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McAfee riporta boom di attacchi ad account cloud durante epidemia


Gli attacchi esterni agli account cloud sono cresciuti del 630% da gennaio ad aprile. Lo stesso utilizzo dei servizi cloud delle aziende è aumentato del 50%. Cisco WebEx, Zoom, Microsoft Teams e Slack hanno registrato un aumento fino al 600%. McAfee, la società di cybersecurity da dispositivo a cloud, ha rilasciato un nuovo studio di ricerca intitolato Cloud Adoption & Risk Report - Work-from-Home Edition. Il rapporto rivela una correlazione tra il maggiore utilizzo di servizi cloud e strumenti di collaborazione, come Cisco WebEx, Zoom, Microsoft Teams e Slack durante la pandemia di COVID-19, insieme a un aumento degli attacchi informatici contro il cloud computing.

Avast, crescono le cyberminacce legate alle e-mail: come difendersi


Il 90% di tutte le violazioni di un’azienda riguardano le e-mail e sempre il 90% di tutti gli attacchi malware vengono veicolati attraverso la posta elettronica. Cosa si può fare per proteggere la propria azienda o il proprio account? Ce lo dicono gli esperti di Avast. Le e-mail sono una parte così integrante della vita quotidiana che tendiamo a dimenticare, o semplicemente ignorare, che si tratta della più grande minaccia alla sicurezza informatica. Infatti il 90% di tutte le violazioni di un’azienda riguardano le e-mail; il 90% degli attacchi avvenuti con successo coinvolge lo spear phishing (email truffa indirizzata al singolo utente) e sempre il 90% di tutti gli attacchi malware sono veicolati via e-mail.

Tre consigli per proteggere i super-user account dalle minacce informatiche


Successo di vendite online per il “Cyber Monday”, tenutosi lunedì 26 novembre. Secondo varie fonti infatti le vendite online hanno raggiunto straordinari risultati, soprattutto negli Stati Uniti. ChannelAdvisor, che segue le attività legate all’e-commerce, ha valutato particolarmente positive le attività registrate sui siti di eBay e di Amazon, mentre IBM, che monitora le transazioni di 500 retailer americani, già alle 15.00 del 26 novembre ha registrato un incremento delle vendite del 25,6 per cento rispetto alla misurazione effettuata alla stessa ora l’anno precedente. 

Andamento positivo confermato anche dai dati di PayPal che hanno rilevato un volume di transazioni triplicato, già alle 14.00 di domenica. Un evento come questo richiede però particolare attenzione al tema della sicurezza: banche e negozi online si sono dovuti preparare all’eventualità di un aumento delle minacce informatiche e delle violazioni ai dati sensibili, mentre gli acquirenti online hanno dovuto prendere precauzioni extra per proteggere le informazioni personali. 

Ogni giorno, gli utenti confidano nel fatto che i responsabili IT di aziende e governi che trattano informazioni critiche come i numeri di carta di credito prendano adeguate misure di sicurezza per proteggere i dati personali. Aumentare la consapevolezza dei potenziali rischi per la sicurezza è un passaggio fondamentale per riuscire a contrastare gli attacchi di hacker. 

Spesso, tuttavia, enti pubblici e privati devono rendersi conto che i rischi di esposizione alle minacce informatiche crescono esponenzialmente qualora vengano sfruttati indebitamente i privilegi peculiari dell’amministratore, a prescindere dal fatto che ciò avvenga all’interno o all’esterno dell’azienda. Quest Software (ora parte di Dell) pone da sempre grande attenzione ai problemi che le aziende devono affrontare quando non possono controllare e monitorare adeguatamente l’accesso in modalità amministratore e gli utenti privilegiati. 

Da un recente sondaggio condotto in occasione di The Experts Conference, un incontro annuale globale dei professionisti dell’IT co-sponsorizzato da Quest e Microsoft, è emerso che per metà degli intervistati il problema principale in ambito conformità riguarda la corretta gestione dei diritti di accesso degli utenti, incluso l’accesso per gli utenti privilegiati. In quest’ultimo caso, la sfida è ancora più grande quando vengono date agli amministratori “le chiavi del regno”, con ampi diritti di accesso a sistemi IT fondamentali. 

Nel settore privato, uno sbaglio nella gestione dell’accesso alle informazioni e delle conformità degli standard di sicurezza si può tradurre in perdite economiche e controlli poco accurati che possono arrecare danni al brand stesso. Nel settore pubblico, gestire i diritti di accesso degli utenti è una scommessa la cui vittoria significa sconfiggere continue minacce in termini di sicurezza nazionale. 

Un nuovo report sviluppato per Quest da Enterprise Management Associates (EMA), identifica i controlli inadeguati agli accessi amministrativi come “il più grande gap di molte aziende per quanto riguarda l’IT”. Il report “Perché dovreste prendere in considerazione la gestione degli accessi privilegiati (e cosa bisognerebbe sapere)”, esamina alcune delle scuse più comuni che le aziende forniscono per giustificare queste negligenze. 

La ricerca offre un’utile panoramica su come le moderne pratiche di PAM (Priviledged Account Management) e le corrispondenti soluzioni tecnologiche possano risolvere i rischi legati a una policy di controllo flessibile, a flussi di lavoro automatizzati e a una reportistica completa per migliorare la sicurezza, l’efficienza e ottenere conformità. Inoltre, per aiutare ulteriormente i top manager ad evitare i più comuni rischi alla sicurezza, Quest mette a disposizione tre consigli pratici: 

1. Assegnare responsabilità individuali in caso di attività degli utenti privilegiati 
L’accesso in modalità amministratore condiviso e non controllato non è solo una cattiva idea: è uno dei modi più facili e veloci per esporre un’azienda a rischi inutili, specialmente dal momento che questi account privilegiati hanno tipicamente potere estensivo su sistemi IT operativi, applicazioni, database, ecc… 

Con account condivisi, ogni violazione alla sicurezza o alla conformità può essere tracciata solo all’account e non a un singolo amministratore che utilizza tale account. Un approccio migliore al contenimento del rischio implica garantire agli amministratori i diritti di accesso solo ed esclusivamente per ciò di cui hanno bisogno e quando ne hanno bisogno. 

Le credenziali dovrebbero essere fornite solo in base alla necessità, insieme a un rapporto completo di chi le ha utilizzate, come e perché queste persone le hanno ricevute, chi ne ha approvato l’utilizzo, per cosa sono state utilizzate - e la password dovrebbe essere cambiata immediatamente dopo ogni utilizzo. La capacità di automatizzare e mettere in sicurezza l’intero processo è un modo efficace di gestire l’accesso amministrativo di un’intera azienda. Analogamente, il PAM è essenziale per consentire alle autorità competenti di lavorare efficacemente. 

2. Implementare e rafforzare una strategia di sicurezza “con meno privilegi” per l’accesso amministrativo 

Molti account degli amministratori di sistema, inclusi i root Unix, Windows o Active Directory admin, DBA ecc forniscono autorizzazioni senza limiti entro la portata del loro controllo e, qualora condivisi, possono aprire un varco ad attività maligne. Un approccio più prudente consiste nello stabilire una policy che definisca chiaramente cosa possano o non possano fare ad ogni accesso gli amministratori (o chi ne ricopre il ruolo). 

