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McAfee riporta boom di attacchi ad account cloud durante epidemia


Gli attacchi esterni agli account cloud sono cresciuti del 630% da gennaio ad aprile. Lo stesso utilizzo dei servizi cloud delle aziende è aumentato del 50%. Cisco WebEx, Zoom, Microsoft Teams e Slack hanno registrato un aumento fino al 600%. McAfee, la società di cybersecurity da dispositivo a cloud, ha rilasciato un nuovo studio di ricerca intitolato Cloud Adoption & Risk Report - Work-from-Home Edition. Il rapporto rivela una correlazione tra il maggiore utilizzo di servizi cloud e strumenti di collaborazione, come Cisco WebEx, Zoom, Microsoft Teams e Slack durante la pandemia di COVID-19, insieme a un aumento degli attacchi informatici contro il cloud computing.

Sicurezza IT: Check Point, attacchi a cloud e mobile fra i trend 2017


Check Point® Software Technologies Ltd. (NASDAQ: CHKP), principale fornitore di sicurezza pure-play al mondo, ha presentato le cinque previsioni sulla sicurezza informatica per il 2017. Sulla base dei dati dell’ultimo Security Report, che ha analizzato migliaia di controlli di sicurezza e gateway a livello globale, le previsioni riguardano i trend dei consumatori tra cui quello mobile e dell’Internet of Things, così come le aree aziendali specifiche quali le infrastrutture critiche e la sicurezza del cloud. Sempre più aziende stanno adottando il cloud, sia esso pubblico o privato. Per questo gli esperti di sicurezza IT si aspettano un aumento degli attacchi da ransomware diretti verso i data center basati sulla nuvola.

Partner Data: foto rubate sul Web, come proteggere i dati nel Cloud


Il controllo degli accessi alla fonte appare il sistema più efficace per proteggersi dalle perdite dei dati sensibili.  Partner Data*, leader nel mercato dei prodotti per la sicurezza IT e protezione del software, ha realizzato un approfondimento dedicato al tema della sicurezza sul Cloud, un dibattito riemerso con prepotenza dopo i recenti episodi che hanno visto numerosi furti di immagini private. Maurizio Moroni, responsabile divisione Security di Partner Data, fa il punto su potenzialità e limiti del Cloud, individuando alcune strategie che l’utente finale può mettere in atto per assicurarsi maggiore sicurezza. Possiamo riassumere le principali qualità del cloud computing usando tre termini specifici.

Studio IBM rivela best practice dei Chief Information Security Officer


IBM ha pubblicato i risultati dell’edizione 2013 dell’IBM Chief Information Security Officer Assessment, che ha valutato approfonditamente tre aree che interessano i responsabili della security, tra cui business practice, maturità tecnologica e metriche per la sicurezza. Lo studio si basa sul know-how dei responsabili della sicurezza di IBM, esperti nel delineare una serie di prassi che aiutino a definire il ruolo del security officer. 

Con le nuove opportunità offerte dalle tecnologie emergenti, come l’adozione del cloud e del mobile computing, cresce il rischio per i dati. Di fronte alle minacce sofisticate perpetrate dagli hacker, il ruolo del Chief Information Security Officer (CISO) all’interno delle organizzazioni sta diventando sempre più strategico. Oggi il CISO deve essere sia un esperto di tecnologia che un business leader, con la capacità di affrontare i timori, consigliare nel modo più opportuno, così come di gestire tecnologie complesse. 

Per aiutarli a proteggere meglio la loro organizzazione e comprendere come si posiziona il loro ruolo rispetto a quello di altri CISO, lo studio IBM CISO Assessment 2013 individua prassi e comportamenti che possono rafforzare il ruolo dei responsabili della sicurezza delle informazioni. Lo studio di quest’anno ha rivelato risultati, prassi d’avanguardia e una serie di limiti con cui si confrontano anche i leader della sicurezza più maturi. Dall’analisi in profondità di tre aree - business practices, maturità tecnologica e metriche di sicurezza – emerge un percorso che funge da guida per i CISO, sia nuovi che esperti.

• Business practice: affinché il loro ruolo abbia un autentico impatto, gli intervistati sottolineano la necessità di una visione, di una strategia e di politiche di business solide, di una gestione del rischio completa e di relazioni di business efficaci. Anche comprendere i timori dei vertici aziendali è essenziale. I responsabili della sicurezza più maturi incontrano regolarmente il consiglio di direzione e i vertici aziendali, migliorando così le relazioni. In questi incontri, i principali argomenti di discussione comprendono l’identificazione e la valutazione dei rischi (59 percento), la soluzione dei problemi e delle richieste di budget (49 percento) e l’implementazione di nuove tecnologie (44 percento). La sfida in questo caso è riuscire a gestire i vari timori aziendali per la sicurezza.

• Maturità tecnologica: la sicurezza del mobile computing è al primo posto fra le tecnologie di sicurezza “implementate più di recente”, adottata da un quarto dei responsabili della sicurezza negli ultimi 12 mesi. E sebbene la privacy e la sicurezza in un ambiente cloud siano sempre motivo di preoccupazione, i tre quarti (76 percento) hanno realizzato servizi per la sicurezza del cloud: tra i più diffusi, il monitoraggio e l’audit dei dati, unitamente a gestione delle identità federate e degli accessi (entrambi al 39 percento).

www.flickr.com/photos/ibm_media/10409084795

Anche se il cloud e il mobile computing continuano a essere oggetto di grande attenzione in molte organizzazioni, le tecnologie fondamentali su cui si concentrano i CISO sono gestione delle identità e degli accessi (51%), prevenzione delle intrusioni e scansione delle vulnerabilità della rete (39%) e sicurezza del database (32%). La principale sfida del mobile computing rispetto alla sicurezza è andare oltre le fasi iniziali e pensare meno alla tecnologia e più alla strategia e alle politiche. 

Meno del 40% delle organizzazioni ha adottato politiche di risposta specifiche per i dispositivi personali o una strategia aziendale per il BYOD (bring-your-own-device), ossia la possibilità per i dipendenti di utilizzare i propri dispositivi sul lavoro. Questa lacuna viene tuttavia riconosciuta, infatti la definizione di una strategia aziendale per il BYOD (39%) e una politica di risposta agli incidenti per i dispositivi personali (27%) sono le prime due aree di cui si prevede lo sviluppo per i prossimi 12 mesi.

• Metriche per la sicurezza: i responsabili della sicurezza usano le metriche soprattutto per indirizzare il budget e per argomentare nuovi investimenti in tecnologia. In alcuni casi, usano le misurazioni come aiuto per sviluppare priorità strategiche per l’organizzazione della sicurezza. In generale, però, le metriche tecniche e gestionali sono tuttora concentrate sulle problematiche operative. Ad esempio, oltre il 90 percento degli intervistati tiene traccia del numero di incidenti di sicurezza, della perdita o furto di record, dati o dispositivi e dello stato delle verifiche e della conformità: aspetti fondamentali che tutti i responsabili della security dovrebbero seguire. 

Un numero molto minore di intervistati (12 percento) inserisce metriche di business e sicurezza nel processo di rischio aziendale, anche se i CISO affermano che l’impatto della sicurezza sul rischio aziendale nel suo complesso è il loro più importante fattore di successo. “È evidente, rispetto a quanto emerge da questo studio, che i responsabili della sicurezza devono concentrarsi sulla ricerca di un delicato equilibrio tra sviluppare una strategia di gestione del rischio e della sicurezza che sia olistico e adottare funzionalità avanzate e strategiche, quali mobilità e BYOD”, spiega David Jarvis, autore della relazione e manager presso l’IBM Center for Applied Insights (CAI).

Informazioni sulla ricerca
L’IBM Center for Applied Insights, in collaborazione con IBM Security Systems e IBM Security Services, ha condotto interviste di dettaglio con dirigenti di alto livello, responsabili della sicurezza delle informazioni nelle rispettive organizzazioni. L’obiettivo delle interviste era individuare prassi e comportamenti specifici, in grado di rafforzare il ruolo e l’influenza di altri responsabili della sicurezza.

