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Kaspersky, gang cybercriminale Fin7 risorge dopo arresto dei leader


Secondo gli esperti di Kaspersky, Fin7 potrebbe aver esteso il numero di gruppi che operano sotto il suo ombrello; aumentato la sofisticazione dei suoi metodi; e si sarebbe persino posizionato come legittimo venditore di sicurezza per reclutare impiegati professionisti e ingannarli per aiutarli a rubare risorse finanziarie. Fin7 si crede che sia dietro gli attacchi rivolti a diversi settori negli Stati Uniti da metà 2015, lavorando in stretta collaborazione e condividendo strumenti e metodi con la famigerata gang Carbanak. Dopo l’arresto, nel 2018, di diversi individui sospettati di essere i leader delle famigerate cybergang FIN7 e Carbanak, si pensava che il gruppo di cybercriminali si fosse sciolto.

Polizia di Stato, operazione Cloud antipedofilia online: stroncata Rete


La Polizia di Stato, coordinata dalla Procura Distrettuale di Catania, ha concluso un’operazione di polizia giudiziaria individuando un’associazione a delinquere finalizzata allo scambio, divulgazione e distribuzione di materiale “pedoporno”. E’ una delle prime indagini in Italia in cui viene contestato il delitto associativo in relazione ad un sodalizio virtuale nato e sviluppatosi esclusivamente sulla Rete con lo scopo della divulgazione e detenzione di materiale pedopornografico. Diciassette le persone indagate, di queste, tre sono state arrestate in flagranza per la detenzione di ingente quantitativo di immagini  e video ritraenti minori impegnati in scene di sesso anche con adulti o in pose erotiche.

Polizia di Stato: i dettagli dell'operazione Unmask contro Anonymous


Hacker italiani del gruppo di Anonymous arrestati dalla Polizia di Stato. Nelle ultime ore la Polizia di Stato ha portato a termine un’articolata operazione, frutto di lunghe e laboriose indagini che hanno permesso di individuare una cellula criminale al vertice dell’attuale panorama hacktivista italiano, responsabile nel tempo di numerosi attacchi ai danni dei sistemi informatici di importanti infrastrutture critiche, siti istituzionali e di rilevanti realtà economiche del paese, da ultimo anche i sistemi informatici di Expo 2015 e del Ministero della Difesa nell’ambito della campagna Antimilitarist (#2), con pubblicazione di un corposo leak di materiale proprio nella giornata di lunedì 20 maggio.

G Data: non proteggere i dati sensibili da attacchi informatici è reato


Ancora troppo spesso la sicurezza informatica fa le spese di un “toto probabilità” decisamente inadeguato in risposta al panorama delle attuali minacce informatiche. Se non proteggere i dati è un reato, chi propone software gestionali dovrebbe integrare soluzioni per l’integrità dei dati nella propria offerta, attivandosi in un ambito dell’information technology, quello della sicurezza IT, che, vista la creatività degli hacker, non conosce crisi. Con cinque milioni di euro l'importo delle sanzioni applicate dal Garante privacy e riscosse dall’erario nel solo secondo semestre dell’anno 2014 segna un incremento di quasi un milione rispetto al 2013, circa il 20 percento in più.

Operazione mondiale contro Blackshades, pc zombie per rubare dati


Una serie di Botnet, ovvero reti di pc zombie che, all'insaputa dei legittimi proprietari, venivano utilizzate per compiere attacchi informatici e rubare informazioni e dati sensibili. E' la scoperta fatta dai cyber-detective del Servizio polizia postale e delle comunicazioni (Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche), che a conclusione dell'operazione denominata "blackshades" - dal nome del malware usato per propagare l'infezione - hanno identificato e denunciato a piede libero 13 hacker, "tutte persone altamente preparate dal punto di vista tecnico-informatico".

Blitz della Polizia contro Anonymous e gli hacker passano al contrattacco


Il sito internet del tribunale di Roma è stato hackerato oggi e reso irraggiungibile. L'attacco, rivendicato da Anonymous Italia, ha tutte le caratteristiche di una vendetta, dopo gli arresti domiciliari di venerdì scorso ai danni di quattro presunti hacker. L'operazione che ha portato agli arresti si chiama "Tango Down" ed è stata condotta dagli uomini del Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche della Polizia postale.

Sgominata la banda specializzata nel virus che prende in ostaggio il PC


Il ransomware è un tipo di software maligno che a nome di varie forze di polizia congela il computer e chiede il pagamento di una multa di 100 euro per l'accesso alle pagine contenenti pornografia infantile o siti di condivisione di file. Gli agenti hanno interrotto la cellula finanziaria dell'organizzazione situata in Costa del Sol e il riciclaggio del denaro guadagnato con questo tipo di frode, da questo gruppo che ha ottenenuto poco più di 1 milione di euro all'anno.