Poiché questo processo può essere complicato e spesso difficile da applicare, Quest raccomanda l’implementazione di strumenti di delega granulare ottimizzati per le piattaforme previste e integrati con altre tecnologie PAM come la salvaguardia dei privilegi, l’autenticazione multifattore o il bridge Active Directory. 

3. Ridurre le complessità di gestione degli account privilegiati 
Una delle principali sfide a livello di PAM deriva dall’utilizzo di sistemi IT diversi, ognuno con caratteristiche ed esigenze uniche per quanto riguarda la gestione degli account privilegiati. Questo si traduce nell’utilizzo di tool specializzati e nell’attuazione di policy e pratiche ad hoc per controllare l’accesso agli account privilegiati. Sfortunatamente, questo approccio spesso complica il processo di controllo, rendendo difficile dimostrare che tutti gli accessi siano controllati e che i principi di “separazione dei compiti” siano stabiliti e rafforzati. 

Per questa ragione, consolidare sistemi diversi su una struttura identitaria comune crea un ambiente dove un singolo approccio PAM può essere rapidamente rafforzato con maggiore coerenza su segmenti di azienda più ampi, eliminando gli errori nati da complessità multisistema, riducendo il rischio e abbassando la spesa richiesta per la gestione di sistemi multipli. Inoltre, qualunque consolidamento delle capacità PAM sotto una gestione comune e un’interfaccia di reportistica fornisce efficienza migliorata. 

Il report di EMA citato in precedenza indica che le aziende focalizzate sul raggiungimento di un alto livello di disciplina nella gestione del cambiamento e nella configurazione tendono ad avere risultati migliori, che si traducono non solo in una minore incidenza di episodi di minacce alla sicurezza, ma anche in una più elevata affidabilità IT, un minor livello di attività IT non pianificate, maggior successo nei cambiamenti a livello IT e un maggior numero di progetti IT completati in tempo e nel pieno rispetto del budget allocato. 


Quest® One Identity Solutions centralizza e semplifica il PAM
Quest Software offre un approccio modulare e integrato per la gestione utenti e il controllo degli accessi, con particolare attenzione alle esigenze di Privileged Account Management che controlla le minacce interne e ottimizza l’efficienza IT consentendo alle aziende di ridurre drasticamente i pericoli correlati all’utilizzo eccessivo e incontrollato di utenze privilegiate e le relative conseguenze in termini di danni di immagine o ricadute penali.

Fonte: Sound PR

E-mail e numero telefono degli utenti Facebook per annunci pubblicitari?


Da settembre, Facebook ha offerto ai propri inserzionisti un nuovo potente strumento per tracciare i suoi utenti mentre navigano sul Web: si chiama "phone number retargeting". La mossa arriva separatamente, dopo lo sforzo di Facebook all'inizio di quest'anno di raccogliere i numeri di cellulare dei propri utenti per prevenire possibili violazioni della sicurezza. Alcuni, poi, hanno dovuto inserirlo obbligatoriamente, per riattivare, ad esempio, i loro account dopo una segnalazione come profilo falso.

Più di recente, secondo AdExchanger, Facebook ha inoltre sviluppato un nuovo "conversion pixel" - fondamentalmente un tipo di dispositivo di localizzazione - all'interno di annunci visualizzati su Facebook. La combinazione di phone retargeting e conversion pixel permette teoricamente agli inserzionisti di indirizzare direttamente gli annunci agli utenti e poi misurare esattamente come rispondono ad essi, sia facendo clic, ignorando, o acquistando qualcosa dal sito dell'inserzionista.

Il processo è anonimo, nel senso che gli inserzionisti non possono identificare per nome. Il punto è, come sottolinea Business Insider, che ci si rivolge, sulla base di numero di telefono. Alcuni inserzionisti hanno fatto questo genere di cose su altri siti per anni. Ma la maggior parte degli utenti di Facebook non sanno che cosa sta succedendo all'interno di Facebook. Il motivo principale per cui Facebook richiede agli utenti un numero di telefono cellulare è quello di prevenire la pirateria informatica dell'account.


All'inizio di quest'anno, Facebook ha cominciato a chiedere a ciascun utente un numero di telefono per scopi di "sicurezza".  Ecco cosa dice Facebook a tal proposito nelle Faq del suo centro assistenza: "Si tratta di una misura di sicurezza volta ad assicurare che Facebook continui ad essere una comunità di persone che usano le proprie identità reali per connettersi tra loro e condividere elementi. Se dovessi perdere la tua password in futuro, potrai usare anche il tuo numero di cellulare per accedere al tuo account".

Facebook ha dichiarato che questi numeri, non vengono venduti agli inserzionisti. Piuttosto, il social network raccoglie anche "i numeri di telefono quando sono entrati in altre parti  dove si utilizzano le informazioni degli utenti relative all'account". Questi numeri vengono poi messi a disposizione degli inserzionisti come parte del suo nuovo Custom Audience targeting product, che consente alle aziende di ristabilire il contatto con i clienti esistenti o contatti, e sono il collegamento tra i sistemi di gestione delle relazioni con i clienti.


L'Audience può essere definito da una e-mail indirizzo utente, UID di Facebook, o numeri di telefono degli utenti. Ecco come funziona: ipotizziamo che siete un iscritto alla vostra locale palestra. Probabilmente la palestra ha il vostro numero di telefono. Ma poi la lasciate per un certo periodo di tempo, e ora la palestra vuole convincervi a tornare. La palestra può incrociare il suo elenco di utenti con i numeri di telefono degli utenti di telefono su Facebook, e servire un annuncio sulla pagina di qualsiasi utente con un numero corrispondente.

Improvvisamente, si vedranno gli annunci che dicono: "10% di sconto se raggiungi la palestra locale!" Gli inserzionisti possono abbinare ad una campagna con gli annunci che portano un conversion pixel, che consentirà ad un "cookie" di monitorare ciò che si fa in modo che la palestra può vedere quanto successo ha ottenuto la sua campagna Ads. C'è un livello di privacy costruito nel sistema: anche se il vostro numero di telefono sarà destinatato da annunci, il numero sarà "hash", nel senso che il sistema si traveste sostituendolo con codice casuale, che lo rende anonimo.

Così la palestra potrebbe avere un target di 100 numeri di telefono, ma non si sa quale di quelle persone specifiche effettivamente hanno risposto all'annuncio (fino a che non pagherete per un iscrizione online, ovviamente). La palestra saprà che un certo numero ha risposto all'annuncio, e che gli utenti sono sulla lista telefonica originale. Dunque l'azienda non conosce il vostro nome e cognome. Il tutto è stato reso possibile dall'aggiornamento delle Policy della piattaforma poco prima dell'Ipo che ha lanciato la società in borsa.