Per mantenere la continuità, gli intervistati sono stati arruolati dal pool di partecipanti alla ricerca del 2012 (l’80 percento delle persone arruolate erano precedenti partecipanti), ponendo l’accento sui responsabili della sicurezza più maturi. Gli intervistati provenivano da una vasta gamma di settori e da quattro Paesi. Più dell’80 percento era associato a grandi imprese e circa un terzo aveva budget di sicurezza superiori a 1 milione di dollari. Per accedere allo studio integrale, visitare il sito: ibm.com/ibmcai/ciso. 

IBM Security
IBM fornisce la competenza, le capacità, i servizi e la tecnologia fondamentali per ridurre il costo e la complessità di proteggere le infrastrutture IT per i clienti. Le soluzioni IBM vanno dalla pianificazione e progettazione, all’implementazione, test, monitoraggio e gestione di ambienti multi-vendor. Per informazioni su IBM visitare www.ibm.com/security o partecipare alla conversazione e seguire @IBMSecurity su Twitter. Visitare il Security Intelligence Blog di IBM su www.securityintelligence.com



PMI, non effettuare backup regolari compromette la sicurezza dei dati


Secondo una nuova ricerca condotta per conto di GFI Software™, le Piccole e Medie Imprese (PMI) non effettuano regolari backup, rischiando di perdere dati fondamentali per il business. Molti responsabili IT hanno dichiarato che anche un solo backup mancato può tradursi in perdite di ricavi e di importanti documenti aziendali, oltre a dati finanziari, email dei dipendenti e informazioni confidenziali, come i codici di sicurezza. 

Secondo gli intervistati, procedure non appropriate di salvataggio possono danneggiare il rapporto con il cliente, il business e la brand reputation. La ricerca, indipendente ed anonima, è stata condotta da Opinion Matters, per conto di GFI Software, intervistando 200 responsabili IT di aziende statunitensi con meno di 150 dipendenti e fotografando le loro abitudini di backup, inclusa la gestione, la frequenza e la velocità di salvataggio dei dati ed eventuali conseguenze dei mancati backup. 

La gestione del backup
Un backup giornaliero è fondamentale per prevenire la perdita dei dati, ma oltre la metà (il 53%) delle aziende intervistate ha dichiarato di non effettuarlo. Un terzo degli intervistati (il 32%) non svolge backup giornalieri perché ritiene che sia un modo poco efficiente di utilizzare il tempo. Circa un quarto (il 23%) dei responsabili IT ha dichiarato che “non è necessario” un backup frequente dei dati e che “non ci sono tanti dati” da salvare. 

In diretto contrasto, un 10% afferma di dover gestire una quantità eccessiva di dati e di non condurre, di conseguenza, procedure giornaliere di backup. Altri hanno dichiarato di non effettuare backup tutti i giorni perché hanno poche risorse a disposizione, tecnologie inadeguate o spazio di storage insufficiente, per la mole di dati da trattare. Alcuni tra gli intervistati – il 75% di coloro che lavorano in aziende con 50-99 dipendenti – hanno dichiarato che il backup giornaliero è dannoso per la produttività aziendale. 

L’importanza della velocità
La metà degli intervistati, interrogati su come potrebbero essere migliorate le procedure di backup, ha indicato al primo posto la velocità, dichiarando che il loro desiderio è quello di avere delle procedure più rapide ed efficienti. Altri elementi fondamentali sono il costo (14%), la sicurezza (6%) e l’affidabilità (5%), mentre un 6% ha dichiarato che vorrebbe che i processi di backup fossero gestiti in outsourcing. 

Le preoccupazioni del Cloud 
I due terzi delle aziende non effettua backup nel Cloud, ma si affida a soluzioni on-premise o virtualizzate. Alcuni tra gli intervistati si sono dichiarati preoccupati per i costi, la sicurezza e l’affidabilità delle procedure di backup nel Cloud; altri hanno detto di voler avere un controllo totale sul salvataggio dei dati, anche se stanno considerando le varie possibilità. 
Un’azienda su dieci, utilizza un approccio misto; un responsabile IT ha affermato che le procedure di backup nel Cloud sono solo una parte della soluzione adottata perché “raccomandiamo comunque un backup fisico, per evitare i rischi di un’interruzione dell’operatività della rete”.

Perdita dei dati
Per proteggere i loro dati più importanti, le aziende devono testare regolarmente le soluzioni di backup, per garantire che esse funzionino in modo appropriato. Tuttavia, quasi un terzo (il 32%) dei responsabili IT, ha dichiarato di non effettuare questi controlli. Le aziende sanitarie sono tra quelle che si comportano peggio, e i due terzi degli intervistati ammettono di non verificare l’efficacia delle soluzioni di backup adottate; non a caso, i due terzi degli intervistati nel settore della salute ha dichiarato di aver avuto un’esperienza di perdita dati. Altri settori in cui il testing delle procedure è disatteso sono quelli di commercio/media/marketing (63%) e architettura/costruzioni/edilizia (56%).

Il recupero dei dati 
Un efficace backup dei dati è essenziale, ma è importante - allo stesso modo se non di più – riuscire a recuperare i dati in caso di necessità. Nonostante solo il 6% degli intervistati abbia questa esigenza giornaliera, un intervistato su cinque ha dichiarato di dover recuperare i dati almeno una volta alla settimana. Inoltre, quasi i tre quarti (74%) dei responsabili IT ha dichiarato di dover recuperare i dati aziendali almeno una volta ogni sei mesi. 

Le aziende che non sono state in grado di recuperare i dati, a causa di un backup mancato, hanno ammesso di aver subito una perdita di fatturato e documenti che ha impattato negativamente sul business. I responsabili IT hanno dichiarato che le loro aziende hanno avuto, come conseguenza del mancato salvataggio: 

• una perdita di dati che ha “causato problemi con i clienti per settimane” 
• “una perdita di dati fondamentali per la nostra azienda, impossibili da riprodurre e che è stato necessario reinventare”
• Un impatto “…pesante, in termini di scadenze e produttività”.

“I dati di un’azienda sono essenziali per la vita lavorativa di ogni giorno e, in definitiva, per il successo del business” ha dichiarato Andy Langsam, GM di IASO, società del gruppo GFI Software “Le aziende devono quindi affidarsi a soluzioni di backup sicure, efficaci ed efficienti in termini di costi. I responsabili IT vorrebbero soprattutto procedure più rapide, quando si parla di backup, e per loro non ha importanza se le procedure avvengono on-premise, virtualmente o nel Cloud. Il backup dei sistemi aziendali e delle applicazioni, sul maggior numero di macchine aziendali, deve diventare un processo rapido e giornaliero, che non deve avere impatti negativi sulla produttività e sull’efficienza operativa”. 

Una copia della ricerca è disponibile su richiesta. GFI MAX Backup è un servizio di backup offsite affidabile, automatico e sicuro in hosting che è costruito appositamente per le aziende di supporto IT e MSP.
Disclaimer: Tutti i nomi di prodotti e società nel presente documento possono essere marchi dei rispettivi proprietari. Per quanto a nostra conoscenza, tutti i dettagli sono corretti al momento della pubblicazione, tali informazioni sono soggette a modifiche senza preavviso.



Oltre 37 milioni di utenti hanno subito in ultimo anno attacchi di phishing


Secondo i risultati della ricerca “L’evoluzione degli attacchi di phishing 2011-2013” di Kaspersky Lab, il numero degli utenti Internet colpiti da attacchi di phishing nell’ultimo anno è cresciuto da 19,9 milioni a 37,7 milioni, con un aumento dell’87%. Facebook, Yahoo!, Google e Amazon sono i principali obiettivi dei criminali informatici. L’indagine, realizzata nel giugno 2013 sulla base dei dati forniti dal servizio cloud di Kaspersky Security Network dimostra che quello che una volta era un sottoinsieme dello spam, si è evoluto in un minaccia informatica in rapida crescita.

