Gli attacchi di phishing stanno diventando sempre più sofisticati e difficili da identificare. Disponiamo di sistemi per limitare il numero di e-mail fraudolente e minimizzare l’impatto laddove possibile. Tuttavia, alcune e-mail supereranno sempre i filtri anti-spam più sofisticati. Capita a volte di vedere un tentativo di phishing o un’e-mail con un allegato sospetto nella casella di posta elettronica. Chi è stato a inviarlo e come ha ottenuto quei dati? Però, la domanda che in molti si chiedono è: quanto denaro guadagnano realmente queste persone dalle loro attività cyber-criminali? Ora, grazie agli esperti di Check Point Software Technologies, siamo finalmente in grado di rispondere a tutto ciò.
Per proteggersi dalle minacce è utile informarsi sui rischi che si corrono e possedere nozioni di base sulle misure d'adottare.
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Check Point, hacker nigeriano ha guadagnato 100.000$: ecco come
Gli attacchi di phishing stanno diventando sempre più sofisticati e difficili da identificare. Disponiamo di sistemi per limitare il numero di e-mail fraudolente e minimizzare l’impatto laddove possibile. Tuttavia, alcune e-mail supereranno sempre i filtri anti-spam più sofisticati. Capita a volte di vedere un tentativo di phishing o un’e-mail con un allegato sospetto nella casella di posta elettronica. Chi è stato a inviarlo e come ha ottenuto quei dati? Però, la domanda che in molti si chiedono è: quanto denaro guadagnano realmente queste persone dalle loro attività cyber-criminali? Ora, grazie agli esperti di Check Point Software Technologies, siamo finalmente in grado di rispondere a tutto ciò.
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Aruba, utenti PEC nel mirino del crimine informatico: come difendersi
Nelle ultime settimane si è sentito parlare di diverse “campagne di attacco” a opera di cybercriminali che diffondono malware e virus via web e di tecniche avanzate di phishing per rubare dati agli utenti. Frodi informatiche di questo tipo fanno leva soprattutto sull’attendibilità del mezzo utilizzato per diffondersi. Ecco perché, oltre alla e-mail tradizionale, anche la Posta Elettronica Certificata è diventata uno dei canali attraverso cui vengono veicolate queste campagne. A lanciare l’allarme è AssoCertificatori, Associazione dei Prestatori Italiani di Servizi Fiduciari Qualificati e dei Gestori Accreditati, che ha pubblicato una nota stampa per denunciare questo tipo di attività criminali.
ESET, frodi sui Mondiali di calcio in Russia: come evitare un autogol
Uno dei metodi più comuni è quello di diffondere su larga scala delle presunte promozioni che coinvolgono “beni” legati alla manifestazione come biglietti economici, pacchetti di ospitalità comprensivi di biglietti, alloggi, lotterie, voli per le città che ospitano le partite. Il Mondiale di calcio 2018 si disputerà in Russia da giovedì 14 giugno a domenica 15 luglio. Le migliori 32 Nazionali del Pianeta si affronteranno per la conquista del titolo iridato. Si tratta dell’edizione numero 21 dei Campionati Mondiali di calcio, l’undicesima che si tiene in Europa, organizzata dalla FIFA che l’ha assegnata per la prima volta alla Russia nel 2010. Ecco i consigli degli esperti di ESET per evitare tranelli.
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Allarme sicurezza, G Data rivela: ogni 8,6 secondi un nuovo malware
Gli esperti dei G DATA SecurityLabs hanno scoperto ben 1,8 milioni di nuovi attacchi malware per computer nella prima metà del 2014. Questo significa in pratica che ogni 8.6 secondi viene scoperto un nuovo malware. Gli esperti di G DATA hanno rilevato un aumento in due categorie che offrono elevati riscontri finanziari – il malware focalizzato sulle frodi all’online banking e l’adware. Lo sviluppo mondiale nel settore dei Trojan bancari è osservato con preoccupazione dagli esperti che si aspettano un ulteriore aumento in questa categoria di malware entro la fine dell’anno.