Attenti ai falsi dipendenti Facebook che minacciano disattivazione account


Alcuni iscritti ci hanno segnalato la presenza dei soliti "profili rubapagine" di Facebook. Un profilo impostore che si presenta come un operatore ufficiale del social network, invia un messaggio all'utente avvisando della presunta violazione delle condizioni d'uso di Facebook, minacciando la disattivazione dell'account se lo stesso non viene nominato dalla "vittima" admin delle pagine delle quali è titolare. In particolare il testo del messaggio recita:

"Hello. You created one or more pages that have been reported for violating our Terms of Use. A Facebook page is a distinct presence used solely for business or promotional purposes. Among other things, Pages that are hateful, threatening, or obscene are not allowed. We also take down Pages that attack an individual or group, or that are set up by an unauthorized individual.

We have received some messages that say the page(s) is against our rules. I need to ask you to add me as friend, and make me admin off all your pages within 24 hours. I will take a look and send you a message back to tell if you can keep your page(s) or not. Not co-operating with us can result in the permanent loss of your account.

You can see all your pages at: [LINK]
For help making someone admin: [LINK]"


Che tradotto:

"Ciao. Tu hai creato una o più pagine che sono stati segnalate per aver violato le Condizioni d'uso. Una pagina Facebook è una presenza distinta utilizzata esclusivamente per scopi commerciali o promozionali. Tra le altre cose, le pagine che sono odiose, minacciose o oscene, non sono ammesse. Vengono abbattute anche le Pagine che attaccano un individuo o gruppo, o che sono costituite da personale non autorizzato.

Abbiamo ricevuto alcuni messaggi che dicono che la pagina (s) è contro le nostre regole. Ho bisogno di chiederti di aggiungermi come amico, e di farmi amministratore di tutte le tue pagine nel giro di 24 ore. Io darò uno sguardo e ti invierò un messaggio di ritorno per sapere se è possibile mantenere la tua pagina (s) o no. Non collaborare con noi può causare la perdita permanente del tuo account.

Potete vedere tutte le pagine a: [LINK]

Per contribuire a rendere qualcuno amministratore: [LINK]"

Effettuando una ricerca sul Web abbiamo anche trovato un evento ancora attivo su Facebook, dove si chiedeva aiuto per un messaggio simile ricevuto in posta dall'amministratore d'una Pagina che temeva di essere bannato da un presunto "The Facebook Team".



Per rendere il messaggio più realistico, usando del social engineering molto meno sofisticato di quello usato dall'hacker che ha violato l'account iCloud di Mat Honan, viene incluso il link che riporta all'elenco delle Pagine gestite dall'utente: http://www.facebook.com/pages/manage/ e quello che riporta alla FAQ del Facebook Help Center http://www.facebook.com/help/?faq=15188, che spiega come aggiungere altri amministratori alle pagine, dopo l'introduzione dei ruoli amministrativi per le Pagine.

In realtà Facebook comunica in maniera completamente diversa le eventuali violazione dei termini d'uso, attraverso degli avvisi in rosso sulla propria home page e MAI a mezzo posta sul social network. Diffidate sempre dai profili che vi chiedono di aggiungerli come admin delle vostre Pagine per "salvare" il vostro account e le Pagine stesse, da coloro che vi chiedono informazioni personali e che si spacciano per dipendenti di Facebook. Bloccate i profili che vi hanno contattato, in questo modo non potrete più vederli né contattarli su Facebook e viceversa.

Facebook chiede il numero di cellulare per garantire maggiore protezione


Facebook chiederà il numero di cellulare dei propri utenti a garanzia di maggiore protezione, oltre a fornire consigli ed informazioni su come proteggere l'account. Infatti, ogni singolo utente di Facebook vedrà presto un link nella parte superiore del proprio feed di notizie del desktop nel quale verrà chiesto di "mantenere il controllo del tuo account seguendo questi semplici consigli per la sicurezza". Il link porta alla alla nuova pagina Facebook di sicurezza dove si insegna agli utenti come individuare una truffa, scegliere una password unica, e più interessante, confermare il loro numero di cellulare per il recupero dell'account.

Trusteer: malware Ice IX ruba account tramite falso controllo Facebook


E' chiaro che il pezzo di malware noto come Ice IX, cugino stretto del famoso Trojan Zeus, risulta molto efficace quando si tratta di aiutare i truffatori informatici nel raccogliere dettagli bancari. All'inizio di quest'anno, una variante è stata vista rubare le informazioni relative agli account telefonici appartenenti alla vittima e con l'obiettivo di trasferire le chiamate dalla banca della vittima e indirizzarli ai telefoni controllati dall'utente malintenzionato.

Questa volta, i ricercatori Trusteer hanno scoperto una variante che cerca di ingannare gli utenti Facebook a rivelare i dati della carta di credito. Gli esperti Trusteer hanno individuato la nuova configurazione e hanno scoperto che gli sviluppatori del malware hanno fatto un video pubblicitario per promuovere il loro prodotto dannoso. Questo ultimo attacco utilizza una web injection che presenta una falsa pagina web nel browser della vittima.


La scheda richiede all'utente di fornire il proprio nome titolare della carta, numero della carta di credito o di debito, data di scadenza, CVV, indirizzo di fatturazione. Gli aggressori sostengono che le informazioni sono necessarie per verificare l'identità della vittima e poter continuare ad utilizzare il proprio profilo.

Inoltre tale verifica fornirebbe una protezione aggiuntiva all'account Facebook. Dopo che i dati sensibili vengono presentati, tutto viene inviato ad un'applicazione di messaggistica controllata dal truffatore, che gli consente di ottenere facilmente l'accesso all'account della vittima e, implicitamente, i suoi fondi.


Il video che spiega il sistema di attacco inizia con la pagina di accesso di Facebook ed il log-in del criminale nell'account Facebook. Successivamente, il video dimostra il pop up creato dal webinject che viene messo in vendita. Questo pop up presenta praticamente lo stesso messaggio utilizzato nella configurazione Ice IX che i ricercatori Trusteer hanno scoperto e analizzato.

L'unica differenza è la versione nelle richieste video di un numero di previdenza sociale e la data di nascita, in aggiunta alle informazioni menzionate in precedenza. Nel video, il criminale compila i campi. Infine, le informazioni immesse nel pop-up mostrano di essere consegnate all'applicazione di messaggistica del frodatore.  Di seguito un video della versione precedente del trojan Ice IX.



"Questo video illustra la raffinatezza senza soluzione di continuità che webinjects pre-costruiti sono prontamente disponibili per l'acquisto su Internet (vedere la truffa Facebook Rosa ndr). Viene inoltre illustrato come criminali commercializzano i loro prodotti malware. Soprattutto, questo attacco mette in evidenza come i truffatori stanno ramificando progetti fuori dal loro 'pane e burro' del settore online banking in applicazioni laterali con popolazioni di utenti molto più grandi", scrive Amit Klein di Trusteer.

"Attaccando Facebook e altri social network onnipresenti i truffatori possono attingere a un pool di vittime di massa. Essi possono anche utilizzare le informazioni raccolte dagli utenti di social network per perpetuare la frode su più fronti in cui l'online banking, retail, e anche di penetrare reti aziendali e governative", conclude Klein.