Security Summit: a Roma si parla di cybercrimine e incidenti informatici


Agenda Digitale, Pubblica Amministrazione, Difesa, PMI e Telecomunicazioni: queste le principali aree tematiche che contraddistinguono l’edizione romana in programma il 5 e 6 giugno. Si svolge il 5 e 6 giugno presso SGM Conference Center l'edizione romana del Security Summit, la manifestazione dedicata alla sicurezza delle informazioni, delle reti e dei sistemi informatici, promossa da Clusit (www.clusit.it), la principale associazione italiana del settore. L'evento assume particolare rilievo dopo il recente attacco di Anonymous al sito del Siulp, il sito del più grande sindacato italiano di polizia.

Kaspersky Lab protegge le macchine virtuali con nuovi sistemi di difesa


Kaspersky Lab ha presentato Kaspersky Security for Virtualization 2.0, l’ultima versione della soluzione di sicurezza per le macchine virtuali che utilizzano la piattaforma VMware. Grazie all’integrazione con le nuove funzioni in VMware vCloud Networking and Security, la nuova soluzione consente di offrire ulteriori funzionalità per rilevare e proteggere la rete dalle intrusioni. La protezione anti-malware del prodotto è stata significativamente migliorata grazie alle informazioni sulle minacce, fornite in tempo reale dal Kaspersky Security Network. L'architettura, look and feel e funzionalità tipiche di Kaspersky, e la suite di prodotti si comportano esattamente come ci si aspetterebbe.

Cyber attack Corea: Trend Micro Deep Discovery difende clienti da minacce


Trend Micro, leader globale nella sicurezza per il cloud, annuncia che i clienti che utilizzano la soluzione di protezione avanzata Deep Discovery sono stati in grado di identificare e reagire ai recenti cyber-attacchi su larga scala condotti in Corea, prima che danneggiassero le loro organizzazioni. Le scorse settimane, questi attacchi multipli hanno paralizzato molte delle principali banche e dei media del paese, impedendo ad una grande quantità di abitanti della Corea del Sud di prelevare denaro dagli sportelli bancomat e a chi lavora nei mezzi di comunicazione di poter accedere alle proprie risorse.

ESET/ minacce nel 2013: malware mobile, botnet e attacchi contro cloud


ESET, il leader mondiale nella protezione proattiva digitale con un track record di 25 anni di sviluppo di premiata tecnologia, ha pubblicato la sua revisione annuale delle tendenze delle minacce dell'anno passato e compilato le previsioni per il 2013. Secondo il nuovo rapporto, il Threatscape del 2013 vedrà una crescita significativa dei malware mobile e le sue varianti, la propagazione del malware in aumento attraverso siti web e il continuo aumento di botnet e attacchi sulla nuvola con conseguente perdita di informazioni. 

Nell'ultimo anno, si è registrato un notevole aumento del malware mobile. I dispositivi in ​​esecuzione sulla piattaforma Android ™ hanno attirato l'attenzione dei programmatori malintenzionati che hanno assunto un interesse immediato per il targeting di questo mercato dinamico e in crescita. Secondo la società di ricerche di mercato IDC, nel corso del primo trimestre del 2012, Google ha registrato anno su anno la crescita del 145 per cento nelle spedizioni del suo sistema operativo Android per smartphone.* 

Sulla base della combinazione di una maggiore quota di mercato, utilizzo di modelli in continua evoluzione, e l'attuale elevato livello di programmi maligni destinati a dispositivi mobili, ESET prevede una crescita esponenziale del malware mobile nel 2013. La società ritiene inoltre che i malware diventano più complessi, ampliando così la gamma di azioni pericolose che possono essere eseguite su un dispositivo infetto. 

Il numero di famiglie di malware che prendono di mira la piattaforma Android (codici maligni che sono abbastanza diversi per avere una classificazione unica) è passato da 52 famiglie, nel novembre del 2011 a 56 famiglie di oggi. Anche se questa cifra non è aumentata in modo drammatico nel corso del 2012, mostra che il numero di firme e varianti continua a crescere. Indipendentemente dal numero di famiglie di malware, ESET si aspetta che il numero di minacce finalizzate alla piattaforma Android continuino a crescere, più o meno allo stesso modo in cui accade con sistema operativo Windows ®. 

ESET classifica i comportamenti delle famiglie e delle azioni dannosi (payload) effettuate da malware su dispositivi basati su Android nel modo seguente: il furto di informazioni (spyware), distribuzione di numeri SMS a pagamento, e la trasformazione di macchine in zombie (reclutamento botnet). La maggior parte di queste famiglie di malware sono destinate a sottoscrivere la vittima a numeri di messaggistica a pagamento. Tuttavia, ci sono le minacce più gravi che possono trasformare questi dispositivi in ​​zombie. 

Questo accade quando i criminali informatici accedono ai dispositivi di installare in remoto altri codici maligni, rubare dati particolarmente desiderabili, e modificare i parametri di configurazione. Il numero di varianti di malware per la piattaforma Android è aumentato anche nel 2012. Una variante è una versione modificata di un programma specifico e notoriamente dannoso. E' importante notare che per ogni nuova variante principale che emerge, il team di ricerca ESET aggiunge un suffisso in ordine alfabetico che cambia man mano che aumenta la quantità. 

Nel 2013, ESET si aspetta anche di vedere un cambiamento nel modo in cui i criminali informatici  propagano codice dannoso. La propagazione del malware a mezzo di dispositivi di memorizzazione rimovibili sta diminuendo in favore dell'uso di un intermediario per attrarre nuove vittime. Attualmente, l'intermediario preferito è un server Web che è stata compromesso da un terzo, al fine di ospitare minacce informatiche. I criminali informatici invieranno collegamenti ipertestuali via e-mail per guidare l'utente al malware in questione. 

Questi stessi server compromessi memorizzano le informazioni rubate, al fine di evitare di coinvolgere personal computer, che possono essere meglio protetti e in cui la rilevazione e la pulizia di malware può causare ai criminali la perdita dei loro dati rubati. Dal 2010, i criminali informatici utilizzano malware progettato per rubare informazioni e generare entrate sono sempre più numerosi ed i loro attacchi più aggressivi. 

Nel corso del 2011, c'è stato un notevole aumento del numero di botnet, e quest'anno i numeri hanno continuato ad aumentare costantemente a livello globale. Non vi è alcun dubbio che il worm Dorkbot è una delle minacce più prolifiche, in grado di trasformare il computer della vittima in uno zombie. L'archiviazione in the cloud è un'altra tendenza che è cresciuta nel 2012.

Secondo un comunicato stampa di giugno, nel 2012, Gartner ritiene che l'adozione di tablet e smatphone dotati di fotocamera guiderà le esigenze di storage dei consumatori. ** Anche se questa tecnologia rende più facile alle persone di accedere alle informazioni da praticamente qualsiasi dispositivo con accesso a Internet, rende anche tali dispositivi più suscettibili ad essere oggetto di attacchi informatici, che possono compromettere la sicurezza dei dati e causare fughe di informazioni. 

Quest'anno ci sono stati una serie di attacchi informatici più importanti, tra cui il servizio cloud-based di stoccaggio Dropbox ™ in cui gli hacker hanno avuto accesso alcuni account con le credenziali di accesso rubate. Anche se questo non è stato un fallimento del servizio Dropbox ™ stesso, l'incidente ha spinto l'azienda a migliorare la sua sicurezza. Anche altre società sono state colpite da incidenti con perdita di informazioni nel corso del 2012 incluse LinkedIn ™, Yahoo! ™ e Formspring ™. 