FBI: cybercriminali arrestati grazie a Facebook, infettati 11 milioni di PC


Gli investigatori guidati dal Federal Bureau of Investigation (FBI) con l'aiuto di Facebook, hanno sventato un cerchio criminale internazionale che ha permesso d'infettare 11 milioni di computer in tutto il mondo. L'FBI, in collaborazione con il più grande social network del mondo, e diverse agenzie internazionali di polizia hanno arrestato 10 persone che avrebbero infettato i computer con i software maligni Yahos e Slenfbot, allo scopo di rubare i codici delle carte di credito, bancari e altre informazioni personali.

Meno del 50% dei ragazzi conosce le impostazioni privacy Facebook


È stato presentato ieri al Viminale "Per un web sicuro", progetto promosso da Moige - movimento genitori, in collaborazione con Trend Micro, Cisco e Polizia Postale e delle Comunicazioni e con il patrocinio di Anp - Associazione Nazionale dirigenti e alte professionalità della scuola, con l'obiettivo di sensibilizzare ragazzi, genitori e insegnanti su un uso corretto e responsabile della rete. Presente Milly Carlucci, madrina dell’iniziativa. 

Da una ricerca condotta da SWG per il Moige - movimento genitori, al fine di comprendere il grado di consapevolezza dei genitori rispetto alla fruizione di media da parte dei minori, è emerso che 7 minori su 10 (70%) navigano in rete quotidianamente. La fruizione di internet da parte dei minori, secondo i loro genitori, è pari mediamente a 52 minuti al giorno , tempo che naturalmente aumenta con il crescere dell’età, passando da poco più di mezz’ora al giorno tra 6 e 7 anni a circa 1 ora e 30 minuti tra 10 e 13 anni. 

Il divertimento e la conoscenza sono le motivazioni principali che appassionano i ragazzi al web: giocare (44%) è l’attività preferita dai giovani internauti, seguita dalla possibilità di reperire informazioni utili per lo studio (40%). Per i figli più grandi la rete diventa, invece, prevalentemente uno strumento di socializzazione : il 58% dei genitori di bambini dai 12 ai 13 anni sostiene che i figli visitano solitamente i siti dei social network e dei motori di ricerca.


I social network sono, infatti, molto apprezzati, come dimostra anche l’indagine condotta da A&F Research con focus group di genitori commissionata da Moige - movimento genitori e Trend Micro: l’82,9% nella fascia tra 15 e 16 anni, e il 74,3% in quella 11-14. Anche un 20% dei più piccoli non è indifferente. Facebook, come prevedibile, la fa da padrone: quasi 9 ragazzi su 10 lo preferiscono. 

L’utilizzo di questi mezzi, inoltre, non è accompagnato da una adeguata consapevolezza dei pericoli per la privacy e da una sufficiente conoscenza delle necessarie misure di protezione. Ad esempio, solo 3 adulti (30%) e 4 ragazzi su 10 (40%) sanno come impostare le regole di privacy nei social network. Sembra prevalere un "controllo ambientale generico" da parte dei genitori, basato su una selezione di tempi e possibilità di utilizzo della Rete e su un generico ricorso al dialogo. 

Le misure di controllo e prevenzione adottate dai genitori, di fatto, non sembrano tra le più severe ed efficaci: 6 genitori su 10 (60%) si limitano a parlare genericamente dell’argomento con i propri figli, 4 su 10 (43%) navigano insieme a loro (ma solo il 28,1% se i figli hanno 15-16 anni) e solo 3 genitori su 10 (33,3%) condividono la scelta dei siti da visitare. 

Il 40% controlla periodicamente siti visitati e le attività online, mentre pochissimi, solo 8 genitori su 100 (7,8%), utilizzano le funzioni di Parental Control messe a disposizione dai software di sicurezza. Dall’indagine SWG, tuttavia, è emerso che 6 genitori su 10 (61%), pur consentendo la navigazione su internet, non nascondono tuttavia una forte preoccupazione. La pedofilia (44%), gli incontri pericolosi (39%), la pornografia (35%) e la perdita di contatto con la realtà (35%) sono i principali motivi di preoccupazione. 