Trusteer ha contattato Facebook che ha fornito alcune informazioni sulle misure di sicurezza del proprio sito.  Per proteggersi contro tali operazioni ci sono alcune cose semplici che è necessario ricordare. Prima di tutto, non è mai Facebook a chiedere informazioni sulla carta di credito, numeri di previdenza sociale, o altri dati sensibili. Controllate sempre se vi trovate sulla pagina legittima verificando il nome del sito nella barra degli indirizzi del browser.

Infine, assicurarsi che il computer esegue l'aggiornamento della soluzione antivirus e segnalate eventuali contenuti sospetti su Facebook. Il social network rileva il malware attivo conosciuto sui dispositivi degli utenti per fornire agli stessi utenti un auto-risanamento dell'account, compresa la procedura di scansione e riparazione malware. Per auto-iscriversi a questo punto di controllo potete collegarvi alla pagina su Facebook on.fb.me/AVCheckpoint.

F-Secure: Timeline dal 1° Aprile, consigli per proteggere profilo Facebook


Dopo un primo lancio nell’autunno scorso, Facebook sta ora uniformando tutti i profili al nuovo Timeline. A partire dal 1° Aprile il nuovo diario verrà distribuito per tutti profili e le pagine. C’è chi non ha deciso di  personalizzare da subito il proprio profilo con foto suggestive e chi invece, fino all’ultimo, ha sperato che potesse essere boicottata, perché considerata assai confusionaria e inutile.

Il passaggio alla nuova timeline non dovrebbe avere effetti immediati sulle impostazioni della privacy. Tuttavia, la transizione potrebbe portare gli utenti a condividere vecchi post o contenuti in modo inaspettato. La nuova impostazione offre anche l’opportunità di proteggere il proprio profilo. Ecco 4 consigli di F-Secure per tutti gli utenti di di Facebook.

1) Decidete se volete utilizzare il nuovo tasto "reset".
L'obiettivo di Timeline è quello di rendere la vostra storia di vita a disposizione delle persone che sono disposte a condividerla.  Nelle impostazioni della privacy Facebook ha ridotto le proprie opzioni sulla privacy a tre livelli, eliminando gli “amici degli amici”.


Ciò lascia alcuni dei vostri post in una sorta di limbo. Per compensare, è stato aggiunto il tasto “reset”, che permette con un click di rendere disponibili i vostri post pubblici o di amici di amici solamente agli “amici”. Per fare questo:

a) Andate alla freccia nell'angolo superiore destro e selezionate "Impostazioni sulla privacy".
b) Accanto a "Restringi il pubblico per i vecchi post" fare clic su "Gestisci la visibilità dei vecchi post".
c).Then fare clic su "Restringi il pubblico per i vecchi post sul tuo diario".


2) Controllate i vostri amici
Il miglior modo per non essere aggrediti dallo spam e da post non desiderati è selezionare con attenzione gli amici. L’accesso alla vista amici è ora molto più semplice: è più rapido rimuovere gli amici dal proprio elenco o scegliere di non ricevere i loro aggiornamenti sulla bacheca. Ora che avete la Timeline, potete accedere al vostro elenco di amici più semplicemente che mai. Ecco come fare:

a) Andate alla vostra timeline e fare clic sulla Navigazione Amici.
b) Mettete il mouse su uno dei nomi dei vostri amici.
c) Mettete il vostro mouse sulla casella di "Amici".


È possibile scegliere "Rimuovi dagli amici" o se non si desidera che la persona possa avere qualsiasi informazione  sui vostri aggiornamenti in bacheca, basta cliccare su "Con restrizioni". E' possibile ovviamente creare delle liste amici per scegliere la personalizzazione più appropriata alle proprie esigenze.

3) Controllate i vostri “mi piace”
Non è semplice smettere di “seguire” le pagine per le quali si è cliccato “mi piace”. Per farlo è necessario visualizzare la pagina dei “Like” e selezionare, cliccando, quello che non si vuole più seguire. All’interno della pagina visualizzata bisogna poi cliccare sul tasto “Ti piace” per accedere a un menu a tendina dove è possibile scegliere l’opzione “non mi piace più”. Potete anche personalizzare la visualizzazione nella sezione notizie. Se desiderate invece rimuovere semplicemente il "Mi piace" potete rimuovere la vostra preferenza alla pagina cliccando sul link delle connessioni che Facebook ha recentemente ripristinato.


4) Verificate le applicazioni installate
Liberatevi di tutte le vecchie applicazioni per evitare che vecchie applicazioni abbiano accesso a dati privati, perché magari in passato non si è dato peso ai termini e alle condizioni recentemente aggiornati, è consigliabile rimuovere le applicazioni più vecchie e lasciare spazio a quelle più recenti e controllate. Ecco perché è sempre un buon momento per modificare le vostre applicazioni per sbarazzarsi di quelle che non si stanno utilizzando. Ecco come farlo.


a) Andate in alto a destra della pagina Facebook, cliccate sulla freccia.
b) Selezionate "Impostazioni sulla privacy".
c) Scorrere fino a "Applicazioni e siti Web" e cliccate su "Modifica impostazioni".
d) Sotto la voce "Applicazioni che usi" cliccate su "Rimuovi le applicazioni indesiderate o che inviano spam."
e) Fate clic sulla X azzurra sulla destra per ogni applicazione non viene usata.

Trend Micro, protezione della gestione password facile con DirectPass


Trend Micro Incorporated, leader globale nel settore della sicurezza cloud, ha annunciato oggi DirectPass, una nuova soluzione per la gestione password. Progettata per organizzare e gestire le password, DirectPass fornisce ai consumatori un modo veloce ed efficiente per gestire le loro attività online, offrendo allo stesso tempo misure di sicurezza supplementari per mantenere le proprie credenziali di sicurezza. Trend Micro DirectPass utilizza la tecnologia cloud per sincronizzare le credenziali on-line su diversi dispositivi, consentendo agli utenti di sperimentare i vantaggi della DirectPass sempre e ovunque.

L'utente medio online ha più account, tuttavia, la maggioranza delle persone non riescono a gestire le proprie password in modo sicuro. Secondo una recente indagine Trend Micro, il 75 per cento dei consumatori hanno 10 o più account, ma solo il 20 per cento dichiara di usare software di terze parti per gestire le proprie password.

"Sappiamo che la maggior parte delle minacce alla sicurezza sorgono quando le password vengono dimenticate o perché gli utenti cercano di ricordarle, scrivendole o, peggio, che li rende deboli, al fine di memorizzarle facilmente", ha dichiarato Carol Carpenter, general manager di Trend Micro. "Con l'introduzione di DirectPass, l'obiettivo di Trend Micro è quello di ridurre i rischi degli utenti di imbattersi in malintenzionati elevando la sicurezza delle proprie password in modo semplice che, inoltre, non interferisce con la loro vita digitale giorno per giorno".