Aocietà di carte di credito mainstream come Visa ® e MasterCard ® hanno dovuto emettere avvisi quando un sistema di elaborazione dei pagamenti ha subito la perdita di informazioni. Questo evento ha interessato un totale di 56.455 account di entrambe le aziende, di cui 876 sono stati utilizzati per commettere qualche tipo di frode. Per ulteriori informazioni, scaricare il rapporto completo elaborato dal gruppo di ricerca a ESET Trends for 2013: Astounding growth of mobile malware.


Informazioni su ESET 
ESET è in prima linea per l'innovazione della sicurezza, offrendo una protezione affidabile per rendere Internet più sicuro ad aziende e consumatori. IDC ha riconosciuto ESET come tra i primi cinque fornitori di protezione anti-malware e una delle aziende in più rapida crescita nella sua categoria. Fiducia da milioni di utenti in tutto il mondo, ESET è una delle soluzioni di sicurezza più consigliate in tutto il mondo.

ESET NOD32 Antivirus raggiunge costantemente i più alti riconoscimenti in tutti i tipi di test comparativi, e alimenta il rilevamento di virus e di spyware in ESET Smart Security, ESET Cybersecurity per Mac, ESET Endpoint Security e ESET endpoint Antivirus. ESET ha quartier generale a Bratislava (Slovacchia), con i centri regionali di distribuzione a San Diego (Stati Uniti), Buenos Aires (Argentina), e Singapore, con sede a Sao Paulo (Brasile) e Praga (Repubblica Ceca).

ESET ha centri di ricerca di malware a Bratislava, San Diego, Buenos Aires, Singapore, Praga, Košice (Slovacchia), Cracovia (Polonia), Montreal (Canada), Mosca (Russia), e una vasta rete di partner per 180 paesi. Per ulteriori informazioni, visitare il sito http://www.eset.com/us o chiamare il numero +1 (619) 876-5400.

* Comunicato stampa IDC, "Android e iOS-Powered Smartphone espandere la propria quota di mercato nel primo trimestre, secondo IDC," 24 mag 2012.  ** Comunicato stampa Gartner, "Gartner dice che i consumatori memorizzeranno più di un terzo del loro contenuto digitale nel Cloud entro il 2016," 25 giugno 2012.

Il logo ESET, e il marchio sono marchi registrati di ESET, spol. s r.o. o ESET Nord America. Tutti gli altri marchi sono di proprietà dei rispettivi proprietari.
© 2013 ESET Nord America. Tutti i diritti riservati.

Fonte: ESET

Trend Micro: blindate la casella email contro gli attacchi Spear phishing


Grazie all’analisi dei dati raccolti tra febbraio e settembre di quest'anno, Trend Micro, leader globale nella sicurezza per il cloud, ha rilevato che il 91% delle minacce costanti evolute (APT) prevede azioni di spear phishing. Lo spear phishing, termine che in inglese richiama la pesca con la fiocina, è una nuova categoria di phishing altamente mirato che sfrutta le informazioni disponibili su un utente-obiettivo per rendere gli attacchi maggiormente specifici e “personali”.

Kaspersky Lab: 23% degli utenti utilizzano browser vecchi o non aggiornati


La ricerca rivela che quando una nuova versione di un browser viene rilasciata, ci vuole più di un mese per la maggior parte degli utenti per effettuare l'aggiornamento. I browser Web sono i pezzi di software più utilizzati, installati su quasi tutti i computer. La maggior parte degli attacchi informatici attuali provengono dal web, utilizzando le vulnerabilità degli stessi browser web, o plug-in non aggiornati all'interno del browser. 

Pertanto, è estremamente importante per i consumatori scegliere di mantenere i lro browser web aggionati, con le ultime correzioni di sicurezza e nuove funzionalità di protezione. Utilizzando i dati anonimi raccolti dal cloud-based Kaspersky Security Network, Kaspersky Lab ha analizzato i modelli di browser web utilizzati dei suoi milioni di clienti in tutto il mondo, e ha fatto alcune scoperte allarmanti. 

Risultati principali:
• 23% degli utenti utilizzano browser vecchi o non aggiornati, creando enormi lacune nella sicurezza online: il 14,5% ha la versione precedente, ma 8,5% ancora utilizzare versioni obsolete. 
• 77% dei clienti di Kaspersky Lab utilizzano l'ultima versione disponibile del browser (l'ultima versione stabile o beta).
• Quando una nuova versione di un browser viene rilasciata, ci vuole più di un mese per la maggior parte degli utenti per effettuare l'aggiornamento. I cybercriminali possono muoversi in poche ore per sfruttare le vulnerabilità conosciute dei browser. 

Ulteriori risultati:
• Internet Explorer è il browser più popolare (37,8% degli utenti), seguito da vicino da Google Chrome (36,5%). Firefox è al terzo posto con il 19,5%. 
• La percentuale di utenti con la versione più recente installata (agosto 2012): Internet Explorer 80,2%; Chrome 79,2%; Opera 78,1%; Firefox 66,1%. 
• Periodi di transizione (tempo necessario per la maggior parte degli utenti per passare alla versione più recente): Chrome 32 giorni; Opera 30 giorni, Firefox 27 giorni. 

www.kaspersky.com

Un'altra importante scoperta del sondaggio è che una particolare versione di browser sono più frequentemente utilizzati da clienti di Kaspersky Lab. Come specificato nelle principali conclusioni degli esperti di cui sopra, le statistiche di Kaspersky lab dimostrano che il 23% degli utenti non hanno installato l'ultima versione del loro browser preferito. 

Di questi 23%, quasi due terzi (14,5%) hanno la versione precedente di un browser, e per il restante 8,5% utilizzano versioni obsolete. Ciò significa che quasi 1 su ogni 10 utenti di Internet utilizza trimestralmente un browser web obsoleto per controllare i conti bancari e altre informazioni personali. Gli esempi più noti di browser obsoleti sono Internet Explorer 6 e 7, con una quota del 3,9%, che rappresenta centinaia di migliaia di utenti in tutto il mondo. 

I tre i browser (Opera, Chrome e Firefox) sono stati aggiornati poco prima di agosto 2012 ed è stata calcolata la velocità di aggiornamento, definita come il numero di giorni necessari per avere la nuova versione del browser, in modo da raggiungere la quota di mercato della versione precedente. Ci vogliono 5-9 giorni perchè una nuova versione superi la quota di mercato del suo predecessore, e circa un mese per la maggior parte degli utenti per effettuare il passaggio. 

www.kaspersky.com

Che cosa significa?
L'indagine dell'attività dei consumatori mostra chiaramente che mentre la maggior parte degli utenti di Internet sono diligenti ed aggiornano il proprio browser web in modo tempestivo, ci sono ancora decine di milioni di utenti che si espongono, non aggiornando queste applicazioni cruciali. Anche se questo rapporto è principalmente composto dai dati utente dei consumatori, le imprese devono prestare particolare attenzione ai risultati di questa ricerca, dal momento che i consumatori hanno di solito una maggiore libertà per l'aggiornamento del software installato come browser. 

Dal momento che la capacità dei lavoratori di installare gli aggiornamenti sono limitati, utilizzare il software obsoleto è una pratica comune, e potenzialmente pericoloso, in ambienti aziendali. Kaspersky Lab offre una soluzione efficiente che permette di scoprire e consentire gli aggiornamenti del software obsoleto o vulnerabile, nel pieno rispetto delle politiche di sicurezza. Andrey Efremov, Director of Whitelisting and Cloud Infrastructure Research di Kaspersky Lab, ha dichiarato: 

"La nostra nuova ricerca dipinge un quadro allarmante. Mentre la maggior parte degli utenti passano al browser più recente entro un mese dall'aggiornamento, ci sarà ancora circa un quarto degli utenti che non hanno effettuato la transizione. Questo significa che milioni di macchine sono potenzialmente vulnerabili, costantemente attaccati con nuove e ben note minacce Web. Questa è una forte evidenza dell'urgente necessità di software di sicurezza adeguato che è in grado di reagire alle nuove minacce in pochi minuti, non giorni o addirittura settimane".