Dai dati forniti dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, la pedofilia on line si conferma l’emergenza maggiore per ciò che concerne il Web: dal 1° gennaio al 30 settembre 2011, sono stati effettuati ben 16.142 monitoraggi e 554 perquisizioni. I denunciati sono stati 685 e gli arrestati 39. Segue la pirateria informatica: nello stesso periodo, vi sono state 264 denunce e 56 perquisizioni, che hanno condotto all’arresto di 2 persone. Fonte: Trend Micro


Truffatore usa Facebook per hackerare account bancari, condannato


Un uomo inglese di Newcastle è stato condannato a 15 mesi di carcere dopo aver ammesso di aver rubato 35.000 sterline dagli account bancari di cui aveva indovinato la password utilizzando le informazioni condivise su Facebook. La sua truffa si è conclusa solo quando l'uomo è diventato troppo sicuro di sé e ha cambiato il suo sistema e le autorità allertate. Secondo il Telegraph, Iain Wood, 33 anni, ha impiegato fino a 18 ore al giorno in linea cercando di carpire le password degli account di altre persone. Wood ha fatto amicizia con le persone che vivono nel suo condominio, e ha utilizzato i loro dati personali in linea per superare i controlli di sicurezza delle banche. 

Nel corso di due anni, tra giugno 2008 e giugno 2010, Wood fece amicizia con le persone su Facebook e ha utilizzato le informazioni condivise per resettare le password della loro banca e altri account. Utilizzando le indicazioni raccolte da Facebook e Friends Reunited, lui avrebbe tentato di rispondere a quesiti di sicurezza come date memorabili, il nome della loro scuola, cognome da nubile della madre, ecc. Le informazioni gli hanno fornito le risposte alle domande di sicurezza e gli ha permesso i controlli di verifica dell'identità al telefono. Ha anche cercato di capire direttamente i codici di accesso delle persone.


La frode è stata resa più facile perché le persone vivono nello stesso blocco di appartamenti di Wood, dandogli la possibilità di intercettare la posta. Tipicamente, Wood ha cambiato l'indirizzo degli account vittime e ritirava denaro contante con le carte che aveva ricevuto per posta. Quando la polizia ha perquisito il suo appartamento ha trovato fatture e documenti rubate dalle cassette postali. Infatti, quando sono venuti a bussare alla sua porta, gli agenti di polizia stavano indagando sul trasferimento fraudolento di 1.500 sterline dall'account di una sua vittima, ma poi hanno fatto delle domande a Wood e si sono resi conto che la frode era probabilmente molto più estesa. 

Il truffatore ha ammesso di aver rubato più di 35.000 sterline (40.000 euro) dagli account di varie persone, denaro che per lo più aveva prelevato a distanza. E' stato catturato quando ha trasferito il denaro rubato direttamente sul proprio conto. "Ricordatevi di essere estremamente attenti alle proprie informazioni che si condividono in rete. Potrebbe essere un utile pezzo del puzzle per un ladro di identità o truffatore on-line. Prendete l'abitudine di pensare che non è necessario rispondere ad ogni domanda su ogni modulo on-line in modo veritiero", ricorda Graham Cluley, senior technology consultant di Sophos.


Se un sito richiede di inserire la vostra data di nascita completa, per esempio, allora si ha una scelta: è possibile decidere di non utilizzare il sito web o fornire la vostra reale data di nascita. "Alcuni siti web includono nei loro termini e condizioni che occorre fornire informazioni accurate, ma non hanno modo di verificare se avete detto la verità - quindi perché rischiare? Facebook, ad esempio, vuole che tu sia onesto sulla tua vera data di nascita, ma immagino che sia più logico dire di essere un ragazzo di 13 anni, ma non di essere nato il 14 agosto piuttosto che il 3 Marzo", dice Cluley. 

Inserire la data propria di nascita privata ​​su Facebook potrebbe non essere sufficiente: pochi anni fa trapelò accidentalmente la data di nascita di tutti, indipendentemente dal fatto che gli utenti avessero scelto di renderla privata o meno, racconta Cluley. Quindi il consiglio dell'esperto è di mentire sulla vostra data di nascita quando è possibile, ma non essere ingannevole per quanto riguarda la vostra approssimativa fascia di età. Allo stesso modo con il nome da nubile della madre (che è una questione di pubblico dominio), rispondere con un nome di fantasia. Per esempio, dire "Xena principessa guerriera", "C3PO" o "Malcolm Muggeridge", e ciò che conta che nessun altro potrà indovinarla.


Le banche dovrebbero fare di più per proteggere gli account on-line. Fortunatamente, alcuni siti bancari si sono resi conto che richiedere queste domande per la sicurezza dell'account può portare a problemi, e avvisano gli utenti di non inserire date memorabili che sono le date di nascita o l'anniversario di matrimonio. Tuttavia, ci sono ancora alcuni siti web che incoraggiano cattive pratiche, ricorda ancora Cluley. Adesso vi sono molte banche che richiedono l'utilizzo dell'autenticazione a due fattori se si vuole trasferire il denaro in un altro account. 