I vantaggi di DirectPass comprendono:

Gestione delle password
  • Gestire tutte le password e gli ID di accesso in un luogo sicuro
  • Login perfetto ai siti web senza la necessità di re-immettere le credenziali - gli utenti devono ricordare solo una password
  • Compilare automaticamente i dati personali in moduli Web in modo accurato e sicuro
Sicurezza online
  • Un browser sicuro per siti web bancari o finanziari
  • Mitigazione contro il malware keylogging
  • Una funzione testo-voce  che è completamente protetta per memorizzare le informazioni private 
Sync & Accesso
  • Sincronizzare le credenziali on-line su diversi dispositivi (PC, telefoni cellulari e tablet)
  • Sfruttare la sicurezza e la convenienza di DirectPass da qualsiasi luogo, su qualsiasi dispositivo con una connessione Internet sicura
Il furto di identità continua a crescere con quasi 12 milioni di americani che hanno la loro identità rubata nel 2011, secondo un rapporto da Javelin Strategy & Research. Uno dei modi migliori per prevenire che i ladri di identità possano accedere ad account privati ​​e informazioni personali è quello di utilizzare solo password complesse con più lettere, caratteri e numeri.

"Sappiamo che c'è la necessità di proteggere i consumatori da furto di identità, che continua ad essere una delle minacce Internet più diffuse", aggiunge Carpenter. "DirectPass è il nostro impegno a fornire ai consumatori una misura preventiva per evitare questi tipi di minacce in modo da poter andare online e condurre i loro affari con fiducia".

Fissato il prezzo US e la disponibilità
DirectPass è immediatamente disponibile negli Stati Uniti in una versione gratuita (fino a cinque password) che può essere scaricata online. La versione premium, che include il supporto per un numero illimitato di password, è disponibile anche online per $ 14.95 per un abbonamento di 1 anno. Ulteriori informazioni sono disponibili all'indirizzo DirectPass.com.


Informazioni su Trend Micro
Trend Micro Incorporated (TYO: 4704; TSE: 4704), è leader globale nella sicurezza per il cloud, crea un mondo sicuro nel quale scambiare informazioni digitali, fornendo a imprese e utenti privati soluzioni per la sicurezza dei contenuti Internet e la gestione delle minacce. Pioniere nella sicurezza server con un'esperienza ultra ventennale, Trend Micro propone un'offerta completa per la sicurezza a livello client, server e cloud in grado di soddisfare le esigenze di clienti e partner, bloccare le nuove minacce con rapidità e proteggere i dati all'interno di ambienti fisici, virtualizzati e cloud.

Basati sull'infrastruttura in-the-cloud Smart Protection Network™ di Trend Micro, le tecnologie, i prodotti e servizi per la sicurezza bloccano le minacce là dove emergono, su Internet, e sono supportati da oltre 1.000 esperti di threat intelligence di tutto il mondo. Ulteriori informazioni su Trend Micro Incorporated e i suoi prodotti e servizi sono disponibili presso www.trendmicro.it. Questo comunicato stampa Trend Micro e altri annunci sono disponibili presso http://NewsRoom.TrendMicro.com e come parte di un feed RSS a www.trendmicro.com/rss. Oppure seguire le notizie su Twitter all'indirizzo @TrendMicro.

Copyright (c) 1989-2012 Trend Micro Incorporated. All rights reserved.

Protezione account Facebook con le funzionalità di sicurezza disponibili


Furti di account Facebook e le relative richieste di recupero, hanno indotto gli sviluppatori del social network a fornire funzioni di sicurezza per la protezione dell'account estremamente validi. Facebook offre diverse misure di sicurezza che aiutano gli utenti a mantenere private le proprie informazioni, come ad esempio la disconnessione remota, la navigazione sicura, la possibilità di richiedere una password monouso e altro ancora. Con semplici passi è possibile attivare connessioni sicure e monitorare gli accessi al proprio account. E' possibile trovare tutte queste funzioni nella sezione Protezione dell'account della pagina Impostazioni account.

Falso video sexy di Rihanna conduce ad abbonamento per cellulari


Una nuova truffa sta facendo il giro di Facebook e afferma di essere un nuovo video scandalo dell'artista pop Robyn Rihanna Fenty (Rihanna) con Chris Brown.  La società di sicurezza GFI Labs ha detto che il video del presunto scandalo dell'artista pop conduce le vittime a "condividere" la pagina e poi prendere parte a un "sondaggio". Truffe del genere affliggono gli utenti di Facebook da lungo tempo, e i truffatori non mancano mai di convincere qualcuno a fare clic sui loro link, e molti degli utenti cadono nella trappola.

Ogni 24 ore 600.000 account Facebook violati, i nuovi sistemi di sicurezza


Facebook ha rilasciato una statistica Infografica che mostra che meno di un decimo dell'1 per cento dei login nel social network sono compromessi (pari allo 0,06 per cento). Ma dal momento che oltre 1 miliardo di login su Facebook si verificano ogni giorno, si potrebbero raggiungere fino a 600.000 violazioni ogni 24 ore. Un portavoce della piattaforma precisa che Facebook riconosce il blocco di circa 600 mila accessi al giorno, sostenendo però che molti degli account violati sono in qualche modo sono stati compromessi al di fuori di Facebook. 

"Ci possono essere account su Facebook compromessi, ma non più spesso di quanto siano compromessi al di fuori del social network, per esempio quando viene usata la stessa password per la posta elettronica e Facebook, ottenuta attraverso phishing, ecc.", ha dichiarato il portavoce contattato da Asr Techica.

Facebook Security Infographic


Il dato ha mandato comunque in allarme gli esperti di sicurezza informatica, che esprimono "grande preoccupazione" e raccomandano agli utenti maggior cura nella scelta delle password (utilizzandone diverse per l'accesso alla e-mail e a Facebook) e nella selezione degli amici virtuali. Secondo Facebook, un account risulta essere compromesso quando l’accesso viene effettuato non dal legittimo proprietario, bensì da terzi che hanno l’obiettivo di utilizzarlo al fine di inviare messaggi di spam. 

I possibili segnali di un account violato possono essere la scomparsa di amici dalle proprie liste, oppure la presenza nella casella di posta di messaggi mai inviati. Nonostante ciò, Facebook è a lavoro per creare un ambiente più sicuro sul social network e a tal fine ha annunciato una nuova funzionalità che permetterà di recuperare l'accesso all'account Facebook, nel caso in cui si fosse dimenticata per qualsiasi ragione la password di login.

Nuove funzioni per la sicurezza dell'account.
"Protezione e la sicurezza sono al centro di Facebook. Abbiamo squadre interamente dedicate agli strumenti di costruzione che dare alle persone un maggiore controllo sul loro account e, in particolare il loro modo di accedere alle proprie informazioni. In effetti, molti dei nostri ingegneri più talentuosi stanno lavorando esclusivamente sulla creazione di un ambiente sicuro su Facebook", leggiamo in un post sulla pagina di Facebook Security. 