Sulla ricerca:
Kaspersky Security Network viene utilizzato per lo scambio di dati tra i clienti di Kaspersky Lab e gli esperti della società in tempo reale. Aiuta a rilevare rapidamente e bloccare le minacce nuove e sconosciute, ma è anche usato per aggiornare il database Whitelisting di Kaspersky Lab, che contiene informazioni su prodotti legittimi. Il database è utilizzato per accelerare il processo di scansione del sistema e per fornire informazioni per le tecnologie - Safe Money e Automatic Exploit Prevention - che esplicitamente proteggono il software legittimo e spesso attaccato.

I dati raccolti sono completamente anonimi e rappresentano il reale utilizzo di software legittimo dai clienti di Kaspersky Lab. A causa delle politiche sulla privacy rigorose imposti dalla maggior parte delle aziende, i dati dagli endpoint aziendali con le soluzioni di sicurezza di Kaspersky Lab installate non vengono raccolti. Il report completo "Global Web Browser Usage and Security Trends", che include suggerimenti per la navigazione Web sicura  e consigli sia per i consumatori che per le imprese, è disponibile qui: http://www.kaspersky.com/images/Kaspersky_Report_Browser_Usage_ENG_Final.pdf

Fonte: Kaspersky Lab

PandaLabs, Twitter e Facebook sfruttati per diffondere nuovo malware


I Laboratori di Panda Software, laboratori anti-malware di Panda Security - The Cloud Security Company, hanno rilevato una nuova campagna Twitter di spam che potrebbe compromettere la sicurezza dell'utente. Gli utenti ricevono un messaggio diretto su Twitter, che contiene il testo "Check out Obama punch a guy in the face for calling him a n*****" ("Guarda Obama colpire un ragazzo per averlo definito n****"), e un collegamento dannoso a una falsa pagina di Facebook. 


Sopra uno screenshot tipico del messaggio. Se l'utente fa clic sul link, viene portato ad una pagina contraffatta di Facebook dove gli viene richiesto di presentare il suo login a Twitter. Tuttavia, se l'utente inserisce le proprie credenziali, il malware si dirotta il suo account, al fine di inviare lo stesso messaggio dannoso a tutti i suoi contatti.


L'utente viene poi portato a un sito Web che consente di visualizzare un falso video di YouTube insieme con un falso sfondo di Facebook. Questa volta, alla vittima viene chiesto di aggiornare un 'YouTube player' per vedere il video. Come consueto in queste tipologie di truffa, se l'utente fa clic sul pulsante 'Install', viene scaricato il worm  Koobface.LP, sviluppato per infettare il computer nel tentativo di rubare tutti i suoi dati personali.


"Questo attacco sfrutta i due più popolari siti di social networking, Facebook e Twitter, per ingannare gli utenti che crederanno alla visualizzazione di un sito attendibile", ha detto Luis Corrons, direttore tecnico dei laboratori di Panda. "Si basa anche sulla curiosità delle sue vittime utilizzando un storia scandalosa che coinvolge il presidente americano Barack Obama e il razzismo. I cyber criminali sanno che le persone sono curiose per natura e approfittano di questo per ingannare gli utenti e infettare con le loro creazioni".


I messaggi Twitter diretti, un'altra tecnica per diffondere infezioni malware
Questo è solo l'ultimo esempio di una cyber-truffa che utilizza i messaggi Twitter diretti  per la diffusione. PandaLbas ha rilevato numerosi messaggi che gli account degli utenti ricevono ogni giorno, con link malevoli e testi allettanti come: "What exactly do you think you're doing on this video clip" ("Che cosa stai facendo in questo video clip"), "Hello this guy is saying bad rumors about u...", ("Ciao questo ragazzo sta parlando male di te...") e "Did you see this pic of you?" ("Hai visto questa foto che ti ritrae?".

"Mai, mai, fare clic sui collegamenti all'interno del testo di tali messaggi in quanto potrebbero infettare il vostro computer", ha spiegato Corrons. "Ogni volta che si riceve un messaggio diretto si dovrebbe verificare che il mittente lo abbia consapevolmente trasmesso a voi. Assicurarsi che non è stato automaticamente trasmesso da un account hackerato. Come regola generale, tenere aggiornato sempre il vostro software antivirus e diffidare di messaggi che propongono video come sensazionali o storie inusuali, nel 99 per cento dei casi sono destinati a compromettere la sicurezza degli utenti".


A proposito dei laboratori di Panda Security 
Dal 1990, PandaLabs, laboratori di ricerca malware di Panda Security, lavorano per individuare e classificare le minacce informatiche, al fine di tutelare i consumatori e le imprese contro le nuove minacce. Per fare ciò, i PandaLabs utilizzano i laboratori di Panda Security Collective Intelligence, un sistema proprietario basato sul cloud che sfrutta le conoscenze accumulate dalla comunità di utenti di Panda per rilevare automaticamente, analizzare e classificare gli oltre 73.000 ceppi di malware che compaiono ogni giorno. 

Questa classificazione del malware automatizzata è completata attraverso il lavoro di un team internazionale di ricercatori specializzati ciascuno in uno specifico tipo di malware (virus, worm, Trojan, spyware e altri attacchi) per fornire una copertura globale. Per maggiori informazioni sui laboratori di Panda Security e sottoscrizione del suo feed blog all'indirizzo www.pandalabs.com. Seguite Panda su Twitter all'indirizzo twitter.com/Panda_Security e Facebook a www.facebook/PandaUSA.

Facebook Timeline, Eset Nod32 spiega come tutelare identità e privacy


Ormai la nuova visualizzazione Timeline del profilo di Facebook, è una realtà per quasi la totalità degli utenti. Ma con l’introduzione della configurazione Diario di Facebook non tutti si sono accorti dei nuovi potenziali pericoli in agguato per la privacy personale. La Timeline è un servizio creato da Facebook con lo scopo di ordinare i post e le interazioni dei singoli utenti lungo un asse temporale, che rende molto più facile scattare un’istantanea digitale completa della storia recente di ciascuno, nel bene e nel male. 

Di fronte a questi nuovi rischi, gli esperti internazionali ESET NOD32 - uno dei grandi produttori mondiali di software per la sicurezza su Internet - richiamano l’attenzione sugli accorgimenti necessari per tutelare la propria identità, utilizzando al meglio le opzioni privacy del Diario. Il primo passo è scegliere quali informazioni rendere pubbliche. Ad esempio, una notte brava può essere il genere di cosa che dovrebbe essere condivisa solo con pochi amici e certamente non con l’estesa e incontrollabile lista di “Amici degli Amici”. 

Un solido principio di sicurezza è sempre quello di scegliere di default una condivisione mirata e personalizzata. Per reimpostare le opzioni di privacy sul nuovo Diario basta andare nel menù a discesa, in alto a destra nella homepage o seguire le indicazioni descritte nel link www.facebook.com/help/timeline/privacy. E' possibile controllare quali sezioni del nostro Diario sono visibili agli utenti tramite lo strumento di selezione del pubblico, ma anche la pagina Impostazioni sulla privacy offre controlli generali per gestire i restanti elementi della nostra privacy su Facebook.


La visibilità delle storie sul Diario
Facendo clic sulla sezione Chi può vedere le storie sul mio diario?, l’utente potrà decidere quali informazioni condividere e con quali contatti; la Timeline consente di creare liste ristrette di amici, a cui rendere visibili le singole informazioni. L’utente potrà poi decidere se non condividerle affatto (“solo tu”), se condividerle con gli “Amici”, o se escludere determinate persone o gruppi, attraverso combinazioni personalizzate, in cui le preferenze possono essere più dettagliate.

È utile ricordare che si può sempre ampliare la condivisione delle informazioni, mentre è difficile restringerla: basta considerare il caso di una foto sconveniente che si intende rendere visibile solo agli amici intimi, mentre può essere accidentalmente condivisa con il gruppo sbagliato di contatti e con i loro rispettivi amici. A quel punto è quasi impossibile impedire che la foto si diffonda in maniera incontrollata. Per questo è buona regola limitare la pubblicazione alle immagini innocue, che - se arrivano per errore ad un pubblico più ampio - non causano danni.