I siti di online banking che utilizzano l'autenticazione a due fattori non si limitano a fare affidamento su di voi, ricordando le risposte alle poche domande di sicurezza, ma richiedono anche l'inserimento di un numero casuale, venuto fuori da un dispositivo hardware portatile che la banca ha memorizzato. Su Facebook è possibile collegarsi a questa pagina ed impostare l'approvazione degli accessi. 

Questo livello di sicurezza rende più difficile la vita ai frodatori, ed è probabilmente il motivo per cui Iain Wood ha dovuto cambiare l'indirizzo degli account. Come individui bisogna essere più attenti sulle informazioni che vengono condivise sui social network, quali domande e risposte, le password che si scelgono sui siti web. Ma le banche dovrebbero mettere in atto più elevati livelli di protezione on-line per ridurre le possibilità di accesso agli account da parte dei truffatori.

Uomo si finge ragazzina e adesca 13enne su Facebook, arrestato


Credete che dall'altra parte ci sia una graziosa adolescente, e invece c'è un uomo trentenne. Un classico degli inganni su Facebook: ci è caduto, vittima della giovane età e dell'inesperienza, un tredicenne milanese. L'uomo, ottenute con l'inganno alcune foto che ritraevano il ragazzino nudo, lo ha ricattato e costretto a consumare con lui atti sessuali.

Ha approciato la sua vittima su facebook fingendosi una ragazza e convincendolo a mandargli foto in cui posava nudo per poi ricattarlo e costringerlo ad atti sessuali. ma e' stato arrestato.

Gli agenti del commissariato Scalo Romana di Milano hanno infatti eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo C.M., 32 anni, pregiudicato, residente nella provincia di Cuneo, single, solito ad arrangiarsi con lavoretti saltuari, con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di un 13enne milanese. 

Secondo quanto hanno ricostruito le indagini, nel dicembre scorso l'uomo, fingendosi una ragazza, aveva contattato su Facebook il ragazzino e lo aveva convinto ad inviargli delle foto in cui posava nudo.

Come riporta Adnkronos, il 32enne aveva poi cercato per due volte di incontrare di persona il giovanissimo fino a quando, stufo dei rifiuti, gli ha rivelato la sua identita' e ha iniziato a ricattarlo minacciandolo che se non avesse voluto incontrarlo avrebbe spedito le foto compromettenti a genitori e amici.

Terrorizzato, il ragazzino ha così ceduto al suo aguzzino subendo atti sessuali in quattro diversi incontri nei pressi della stazione Romolo della metropolitana milanese. Provato, il minore ha iniziato a manifestare un comportamento anomalo che ha insospettito i genitori che hanno scoperto sul suo cellulare un sms del pedofilo.

Il ragazzino ha cosi' raccontato le violenze e il ricatto a cui era sottoposto, e con i genitori si e' rivolto al commissariato per sporgere denuncia. Venerdi' scorso gli agenti si sono presentati nell'abitazione del 32enne e dopo aver sventato un suo tentativo di fuga dal tetto della mansarda, lo hanno arrestato.

In casa, gli agenti hanno sequestrato un gran numero di video e foto pedopornografiche, tra cui quelle di altri ragazzini che l'uomo potrebbe aver approcciato sempre via Facebook. Le indagini sono ancora in corso e potrebbero portare a identificare altre vittime del pedofilo. L'uomo, che non è sposato, risulta già condannato per detenzione di materiale pedopornografico.

Pedofilia: smantellata rete sul Web, oscurato sito chiamato orgoglio pedofilo


Identificati 173 minorenni vittime di abusi, 459 indagati e 71 persone arrestate. E' il bilancio provvisorio dell'operazione 'Rescue', coordinata da Eurojust, contro quella che la polizia postale di Catania ritiene la piu' grande rete internazionale di pedofili con collegamenti in varie parti del mondo. Gli indagati avevano un loro sito internet, www.boylover.net, ubicato in Olanda, che e' stato oscurato da Europol.


I Paesi interessati sono Australia, Belgio, Canada, Grecia, Islanda, Italia, Olanda, Nuova Zelanda, Polonia, Romania, Spagna, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti. L'indagine è partita dalla polizia postale di Catania, unica città italiana coinvolta nell'operazione. Sono 18 gli italiani coinvolti, uno di questi è stato arrestato per produzione di materiale pedo-pornografico. L'analisi del materiale ha consentito di individuare un bambino italiano, residente in Sicilia, abusato e ripreso in un video.