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Kaspersky: metà istituzioni finanziarie non teme perdite da cybercrime
Secondo un sondaggio condotto da Kaspersky Lab e da B2B International nel corso della prima metà del 2014, il 52% delle società finanziarie rimborsa le perdite subite dai clienti durante una frode online, senza indagare sulle circostanze. Quasi un terzo delle aziende ritiene che i costi sostenuti a causa delle minacce informatiche sono inferiori al costo che comporterebbe dotarsi di una protezione. Considerato l'interesse sempre maggiore dei cybercriminali nei confronti dell'e-payments, questo approccio potrebbe tradursi in notevoli spese per l'azienda.
Luuuk, frode bancaria da mezzo milione di euro in una sola settimana
Gli esperti del Global Research and Analysis Team di Kaspersky Lab hanno trovato le prove di un attacco mirato ai clienti di una grande banca europea. Secondo i registri presenti nel server utilizzato dai criminali è stato sottratto, dai conti correnti bancari delle vittime, più di mezzo milione di euro in una sola settimana. Le prime avvisaglie di questa frode sono state individuate il 20 gennaio di quest'anno, quando gli esperti di Kaspersky Lab hanno rilevato in rete un server di comando e controllo (C&C). Il pannello di controllo del server ha indicato la presenza di un programma Trojan utilizzato proprio per rubare denaro dai conti correnti bancari dei clienti.
IBM lancia nuova soluzione per prevenire danni da frodi e cybercrime
IBM ha annunciato una nuova soluzione integrata che, grazie alle nuove capacità in ambito Big Data e Analytics, consente di affrontare il tema delle frodi e dei crimini finanziari, responsabili ogni anno di perdite stimabili intorno ai 3,5 trilioni di dollari. IBM, con oltre 500 consulenti nel campo, 290 brevetti correlati a ricerche sulle frodi e 24 miliardi di dollari investiti dal 2005 in acquisizioni software e sviluppo di servizi, schiera con questa offerta tutte le proprie competenze, nazionali e internazionali, per aiutare le aziende pubbliche e private a prevenire, identificare e indagare le attività fraudolente.
Kaspersky, social network parco giochi virtuale più insidioso per bimbi
Con l’avvicinarsi delle vacanze estive, Kaspersky Lab ricorda ai genitori che è proprio in questo periodo dell’anno che i ragazzi, oltre a passare del tempo fuori casa, navigano molto anche in Internet. Il web è una fonte di informazioni utili durante l’anno scolastico, ma se utilizzato senza restrizioni può diventare un ambiente molto pericoloso. Minacce come virus, frodi online e contenuti non adatti ai minori, mettono in pericolo non solo i bambini, ma l’intera famiglia.
Le famiglie oggi tendono ad avere molti dispositivi connessi ad Internet e questo rende più facile l’accesso ad Internet per i bambini, ma è anche più difficile controllare le loro attività. Secondo una ricerca condotta dal B2B International ad aprile 2013 per conto di Kaspersky Lab, ogni famiglia possiede da due a tre PC o portatili (2,5 dispositivi in media nel mondo), uno o due smartphone (1,4 in media) e un tablet (0,7 in media).
In un modo o nell’altro i bambini utilizzano tutti questi dispositivi e gli strumenti di Parental Control risultano ancora poco diffusi. Kaspersky Lab ha analizzato le risposte raccolte dal modulo Parental Control presente nei prodotti per la protezione e nei primi cinque mesi del 2013 è emerso che le principali fonti pericolose che attirano l’attenzione dei bambini su Internet sono:
• social network (31,26%);
• contenuti per adulti (16,83%);
• negozi online (16,65%);
• chat e forum (8,09%);
• web-mail (7,39%); fonti che contengono file illegali (3,77%);
• giochi online (3,19%).
Per quanto riguarda altre fonti inappropriate come i siti riguardanti armi e droghe, siti per il gioco d’azzardo e sistemi di pagamento, il dato è compreso tra lo 0,8 e il 2% delle risposte raccolte grazie al modulo Parental Control. Nell’ultimo mese (maggio 2013) i moduli di Parental Control hanno registrato più di 52 milioni di tentativi di accesso ai social network e più di 25 milioni di tentativi di accedere a siti per adulti. Questo rivela un cambiamento interessante, perchè la pornografia scende al secondo posto dopo i social network, mentre la Top 3 dei primi mesi del 2013 vede anche la presenza di negozi online (probabilmente per la ricerca di giocattoli o simili).