Esistono poi alcuni sistemi di controllo per impedire di mostrare sul nostro Diario i post in cui i nostri amici ci taggano, il che può essere utile se gli amici si fanno prendere la mano nel condividere contenuti non lusinghieri o potenzialmente visibili a quei gruppi con i quali si è scelto di non condividere determinate informazioni. Un potenziale datore di lavoro potrebbe infatti trarre conclusioni affrettate in base ad un’istantanea impropria postata dal nostro migliore amico, secondo la massima “un uomo si conosce dalle compagnie che frequenta”.


D’altra parte si può sempre utilizzare l’opzione “segnala la notizia”, se qualche amico esagera, postando contenuti inaccettabili, che violano le condizioni d’uso di Facebook. La Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità (DDR) è stata estratta dai Principi di Facebook e regola la relazione con gli utenti e con chiunque interagisca con Facebook. Come spiega Facebook, l'utilizzo o l'accesso al social network comporta l'accettazione della Dichiarazione, che potrà essere aggiornata di tanto in tanto.

Chi può vedere cosa c’è sul tuo Diario?
Anche la privacy delle informazioni personali (es. città di nascita e compleanno) può essere impostata direttamente o attraverso l’icona “selezione del pubblico”, che consente di selezionare le opzioni di visibilità dei singoli dati sul nostro profilo. È buona norma consentire solo agli amici di scrivere sul nostro Diario, prevenendo potenziali problemi di privacy, se il pubblico diventa più ampio, in particolar modo quando non si presta speciale attenzione al numero di amici che i nostri amici stanno collezionando sui loro profili.

Ricordate che quando pubblicate qualcosa sul diario di un amico, gli altri possono visualizzare il post in base alle impostazioni di privacy che il vostro amico ha selezionato. Se desiderate scrivere qualcosa in privato, non pubblicatela in bacheca. Inoltre si può anche scegliere l’opzione di vedere in anteprima i post che gli amici intendono pubblicare sulla nostra Timeline (attraverso l’aggiunta del tag) accedendo alla sezione “Diario e aggiunta di tag” e modificando le relative impostazioni. Ciò consentirà di ricevere la notifica del post in attesa e di decidere se approvarne la pubblicazione o meno.


Il Registro Attività
E’ un ottimo strumento per dare un’occhiata veloce ai contenuti pubblicati fin dal momento della propria iscrizione a Facebook. Si possono rivedere tutti i post giorno per giorno e andare istantaneamente indietro negli anni e scoprire se si è dimenticato qualcosa o se si vuole restringere/allargare la condivisione di determinate notizie. Accanto a ogni notizia nel registro delle attività, potrete vedere due menu a discesa. Il primo menu consente di regolare la privacy per i vostri post o mostra l'impostazione della privacy se si tratta di una storia (ad esempio un tag) creata da un amico. 

Il secondo menu a discesa consente invece di controllare la visibilità della notizia sul vostro Diario e offre la possibilità di nascondere, consentire o mettere in evidenza la notizia stessa sulla vostra Timeline. Inoltre, avete la possibilità di eliminare in maniera permanente qualsiasi elemento da voi pubblicato su Facebook. Per alcune notizie, ad esempio i post generati da applicazioni, potete segnalare il post come spam, disattivare la pubblicazione dall'applicazione o rimuovere del tutto l'applicazione dal vostro Diario.

Live Grid® è il sistema di raccolta informazioni sui malware basato sulla tecnologia Cloud di ESET, che utilizza i dati provenienti dagli utenti delle soluzioni ESET di tutto il mondo. Il continuo flusso di informazioni garantisce agli specialisti del Laboratorio Malware di ESET una visione precisa e in tempo reale della natura e degli scopi delle infiltrazioni su scala globale. L’attenta analisi delle minacce, delle fonti di attacco e dei pattern consente a ESET di ottimizzare gli aggiornamenti delle firme antivirali e dell’algoritmo euristico per proteggere i propri utenti dalle minacce di domani. Per maggiori informazioni su NOD32 di ESET: www.nod32.it.

GFI VIPRE Report: svelate le prime 10 minacce informatiche di settembre


GFI Software ha reso disponibile il VIPRE® Report, la classifica delle 10 principali minacce informatiche rilevate nel mese di Settembre 2012. Lo scorso mese GFI ha rilevato numerose campagne di cibercrime indirizzate a utenti di vari social network, che hanno utilizzato messaggi spam, inviati direttamente a Twitter® e ad una applicazione Pinterest. Gli utenti di smartphone e tablet Android™ si sono inoltre imbattuti in un malware mobile, camuffato da Grand Theft Auto® e da applicazioni per le Olimpiadi 2012. 

“I consumatori oggi hanno l’esigenza di essere costantemente connessi, anche come conseguenza dell’esplosione del fenomeno degli smartphone e di accessi ad Internet sempre più diffusi. La connessione continua a social network, siti e posta elettronica, tuttavia, va di pari passo con l’aumento delle minacce malware, spam e phishing” ha dichiarato Christopher Boyd, senior threat researcher di GFI Software. “Il vantaggio di essere connessi 24 ore su 24 richiede una costante attenzione, per preservare dispositivi e informazioni personali dai cibercriminali”. 

Numerosi utenti di Twitter hanno ricevuto messaggi contenenti link che li indirizzavano verso una pagina di login fasulla per scaricare un’applicazione “Twitter Video” su Facebook. Una volta inserite le loro credenziali Twitter, l’account veniva sequestrato e reindirizzato, attraverso una campagna spam, al download di un tool malware - Umbra Loader Botnet - cammuffato da aggiornamento di Flash Player.


Gli utenti di Pinterest, in cerca di un modo rapido e semplice per visualizzare immagini a schermo pieno senza dover cliccare su ogni singola pagina, sono stati oggetto del fake “Pin Photo Zoom”, un’applicazione che infettava il loro sistema con adware. Infine, gli utilizzatori di Android mobile hanno rischiato costantemente, il mese scorso, di scaricare programmi dannosi, inclusa una falsa applicazione dal nome “Risultati delle Olimpiadi”, che inviava messaggi “hai vinto un premio” dal telefono della vittima.

I giocatori che utilizzano dispositivi mobile sono stati inoltre colpiti da una versione Android fasulla del noto video gioco Grand Theft Auto: Vice City che conteneva un Boxer Trojan camuffato da Flash Player. Il primo ottobre segna l’inizio del “National Cyber Security Awareness Month” (NCSMA) negli Stati Uniti. La campagna annuale, lanciata 11 anni fa dalla National Cyber Security Alliance in collaborazione con il Dipartimento di Sicurezza Nazionale, esorta gli utenti di PC a vigilare, per essere al sicuro quando sono online. 

Per ulteriori informazioni relative alla campagna e per consultare i suggerimenti dei GFI Labs su come attrezzarsi per proteggersi su Internet, vi consigliamo di visitare i post più recenti pubblicati sul blog http://www.gfi.com/blog/labs. L’elenco delle 10 minacce principali di GFI Software è stato stilato analizzando le segnalazioni provenienti dalle decine di migliaia di utenti dell’antivirus GFI VIPRE, che fanno parte del sistema di rilevazione automatico delle minacce GFI ThreatNet™. 