Nel 2007 l'associazione Meter di Don Fortunato Di Noto segnalò alla polizia postale di Catania il forum 'La stanza italiana' all'interno del sito www.boilover.net, sito web olandese che raggruppava i pedofili di tutto il mondo. Gli iscritti alla 'stanza italiana' si dichiaravano sostenitori del pensiero pedofilo.

Erano soliti scambiarsi notizie attinenti al sesso con minori e giustificavano anche ideologicamente queste loro attrazioni sessuali; davano consigli su come adescare bambini; indicavano siti web ove era possibile attingere foto e video dal contenuto pedo-pornografico; si raccontavano storie di incontri sessuali con minori e immettevano test per 'misurare' l'attrazione sessuale verso i bambini. Inoltre a giugno di ogni anno gli iscritti festeggiavano anche la 'giornata dell'orgoglio pedofilo' incitando eventuali adepti ad accendere una candela di colore blu.

Dopo la segnalazione di Meter, la Procura distrettuale etnea ha autorizzato i poliziotti a svolgere attività sotto copertura, posta in atto fino al 2009. L’indagine italiana si è incrociata e coordinata con quella dei colleghi inglesi del Ceop (Child exploitation and online protection), l’organo della polizia britannica deputato al contrasto della pedopornografia). Grazie all'attività investigativa sono stati identificati tre italiani, il creatore e l'amministratore del forum italiano.

Al fine di identificare compiutamente tutti i rimanenti iscritti italiani della comunità di pedofili, il magistrato che ha coordinato le indagini Marisa Scavo, unitamente al funzionario della polizia postale di Catania, ha preso parte ad Eurojust, un incontro operativo presentando apposita rogatoria alle Autorità olandesi. L'arresto del gestore del sito da parte della polizia olandese, ha consentito la completa acquisizione dei dati informatici e la successiva analisi da parte di Europol che ha trasmesso ad ogni Paese interessato le informazioni utili per individuare gli utenti scritti e che partecipavano attivamente al sito che contava oltre 70 mila membri.

In questo modo la polizia postale ha identificato altre 15 persone italiane, per un totale di 18 connazionali che erano gli utenti iscritti partecipanti attivamente al sito. Sono state compiute intercettazioni telematiche e telefoniche. ''E' finalmente scattata la prima operazione internazionale contro i 'pedofili culturali', le loro reti, i loro traffici e abusi su minori. L'operazione di oggi è la dimostrazione che quando Meter e don Di Noto hanno denunciato reti di lobby pedofile di finti 'intellettuali' hanno visto giusto'', afferma in una nota l'Associazione Meter di Avola.

Rapisce figlia di 4 anni e ne abusa, arrestato grazie a Facebook


Secondo confidenze fatte dalla piccola, il padre, 39enne marocchino, avrebbe anche abusato sessualmente della figlia. Grazie ad un annuncio su Facebook, la bimba ha potuto riabbracciare la madre. Messa a lavorare e a sbrigare faccende domestiche, è stata ritrovata deperita e terrorizzata. Sottrazione e trattenimento di minore all’estero, abbandono di minore, violenza sessuale su minore e tentata violenza privata: sono i reati che hanno portato in carcere un uomo di 39 anni, un marocchino che vive a Livorno, arrestato dalla squadra mobile livornese in esecuzione di misura cautelare.

Pedofilia: adescava ragazzine con falso profilo su Facebook, denunciato


Adescava le ragazzine su Facebook, si faceva mandare video compromettenti e poi le ricattava. Un uomo di 30 anni di Ventimiglia è stato denunciato per estorsione e detenzione di materiale pedopornografico. L'uomo aveva utilizzato un account con dati di fantasia, in modo da non rivelare la sua identità. Ottenuto il video è scattato il ricatto: "Paga o pubblico le immagini su Facebook". E la ragazzina aveva dovuto consegnare 50 euro per evitare la pubblicazione. Durante la perquisizione a casa dell'uomo la polizia ha sequestrato un pc dentro il quale è stato trovato materiale pedopornografico. Le ragazze adescate hanno tra i 13 e 14 anni. L'uomo, un incensurato di 30 anni, residente a Ventimiglia ma dipendente di una macelleria in Francia, aveva creato un falso profilo sul social network con il nome "Davide Balestra".