In queste circostanze i genitori devo essere molto cauti: se i bambini conoscono il luogo in cui i genitori custodiscono la carta di credito, c’è la possibilità che essi possano fare acquisti non autorizzati. Inoltre, i bambini posso essere vittime di negozi online creati appositamente dai criminali informatici. Le preferenze dei bambini variano da paese a paese. Per quanto riguarda l’Italia i più diffusi sono i social network (63,05%). In seconda posizione troviamo le web-mail che spesso sono un mezzo utilizzato dai criminali informatici per diffondere programmi nocivi (11,79%); al terzo posto troviamo i siti con contenuti per adulti (9,73%).
Negli Stati Uniti la categoria “Contenuti per adulti” è in testa con 22,02%, i negozi online si trovano in seconda posizione con 19,50% e i social network con 18,88% godono quasi della stessa popolarità. Una situazione simile si può riscontrare nel Regno Unito, dove la Top 3 è composta dagli stessi contenuti: siti per adulti con un dato pari al 23,27%, negozi online (19,59%) e social network (16,14%). I bambini nel Regno Unito preferiscono i giochi online (5,94%) e i social network (4,84%). I bambini tedeschi sono più propensi a cercare online contenuti per adulti (25,66%).
In seconda e terza posizione troviamo i negozi online (20,68%) e i social network (18,29%). La situazione in Giappone non ha nulla in comune con gli altri paesi. La generazione dei giovani in questo paese tende a privilegiare i siti di “Chat e Forum” (34,25%). Apparentemente, questi siti agiscono come un sostituto del social network, che scendono in quarta posizione (10,59%). I siti per adulti occupano la seconda posizione con 23,28%, mentre al terzo posto troviamo i negozi online con 16,89%. In Brasile i più diffusi sono i social network (22,34%) seguiti dai contenuti per adulti (18,91%) e dai negozi online (16,76%).
“Come sempre, prevenire è meglio che curare. Questo è il principio su cui si basa la tecnologia Parental Control. Nel mondo moderno, l’accesso a qualsiasi tipo di informazione è diventato molto più semplice rispetto al passato. Allo stesso tempo, i bambini sono particolarmente vulnerabili e per loro natura ingenui. Per questo motivo, gli strumenti per proteggere i bambini dai contenuti web inappropriati dovrebbero diventare obbligatori”, ha dichiarato Konstantin Ignatyev, Web Content Analysts Group Manager di Kaspersky Lab.
“Nei prodotti Kaspersky Lab, le funzionalità di Parental Control sono integrate in tutte le recenti soluzioni di protezione, che garantiscono agli utenti un’esperienza online sicura per i bambini e allo stesso tempo evitano possibili infezioni, attacchi e altre minacce online”. Il Parental Control, presente nel software dei prodotti, è conveniente in quanto consente ai genitori di proteggere in maniera discreta e intelligente i propri figli da contenuti indesiderati, senza bloccare del tutto l'accesso al web.
Utilizzando semplici strumenti, i genitori possono configurare le caratteristiche di protezione per soddisfare i loro bisogni e andare incontro alle esigenze dei proprio figli. In particolare, il Parental Control permette di restringere l’accesso a siti e programmi specifici o all’intera rete Internet. Allo stesso tempo, i genitori possono impostare anche gli orari per l'utilizzo del computer da parte dei propri figli: in un momento diverso da quello stabilito, il computer semplicemente non si accende. Il modulo di Parental Control comprende una lista completa di funzioni dedicate per la protezione dei bambini. Queste caratteristiche sono disponibili nei seguenti prodotti Kaspersky Lab:
• Kaspersky Internet Security;
• Kaspersky Internet Security;
Kaspersky Lab ha anche rilasciato applicazioni dedicate per smartphone e tablet, come risposta all’enorme diffusione di questi dispositivi tra i giovani: Parental Control (Safe Browser) per iOS e Parental Control per Android. Queste applicazioni possono essere scaricate dagli app store ufficiali della propria piattaforma mobile. Le statistiche che Kaspersky Lab ha raccolto si spera aiuteranno i genitori di tutto il mondo a capire meglio come i loro figli passano il tempo su internet e prendere adeguate misure di sicurezza. La versione completa dell’articolo “Cosa stanno facendo online i bambini?” è disponibile su securelist.com.