Le statistiche di ThreatNet indicano che gli Adware occupano la prima metà delle minacce di questo mese:

Nome del virus/Tipologia/Percentuale
Trojan.Win32.Generic/Trojan/25,89
Yontoo(v)/Adware (General)/4,11
Trojan.Win32.Sirefef/Trojan/8,81
GamePlayLabs/Adware (General)/6,40
GameVance/Adware (General)/2,79
Wajam/Adware (General)/2,28
LooksLike.HTML.Blacole.a (v)/Trojan/1,05
Click run software (v)/Adware (General)/0,89
INF.Autorun (v)/Trojan/0,83
IstallBrain (fs)/Misc (General)/ 0,77

I GFI Labs sono specializzati nella scoperta e analisi delle vulnerabilità e dei malware pericolosi, che potrebbero essere sfruttati per attacchi via Internet ed e-mail. Il team di ricerca indaga attivamente sui nuovi attacchi malware, creando e testando nuove risorse per i prodotti VIPRE home e business. GFI Software rappresenta la migliore fonte di software per la protezione web e della posta elettronica, archiviazione e fax, networking e software di sicurezza, nonché di soluzioni IT hosted per le piccole e medie aziende, commercializzati attraverso un’estesa comunità di partner. 

I prodotti GFI sono disponibili on-premise, nella ‘nuvola’ o in modalità mista. Grazie alla tecnologia vincitrice di numerosi riconoscimenti, a una politica tariffaria aggressiva e alla particolare attenzione rivolta alle esigenze specifiche delle piccole e medie aziende, GFI Software è in grado di soddisfare le esigenze delle PMI su scala mondiale. Come fornitore di infrastrutture per le PMI, GFI ha uffici negli Stati Uniti, Regno Unito, Austria, Australia, Malta, Hong Kong, Filippine e Romania, a supporto di centinaia di migliaia di installazioni in tutto il mondo.

GFI Software è un’azienda orientata alla collaborazione con il canale e si avvale infatti di migliaia di partner in tutto il mondo. Inoltre è un Microsoft Gold ISV Partner. Questo mese, GFI Software rilasciato VIPRE Antivirus 2013 e VIPRE Internet Security 2013 per gli utenti PC. Per ulteriori informazioni su VIPRE Antivirus 2013 o GFI Internet Security 2013, è possibile visitare il sito http://www.vipreantivirus.com/ o cliccare qui per scaricare una prova gratuita full-optional di 30 giorni.

Alleanza tra Kaspersky Lab e Facebook per un social network più sicuro


Kaspersky Lab, leader europeo nello sviluppo di soluzioni per la sicurezza informatica e la gestione delle minacce IT, ha annunciato oggi una partnership con Facebook (NASDAQ: FB), con l’obiettivo di migliorare la sicurezza del social network sia online che offline. In base a questo accordo, Kaspersky Lab fornirà a Facebook dati aggiornati sulle minacce più recenti, che saranno utilizzati per proteggere gli utenti di Facebook che inavvertitamente visitano pagine web nocive.

Sicurezza PMI, Trend Micro: in aumento fenomeno del BYOD e violazioni


Trend Micro rende pubblici i risultati dello studio “The Cloud Advantage: Increased Security and Lower Costs for SMB”, commissionato a Osterman Research, che ha coinvolto tra giugno e luglio oltre 100 IT Security Provider che operano nel settore delle PMI. Lo studio ha analizzato l'attuale scenario della sicurezza nel contesto delle piccole e medie imprese, identificando i vantaggi che derivano da sistemi di protezione più rapidi.

Il documento mette in evidenza come nelle PMI stia crescendo la tendenza verso l'adozione del modello Bring Your Own Device (BYOD), che vede i dipendenti utilizzare i propri laptop e dispositivi mobili personali anche in ambito lavorativo. In generale, il dipendente della piccola e media impresa, utilizza un determinato numero di dispositivi endpoint, come un desktop, un laptop, uno smartphone, un tablet e alcuni home computer sui quali sono installate diverse applicazioni.

Questi, sono tutti punti nei quali il malware può entrare per insinuarsi nella rete aziendale. Il cybercrimine viola numerosi endpoint e ricorre a strumenti di social networking per raggiungere enormi quantità di obiettivi, spesso veicolando le minacce attraverso i dispositivi mobili più diffusi come ad esempio quelli Android e iOS.


Il white paper di Osterman Research evidenzia:

  • Android è il sistema operativo che ha registrato l'aumento maggiore di utilizzo presso le PMI; il numero di sistemi Google Android usati nelle PMI è infatti aumentato del 7,1% rispetto al 2011. Il numero di Apple iPhone usati nelle PMI ha registrato un incremento del 3,1%, mentre l'utilizzo di Apple iPad è aumentato dell'1,9% dal 2011. 
  • Nell'arco di un mese campione si sono registrate infezioni sul 4,3% di endpoint, dato che riporta a un tasso di infezione annuo del 52,1%. 
  • Negli ultimi anni è cresciuto il numero di imprese che hanno subito violazioni tramite web e posta elettronica. Tra il 2007 e il 2012 le violazioni web sono aumentate del 35%, mentre quelle email del 12%, a indicare che questo tipo di intrusioni - malware, phishing e attacchi similari - sta crescendo sensibilmente nel tempo.

La considerevole presenza di dispositivi endpoint nelle PMI, richiede una protezione appropriata per tutelare le aziende da malware, phishing e attacchi similari. Gli episodi di violazione dei dati comportano costi talmente elevati da mettere a serio rischio la presenza di un'impresa sul mercato, a causa delle perdite finanziarie dirette e delle ingenti spese legate alla sottrazione diretta o indiretta delle informazioni.

Solo nello scorso anno sono stati sottratti più di un miliardo di dollari da conti bancari. Oltre alle conseguenze prodotte da perdite di dati, perdite finanziarie o intercettazioni di contenuti sensibili, pesa anche il tempo e il denaro che gli IT Security Provider devono investire nella risoluzione delle violazioni. Lo studio di Osterman Research ha infatti rivelato che mediamente sono necessari 72 minuti per sistemare un unico endpoint, tempo che non verrebbe sprecato nel caso di una protezione adeguata.

Il white paper di Osterman Research evidenzia anche:
  • Gli interventi IT sono particolarmente onerosi; la ricerca ha infatti messo in luce che ogni addetto IT gestisce solamente 33 endpoint, per un costo del lavoro complessivo pari a 2.400 dollari a endpoint, equivalente a 79.200 dollari l'anno. 
  • Il 5,2% del tempo lavorativo settimanale del personale IT, viene dedicato ad attività di gestione della sicurezza email.

Inoltre, vi è una maggiore probabilità di infezioni da malware quando i pattern file o le signatures vengono aggiornate poche volte al giorno. Maggiore è anche la possibilità di contagio nell'arco del gap temporale di sicurezza, che intercorre tra il momento in cui il malware viene veicolato e il momento in cui il sistema di protezione viene attivato sui diversi endpoint. Per ovviare a questo problema è auspicabile che le PMI eseguano gli aggiornamenti con maggiore frequenza, possibilmente nel tempo più reale possibile.

Le soluzioni che gestiscono le operazioni di threat intelligence e gli aggiornamenti dei pattern file/signatures nel cloud, ottimizzano l'uso delle risorse degli endpoint e permettono ai prodotti per la sicurezza di rilevare ed eliminare più velocemente ogni nuova minaccia - con vantaggi notevoli in termini di costi, di riduzione dei casi di contagio, di minori requisiti di risorse IT e di riduzione del tempo impiegato a sistemare i dispositivi e a gestire la sicurezza di web e email.

 "Trend Micro è uno dei maggiori vendor di soluzioni per la sicurezza, in grado di gestire funzioni di threat intelligence a livello cloud. L'architettura cloud-client della Trend Micro Smart Protection Network fornisce una protezione più rapida rispetto agli approcci convenzionali basati unicamente su aggiornamenti dei pattern file", ha concluso Michael Osterman, fondatore di Osterman Research.

“L'impegno di Trend Micro è quello di permettere ai nostri partner, focalizzati sulle PMI, di fornire una sicurezza cloud-based e in tempo reale a tutti i loro clienti” - ha osservato Carla Targa, Marketing & Communication Manager di Trend Micro - “Il nostro obiettivo è quello di aiutare i partner a sviluppare la loro attività, offrendo i prodotti di sicurezza più efficienti, la migliore customer satisfaction e i minori costi possibili”.