Dopo aver carpito la confidenza e la fiducia delle ignare ragazzine procedeva al ricatto vero e proprio. Si fingeva loro coetaneo ed anche le foto del suo profilo ritraevano un ragazzo sui 18 anni. I soldi chiedeva fossero messi in una busta e abbandonati sul tavolo di un bar. Un caso analogo è stato quello di un milanese di 28 anni, che su Facebook adescava ragazzine spacciandosi per fotografo addetto al casting per la pubblicità di una linea di costumi da bagno di Hello Kitty. Ovviamente l’orco mentiva ma grazie a questo stratagemma, facendosi scudo con l’immagine rassicurante della gattina giapponese, riusciva a convincere le sue vittime a spogliarsi in webcam e valutare così la rispondenza ai requisiti fisici necessari per le modelle della campagna promozionale. I video venivano immagazzinati dal sedicente fotografo e furono trovati dalla polizia postale nel corso della perquisizione domiciliare.


L’adescatore fu stato stanato con un’operazione on line sotto copertura: una poliziotta si mise al PC fingendo di essere una bambina e raccolse le prove dell’azione subdola messa in atto dal maniaco per convincere le vittime a spogliarsi. Il successivo blitz portò alla scoperta di una grande quantità di immagini di bambine e ragazzine nude in pose erotiche. Per l’uomo, che è tuttora detenuto, scattarono le manette il 6 gennaio scorso, con la pesante accusa di produzione di materiale pedopornografico. La pedofilia è sempre e comunque dietro l’angolo, ma ciò che fa riflettere è soprattutto la mancanza di pudore e di ingenuità delle ragazzine di oggi che già a 13-14 anni sono pronte a mettersi in posa e “regalare” scatti hot. Nel 2010 sono state arrestate dal compartimento regionale della postale 3 persone per reati legati alla pedopornografia in rete, 10 sono state le denunce, 39 le perquisizioni, 332 i siti monitorati.

P2P: Ika-tako, il trojan che distrugge i file di sistema



Un nuovo pericoloso virus arriva dall’Oriente. Secondo quanto riportato dal sito giapponese Asahi.com, tale Masato Nakatsuji è stato arrestato con l’accusa di aver realizzato un micidiale virus Ika-tako (in giapponese Squid-Octopus) che, una volta infettato un PC, cancella in modo permanente tutti i file memorizzati su di esso e li sostituisce con manga di creature marine, in particolare calamari, polpi e ricci di mare. A sua discolpa il cracker ha detto che ha creato il virus per impedire agli utenti di scaricare illegalmente film e manga dalle reti P2P.

Il virus si traveste in file musicali, che gli utenti poi scaricano. Una volta che il file viene riprodotto, il malware viene eseguito attraverso il disco rigido del computer, infettando qualsiasi cosa, da foto di famiglia a importanti file del sistema operativo. I file infetti vengono rimossi o scambiati con immagini di calamari, polpi o ricci di mare. Il trojan, che ha già infettato decine di migliaia di computer (si stima tra i 20.000 e i 50.000 PC), insieme ai manga visualizza sul monitor anche alcuni messaggi di avvertimento del tipo “Finiscila di scaricare dai canali P2P altrimenti verrà contattata la Polizia”. 

Non è la prima volta che Masato Nakatsuji si confronta con le forze dell’ordine, è stato già arrestato nel 2008 per violazione delle leggi sul Copyright. In quel caso il cracker aveva usato le immagini del manga cartoon Clannad. Il trojan creato da Nakatsuji è singolare poichè elimina i file dall’hard disk, li sostituisce con i manga visualizzando anche messaggi di avvertimento tipo “Smettila di scaricare via P2P oppure verrà contattata la Polizia”. Il Trojan di Nakatsuji invia i dati del PC Vittima a un Server prima di procedere alla cancellazione e sostituzione dei dati.


L’arresto di Nakatsuji è singolare. E’ la prima volta che Tokyo ha arrestato un creatore di un Virus con l’accusa di “distruzione di proprietà”. La polizia di Tokyo ha voluto incriminare Asahi per distruzione di proprietà poichè i file del computer vittima venivano cancellati e sotituiti da Manga. Esiste comunque la (remota) possibilità di recuperare i file cancellati. Prima d’essere stato arrestato dalla Polizia Masato Nakatsuji ha detto: “Non vedevo l’ora di mettere alla prova le mie conoscenze di programmazione per capire se erano migliorate dopo l’ultima volta che ero stato arrestato”. 

Masato Nakatsuji ha invocato a propria difesa il pericolo che l’industria dei Manga smetta di creare fumetti oppure di realizzare Film visto il dilagare del P2P e dei download illeciti. Masato ha detto che, qualora i film vengano scaricati illegalmente, vi è un rischio esistente che le TV blocchino la programmazione di Film Manga. Pochi piangono l’arresto di Asahi, tra questi vi è sicuramente la RIAA che ha perso un ottimo elemento. Per proteggersi da questo malware l'esperienza insegna che è necessario disporre di un buon antivirus, porre molta attenzione prima di procedere al download di qualsiasi programma attraverso la rete P2P e verificare eventuali file .zip che possono contenere virus.