Nasce EC3, il nuovo Centro Europeo contro la criminalità informatica
A partire dall’11 gennaio il nuovo Centro europeo per la lotta alla criminalità informatica (EC3) sarà pienamente operativo allo scopo di contribuire a proteggere i cittadini e le imprese europei dalla criminalità informatica. Cecilia Malmström, Commissaria UE per gli Affari interni, parteciperà all’inaugurazione ufficiale del Centro, situato presso l’Ufficio europeo di polizia (Europol) all’Aia (Paesi Bassi).
ACI Worldwide, 1 consumatore su 4 è vittima di frodi con carte di credito
Un intervistato su quattro è stato vittima, negli ultimi cinque anni, di frodi con carta di credito. Questo il principale risultato emerso dallo studio condotto da ACI Worldwide e Aite Group, sul tema delle frodi relative alle carte di credito, che ha coinvolto oltre 5.200 consumatori di 17 Paesi a livello mondiale. Oltre il 20% degli intervistati ha dichiarato inoltre che ha smesso di utilizzare, o ha cambiato la propria carta, dopo aver subito un atto fraudolento.
Frodi online: il contatto con la potenziale vittima avviene via mail o social network
I pretesti adottati dalle truffe online più frequenti dell’ultimo decennio sono finte richieste di aiuto dalla Nigeria, presunte vincite alla lotteria e fantomatiche belle donne in cerca di compagnia, seguite da false offerte di lavoro e da richieste di denaro da parte di amici via Facebook e Twitter, ma anche via chat o altri social network meno conosciuti. Secondo la classifica stilata dai PandaLabs, i metodi più utilizzati negli ultimi dieci anni per rubare soldi agli internauti seguono tutti un unico schema: i criminali effettuano un primo contatto con la potenziale vittima, essenzialmente via e-mail o social network, poi, se l’utente viene adescato, gli viene chiesto denaro con falsi pretesti. La scusa più diffusa è quella della cosiddetta “truffa nigeriana”, che è stata anche la prima del suo genere ad apparire sul web. In questo caso il cyber-criminale invia una mail fingendosi una persona in difficoltà, spesso originaria della Nigeria, che ha bisogno di una forte somma di denaro ed è in grado di restituirla in cambio di un aiuto iniziale per andar via dal Paese africano.
Chi cade nella trappola invia una parte dei soldi richiesti, ma il contatto a questo punto svanisce col bottino. Poi c’é il pretesto della falsa vincita alla lotteria, con cui si chiede alla vittima una somma in anticipo per coprire commissioni e spese bancarie. La terza ’scusa’ più sfruttata è quella di una fantomatica bella donna, in genere di nazionalità russa, che contatta internauti in cerca di compagnia chiedendo soldi per un biglietto aereo. A seguire le frodi che sfruttano le finte offerte di lavoro: alla vittima viene chiesto di comunicare le coordinate bancarie e sui conti vengono fatte transitare somme di denaro rubate ad altri internauti, rendendo la vittima anche un potenziale complice. Negli ultimi due anni, abbiamo assistito a un cambiamento nella dinamica del malware, che deriva da un cambiamento nella motivazione dei cybercriminali. In precedenza, cercavano la fama. Ora, la loro motivazione è puramente finanziaria: i cracker stanno diventando sempre più professionali. In tempo di social network la creatività dei criminali risulta amplificata. Violando un account di Facebook o Twitter, i malviventi possono inviare agli ‘amici’ finte richieste di denaro.Fonte: http://www.ansa.it/web/
Nuovo scam su Facebook attraverso link ed applicazioni fasulle
Sophos segnala un nuovo scam che prende di mira Facebook. Lo scam avviene attraverso gli short url presenti negli aggiornamenti di stato e attraverso una variante di uno scam risalente a un mese fa e che trae spunto da una storia reale, quella di un insegnante che attacca uno studente di 13 anni.