"Questo ottobre, nell'ambito del Mese nazionale di consapevolezza Cybersecurity, stiamo lavorando con altri nella comunità per aiutare ad educare le persone sulle tecniche e gli strumenti per proteggere i dispositivi e le reti. Inoltre, abbiamo pensato che questa sarebbe una grande opportunità per parlarvi di alcuni dei sistemi di lavoro dietro le quinte per mantenere tu e i tuoi dati al sicuro. Oggi, abbiamo voluto dare un aggiornamento su alcune nuove caratteristiche che saranno test nelle prossime settimane - amici fidati e password App - e vi ricorderemo i tanti strumenti utente che offriamo per mantenere la sicurezza su Facebook".

Trusted Friends

Facebook è entusiasto di iniziare a testare questo nuovo strumento per aiutarvi nel caso venga bloccato il vostro account. Battezzata Trusted Friends, letteralmente amici fidati, simile ad altre funzioni che consentono di dimostrare la propria identità attraverso i vostri amici, è ora possibile selezionare 3-5 amici fidati che vi potranno aiutare se mai avrete problemi di accesso al vostro account. 

"È un po' simile a dare una chiave di casa ai vostri amici quando si va in vacanza - scegliere gli amici di maggior fiducia in caso di bisogno del loro aiuto", spiega Facebook. Se avete dimenticato la password e il login, ma non puoi accedere al vostro account e-mail, potete contare sui vostri amici per aiutarvi ad accedervi. Facebook provvederà ad inviare i codici agli amici che avete selezionato e loro penseranno al resto, aiutandovi a ripristinare il tutto.

App Passwords

Ci sono tonnellate di applicazioni che è possibile utilizzare effettuando il login con le credenziali di Facebook. Tuttavia, in alcuni casi, si consiglia di avere una password univoca per tale applicazione. Questo è particolarmente utile se avete optato per Approvazioni login, per i quali i codici di sicurezza non sempre funzionano quando si utilizzano applicazioni di terze parti. 

Facebook sta testando una funzione, chiamata App Passwords, che permette di utilizzare le password per accedere alle app applicazioni di terze parti. Basta andare su Impostazioni account, quindi sulla scheda Protezione e, infine, la sezione App password. È possibile generare una password che non avrete bisogno di ricordare, basta entrare con la vostra e-mail quando si accede ad un'applicazione.


Negli ultimi anni Facebook ha introdotto una serie di nuovi strumenti di protezione - Approvazioni Login, notifiche login e One Time Password per citarne alcuni. Inoltre, Facebook ha sviluppato diversi sistemi back-end per aiutare a mantenere la sicurezza dei dati degli utenti Per meglio illustrare l'intera gamma di queste caratteristiche e mostrare il modo in cui il social network lavora per tenere al sicuro gli utenti della piattaforma, Facebook ha rilasciato questa infografica. 

Qui troverete ulteriori informazioni per saperne di più sulle infrastrutture di sicurezza e una panoramica degli strumenti a disposizione di tutti gli utenti per aumentare il loro livello di sicurezza dell'account. Il lavoro degli ingegneri di Facebook ha indubbiamente fatto un notevole passo avanti per mantenere un ambiente più sicuro, ma Facebook è consapevole che c'è ancora molto lavoro da fare e continuerà cercando di fare in modo che ogni volta che si accede a Facebook, l'utent disponga di un'esperienza sicura e sociale. Facebook si adatterà per rispondere alle nuove minacce giornaliere e continuerà a implementare nuovi sistemi per proteggere l'account.

Rubati 10.000 account Facebook da Swastika, social network smentisce


Un nuovo gruppo di hacker che si fanno chiamare "Swastika Team" hanno pubblicato su Pastebin quello che sostengono essere i nomi utente e le password di oltre 10 mila account di Facebook. Va notato che l'agenzia per le pubbliche relazioni di Facebook in Gran Bretagna ha fornito a Trend Micro la seguente dichiarazione: "Questo non rappresenta un hack di Facebook o di qualunque dei profili Facebook. I nostri esperti di sicurezza hanno esaminato questi dati e abbiamo trovato un insieme di combinazioni di e-mail e una password che non sono associate a qualsiasi account Facebook attivo". 

Il team della "svastica" (anche se rifiuta l'etichetta di hacker e hacktivist, preferendo invece il nome di "combattenti per la libertà") è un nuovo arrivato sulla scena hacking, dopo aver annunciato il suo "lancio" solo sei giorni fa. Anche se hanno pochi tweet al loro nome hanno già causato preoccupazione la pubblicazione delle tabelle del database e le credenziali dell'utente rubate dai siti dell'Ambasciata indiana in Nepal e il governo del Bhutan, a quanto pare da un attacco SQL injection. 

L'ultima divulgazione di ciò che essi sostengono, cioè delle più di diecimila credenziali degli utenti Facebook è senza contesto e senza alcuna indicazione dei mezzi con cui sono stati sottratti. Gli stessi messaggi sono già stati rimossi da Pastebin ma Rik Ferguson, ricercatore e tra i magggiori esperti di minacce informatiche, è riuscito a dare uno sguardo su questo successo

Furto delle credenziali degli account di Facebook

Gli account utenti compromessi provengono da tutto il mondo, e da una rapida occhiata attraverso la lista delle password associate viene mostrato che la maggior parte degli utenti interessati non utilizzano password complesse, essendo molte semplicemente una derivazione del nome utente, una squadra di calcio preferita o una password numerica breve. L'effetto continuo di tale compromossione su larga scala può essere disastroso per utenti interessati, in particolare se la password è condivisa per più account. 

Ciò può portare alla compromissione degli account di posta elettronica della vittima, che può fungere da grimaldello per molti altri servizi online, come qualsiasi procedura di reset password che normalmente passa attraverso e-mail del proprietario dell'account di posta in arrivo per la verifica. Riprendere il controllo di un account compromesso può essere un processo costoso e richiede tempo, come spiega Rowenna Davis a Guardian Uk, giornalista e vittima recente.

Rowenna Davis
"Tutto è cominciato quando il mio telefono è impazzito nel mezzo di una riunione cruciale. Circa 5.000 contatti avevano ricevuto una mail dal mio account dicendo che ero stata bloccata da uomini armati a Madrid. - racconta Davis - I miei amici di Internet mi hanno inviato dei messaggi per dire che il mio account era stato violato, mentre i più anziani e gli amici più vulnerabili volevano sapere dove inviare i soldi. Secondo la storia, il mio cellulare e le carte di credito erano state rubate ed avevo disperato bisogno di denaro. C'era un numero da chiamare per raggiungermi in albergo - presumibilmente a pagamento - e un account Western Union era stato istituito a mio nome per collegare un trasferimento. Improvvisamente si viene colpiti da una bomba organizzativa - che cade su quello che stai facendo; congelare il vostro conto in banca; rispondere alle chiamate in ansia; ultimi messaggi; perdere scadenze di lavoro; irritare i boss; ripristinare tutte le e-mail basati su password; dimenticare di pagare le fatture; irritare gli amici che pensano che li stai ignorando. La realizzazione che l'account di posta elettronica è il nesso del mondo moderno. E 'collegato a quasi tutto della nostra vita quotidiana, e se qualcosa va storto, si diffonde. Ma l'effetto più grande è psicologico. Ad un certo livello, la vostra identità è tenuta in ostaggio..."
"Non è mai una buona idea usare la stessa password in più siti Web, quindi cercate di averne una unica per ogni sito che si usa. Anche se questo può sembrare complesso e impossibile da ricordare che vi è modo semplice raggiungere questo obiettivo. Creare una password complessa usando lettere maiuscole e minuscole, numeri e caratteri speciali come $%&!. Escogitare un modo per differenziare la password per ogni sito che utilizzate, ad esempio mettendo la prima e ultima lettera del nome del sito web all'inizio e alla fine della vostra password iniziale complessa, rendendola unica e facile da ricordare", spiega Ferguson. La sicurezza delle password dipende dalle domande per resettarle, questo è anche uno dei modi più comuni per rompere un account". 