Via: Pc World
Foto: Blog

Truffa su Ebay: denunciato un salernitano, i consigli per acquisiti sicuri


Un salernitano di 42 anni è stato denunciato dalla Polizia Postale di Caltanissetta per truffa a mezzo internet perché avrebbe effettuato in rete proposte di vendita ingannevoli, inducendo utenti ad acquistare materiale che, dopo essere stato pagato, non sarebbe mai stato recapitato.

L'attività di indagine è stata avviata dopo la denuncia di un nisseno che sul portale di aste on line Ebay aveva acquistato dall'uomo un radio ricevitore al prezzo di 100 euro, effettuando il pagamento tramite vaglia postale.

Con la collaborazione delle Poste Italiane di Salerno, la Polizia Postale di Caltanissetta ha accertato che effettivamente il salernitano aveva riscosso la somma pattuita. L'uomo non è riuscito a fornire la prova di aver spedito al compratore la merce venduta.

Di seguito alcune dritte da parte d'un utente Ebay per aiutare ad evitare qualche fregatura.
  • Chiedere la consegna a mano dell'oggetto anche se si abita a 500 km di distanza giusto per verificare la risposta del venditore (un truffatore inventerà solo scuse).
  • Verificare i feedback. Non servono i positivi, dovete verificare che ha venduto di recente e che venda cose attinenti a quelle che comprate (se nuove) esempio. Uno che ha i feedback perchè vende penne non può vendere 10 telefonini in asta.
  • Chiedere di accettare paypal. La risposta sarà che paypal non è accettato per le commissioni troppo alte. Proponete il pagamento della percentuale in più. Se accetta potete pagare anche con altro metodo. Se rifiuta lo stesso, state alla larga.
  • Almeno che non si tratta di un negozio con 15000 feedback evitate tutti gli utenti che mettono in asta 5-6 oggetti costosi. Ad esempio 7 telefonini con scadenze nello stesso giorno: nessuno lascia al caso il prezzo di questi cellulari, il 100% è truffa.
  • Chiedere contrassegno (anche se non lo volete) facendovi carico delle spese aggiuntive. Se rifiuta lasciatelo perdere, se accetta ritornate al mezzo di pagamento a voi più comodo.
  • Chiedere un contatto telefonico. In genere nelle truffe non ve lo danno, nel caso contrario parla uno straniero (state sicuro che non vi arriva nulla).
  • Prezzi troppo bassi uguale fregature. Pensate a questo: se trovo un cell in strada di 500 euro lo vendo a 100-200 euro? No e nessuno lo fa. Si risparmia su ebay un 25-30% del prezzo normale. Il prezzo deve essere conveniente no un regalo.
  • Accettano poste pay o vaglia con nome differente dall'account o straniero, oppure utente di Bologna e vaglia postale a Milano, per esempio.
Via: Thefire2007

Polizia postale arresta pirata informatico e complici

Riciclaggio, favoreggiamento, uso illecito di carte di credito e sostituzione di persona: è per queste accuse che il compartimento polizia postale e delle comunicazioni di Napoli ha eseguito sette provvedimenti di custodia cautelare. A finire in manette tra gli altri Fabrizio Iannelli, considerato un noto pirata informatico.

Le misure - domiciliari, obbligo di firma e deferimento in stato di libertà - sono scattate nell'ambito dell'operazione 'Panni sporchi' al termine di attività investigative durate oltre due anni. Iannelli - che già era stato arrestato ma che ora era libero in quanto scarcerato per decorrenza dei termini - aveva già in passato occultato, secondo quanto riferito dalle forze dell'ordine, somme di denaro.

In particolare, le aveva trasferite su conti correnti e di deposito stranieri a lui intestati, facendole transitare, attraverso il web, su depositi di conti giochi tenuti da società di scommesse sportive o su conti correnti tenuti da banche on-line, intestati a svariate persone. A queste ultime aveva precedentemente carpito le generalità, al fine di mascherare la sua vera identità e, quindi, depistare le eventuali indagini di polizia.

Un'attività che aveva portato avanti anche dopo il suo arresto, indicando ai congiunti tempi e modi di trasferimento di denaro su loro conti correnti o altri strumenti finanziari agli stessi riconducibili. Tali capitali, dapprima gradualmente trasferiti on-line dallo stesso Iannelli su conti correnti ungheresi, thailandesi e di altri paesi extraeuropei, successivamente sono stati capitalizzati dai suoi parenti mediante prelievi Atm, apertura di fondi assicurativi, versamenti su conti correnti italiani agli stessi intestati, per un ammontare complessivo di circa 200.000 euro.