L’utente di Facebook preso di mira dallo scam lo fà cliccando sopra un link presente negli aggiornamenti di stato dei propri amici. Quando si esegue il link viene richiesto di compilare una sorta di intervista, peccato però che si tratti di un’intervista fake, i dati verranno inviati a terzi che estrarranno i dati personali, potendo cosi’ rubare l’identità online.
Una ulteriore tipologia di Scam che sta prendendo di mira gli utenti Facebook è quanto vedete in basso, viene segnalato un video in cui un insegnante ha aggredito uno studente di 13 anni. Sophos a tal proposito spiega in un video il sistema di funzionamento della frode.
I am shocked!!! The teacher nearly killed this boy. Video here: hxxp://tiny.cc/horrifying - Worldwide scandal!
Sono scioccato! L'insegnante ha quasi ucciso questo ragazzo. Video qui: hxxp://tiny.cc/horrifying - scandalo tutto il mondo!
Lo scam prende spunto da una storia reale, quella di un insegnante che ha picchiato uno studente di 13 anni negli stati uniti (maggiori info: Houston, picchia studente: sospesa insegnante) ma, per poter vedere il video viene chiesto all’utente di installare una applicazione, dopodichè i “propri dati verranno consegnati in mano a cybercriminali”.
Chiunque veda nella propria bacheca un messaggio simile a quello che è stato inserito sopra è invitato a non cliccarci, si tratta di spam. Sophos informa che Facebook è a conoscenza del problema ma anche che se si tratta di un problema noto, Facebook a tutt'ora non riesce a porre la parola fine, dato che si tratta d'una una variante di scam risalente a un mese fa.
Il suggerimento è semplice, evitare di cliccare sopra qualsiasi link sospetto e attendere che Facebook applichi maggiori restrizioni su chi possa creare applicazioni sul noto Social Network. Allo stato attuale il sistema di Facebook, quello alla base della creazione di applicazioni non funziona, sul fronte Sicurezza. Fonte: Sophos Immagini: http://alturl.com/qghpj
Furto password offresi, 3,4% consumatori Usa ha subito furto identità
Cento dollari a password è una cifra "ragionevole", soprattutto quando servono a smacherare ingani sentimentali o frodi. E facilmente gli hacker possono ottenere password di sistemi come AOL, Yahoo, Gmail, Hotmail e Facebook, pubblicizzando la loro abilità apertamente su noti siti web.
Il furto di identità sta diventanto uno dei reati più diffusi negli Stati Uniti: le statistiche dicono infatti che almeno il 3,4 per cento dei consumatori americani ha subito, almeno una volta negli ultimi 12 mesi, un furto di identità, talvolta con conseguenze su conti bancari, carte di credito, acquisti via Internet.
Sarebbero proprio questi dati allarmanti ad aver indotto il Congresso Americano a varare l’Identity Theft Penalty Enhancement Act, una nuova legge volta a punire con pene più severe chi utilizza informazioni relative all’identità di altre persone con il preciso intento di commettere un crimine.
Molti sono gli esempi di siti operanti in questo nascosto settore di mercato dei servizi, come Piratecrackers.com, ackmail.net, YourHackerz.com e SlickHackers.com. Alcuni hanno anche una costituzione etica, affermando di voler aiutare "persone serie per il recupero di una password e ciò significherebbe prevenire una frode o proteggere i propri interessi/famiglia/lavoro, solamente quando i metodi tradizionali non funzionano".
Questo ci permette di cogliere la stretta connessione esistente tra il furto di dati e il furto di identità. Nella maggior parte dei casi infatti la sottrazione dei dati non rimane fine a stessa, ma risulta finalizzata alla commissione di ulteriori illeciti.
Via: Punto Informatico
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