013 saranno sostituiti da uno strumento permanente, vale a dire il meccanismo europeo di stabilità (ESM)", spiega la Comunità Europea in una nota. "Le misure di sostegno sono subordinate al risanamento delle finanze e a programmi di riforma rigorosi e sono messe a punto in stretta collaborazione con l’FMI." Il patto di stabilità e crescita è un insieme di regole che dovrebbero indurre gli Stati membri a mantenere sane le finanze pubbliche. Riguardo a Tassa sui rifiuti e IMU, quella è tutta un'altra storia. In conclusione, prima di condividere qualsiasi cosa su Facebook, documentatevi e non cliccate alla cieca.
Data Privacy Day 2012, Facebook spiega gli strumenti per la privacy
Sabato 28 gennaio è stata la Giornata Internazionale della privacy dei dati (https://www.facebook.com/DataPrivacyNCSA) ed il Chief Privacy Officer delle policy di Facebook, Erin Egan, si è offerto di aiutare a controllare la privacy degli utenti. Facebook è stata lieta di festeggiare il giorno dei dati sulla privacy con le comunità internazionali. Il Giorno della Privacy dei dati fornisce l'occasione per mettere in evidenza le risorse e gli strumenti che Facebook offre per aiutarvi a controllare la vostra privacy sul social network.
"All'inizio, voglio sottolineare il nostro impegno per costruire e mantenere la vostra fiducia nei nostri servizi. Siamo consapevoli che la gente ha preferenze sulla privacy diverse: alcune persone vogliono condividere tutto con tutti, alcuni vogliono condividere molto meno e con un piccolo pubblico, e la maggior parte cadono nel mezzo. A causa di questo, lavoriamo per essere sicuri che capite come funziona la condivisione su Facebook e che si può scegliere il modo ampio o ristretto con cui si desidera condividere le tue informazioni", scrive Egan in una nota della pagina di Facebook and Privacy.
Per Egan, l'impegno per questi concetti di base - la comprensione e il controllo - è evidenziato nei seguenti modi:
Trasparenza. Facebook ha scritto la sua Politica di uso dei dati come una guida alla privacy su Facebook. Presenta informazioni in un formato a strati in modo che si possa rapidamente da zero trovare ciò che si vuole e incorpora screenshot esplicativi ed esempi per tutto. Facebook fornisce maggiori informazioni sulle sue norme nel proprio Centro assistenza. E offre strumenti che consentono di accedere alle vostre informazioni personali. Ad esempio, "Download Your Information", disponibile attraverso la vostra pagina delle Impostazioni Account, permette di rimuovere o archiviare i vostri dati personali fuori di Facebook.
Controllo. Facebook fornisce strumenti facili da usare, come i suoi controlli in linea, che consentono di selezionare il pubblico ogni volta che si pubblica un post. Questo controllo si estende alla vostra nuova Timeline. Inoltre, Facebook ha introdotto altre caratteristiche, come il Registro attività - un luogo unico, visibile solo a voi, dove si possono rivedere e gestire tutte le vostre attività su Facebook. È inoltre possibile utilizzare la pagina Privacy Settings, tra le altre cose, per controllare cosa succede quando gli amici vi taggano nel contenuto e controllare le informazioni condivise con le applicazioni.
Responsabilità. Facebook è responsabile per i suoi utenti e alle autorità di regolamentazione per le sue pratiche. Come Facebook ha introdotto nuove funzioni, li ha posto una serie di garanzie procedurali tra le quali la completa recensione della privacy e il rigoroso test di sicurezza dei dati. Una parte importante di responsabilità è garantire che si abbia accesso a risorse che descrivono come i suoi prodotti funzionano. Queste risorse sono in linea suggerimenti sulle caratteristiche di Facebook, il suo Centro di Family Safety, la pagina Facebook Security, e la Pubblicità su Facebook.
A tal proposito ricordiamo che le inserzioni consentono di mantenere Facebook gratuito. Il costo di Facebook attualmente ammonta a oltre un miliardo di dollari all'anno e la pubblicazione delle inserzioni è il modo in cui Facebook finanzia tale costo.
Facebook ha anche lavorato regolarmente con gli esperti di sicurezza per la privacy on-line e regolatori di tutto il mondo. Recentemente il social network ha annunciato un accordo con la Federal Trade Commission per formalizzare e rafforzare il suo programma di privacy. Facebook ha anche completato una verifica da parte dell'Ufficio del Commissario irlandese per la protezione dei dati che ha dimostrato come il social network aderisce ai principi europei di protezione dei dati ed è conforme al diritto irlandese. Facebook dà il benvenuto ai feedback dei regolatori, legislatori, esperti e accademici di tutto il mondo sulle sue pratiche dei dati e politiche.
Quest'anno si è commemorato il Facebook Privacy Day dati nei seguenti modi: Facebook ha collaborato con la National Cyber Security Alliance (NCSA) per ospitare un programma su privacy e sicurezza che è stato visibile in tutto il mondo tramite Facebook Live. L'evento FTC del Commissario Julie Brill, e due gruppi di esperti del settore: Giorno della privacy dei dati 2012.