Fonte: http://napoli.repubblica.it/cronaca/
Tags: Arresti, Polizia Postale

L’Fbi arresta il cybercriminale più ricercato al mondo dopo indagine di 5 mesi


In un'operazione congiunta l'FBI e le autorità internazionali hanno arrestato un cracker ritenuto responsabile della creazione del codice di un virus altamente pericoloso che ha infettato oltre 12 milioni di computer in più di 190 Paesi e danneggiato i database delle maggiori banche e corporazioni di tutto il mondo.

Vessava la ex su Facebook: arrestato a Catania


Dalla postazione di un internet point di Catania diffamava e minacciava la sua ex compagna. Secondo quando accertato dagli uomini del Compartimento della Polizia postale e delle comunicazioni di Catania, lo stalker aveva creato sul noto social network dei profili con i dati della vittima, pubblicandone le foto e aggiungendo falsi commenti di uomini su di lei, anche a nome di persone inesistenti, tramite i quali diffamava in maniera grave la donna.

Protagonista della vicenda un incensurato di 38 anni, L. F. S., che è stato arrestato in flagranza di reato dalla polizia postale di Catania per stalking. L'uomo è stato sorpreso in un Internet point mentre minacciava la sua ex on line. Le vessazioni, secondo quanto emerso dalle indagini della polizia, non avvenivano soltanto sul web. La giovane aveva piu' volte denunciato le molestie, risalenti al marzo di quest'anno e l'uomo era stato identificato e denunciato a piede libero.


L'indagato, pero', aveva continuato a perseguitarla, anche con continue telefonate. In un'occasione, l'arrestato aveva scritto frasi ingiuriose nei confronti della sua ex su muri di palazzi vicini al luogo dove la donna lavora. L'arresto del 38nne è stato convalidato dal sostituto procuratore della Repubblica Andrea Bonomo che ne ha disposto il trasferimento nella casa circondariale di piazza Lanza.

E sono oltre 7.000 le persone denunciate per stalking, da quando il reato e' stato introdotto in Italia, nel febbraio 2009, 1.200 gli arresti. Solo nei primi tre mesi del 2010 le persone denunciate per stalking sono state 1.592 e gli arrestati 293, con una lieve diminuzione delle denunce rispetto all'anno scorso. A denunciare sono in gran parte donne, ma non mancano gli uomini vittime di questo reato: nel 2009 erano il 20,4%, nei primi tre mesi del 2010 sono passati al 21,06%. Fonti: Agi/Ansa

Truffe on line: smantellata a Roma banda di cybercriminali, 19 arresti

E’ una delle piu’ grosse organizzazioni criminali mai individuate nel settore del craking, della contraffazione di carte di credito e delle truffe via internet quella che emerge dall’indagine “Match Point”, sviluppata dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e che oggi ha portato all’esecuzione di altri 19 arresti dopo i 23 eseguiti lo scorso maggio.




L’organizzazione, gestita da un pregiudicato calabrese ex collaboratore di giustizia, aveva messo in piedi un colossale giro di affari grazie all’alleanza con gruppi di hacker russi specializzati nel furto di dati informatici, mediante intrusioni sui server di importanti societ finanziarie, e nella gestione di un florido mercato clandestino di informazioni riservate su carte di credito e conti correnti in favore di organizzazioni criminali operanti in tutto il mondo.



Il gruppo criminale attivo in Italia acquistava su chat criptate i dati necessari per falsificare carte di credito, documenti d’identità, buste paga, atti societari, con cui venivano svolte decine e decine di truffe on line e a danno di istituti bancari ed esercizi commerciali. Tra i cittadini truffati, anche molti utenti della rete internet alla ricerca di case di villeggiatura per la stagione estiva. L’operazione dei carabinieri tuttora in corso su varie località del territorio nazionale (Roma, Pisa, Cosenza e Siracusa) e ha portato all’esecuzione di 19 misure cautelari personali.




La banda era stata già colpita nel maggio scorso con l’esecuzione di altri 23 arresti. Gli hacker acquisivano dai colleghi russi numeri di carte di credito, nomi e indirizzi, date di nascita, password, conti bancari, attraverso canali di comunicazione criptati. I maggiori centri erano in Calabria e nella capitale (Roma) , mentre le cellule operative sgominate erano dislocate in molte città d’Italia, tra cui Milano, Brescia e Napoli. Tra i cittadini truffati, anche molti utenti della rete internet alla ricerca di case di villeggiatura per la stagione estiva, centri commerciali e negozi di lusso.

Via: Tgcom

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