"Se viene chiesto di fornire le risposte alle "domande di sicurezza" esaminare se le risposte sono davvero sicure. Sicure vuol dire che siete l'unica persona che può rispondere alla domanda. Se esiste la possibilità di creare le proprie domande, utilizzatela. Se siete obbligati a rispondere a più domande standard come "prima scuola", "primo animale" o "prima auto" ricordate che la risposta non deve essere la verità, deve essere solo qualcosa che si può ricordare. Facebook afferma che i dati sottratti dagli hacker sono un elenco di user e password non riconducibili agli account attivi sul social network e Ferguson non ha verificato se le credenziali postate sono legittime (per motivi di privacy), ma per sicurezza ha avvisato gli utenti in maniera che possano proteggere i loro account.

Link spam su Facebook inviati da amici, come proteggere l'account


"Ciao, come stai? ma dimmi sei proprio tu in questo video?": era uno dei messaggi che nelle ultime ore è dilagato su Facebook, associato al nome del profilo che lo inviava. La trappola era costruita con furbizia: in alcuni casi erano leggibili dei commenti ulteriori del tipo: "Questa ragazza doveva essere pazza per averlo fatto". Ma la curiosità, come spesso accade, spingeva verso un trappola gli utenti del social network che cliccavano su una finta anteprima di YouTube, e con la scusa che bisognava procedere ad un "controllo di sicurezza", l'utente veniva invitato a premere alcuni tasti in sequenza che nascondevano istruzioni automatizzate. 

Adesso il sistema antispam automatico di Facebook, sembra abbia rimosso tutte le false miniature dalle bacheche dei profili ed inoltre il server su cui risiedeva la truffa appare disattivato. In ogni caso è bene conoscere come difendersi da queste tipologie di truffe che Protezione Account ha battezzato col termine "Javasticking", in modo da prevenire ulteriori scam. Come leggiamo presso il Centro Assistenza di Facebook, nella sezione dedicata alla protezione dell'account: "Uno scam contenente uno script dannoso ti chiede di copiare e incollare del testo nella barra degli indirizzi del browser per visualizzare un contenuto interessante o sorprendente (es.: chi ha visualizzato il tuo profilo)".


Nel tempo di attesa che segue la digitazione (dopo aver copi/incollato il codice javascript attraverso la combinazione dei tasti CTRL + V), il profilo compie una serie di azioni come se fosse l'utente ad effettuarle. Questo "codice" è in realtà uno script dannoso. Invece di mostrare ciò che viene pubblicizzato, il vostro account viene utilizzato ad esempio per creare eventi, autopubblicando lo stesso post nella propria bacheca e in quelle degli amici o inviando spam ai vostri amici attraverso messaggi di posta o in chat. Gli autori di spam spesso pubblicizzano contenuti sorprendenti per attirare gli utenti nelle loro trappole. I consigli sono quelli di  non cliccare mai su link sospetti anche se vi vengono inviati dagli amici. Non copiare e incollare del testo nella barra degli indirizzi del vostro browser Internet se non siete sicuri del contenuto effettivo.

Cosa potete fare per proteggere il vostro account?
  1. Pensateci bene prima di cliccare su un link. 
  2. Non cliccare mai su link sospetti, anche se provengono da un amico o da un'azienda che conoscete. Ciò include i link inviati su Facebook (es.: in una chat o post in bacheca) e i link inviati via e-mail. 
  3. Se uno dei vostri amici clicca inavvertitamente su un link contenente spam, tale link potrebbe essere inviato a tutti i suoi amici di Facebook. 
  4. Ricordate di non reinserire mai la vostra password di Facebook né di scaricare alcunché (es.: un file ".exe") se non siete sicuri di cosa si tratti. Maggiori informazioni su come riconoscere link sospetti e e-mail sospette.
  5. Se non siete sicuri dell'indirizzo che ricevete, non incollarlo nella barra dell'indirizzo del browser Internet. Incollare un testo sconosciuto nella barra dell'indirizzo può comportare la creazione di eventi e pagine dal vostro account o di altre azioni spam. 
  6. Aggiornate il vostro browser di navigazione.
  7. Accedete su www.facebook.com. Talvolta, gli autori di scam creano una pagina falsa del tutto simile alla pagina di accesso di Facebook nella speranza che voi immettiate qui il vostro indirizzo e-mail e la vostra password. 
  8. Assicuratevi di verificare l'URL della pagina (indirizzo Web) prima di immettere le vostre informazioni di accesso. Se avete dei dubbi, potete sempre digitare "facebook.com" nel vostro browser per tornare al vero sito di Facebook.
  9. Create una password unica e complessa: Usate combinazioni di almeno sei lettere, numeri e segni di punteggiatura; non utilizzare parole che possono essere trovate nel dizionario. Potete reimpostare la password accedendo alla pagina Impostazioni account dal menu a discesa Account visualizzato nella parte superiore di qualsiasi pagina di Facebook.
  10. Eseguite un software antivirus per proteggervi da virus e malware. Per maggiori informazioni e per scaricare gratuitamente questo software, visitate questa pagina per Windows e questa per Mac OS.

Per maggiori informazioni su come proteggere il vostro account, visitate la sezione Protezione del Centro assistenza di Facebook.

Il profilo di un vostro amico invia link contenenti spam o crea eventi e pagine spam.
  • È possibile che il vostro amico abbia incollato uno script dannoso nella propria barra degli indirizzi. Tali azioni si possono interrompere chiudendo la finestra del browser o uscendo da Facebook. A coloro che inconsapevolmente hanno eseguito la procedura consigliamo in ogni caso, per maggior sicurezza, il cambio della propria password. 
  • Se il vostro amico non ha incollato alcun testo nel browser, sul suo computer potrebbe essere stato scaricato un software dannoso oppure è possibile che le sue informazioni di accesso siano state oggetto di un'azione di phishing. Dite al tuo amico di visitare la sezione Phishing e malware del Centro assistenza per proteggere il proprio account. 
  • Non cliccare mai su link sospetti, anche se provengono da un amico o da un'azienda che conoscete. Se avete ricevuto uno strano messaggio in bacheca o un messaggio da un amico che vi chiede di cliccare su un link oppure dal vostro account sono stati inviati dei link ma non siete stati voi a farlo, potete segnalare il link. Per salvaguardare la sicurezza del vostro account e del computer, fate attenzione a non cliccare sul link quando lo evidenziate e lo copiate.