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Come parte del continuo impegno di Facebook per i suoi utenti e la privacy dei vostri dati, il social network ha ampliato il suo programma Bug Bounty per includere esplicitamente qualsiasi bug o vulnerabilità che compromette la riservatezza dei dati degli utenti. Mentre assume i migliori ingegneri del mondo, e passa innumerevoli ore e risorse sulla sicurezza dei dati degli utenti, si capisce che i bug e le falle a volte si insinuano nei vasti complessi sistemi di fondo della piattaforma Facebook.
Il social network si augura di coinvolgere positivamente la comunità di Internet e di essere in grado di proteggere meglio la sicurezza dei vostri dati. In Europa, i team di Facebook hanno riconosciuto Council of Europe's Data Protection Day (Consiglio d'Europa della Giornata di Protezione Dati). Per esempio, Facebook ha partecipato a una conferenza presso il Parlamento danese.
Tra i relatori vi erano i membri del parlamento danese, la Commissione europea, e il capo del DPA danese. Per saperne di più sull'impegno del social network in Europa, potete visitare il sito: https://www.facebook.com/facebookpublicpolicyeurope. Il 25 gennaio, la Commissione ha adottato proposte importanti per una riforma globale delle norme UE in materia di protezione dei dati per rafforzare i diritti della privacy online e rilanciare l'economia digitale in Europa.
Riconoscimento facciale: Facebook si scusa, possibili sanzioni dell'UE
Dopo la bufera sul nuovo servizio lanciato in sordina da Facebook, che consente in automatico di associare un nome ai volti nelle foto taggate sul social network, è lo stesso Facebook a scusarsi con gli utenti. "I Suggerimenti Tag sono fatti soltanto per le persone quando aggiungono nuove foto al sito, e sono suggeriti solo agli amici", ha detto un portavoce di Facebook a PCWorld. Il portavoce ha aggiunto che se gli utenti non vogliono essere suggeriti, possono disattivare la funzione.
Nelle sue scuse, Facebook ha detto che doveva più chiaro con gli utenti in merito a quando la funzione è stata attivata sul loro account. In futuro si prevedono annunci sulle funzionalità o rollout sul suo blog. "Ma ancora non risponde alla preoccupazione di molti perchè, ancora una volta, Facebook tratta i nostri dati sul sito come vuole. Credo che la società non ha ancora imparato che gli utenti non sono così ciecamente dipendenti da Facebook che sorvoleranno su problemi come questo", commenta Oswald Ed di PCWorld.
Ogni giorno oltre cento milioni di tag venivano finora apposti manualmente alle foto dagli utenti di Facebook, spiega il social network sul blog. Facebook non è il solo software o servizio online che applica la tecnologia del riconoscimento facciale - lo fanno ad esempio Picasa di Google e iPhoto di Apple - ma il suo uso in una superpotenza da 500 milioni di utenti ha messo particolamente in allarme.
E il gruppo europeo Article 29 Data Protection Working Party, avvierà un'indagine sulla recente espansione della feature di Facebook per il riconoscimento facciale degli utenti. A muoversi saranno i cosiddetti "cani da guardia della privacy", appartenenti ai 27 paesi dell'Unione Europea.
Verrà studiato il provvedimento per violazione delle regole possibili, ha detto Gerard Lommel, un membro lussemburghese di Articolo 29. Anche le autorità di Regno Unito e Irlanda hanno detto che stanno esaminando la funzione di foto-tagging, relativa al servizio più famoso al mondo di social networking. "Tag di persone sulle immagini dovrebbe avvenire solo sulla base di consenso della gente e non può essere attivato di default", ha dichiarato Lommel.
Tali suggerimenti automatici tagging "possono comportare molti rischi per gli utenti" e funzionari europei di protezione dei dati vogliono "da Facebook chiarimenti perchè questo non accada". Facebook ha detto Martedi sul suo blog che "I suggerimenti Tag" sono disponibili nella maggior parte dei paesi. Quando un utente Facebook aggiunge una foto alla propria pagina, la funzione utilizza il software di riconoscimento facciale per suggerire nomi di persone nella foto per tag basati su immagini in cui sono già stati identificati.
La funzionalità è attiva per impostazione predefinita sugli account degli utenti di Palo Alto. l'U.K.'s Information Commissioner's Office "parla a Facebook" per gli aspetti di privacy della tecnologia, ha dichiarato Greg Jones, portavoce del gruppo. "Ci si aspetterebbe che Facebook anticipasse su come le informazioni personali dei cittadini verranno usate", ha detto Jones.
"Le questioni di privacy che questo nuovo software potrebbe aumentare sono evidenti". L'autorità irlandese di protezione dei dati esamina anche la questione, ha detto la portavoce Ciara O'Sullivan. Il gruppo di lavoro Article 29 Data Protection Working Party, ha il potere di sanzionare le imprese che infrangono le regole sulla privacy.
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