Quando i rivenditori cercano di migliorare i livelli di difesa dei loro clienti PMI, riducendo al contempo i costi legati alla gestione della sicurezza, possono fare affidamento sull'architettura cloud-client della Trend Micro Smart Protection Network, che favorisce un più rapido accesso a strumenti di protezione e intelligence. Trend Micro offre soluzioni integrate per la sicurezza dei contenuti, in grado di attivare una protezione immediata.

L'infrastruttura di sicurezza cloud della Trend Micro Smart Protection Network, cuore dell'offerta, è in grado di identificare le nuove minacce con velocità e precisione, garantendo misure di threat intelligence per la sicurezza dei dati ovunque questi risiedano. La Smart Protection Network è alla base delle soluzioni per la sicurezza cloud che proteggono le PMI, inclusi i servizi in hosting per la sicurezza di endpoint, email e dispositivi mobili.

Gli IT service provider possono gestire l'intera offerta di sicurezza cloud da un'unica console cloud-based centralizzata, e avere visibilità su più deployment da un unico punto di controllo. Solo nella prima metà del 2012 Trend Micro ha protetto realtà di piccole e medie dimensioni da più di 142 milioni di minacce. Per il rapporto completo di Osterman Research: http://newsroom.trendmicro.com/index.php?s=65

Informazioni su Trend Micro
Informazioni su Trend Micro Trend Micro Incorporated (TYO: 4704;TSE: 4704), leader globale nella sicurezza per il cloud, crea un mondo sicuro nel quale scambiare informazioni digitali, fornendo a imprese e utenti privati soluzioni per la sicurezza dei contenuti Internet e la gestione delle minacce. Come pionieri della protezione dei server con più di 20 anni di esperienza, offriamo una sicurezza di punta per client, server e in-the-cloud che si adatta perfettamente alle esigenze dei nostri clienti e partner, blocca più rapidamente le nuove minacce e protegge i dati in ambienti fisici, virtualizzati e in-the-cloud.

Basati sull’infrastruttura in-the-cloud Smart Protection Network™ di Trend Micro™, le tecnologie, i prodotti e servizi per la sicurezza bloccano le minacce là dove emergono, su Internet, e sono supportati da oltre 1.000 esperti di threat intelligence di tutto il mondo. Informazioni aggiuntive su Trend Micro Incorporated e su soluzioni e servizi sono disponibili su TrendMicro.it. In alternativa, tenetevi informati sulle nostre novità tramite Twitter all’indirizzo @TrendMicroItaly.

Copyright © 1989-2012 Trend Micro Incorporated. All rights reserved.

Check Point rende disponibile ZoneAlarm Free Antivirus + Firewall 2013‎


Dopo il lancio del Facebook Antivirus Marketplace, Check Point ® Software Technologies Ltd., leader mondiale nella sicurezza Internet, ha annunciato la disponibilità di ZoneAlarm Free Antivirus + Firewall 2013 - la più completa soluzione di sicurezza Internet gratuita per i consumatori. ZoneAlarm Free Antivirus + Firewall combina il firewall N° 1 al mondo con il pluripremiato antivirus in un'unica soluzione facile da usare, che protegge i consumatori contro hacker, virus, spyware e altri malware.

G Data: clic facile pericoloso su Facebook, donne e anziani i più attenti


La popolarità dei social network è in continuo aumento. Il leader di mercato, Facebook, conta oltre 700 milioni di iscritti. Mantenere i contatti e scambiarsi notizie e foto sono le attività più comuni insieme allo scambio di link per i contenuti web più interessanti. Purtroppo i criminali online stanno sempre più facendo leva su queste abitudini per indurre gli utenti a cliccare su link che rimandano a siti infetti che possono scaricare malware nei loro Pc. 

Dallo studio sulla sicurezza 2011 condotto da G Data, quasi uno ogni cinque utenti clicca su tutti i link pubblicati, da chiunque essi siano stati postati. Se dunque si rapportasse questo risultato al solo Facebook significherebbe comunque che più di 130 milioni di utenti non fanno abbastanza attenzione e finiscono nelle trappole dei cyber criminali. Lo studio, inoltre, evidenzia differenze anche tra i diversi gruppi di utenti: gli utenti più anziani sono di norma più attenti nell’utilizzo di Internet rispetto a quelli più giovani e le donne sono risultate un po’ più consapevoli degli uomini sul tema della sicurezza informatica.

"I cyber criminali stanno sempre più utilizzando I social network per distribuire malware”, spiega Eddy Willems, G Data Security Evangelist. “Una delle truffe più ricorrenti consiste nella deliberata distribuzione di codice maligno attraverso i link postati sui vari portali. Un link che rimanda ad un presunto video scandalistico, per esempio, conduce invece a un sito infettato con codice maligno. Gli utenti non possono riconoscere facilmente i siti pericolosi perché gli indirizzi sono abbreviati in maniera significativa. Per questo motivo dovrebbe essere obbligatorio l’utilizzo di soluzioni per la sicurezza dotate di uno scanner http”.

Quasi un utente su cinque tra quelli intervistati corre elevati rischi sui social network perché ha dichiarato di cliccare su tutti i link, siano essi postati da amici o fonti sconosciute. Di contro il 46% degli utenti rifiuta categoricamente di cliccare su qualsiasi link. Il terzo gruppo di risposte è relativo a quegli utenti che cliccano esclusivamente sui link pubblicati dai membri del loro stesso network.


In generale gli utenti più giovani utilizzano i social network più a lungo e in maniera più intensiva rispetto agli utenti più anziani. A dispetto di ciò, però, i “silver surfers” adottano più precauzioni come dimostrato dallo studio di G Data: più anziani sono gli utenti, meno è probabile che questi clicchino su link. Di contro gli utenti più giovani sono più predisposti a correre rischi sui social network. Come l’età diminuisce, così decresce il numero di utenti che operano una distinzione tra link provenienti da fonti conosciute e sconosciute.


Lo studio condotto da G Data evidenzia, inoltre, una leggera differenza nel modo con cui uomini e donne utilizzano Facebook e altri siti simili. Gli utenti maschi corrono più rischi nell’utilizzo di Facebook e, in maniera analoga agli utenti più giovani, non badano se un link proviene da una fonte conosciuta o sconosciuta. Le donne, invece, mostrano di essere più attente ai rischi dei social network e preferiscono cliccare solo su link che provengono dalla loro cerchia di amici. Lo studio sulla sicurezza 2011 di G Data include anche le seguente domandi e tematiche:
  • Cosa sanno gli utenti dei rischi di Internet?
  • Come si proteggono gli utenti contro questi rischi?
  • Quanti Pc non sono protetti?
  • Chi è più informato? I giovani o gli anziani?
  • Gli uomini sono davvero I migliori navigatori?
Studio sulla sicurezza 2011 di G DataSecurity Survey: in che modo gli utenti affrontano I rischi di Internet?
L’azienda tedesca ha intervistato più di 15.000 Internet in undici differenti nazioni, facendo a essi dettagliate domande sulla protezione da virus, il malware e i comportamenti sui social network. i risultati sono stati poi analizzati e comparati con l’attuale status delle minacce in Internet. Potete scarica tutta la ricerca dal seguente link: http://www.gdatasoftware.co.uk/uploads/media/GData_SecuritySurvey_2011_EN_02.pdf.

Sofware gratuito per proteggersi dai siti pericolosi.

G Data CloudSecurity blocca i siti dannosi prima che questi possano causare Danni. Questo plug-in è compatibile con tutti i software antivirus gratuiti ed è utilizzabile subito dopo l’installazione. Non sono necessari update perché, più utenti utilizzano il plug-on, più dati sui siti pericolosi vengono condivisi nel cloud. Gli utenti possono inoltre riportare i siti sopetti attraverso il plug-in. In questo modo gli esperti dei G Data SecurityLabs possono verificarli e dare un feedbacl direttamernte nel cloud. Immagini:  GData.com