Account Chooser, un account universale per l'accesso ai servizi Web


Account Chooser è un nuovo servizio per la gestione di account multipli utilizzati per accedere a vari servizi online in completa sicurezza e con facilità. Il servizio è promosso dalla OpenID Foundation, organismo di cui fanno parte le principali compagnie Web mondiali e fra queste Google, Facebook, Microsoft e Yahoo!.

Accoun Chooser consente di utilizzare account già attivi per accedere ad altri siti riducendo il numero di account aperti e cancellando il problema ormai diffuso della frammentazione dei dati personali online. Molti computer sono condivisi da più persone che hanno ciascuna i propri account.

L'idea ha il preciso compito di semplificare e di rendere più sicuro la gestione dei profili utente in Rete evitando a questi ultimi di duplicare ovunque la propria identità digitale. A differenza di altri servizi online già attivi, che permettono di accedere ai propri account con l’utilizzo di un’unica password mettendo a rischio la sicurezza di più account contemporaneamente, Account Chooser utilizza una nuova tecnologia:

l’utente verrà invitato a scegliere un account da far gestire ad Account Chooser, che si premurerà di garantirne la sicurezza ed utilizzando i dati in esso contenuti potrà accedere a tutti gli altri account collegati. Se un utente si è registrato su un sito web per lungo tempo con una password, l'esperienza Account Chooser renderà facile aggiornare il provider d'identità sul sito Web.



Dopo l'aggiornamento del proprio login bisogna selezionatore l'account, fare clic su un pulsante o digitare il proprio indirizzo e-mail. L'utente sarà quindi reindirizzato a un provider di identità, e darà il proprio consenso per essere identificato sul sito. Sarà possibile utilizzare gli account personali già esistenti (per esempio la password e l'user Id di Gmail, Hotmail o di Facebook) per accedere ad altri siti Web che richiedono la registrazione.

Un problema comune agli utenti finali è quando si visita un sito web e non ricordare di avere già un account. Generalmente si cerca di passare alla fase di creazione dell'account, generando un errore sul loro account esistente. Con Account Chooser, questo problema non esisterà più. Con Account Chooser, un sito web è in grado di rilevare se il computer è utilizzato da qualcuno che probabilmente ha già un account, perché ci sarà un elenco degli account esistenti.

L'utilizzo di provider di identità, non solo rende più facile per le persone utilizzare i siti Web, ma rende anche più sicuri i propri account. Con i siti Web tradizionali, le persone tendono a riutilizzare la password su più siti. Se gli hacker sono in grado di compromettere anche un unico sito web, possono quindi utilizzare tale password per entrare nell'account di una persona su altri siti.


A meno che la password di un utente è estremamente complessa, ci sono purtroppo delle tecniche molto semplici, come gli attacchi dizionario, che permettono agli hacker di scoprire le password dell'identità di una persona su quasi tutti i siti. Fortunatamente i provider di identità possono essere certificati per confermare l'offerta della protezione contro questi tipi di tecniche.

Il progetto è sviluppato da Eric sachs, project manager di Google e membro del consiglio di amministrazione della Foundation. Il cui codice è in licenza open source: in questo modo gli sviluppatori web potranno implementarlo regolarmente e garantire il pieno accesso a servizi sempre più numerosi.

Rispetto al modello semplificato che prevede il ricorso a una sola parola chiave comune a tutti i profili, bollato dalle società di security come pratica molto rischiosa per i dati sensibili, Account Chooser si fa carico di abilitare in automatico l'accesso "universale" e protetto ai siti e ai servizi Web a cui l'utente si è registrato.

E’ proprio questa nuova tecnica, che dovrebbe garantire un livello di sicurezza maggiore, a rendere unico Account Chooser. Oggi vi sono un paio di provider di identità, ma in futuro ci aspettiamo molti altri. Fra gli standard impiegati per la verifica dell’identità, vi sono OAuth, SAML, e OpenIDConnect.

Via: Techcrunch
Fonte: Account Chooser

ShareSafe, l'app per condividere sicuro su Facebook e vincere premi


ShareSafe è un'applicazione progettata per mantenere il proprio account Facebook al sicuro da elementi dannosi come spam ed altro che riguardano i profili online. I social network stanno vivendo un grande momento, diventando per questo una grande opportunità per spammer e hacker che lanciano le loro maligne operazioni. Secondo i creatori F-Secure, azienda leader globale nella fornitura di software di sicurezza, l'app (ancora in versione beta) è in grado di proteggere il news feed e la bacheca degli utenti di Facebook. I Membri che decidono di utilizzare questa nuova funzionalità avranno l'opportunità di scoprire nuovi link e vincere premi. ShareSafe vi aiuta a condividere meglio. Questo video mostra come funziona:



Una cosa importante è che ShareSafe esegue la scansione dei link che post, facendo attenzione che non conducano a siti Web non sicuri. I collegamenti sicuri che condividete con i vostri amici possono permettervi di guadagnare punti e distintivi che poi si traducono in premi. Come mostrato nel video promozionale, pubblicato su F-Secure blog, questi premi possono consistere in pacchetti F-Secure Internet Security Suite, licenze di Online Backup e anche iPhone o iPad. Per far ciò collegatevi alla pagina dell'applicazione e fornite il permesso ad accedere alle consuete informazioni richieste:


Una volta dato il consenso verrà effettuata una scansione della bacheca del vostro profilo e di quella dei vostri amici, alla ricerca di eventuali post fraudolenti. Alla fine verrà mostrato il risultato dell'analisi, contrassegnando con il verde i link sicuri ed in rosso quelli pericolosi.. Potete inoltre decidere di verificare un link inserendolo nell'apposita casella di controllo, all'interno della pagina dell'applicazione stessa. Se volete sapere che cosa dovete fare per vincere questi prodotti, è possibile premere il pulsante "Here's how to earn more points and rewards" ("Ecco come guadagnare più punti e premi").



Come regola generale, si ottiene 10 punti ogni volta che si condivide una link sicuro e si riceve un extra di 10 ogni volta che viene premuto uno di questi link. Si guadagnano anche 10 punti quando qualcuno clicca "Like" su uno dei vostri link. Si guadagnano più crediti quando si chiede ad un amico di unirsi alla comunità e l'invito viene accettato. Il cruscotto dell'applicazione mantiene postato in modo permanente il numero di punti che avete guadagnato fino a quel momento. E mostra anche il numero di Like, di click e badges che avete. ShareSafe sta in realtà cercando di sensibilizzare l'opinione pubblica su questioni come spamming e link illegali pubblicati sui social network. I premi vengono utilizzati come strumento di marketing, per attirare più utenti di Facebook in questa campagna contro il malware.